venerdì 16 ottobre 2015

Falun Gong e "Le tre vite del ragazzo di Tien An Men"

Sabato 17 ottobre, ore 21 al Teatro La Baracca, quarta replica dello spettacolo "Le tre vite del ragazzo di Tien An Men".
Trascrivo un commento di un praticante del Falun Gong sullo spettacolo:


 "Lo scorso venerdì sera (n.d.r, era sabato), al termine dello spettacolo, mi è stato difficile buttare giù, su due piedi, un pensiero più articolato su quanto avevamo appena visto. Ora, con un po più di calma, posso dirvi, anche a nome di Graziella,  che lo spettacolo che avete messo su, con tanto coraggio, è davvero notevole. 
All'uscita la prima cosa a cui ho pensato è che siete due istrioni, ma non nell'accezione del termine che un vocabolario definisce tale, bensì nella vostra capacità di calarvi nei panni dei personaggi così intensamente da sembrare una vera e propria metamorfosi, 
che è ben lungi dalla semplice rappresentazione o narrazione.
Ancor più difficile se si pensa che era un uno e trino, insomma una bella prova di bravura.
Complimenti!
Per noi, che siamo praticanti del Falun Gong, è stato ancora più facile, e contemporaneamente più doloroso seguirvi, poiché leggiamo costantemente notizie riguardanti la persecuzione che i praticanti, nonostante il blocco internet imposto dal regime, riescono a far pervenire all'estero.
Con questa vostra denuncia avete provato anche voi, per la prima volta, credo,  cosa vuol dire denunciare pubblicamente i misfatti del regime cinese e cosa pensano e come reagiscono i cinesi residenti di fronte a queste notizie".  Michele e Graziella.

Regione Toscana: manca l'assessore alla cultura

Forse, presi da problemi e aspetti della vita ben più importanti, non vi siete resi conto, o Toscani, che vi manca l'assessore alla cultura.

O come mai, ancora dopo diversi mesi, ancora non è stato nominato un assessore alla cultura alla regione più culturessa d'Italia?

Qualcuno obbietterà: non se ne sente proprio la mancanza.

E' vero, tuttavia i soldi qualcuno li gestisce e li distribuisce, e la scelta va fatta.

La scelta, se scelta ci sarà, chissà che non si tenga tutto nel suo ufficio Ser Rossi da Bientina onde evitare altre pubblicità tarocche come fu nel 2013,  sarà fatta in quale direzione? Saranno ancora gli 'aperitivi sul mare', e di nuovo e sempre più la confusione fra cultura e turismo, fra teatri e vetrine come testimoniano anche le ultime nomine ai pam della cultura, insomma sarà sempre di più la cultura metamorfizzata in San Turismo Salvatore e sua sorella Promozione Economica, e ancora vedremo tuffo di assessore in acque tirreniche per promuovere la stagione balneare come fece qualche passata assessora sirena?
La domanda urge risposta.

Intanto ecco la carrellata della pubblicità tarocca finanziata con i nostri soldi, che  fu velocemente ritirata a causa delle polemiche, e il tanto sbandierato filmetto pubblicitario. Falso come il turismo.











giovedì 15 ottobre 2015

Teatro La Baracca: qui, emozioni

Così mi fermano per strada e mi chiedono: 
-Ma il teatro La Baracca, chiude? -

Rimango sorpresa, casco dalle nuvole. Rido.

-No.  La Baracca non chiude, né smette di essere un teatro o comunque un luogo culturale. -

Ora forse perché a Prato hanno chiuso librerie e tante attività culturali, e forse perché altre sono in procinto di, ecco che qualche maligno vorrebbe che anche questo teatro indipendente chiudesse.

E mette in giro voci non vere. Del tutto inventate.

No, non si chiude. D'altronde non ho nemmeno 'aperto'. Feci una piccola festa, tanti anni fa, invitando alcune persone quando finimmo di ristrutturare, diciamo così, mio padre e io, quello che era un rudere.

