martedì 11 giugno 2024

Perché a Prato la Destra ha perso

La Destra a Prato con Cenni di Fratelli d'Italia è adesso un po' smarrita perché pensava di ottenere risultati migliori.

Ma come dissi a suo tempo, è stato facile per il PD suonare l'allarme e chiamare a raccolta le truppe cammellate con quel candidato considerato vicino all'estrema Destra.

Per cui, mentre la Bugetti praticamente non ha fatto campagna elettorale (dove abito io non s'è nemmeno vista anche perché il circolo è in stato di abbandono e incuria), Cenni ha dovuto percorrere la città in lungo e in largo per dimostrare che era un democratico.

Forse sarebbe stato diverso se avessero candidato Rita Pieri, di FI? Sì, Bugetti l'avrebbe spuntata meno facile, non sarebbe essere presentata come l'unica donna sindaco. (Slogan che sloga ormai e che fa rimpiangere i tempi in cui le donne potevano illudersi di essere diverse in politica!).

Quindi la colpa per me è di Fratelli d'Italia, che avendo più voti a livello nazionale, ha voluto fare cappotto e imporre il proprio candidato a livello locale.

Infatti Cenni I, l'insuperato per eleganza (come ha detto mia madre che se ne intende) Roberto Cenni, vinse anche perché fu mostrato come "civico", anche se appoggiato da Berlusconi; allora, nel 2009,  F.I. era potente.

Roberto Cenni non aveva dietro di sé i Destri, come li chiama qualcuno a Prato.

Per questo, a mio avviso, le liste minori, anche a Sinistra,  non hanno raccolto che le briciole (e da quelle parti c'erano di candidati alternativi molto validi!), si è suonato l'allarme e nei circoli e conventicole si è detto: - Non devono passare e bisogna far massa.

I programmi dei due candidati, Bugetti e Cenni,  io li ho analizzati e seguiti con attenzione , si assomigliavano ahinoi e  si copiavano anche nelle mosse e negli spostamenti in città. Ma più Bugetti seguiva Cenni, e questo può essere dimostrato, e lo dico con obiettività: si può confrontarli prima che cancellino tutto sui cosiddetti "social"...

Non è servito ai Destri mostrare una città cinesizzata; non è servito addurre il disastro del Soccorso con il traffico intasato e soffocante; non è servita l'alluvione, che peraltro l'altro giorno qualcuno ha avuto ancora l'acqua in casa; non è servito mostrare un ospedale distrutto per costruirne un altro insufficiente che si allaga; non è servito alla Destra ricordare i due anni di chiusura con il Greenpass (peraltro alcuni della Destra erano favorevoli...), non è servito appellarsi ai settanta anni di dittatura di partito...

I pratesi ora hanno la loro sindaco PD. (Dirò perché io non riesco a chiamarla "sindaca").

Buon lavoro, speriamo proprio, a tutti.

Io Malaparto: Per vincere bisogna perdere

Caro Malaparte, 

non far caso che ora ti lodano e si lustrano con te, ma a suo tempo, come candidato sindaco del Partito Repubblicano a Prato fosti sonoramente bocciato. Sapevi bene che avresti perso, sapevi che il popolo non avrebbe mai votato un artista come te.

Ma perdendo, dicevi, ho vinto.  Io, aggiungevi, parteggio per chi perde anche per spirito cristiano.

Ma cosa perde chi vince? E' questo a non essere chiaro.

Nel senso che rimani te stesso, non ti comprometti fino in fondo, immagino. Perde la propria umiltà, l'umanità?

E quindi, non solo dobbiamo come aver pietà per chi perde, ma anche per chi vince, anche se può sembrare bizzarro e incomprensibile, perché perde sé stesso.

Ma chi corre per essere eletto, vuole compromettersi, in assoluto. Vuole essere perdente nel senso che dici tu perché è l'unico modo di essere vincente come dicono loro.

Non sarà forse l'elettore a volerlo così?

Pensa, c'è chi andrà in un consiglio o in un altro per altri cinque anni compiendo, alla fine di questa legislatura, un totale di quindici anni che è come dire quasi un ventennio, e gli elettori hanno votato in maggioranza proprio quelli che si sono ripresentati per la terza volta: in cuor loro forse proprio perché hanno voluto punirli per non aver risolto o fatto nulla, nemmeno la campagna elettorale?; insomma, avranno inteso farli perdere del tutto, annichilirli, ora che i vincitori alla terza devono tentare per la terza volta di gestire i drammi di città e territori, ovviamente triplicati?

Ma, a parte i paradossi che tu mi ispiri, come dimostra appunto  il fatto che certi candidati si sono presentati e sono stati rivotati per tre volte di seguito, la risoluzione del dramma è impossibile in un tempo che avendo in orrore la verità, la giustizia e la bellezza da troppo tempo rende ventennali i vincitori e il popolo cattivo.

domenica 9 giugno 2024

Felino, alcune considerazioni sul dramma

Felino, Fughe e Vita di un Celestino - molto gradito e apprezzato dal pubblico- tornerà presto alla Baracca.

Come ho detto nel dibattito ieri sera, qui, oltre ai soliti protagonisti, viene fuori il mondo interiore del ragazzo, Felino - ricordo che si tratta di un celestino veramente esistito e che forse vive ancora, anche se inserito in un'opera teatrale originale! -, nel suo rapporto non solo con e all'interno del Rifugio di Padre Leonardo, altro protagonista del dramma, ma anche con la famiglia; in sostanza  tratta dell'esperienza dell'abbandono.

Finora questo aspetto - la solitudine e l'abbandono da parte dei genitori-  non l'avevo trattato, perché, come ho detto tante volte, era necessario ricostruire una vicenda rimossa e cancellata completamente dalla città e dagli stessi protagonisti, e dell'Istituto (con il fanatismo religioso, gli interessi economici, le mire "lottrizzatrici" di certi industriali, lo sfruttamento dei ragazzi, l'ignoranza dei sorveglianti, la brutalità e la violenza ecc., tutto condito con la complicità dei rappresentati politici e religiosi), e anche era necessario ricostruire la mia particolare vicenda personale, come ho raccontato nella Mostra Parlante "Ti mando ai celestini!", affinché fosse più chiaro a me stessa e agli altri il motivo che mi ha condotto a scrivere e a portare in scena ogni anno dal 2004 "L'infanzia negata dei celestini".

Dopo le tre repliche, ogni volta, c'è stato un lungo dialogo con gli spettatori.

Ieri sera è stato detto che Felino è "dramma neorealistico", e un altro, nelle repliche precedenti: "Il dramma dà alla trilogia quello spessore umano che era già annunciato ne La Mostra Parlante. Anche rappresentare da protagonista, oltre a un ragazzo celestino, il frate Padre Leonardo". O anche, è stato detto, cito ancora a memoria: "L'opera, anche se inserita nella Trilogia, è comunque autonoma, perché trascende la vicenda che l'ha generata".

Dirò presto quando tornerà Felino.

Ringrazio Gianfelice D'Accolti per la bravura e la passione
con cui ci ha rappresentato i protagonisti, in particolare il ragazzo, e davvero non era facile.

Intanto, il prossimo spettacolo alla Baracca sarà giovedì 13 giugno ore 21,15 alla Baracca,  quarta replica di Carla Lonzi sono io!


venerdì 7 giugno 2024

A Prato di etrusco solo fantasmi!

Gli scavi a Gonfienti sono ripresi lo scorso 4 giugno. Mi giungono voci che sono molto interessanti.

I soldi per il nuovo scavo sono stati assegnati a Prato, ma gestisce tutto Campi Bisenzio, per cui se uno vuole andare a vedere gli scavi deve chiedere il permesso a quel museo.

Intanto gli scavi, e vecchi e nuovi, devono essere messi in sicurezza, sembra che si stia deteriorando tutto.