Poi, negli anni, è stato un susseguirsi di attività, laboratori, spettacoli, incontri. 
Certo, non è il luogo dei 'numeri' o dei successi così come li intendono altrove. E non vuole nemmeno esserlo. Non è un teatro-supermercato.

Magari, invece di cascare tutti scandalizzati e inorriditi per il fatto che le attività culturali chiudono, si dovrebbe, e l'ho già detto, essere meno ipocriti o maligni e sostenere chi ha la forza di intraprendere percorsi indipendenti. Ma non si fa.

Invece chi mi chiede se il teatro chiude o meno, non so nemmeno se ci sia mai entrato. 
Non ha mai voluto provare un'emozione come questa, entrare in un luogo bellissimo; sì, un luogo di pensieri ed emozioni.

Credo che la classe politica fosse onesta e avesse a cuore la vita dei propri cittadini, dovrebbe sostenere con la propria presenza, costante, quello che si fa in luoghi come questi, che aiutano a vivere meglio. Invece non solo mostrano indifferenza assoluta,  ma anche disprezzo.

Ho deciso, metterò la scritta: "Teatro La Baracca: qui, emozioni".



mercoledì 14 ottobre 2015

Sindaco, bla bla bla bla?

Sindaco, ma dove sei.

Abbiamo un mucchio
di problemini
non son piccini
eh, non si fa...

Al Gabinetto
ci hanno detto
che non è facile
trovarti a letto.

E che si fa?

Bla bla bla bla?

Qui, se piove forte
s'allaga a morte.

Non puoi tornar?

Bla bla bla bla?

Fruga nella tua tasca,
ci trovi il voto
è fatto a nodo
e non ti basta?

Tu non ci sei
tu sei altrove
a qualche tavolo
di altra corte,
non si sa dove.

Bla bla bla bla?

La tua consorte
non dice niente,
ti lascia star?

Gli altri signori?
Son scompariti
dopo le feste
dopo gli inviti!

Da qualche parte
porta anche il coro
il fazzolettino
col voto-nodo...

Ma non si trovan
nemmeno loro!

Bla bla bla bla?

Ritorna al tempio
Dà tu l'esempio!

Noi stiamo qua!
Nulla è cambiato
dal di' elettivo,
se non ritorni
mi fo cattivo!

Ridammi il voto
porcamiseria...
Ah non si fa?

Ah, non è seria
questa città!

Al Gabinetto
ci hanno detto
se vi va bene
c'è un altro sindaco.

Dichecittà?

Dicheccittà,
ma che sarà?

O mamma santa,
si son scambiati
i nostri voti
la roba tanta,
eh, non si fa!

Al Gabinetto
ci hanno detto
Chesipoffa'.

Chessipoffa'
che corte è?

Voracittà?

CONVEGNO "I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELL'ELBA"

Ricevo il comunicato relativo a questo convegno sull'Elba, di cui avevo già anticipato la notizia qualche tempo fa. Finalmente una visuale diversa di un'isola da noi soltanto considerata ormai solo turisticamente.



I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELL’ELBA: UN CONVEGNO A 360° FRA CONOSCENZA E PROSPETTIVE DI VALORIZZAZIONE

MARCIANA MARINA - Venerdì 16 ottobre alle ore 9, al palazzetto dei congressi di  Marciana Marina, si aprirà il convegno nazionale sui beni culturali e paesaggistici  elbani “Anatomia di un patrimonio da proteggere, conservare, valorizzare. A indagare  a 360°, secondo una molteplicità di punti di vista, sul nostro heritage, vale a dire sul retaggio culturale da custodire e da tramandare, con un notevole sforzo organizzativo dell’Associazione Ilva-Isola d’Elba” e del Comune di Marciana Marina sono stati  chiamati 21 relatori specialisti o studiosi di discipline diverse ma complementari.
Alle relazioni vanno aggiunte alcune comunicazioni di fine sessione. Gli inviti spediti assommano a 750. Ad approfondire le conoscenze – condicio sine qua non per la tutela e la valorizzazione - su questo o su quell’argomento sarà un gruppo di professori  universitari, tutti molto noti nel loro ambito di ricerca.
Comincerà Francesco  Mallegni (già università di Pisa), antropologo, che passerà in rassegna le tracce  lasciate All’Elba dai nostri più antichi progenitori, a partire dall’Homo heidelbergensis di quasi 200 mila anni fa per arrivare ai cosiddetti gruppi di Rinaldone, dell’età dei metalli, che occuparono saldamente l'isola da cui ricavano non solo il sostentamento nutrizionale, ma anche la possibilità di commercio e di scambio attraverso lo sfruttamento dei minerali di rame.
Seguiranno (tutti dell’università di Firenze) Carlo Alberto Garzonio, Paolo Casini, Massimo Coli, Giuseppe Centauro: i primi due geologi, il terzo studioso d’arte e il quarto paesaggista ed esperto di restauro architettonico. Garzonio esaminerà i geositi del versante settentrionale del Capanne e il rapporto che si è instaurato nel tempo fra strutture geologiche e gruppi umani. Coli si occuperà della lavorazione antica del granito sotto una prospettiva del tutto originale, mentre Casini si soffermerà sui beni materiali ed immateriali, dalle testimonianze devozionali alla musica tradizionale. Centauro proporrà la sua analisi sui percorsi di riscoperta culturale e paesaggistica, dai miti alla realtà. Sul paesaggio, e sui problemi relativi, baserà la sua relazione anche Riccardo Lorenzi (Soprintendenza alle Belle Arti di Pisa e Livorno).
Fra i protagonisti del convegno ci saranno anche gli Etruschi, che devono essere conosciuti meglio: ne parleranno gli archeologi Carmine Pellegrino (università di Salerno) e Michelangelo Zecchini, che farà il punto sugli studi in corso sull’ipogeo di Marciana. Concluderanno Antonio Carmilla, sulle esperienze di costruire in terra cruda e l’architetto Guido Iannone sulla sperimentazione di tecniche di restauro nella Torre di Marciana Marina.  
A dare man forte ci sarà una nutrita pattuglia di studiosi elbani, con le rispettive Associazioni, i quali da anni pongono a servizio della comunità il loro tempo e la loro passione: tanto per fare qualche esempio, parteciperanno Alessandro Pastorelli,  architetto, sulla villa della Linguella a Portoferraio; Marcello Camici, medico edumanista (Associazione Amici di Montecristo), sulle pievi romaniche; Carlo Gasparri (Fondazione Isola d’Elba) sui reperti sottomarini; Fabrizio Prianti (Associazione Ilva-Isola d’Elba) sullo stato di conservazione dell’insediamento etrusco di Monte  Castello; Giorgio Giusti (Circolo La Torre di Marina di Campo) sulle tracce di storia elbana nell’archivio segreto vaticano; Gian Mario Gentini (Circolo Le Macinelle di S. Piero); Stefano Bramanti (Circolo culturale ‘Sandro Pertini’).
Di particolare rilievo, sabato 17, sarà la tavola rotonda sull’ Elba etrusca, motore di civiltà nel Mediterraneo, argomento importante di ricerca fin da quando, nel 1962, il grande archeologo G. Pugliese Carratelli mise in relazione il commercio di minerali dell’Elba (Aithale in greco antico), con la parola ‘aitaro’ presente in una tavoletta micenea.
Il convegno del 16-17 ottobre sarà solo il primo della serie. Entro breve tempo ce ne sarà un secondo, al quale si sta già lavorando, che vedrà come sede un Comune dell’Elba orientale e avrà come argomenti principali le miniere, il ferro, i commerci in epoca protostorica, etrusca e romana nonché l’approfondimento delle conoscenze sia sui più importanti siti archeologici quali la darsena di Porto Azzurro e il Profico di Capoliveri, sia sui tesori architettonici e artistici della zona.

martedì 13 ottobre 2015

Lettera ai Romani

Romani,
anche 'sta volta,
il re non vi farà votare
facilmente.