Ma dice meglio questo messaggio che ho ricevuto, che descrive anche la sala allestita presso il Museo civico del Pretorio  denominata Prato prima di Prato:

Sono stato a visitare una dimostrazione del "nulla totale", quasi vergognoso rappresentato dalla nuova (mezza) sala allestita davanti agli ascensori al museo civico del Pretorio che, senza alcun pudore, vista  la pochezza del messaggio comunicato ai concittadini, si è intestata l'ambizioso titolo di "Prato prima di Prato". In realtà, si tratta di quattro "modestissime" teche con reperti a dir poco risibili, che hanno la pretesa di illustrare  agli ignari visitatori 10.000 anni di storia, dal paleolitico alla colonizzazione romana, passando per l'età del bronzo e, miseramente, per Gonfienti, insediamento (ahinoi!) citato quasi per dovere di cronaca, fino alla centuriazione romana. Gli etruschi sono solo fantasmi! Tuttavia, per chi non ci credesse si può "levare" la curiosità con 6 euri di spesa!
A rendere ancor più amara la pillola per la presa di giro sopportata per questa visita è la segnalazione di questi giorni che  notifica il fatto che per accedere agli scavi (ripresi in sordina  il 4 giugno scorso), i pratesi dovranno chiedere autorizzazione al museo di Campi Bisenzio, per un sito archeologico ormai divenuto un feudo extraterritoriale della città metropolitana fiorentina. Si perpetua così un vero sopruso sotto il profilo giuridico amministrativo verso i diritti della comunità, un'intollerabile manipolazione che certifica la disinformazione e il disinteresse che regna per Gonfienti. Una questione questa che sarebbe  da portare  davanti alla corte costituzionale europea, semmai questa potesse fare breccia nei confronti dei maneggi locali.   

giovedì 6 giugno 2024

La Baracca è un teatro archeologico, e scava

Si tace sulla  terza replica di FELINO, Fughe e Vita di un Celestino di sabato 8 giugno ore 21,15 alla Baracca.

Non c'è nessun divieto di fare teatro o altre manifestazioni o eventi - esclusi quelli politici e infatti ce ne sono altri non politici nella stessa data - in coincidenza con le elezioni, per cui vi invitiamo a venire a vedere lo spettacolo.

Le nostre repliche sono anche condizionate dai nostri impegni fuori.

Sfortunatamente per chi ci vede come la peste, il Teatro La Baracca rimane indipendente e non prende posizione per nessun candidato o parte o cosa, e continua il suo lavoro culturale.

I suoi scavi.

Abbiamo molte cose da raccontare, memorie da tenere vive, persone da ricordare, futuri da disegnare: il nostro "teatro archeologico" continuerà a scavare senza paura.

E lo scavo sui celestini,  come sapete, lo abbiamo iniziato molti anni fa. Era il 1993, forse il 1994, ma non più tardi.

Grazie a chi condivide con noi questo coraggio.

mercoledì 5 giugno 2024

La cultura dello status quo

 Ancora sto aspettando che qualcuno parli, fra i candidati comunali:

- di riportare il Museo Etrusco a Prato, vicino agli scavi (questo in specifico per quelli di Prato);

- (questo per tutti): vivificare la cultura nelle frazioni, dal basso, e non solo quella dell'associazionismo; questo significa anche il tramandarsi i saperi (come direbbe Fulvio Silvestrini) popolari, incentivando l'artigianato, le botteghe, gli orti, i piccoli centri culturali autogestiti.

Allo stato attuale con le associazioni si fa molto in funzione del consenso, non dell'associazionismo o, nello specifico, della cultura in sé; insomma si lavora piuttosto per consolidare il potere.

In sostanza i programmi culturali che leggo sembrano dar forza al sistema, che solitamente paralizza gli artisti rendendoli servi delle scelte dei partiti, per cui nelle programmazioni girano sempre gli stessi spettacoli, eventi, mostre ecc. gestite da direttori nominati dall'alto, che fanno scelte legate al sistema dei teatri o dei musei e, perché no, delle carriere personali.

E' la cultura dello status quo, e non c'è nessuna libertà, autonomia. 

E' noiosa. Ripetitiva. Punto stimolante.

E' chiaro che, come disse Tremonti, in questo modo con la cultura non si mangia. Anzi, non si deve!