Prenderà tempo,
aspetterà
che la rabbia
sfolli e sfumi,
e si frantumi;

si attaccherà
a mo' di salvagente
al calendario;
galleggerà,
teveramente,
con quella gente
ch'è sempre stata
in mezzo a voi
come mignatta.

Come in un gioco
poi dirà,
pinocchio acuto:
-Facciamo pari e patta -

E piazzerà un tipo
travestito, un muso,
da commissario,
il suo emissario.

E metterà voi fuori
dal contesto;
piuttosto, voi,
gli farete da pretesto.

La vostra rabbia,
le parolone,
e le invettive,
tutto lo nutre
al prepotente,
se non diventa niente.

lunedì 12 ottobre 2015

La V.A.S. va fatta anche per Interporto: sarà stata la Marcia Giusta?

Il Comune di Prato, con un documento 'fuori dal mondo', aveva deciso di escludere l'Interporto dalla Valutazione Ambientale Strategica con determinazione del 23 settembre scorso.

Si sono scritti e approvati il documento in un modo talmente incredibile che non si riesce a leggerlo se non con grande sdegno, come quando si giustifica l'ampiamento di Interporto al fine adeguarlo alle esigenze attuali del trasporto merci, quando ormai è noto a tutti che l' Interporto della Toscana Centrale non sarà mai usato come tale, e che invece è e sarà una serie di megacapannoni da affittare o vendere:

"...mediante la realizzazione del Piano attuativo oggetto della variante viene a completarsi l'infrastruttura interportuale sulla base delle esigenze attuali del trasporto delle merci, che nel tempo sono mutate, e dei recenti sviluppi doganali con il riconoscimento, in itinere, dell’Interporto come banchina lunga dei porti di Livorno e La Spezia. È in ragione della non conformità rilevata con le previsioni del Piano Operativo ad oggi vigente che si rende necessaria la variante al Regolamento Urbanistico vigente 

La bella notizia che mi è giunta è questa: sembra che la Soprintendenza abbia ricusato il documento, che voglia la V.A.S anche per Interporto assolutamente!

Questo ferma per un po' le mire espansio-cementistiche; insomma, come è successo per l'aeroporto fiorentino.

Ci vogliamo anche illudere che qualche funzionario della Soprintendenza sia stato un po' sensibilizzato dalla nostra Marcia Giusta del 3 ottobre scorso, che comunque ha avuto molta eco sui giornali.

L'espansione dell'Interporto su Prato e Campi eccome se va a toccare l'ambiente! Non basta realizzare laghetti e pistolini ciclabili!







domenica 11 ottobre 2015

Terza replica di "Le tre vite del ragazzo di Tien An Men"


Bene anche questa terza replica.
C'era anche una intera famiglia, con due ragazzi. Viva le famiglie che portano i ragazzi a teatro.
Nessun politico. Lo spettacolo fa evidentemente paura, come ai cinesi che passando davanti alla bacheca del teatro, prima leggono la locandina, e poi se ne allontanano per paura che qualcuno li possa vedere interessati.

Il commento di Massimo Freschi, uomo molto intelligente, ripaga della fatica e di tante assenze 'importanti'.  Il suo commento racchiude il senso più profondo del nostro lavoro e di quello della cultura.


Commenti:

"Ultime notizie: avvistati due 'istrioni' al Teatro La Baracca. Si consiglia vivamente la visione." Michele.

"Grazie del bellissimo spettacolo. Molto intenso profondo filosofico. Fa riflettere e farà riflettere". Sylva e Gianluca.

"Ieri sera, serata diversa; abbiamo portato i nostri figli a teatro; l'intento era quello di strapparti per una sera dalle varie PS, cellulari e sempiterna televisione per cercare di capire qualcosa in relazione al RAGAZZO DI TIEN AN MEN; non so se lo ricordate, era quel ragazzo che più di 25 anni fa fu immortalato in una foto mentre stoppava l'avanzata dei carri armati che andavano a sedare la rivolta pacifica degli studenti; intento direi ben riuscito, probabilmente perché l'artista che ha portato in scena questo spettacolo è riuscita a trasmettere qualcosa anche a loro, tanto è vero che tornando a casa in auto si è aperto un dibattito fra noi; tante volte IMPORRE qualcosa serve! grazie a Maila Ermini e al suo degno compagno di teatro, ai collaboratori e al grande TEATRO LA BARACCA!...i ragazzi hanno fatto di tutto per non venire, ma durante lo spettacolo li ho visti molto interessati, non lo faccio sempre di essere rompi...oglioni con loro. " M. Freschi

venerdì 9 ottobre 2015

Giuseppe Fava e il sistema democratico mafioso

Stanotte ho sognato un episodio che mi accadde nel 2009.

Quando mi candidai a sindaco di Prato, un giornalista toscano, dopo avermi fatto una frettolosa intervista, mi salutò dicendomi, con tono da furfante: "Perché tu al massimo prenderai cento voti, ché tu non sei 'protetta', né appartieni a un partito o simili."

Di voti ne presi un po' di più.

Rivivendo nel sogno queste parole, mi sono ricordata di Giuseppe Fava, giornalista e drammaturgo siciliano ucciso dalla Mafia nel 1983.

Intervistato da Biagi, poco prima di morire, fece delle dichiarazioni molto importanti, e non solo sulla Mafia, ma anche sul sistema presunto democratico italiano.

Credo che questo vada ricordato ogni volta che ci chiamano a votare, a scegliere un candidato, ché ogni volta veniamo ingannati, e ogni volta non ce ne rendiamo conto:

"Perché purtroppo la struttura della nostra civiltà politica è questa: chi non ha soldi 150 mila voti di preferenza non riuscirà ad averli mai".

"Essere protetti significa poter vivere in questa società...è una legge mafiosa che è stata esportata, venuta su dalla Sicilia e fa parte della cultura nazionale: non si fa niente in Italia se non c'è l'assenso del politico e se il politico non è pagato, ecco noi viviamo in questo tipo di società; e in questo tipo di società la protezione è indispensabile, se qualcuno non vuol condurre la vita da lupo solitario...può essere una scelta, e può essere anche affascinante, esser soli nella vita e non avere né aderenze né protezioni orgogliosamente soli fino all'ultimo...questa può essere una scelta, ma 60 milioni di italiani non potranno farla..."

"A mio parere tutto parte dall'assenza dello Stato e dal fallimento della società politica italiana....Forse è necessario creare una seconda Repubblica, che abbia delle leggi e una  struttura di democrazia che elimini il pericolo che il politico possa diventare succubo o di sé stesso  o della propria avidità o della ferocia degli altri o della paura, o comunque in ogni caso che possa essere soltanto un professionista della politica. Tutto nasce da lì; dal fallimento della politica e degli uomini politici, dal fallimento della nostra struttura politica e della nostra democrazia così come noi l'abbiamo in buona fede e appassionatamente costruita e che ci sta sgretolando fra le mani".

giovedì 8 ottobre 2015

Chiudono le librerie e appaiono i coccodrilli ipocriti

A Prato, in questi ultimi giorni, si ha notizia della chiusura di due librerie: "Il Gufo" e presto anche "Equilibri".

Tutti si profondono in commenti dispiaciuti.

Si potrebbe dire, facile: questa è la ripresa del piacione di Renzi!
Oppure: c'è la crisi, si comprano meno libri.  Il centro di Prato è degradato, e questo non aiuta le attività commerciali, eccetera.

Sì, è vero.

Ma un po' di autocritica generale non guasterebbe, riguardo ai nostri comportamenti, alla nostra ignoranza, alla nostra eccessiva dipendenza da Internet e in generale al nostro modus vivendi culturale ed economico, per cui il libro o si compra da Amazon oppure, per strada, presso i grandi circuitoni lustrati e potenti,  che stanno distruggendo ogni possibile vita alternativa, sia alle librerie, sia agli scrittori.

Lo stesso accade non solo per le botteghe, ma anche nel teatro, per esempio, per cui i teatri indipendenti non esistono più!