Senza libertà, se la cultura si fa passare soltanto dal sistema e dalle reti che imbrigliano, nessuna cultura vera, nessuna novità. Diversità, ecc.

C'è l'asfissia. Anche economica.

lunedì 3 giugno 2024

Prossimi spettacoli alla Baracca (giugno 2024)

Questi i prossimi spettacoli alla Baracca, entrambi radiodrammi a vista:

Sabato 8 giugno ore 21,15 

FELINO, Fughe e Vita di un Celestino


Giovedì 13 giugno ore 21,15

CARLA LONZI SONO IO!



sabato 1 giugno 2024

Felino: il commento dei ragazzi

Ho ricevuto e condivido con piacere questo commento su "Felino, Fughe e Vita di Celestino", che ha debuttato ieri sera alla Baracca:

"Buona sera, sono Diletta M., la mamma di Tommaso e Matilde, i due ragazzi presenti alla rappresentazione di ieri.

Ci tenevo a farle sapere che, uscito dal teatro, Tommaso ha detto che quello appena concluso era il "più bello" degli spettacoli della trilogia. Timidezza ha voluto che non ve lo dicesse personalmente...
Forse per l'intensità della rappresentazione o per l'essersi sentito, anche anagraficamente, vicino a Felino, è rimasto coinvolto dalla storia e ne parla ancora.
Anche Matilde, seppur più ermetica, si è fatta coinvolgere dalla rappresentazione ed ha apprezzato, come me e mio marito, il radiodramma.

Grazie ancora 
Diletta".

Un articolo sui Celestini e i Concubini del 2009

Ritrovo, in un inserto de La Nazione del 2009, articoli firmati da Franco Riccomini che parlano dei miei L'infanzia negata dei celestini (il debutto fu nel 2005) e Dramma intorno ai concubini di Prato (debutto nel 2007).

Li scopro oggi, per questo non li ho inseriti nella Mostra Parlante "Ti mando ai celestini". Lo saranno.

Nel 2009 non avevo ancora scritto sugli altri "protagonisti" della Città di Prato: 

su Gaetano Bresci (Gaetanina Bresci: mio padre Gaetano il regicida, del 2013);  

su Francesco Datini (Nel nome di Dio e del Quattrino, del 2017);

su Federico II (Io e Federico, Dialogo con l'Imperatore, del 2018 - Federico II non era di Prato, ma ha lasciato il Castello, monumento principe della città);

su Clara Calamai (Controdiva, Appuntamento con Clara Calamai del 2019);

sull'amato-odiato Malaparte (Io Malaparto, del 2022, lettere che continuo ancora a scrivergli ogni tanto); 

sulla singolare figura di sindaco, Roberto Giovannini (Ti ricordi della vita? Dialogo impossibile fra Roberto Giovannini e Sibilla Aleramo), l'ultimo in ordine di tempo, che sarà replicato il prossimo 28 giugno a Palazzo Datini.

Stasera alla Baracca, ore 21,15, torna il dramma Felino, Vita e Fughe di un Celestino alla Baracca, adattato a radiodramma a vista. 



                                                                    (La Nazione, oggi)

venerdì 31 maggio 2024

Sul debutto di Felino

Grazie a chi non teme a venire alla Baracca durante la campagna elettorale.

Non siamo appestati. Siamo professionisti.

Grazie a chi apprezza il lavoro artigianale. Autonomo. Indipendente.

Grazie a chi non invidia la creatività, la fatica degli altri perché l'invidia che prova è quella bella, che vuole, caso mai se ne vale la pena, imparare.

E grazie a La Nazione, che dà notizia del nostro lavoro. Perché altri tacciono in assoluto. Anzi, so bene che se possono ne parlano male. Anche senza averlo visto!

Ma sono felice, perché stasera si debutta: il radiodramma a vista Felino, sebbene tratti dello stesso argomento, non è una ripetizione, tutto al contrario!, è opera originale e frutto del mio lavoro, delle  mie ricerche, della mia fatica ormai quasi trentennale, sui Celestini di Prato. 

A cui si unisce stasera anche Gianfelice D'Accolti.