Ma ecco, chiude una libreria, un centro culturale o simili, e tutti a scrivere che 'ci dispiace', oppure 'è un lutto'.

Ma noi siamo complici di tutto questo. Le nostre scelte, incluso quelle politiche, ci rendono complici.


Cosa abbiamo fatto, cosa facciamo per impedire questa barbarie collettiva, questa 'selezione' spietata per cui ne rimarranno cinque? Cliccare? Stare col birrino davanti?

Siamo proprio una massa di ipocriti.

Chiudono le librerie e appaiono i coccodrilli ipocriti. Naturalmente online.

"Le tre vite del ragazzo di Tien An Men", prossima replica

Sabato 10 ottobre ore 21 replichiamo "Le tre vite del ragazzo di Tien An Men" al Teatro La Baracca.

Ricordo che:

- non si entra a spettacolo iniziato, né, come è successo durante l'ultima replica, si inventano scuse per forzare l'ingresso. Se vedete serrato il cancello, non ci provate nemmeno.

-le promozioni: per gli studenti e anche per tutti i miei allievi, l'ingresso è a metà prezzo (6 euro); chi ha già visto lo spettacolo e vuol tornare, entra a metà prezzo; se porta qualcuno, gratuitamente.

martedì 6 ottobre 2015

Lo spettacolo della città - il video

Ecco il video de Lo Spettacolo della città del 29 marzo scorso, il debutto. 
Il video, che dura 10 minuti, è stato realizzato da Irene Centauro.
Lo stesso percorso è stato fatto il 30 agosto scorso. Invece diverso è stato il tragitto dei viaggi del 28 giugno e 26 luglio, in cui siamo passati anche dal centro, con sosta al Castello dell'Imperatore e dove abbiamo recitato un pezzo di "Aspettando Godot" di Beckett.

Ricordo che per la prossima primavera stiamo organizzando Lo spettacolo della città a Pistoia (10 aprile 2016) e nella Val di Bisenzio (15 maggio 2016), e presto sarà possibile anche iscriversi.

domenica 4 ottobre 2015

Ancora su "La Marcia Giusta" per Gonfienti


Articolo di Cristina Orsini su "Il Tirreno".

Prima di tutto: la giornalista è competente in materia, preparata, attenta. Finalmente un piccolo pezzo di giornalismo vero, e non 'da scrivania'.

Eravamo più di trenta, perché durante la marcia si sono aggiunte persone, e anche al ritorno.

Su quanto poi si legge nell'articolo per bocca dell'assessore Barberis, ci sarebbe molto da dire, perché siamo lontanissimi da valorizzare il sito archeologico; o meglio, quello che rimane dopo le colate di cemento di un Interporto che non funziona, e non ha mai funzionato come tale, ma da simil-macrolotto o zona industriale; è una serie di mega capannoni da affittare.

Ci sono intanto alcune piccole cose che il Comune potrebbe fare, da subito, a prescindere dalla Soprintendenza. Mettere a posto la strada che porta agli scavi, per esempio; menzionare il sito come sua priorità imprescindibile (con un vero programma,  concreto,  di valorizzazione complessiva insieme ad altri monumenti o zone della città - Cascine di Prato, Villa delle Sacca, zona archeologica di Poggio Castiglioni eccetera...).  E' chiaro che il Comune non può mettere nessuna indicazione per raggiungere il sito, perché è indecente, e il cancello che li chiude è una vera vergogna, è un CANCELLO DA LAGER, e non si capisce come sia stato possibile che la Soprintendenza l'abbia consentito.
Cominci il Comune a fare da subito la sua parte, invece di balbettare sui progetti che in realtà non fanno che valorizzare Interporto! 
Dei progetti su carta ne abbiamo davvero piene le tasche, così come delle visitine cadenzate.