Vi aspettiamo.




giovedì 30 maggio 2024

Prato prima di Prato?

Prato prima di Prato?

Al Museo di Palazzo Pretorio a Prato è stata aperta una sezione con reperti archeologici che documentano le "affascinanti origini antiche della città Toscana".

Ma cos'è, un eufemismo per non dire Gonfienti, e non ricordare il disastro che è stato compiuto?

DOPO CHE IL MUSEO ETRUSCO DI GONFIENTI LO HANNO PIAZZATO A CAMPI BISENZIO - dove non va nessuno perché decontestualizzato -, ecco che si approntano... riparelle elettorali!

E pensare che fino a qualche mese fa, a mia precisa domanda, mi si rispondeva: - Il museo etrusco di Gonfienti c'è già, al Pretorio non ci sarà nulla!

E pensare quanto disprezzo hanno mostrato alla vista delle 1600 e passa firme per il Museo Etrusco di Prato!

E ora invece a Prato si mette una stanzetta con qualche buccherino.

Ci vuole il PARCO ARCHEOLOGICO DI PRATO.


https://www.rainews.it/tgr/toscana/video/2024/05/prato-palazzo-pretorio-persorso-museale-7b2af2d2-4005-4834-8902-4cef3ee7404e.html?wt_mc=2.www.fb.rainews24.&fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR2-mMADCFua0gDHDr9dSDaRrMpH3IQAWmzwROUgiUnEzZsmKdOaehHR1bU_aem_ASXyQLumcmMiIWNRgl0UjDQsAymaBSWI2ASB59GrROknNEuWIXiStszBirvrKhfG7dL-3LB6M8EVszOQC5eoTjgO

La mia dichiarazione di voto

Alle prossime elezioni di giugno 2024 non voterò chi fa appelli alle categorie: per esempio: vota una donna perché "donna", vota un  uomo perché "uomo", un candidato di colore o straniero perché di colore o straniero; vota un imprenditore perché imprenditore, vota un laureato perché laureato, vota uno spazzino perché spazzino, vota un artista perché artista, uno scienziato perché scienziato, un intellettuale perché intellettuale eccetera. Non voterò questa o quello perché ha quel sesso quel ruolo quella carica eccetera.

Carla Lonzi docet.

mercoledì 29 maggio 2024

Felino su La Nazione

"Qualunque cosa si faccia, si ricostruisce il monumento a proprio modo; ma è già molto adoperare pietre autentiche". M.Yourcenar


Oggi, su La Nazione si dà notizia del secondo "radiodramma a vista" che chiude la "Trilogia dei Celestini".

martedì 28 maggio 2024

Felino, debutto

Venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno ore 21,15 al Teatro La Baracca va in scena Felino, Fughe e Vita di Celestino (Viaggio nell'inferno dei piccoli).

Lo spettacolo si presenta nella forma del radiodramma; il secondo, in ordine di tempo, dopo quello sulla Lonzi.

Parla della storia, in parte immaginata, di Felino Grassi (o Grasi), scappato più volte dal Rifugio dei Celestini di Prato. Come tanti altri bambini e ragazzi.
Quindi, contrariamente agli altri due eventi che compongono la Trilogia, L'infanzia negata dei celestini (racconto teatrale) e La Mostra Parlante Ti mando ai celestini, qui si tratta di teatro e di invenzione, ma che si basa su fatti di cui tante volte ho narrato la storia; insomma, la materia è composta di vicende accadute (e anche vissute da me, seppur altrove) ma che, tramite la fantasia e spero la poesia, diventano emblematiche e mostrano il mondo interiore del ragazzo, inserito in quello difficile e violento degli adulti.

Ma non solo: per la prima volta in assoluto in Felino parla Padre Leonardo, il fondatore de "I Celestini": e si è cercato di non essere di parte, di entrare con rispetto e attenzione nella sua psicologia e pensiero, in quella fede per molti di noi oggi incomprensibile, e anche grazie alle vive testimonianze che ho potuto raccogliere, e delle persone, non necessariamente Celestini ma soprattutto adulti, che vissero vicino a lui, o lo conobbero bene, lo frequentarono con assiduità.

Addirittura, come ho avuto modo di raccontare durante la Mostra Parlante, ho potuto su di lui attingere a un ricordo molto dettagliato di un amico di famiglia.

Per ricreare poi il mondo dei ragazzi ho cercato anche di rievocare e ricreare usanze e tradizioni del tempo, anche musicali che, ancora credo, qualcuno potrà riconoscere e chissà apprezzare.

Bisogna prenotare.


Teatro con serpente



Dunque, devo registrare un successo strepitoso sull'aia del Libero Teatro di Schignano: Gatta al Lardo, il mio ragionamento comico sui proverbi, domenica scorsa ha avuto un successo degno dell'attenzione anche di un serpente  che, per ascoltarmi, e poi assistere al meraviglioso ballo di Natya Gioia, sé impigliato in una rete dell'orto. Per fortuna il dottore dei serpenti, che appunto stava là per l'occasione della festa,  lo ha liberato, assistito da un piccolo gruppo di bambini stupefatti che ancora esistano i serpenti in pelle vera eccetera.

Lo spettacolo sui proverbi tornerà presto, magari anche al Pereto, ma vi avviso: le pere quest'anno sono meno dell'anno passato, in special modo quelle dell'albero pere abate. Di solito gli spettatori vengono per le pere, non per altro, nella speranza ovvia di mangiarsene qualcuna.

Invece il pero pere cosce è pieno come un òvo e quindi attenzione spettatore, che ti terrò d'occhio.

I pomodori sono a portata di mano, e quest'anno non vi dico che meraviglia, e quindi temo molto e sono preoccupatissima: sì sì, diciamola tutta, ogni volta che faccio uno spettacolo mi manca qualche pomodoro...

Ecco spiegato il motivo dell'accorrere di tanta gente alla Baracca.



lunedì 27 maggio 2024

Il comico cortigiano

Qualcuno si è scandalizzato vedendo Benigni dal Papa.

Una volta prendeva in braccio Berlinguer. Ora bacia Bergoglio.

Macché scandalo: ha solo cambiato potente, o corte.

E non è una novità: da sempre i comici stanno al lato dei potenti. Altrimenti come farebbero a mangiare? Basti pensare ai buffoni nelle corti medioevali, o ai comici dell'arte nelle corti italiane o europee.

Però ci sono, come dire, delle differenze. Ci sono comici che pur stando a corte non sono mai diventati del tutto cortigiani, non hanno mai rinunciato a inzuppare il batuffolo nella verità, nell'ironia, nel sarcasmo. 

Questo è il rischio del comico: mantenersi in equilibrio su quel confine  fra la cortigianeria e lo sberleffo, e mai cadendo del tutto nell'una o l'altra terra.

Infatti se il comico decide per la libertà, paga con l'espulsione, l'esilio o addirittura la morte; se diventa cortigiano fino in fondo, beh, allora, il suo compito è finito, e diventa solo la caricatura di sé stesso, patetico triste; stantia la sua arte.

Totò per esempio fu un grande equilibrista, e non solo rispetto al potere, che disprezzava nel suo intimo, ma anche rispetto alla comicità partenopea: mai lagnosa, mai serva fino in fondo. Non fu mai Pulcinella.



martedì 21 maggio 2024

Viaggio nell'Inferno dei Piccoli: Felino

Scrivo qui alcuni dettagli sul prossimo spettacolo alla Baracca: Felino.

Un'opera che doveva essere scritta e rappresentata circa venti anni fa. Le cose poi sono andate diversamente. Anche perché si doveva ricostruire la vicenda, che molti avevano voluto cancellare.

E ancora, il dramma stata immaginato per il 2020, ma ci fu la chiusura dei teatri.

Con  Felino realizzo la "Trilogia dei Celestini".

Grazie a tutti coloro che mi hanno dato la forza per portare avanti questo viaggio nell'inferno dei piccoli. Che pure, anche senza essere celestino, ho conosciuto bene. Come sanno coloro che mi hanno seguito.