E ora per favore non rompete le scatole con la stramaledetta invidia, e parlo di alcuni: se la Marcia Giusta per Gonfienti è andata bene è certo perché un pochino di gente l'ha condivisa per il suo valore e significato;  personalmente non faccio questo per correre nella politichetta da quattro soldi ('già dato').
"Il Gruppo di Vigilanza in Difesa degli Scavi di Gonfienti" non è strumento per la politica di palazzetto di nessuno: forse per questo non s'è visto nemmeno l'ombra di un consigliere e o assessore?

Marciare insieme è condividere idealità, come ben ci hanno insegnato altri. La manifestazione non aveva fischietti, era una marcia silenziosa e davvero civile, 'pulita'. E diversi cittadini l'hanno ammirata.




sabato 3 ottobre 2015

La Marcia Giusta per Gonfienti. Com'è andata

E' andata benissimo nel senso della partecipazione, della bella giornata, e anche nel modo civile ed elegante della marcia stessa organizzata, ricordo, dal Gruppo di Vigilanza in difesa degli Scavi di Gonfienti.

Nessun rappresentante del nostro santo Comune era presente.

Il degrado e l'abbandono di Gonfienti sono sempre più sotto gli occhi di tutti. 

Magistrali e raffinate le descrizioni del Prof. Giuseppe Centauro, e non solo quella specifica su Gonfienti, ma anche quella per me indimenticabile su Ponte Petrino.






Seconda replica de "Le tre vite del ragazzo di Tien An Men"

Non sempre sono così felice per quello che faccio.
Stasera poca gente, e lo sapevamo; quando si recita di venerdì... (non si poteva questo sabato!). Però l'abbiamo fatto anche per mantenere e approfondire il senso dello spettacolo; insomma, ci serviva dopo il debutto dello scorso sabato.
Saremo di più sicuramente sabato prossimo, ma ora è importante essere soddisfatti, appagati, e lo siamo molto.

Commenti:

Annalisa:   "Spettacolo emozionante

Beppe:  Immersi in una dimensione...'evanescente' eppur tangibile che avvolge e prende la gola per le verità nascoste che contiene e snocciola nelle esperienze di un ragazzo, semplicemente un ragazzo ingenuo e carismatico suo malgrado; tre facce di una vita che rappresenta l'universo della scissione che un dramma vero ci racconta ogni volta che lo riscopriamo. E Maila e Gianfelice ce l'hanno fatto rivivere con una interpretazione che va al di là della messa in scena teatrale. Grandiosi! Indimenticabile!

Iuri:  "Bravi! Interpretazione intensa e realistica. Dovrebbero vederlo le scolaresche".

venerdì 2 ottobre 2015

Partecipare, basta scuse

Partecipate ad eventi alternativi, se volete che locali e attività indipendenti possano continuare a vivere. Serve più che chiacchiere e post.

Stasera, venerdì 3 ottobre, ore 21 replichiamo "Le tre vite del ragazzo di Tien An Men" al Teatro La Baracca.

Basta scuse.


giovedì 1 ottobre 2015

E voi che paura avete?

I cinesi continuano a scappare davanti alla locandina de "Le tre vite del ragazzo di Tien An Men", quando passano davanti al teatro. Ieri un bel giovanotto cinese, dopo essersi soffermato davanti alla bacheca, si è allontanato velocemente verso l'altro lato della strada.

Almeno loro un motivo ce l'hanno, temono ritorsioni.

Ma voi, che non siete cinesi, che paura avete?

Petizione dell'UAAR

Ricevo dall'UAAR di Firenze, e pubblico. 

"Grazie al costante impegno di Pietro Flavi e Ilaria Innocenti, il Circolo UAAR di Firenze ha lanciato una petizione tesa ad evitare che la Regione Toscana conceda definitivamente una considerevole somma di denaro alla Diocesi fiorentina in occasione della prossima visita del papa nella nostra città. Saremo molto grati a tutti coloro che condivideranno l'iniziativa e che vorranno firmare e diffondere la petizione (https://www.facebook.com/UAARFirenze).

Il mondo è pieno di automobili

Ieri sono andata in bici a Prato. Vado sempre in bici a Prato, che c'entra,  sono abituata al traffico, ma ieri m'è sembrato che sia...