Venerdì 31 maggio e Sabato 1 giugno 2024 ore 21,15

al Teatro La Baracca 
FELINO
Fughe e vita di un celestino 
(Un viaggio nell'inferno dei piccoli)
dramma realizzato in forma radiofonica 
scritto e interpretato da Maila Ermini
e con Gianfelice D'Accolti

"Mi hanno chiesto: qualche celestino si ribellò mai alle angherie, ai soprusi, si rese mai conto di quello che subiva al Rifugio dei Celestini fondato da Padre Leonardo? Sì.
La storia di Felino è appunto quella di un ragazzo che, e non fu il solo, si ribellò con varie fughe a un destino cui lo avevano condannato. 
Felino compie il suo viaggio nel mondo degli adulti che lo rifiutano, lo puniscono, lo rinchiudono. Lo rifiutano i genitori, lo allontanano gli adulti che incontra, lo puniscono e rinchiudono i sorveglianti dei Celestini.
Le sue fughe sono un viaggio nell'inferno dei piccoli".

L'opera conclude la "Trilogia sui Celestini di Prato" composta da:
L'infanzia negata dei celestini (teatro di narrazione e libro, tre edizioni) in scena dal 2004;
La Mostra Parlante Ti mando ai Celestini, che ha debuttato nel 2024 in sei repliche;
Viaggio nell'Inferno dei Piccoli: Felino, Fughe e Vita di Celestino (dramma, realizzato in forma radiofonica).




venerdì 17 maggio 2024

Un bambino picchiato è un bambino rovinato (Trilogia dei Celestini)

Il dramma Felino, Fughe e Vita di un Celestino, che debutta a fine mese, chiude la mia "Trilogia dei Celestini", dopo L'infanzia negata e La Mostra Parlante.

Tento con il dramma l'aspetto più delicato, intimo e innominabile, il tabu, non solo perché Padre Leonardo, coprotagonista, è considerato ancora oggi "santo", tant'è che ancora  ex-celestini mi intimano di non parlarne male, (perché parlare male di Padre Leonardo è come parlar male del proprio padre; la mamma invece all'Istituto era Maria, continuamente invocata), ma perché nel dramma di Felino è l'animo del bambino che parla e non solo in quanto celestino.

Cosa dice? Dice una cosa orrenda: che i bambini non sono amati. E qualche volta non amati dagli stessi genitori.

Il bambino, che non ha diritti, la cui infanzia viene appunto negata, la cui anima è compressa, per sanare le sue ferite, la sua piccola vita senza amore, non ha altra scelta che la fuga, che nel dramma si compie in modo del tutto particolare.

Si ha il sospetto che Felino accusi Padre Leonardo per non accusare i genitori. (Come si fa infatti ad accusare i genitori che non ci hanno amato?).

E che Padre Leonardo si senta colpevole, attraverso Felino, di aver finto e spacciato un sentimento di benevolenza che non ha mai provato. Un bene della mente, razionale, costruito, pianificato (in questo caso dalla religione), ma non dell'anima, col cuore. E che l'esasperato esercizio della preghiera non sia stato che un tentativo di camuffare la finzione d'amore. Il vuoto dei sentimenti.

L'Istituto fondato da Padre Leonardo non era propriamente un orfanotrofio, ma un rifugio. E quindi, com'è noto, vi si trovavano non solo bambini maschi orfani, "raccattati" (sic!) dal cappuccino in vario modo soprattutto al Sud, ma anche portati lì da genitori oppressi dalla miseria e dal bisogno, magari di andare a lavorare all'estero. 

I bambini, che non servivano più come forza lavoro all'interno delle famiglie contadine che lasciavano i campi, quando in "sovrannumero" possibilmente venivano abbandonati. O dalle ragazze-madri, per evitare il disonore, la gogna, l'onta, la solitudine, il dolore dell'abbandono da parte del padre del bambino. 

Di questi genitori non ho mai veramente parlato. Per rispetto, innanzi tutto. E anche perché i casi e le necessità che li condussero a Prato furono diversi e vari, ed è difficile riportare tutto a un discorso comune. Andrebbe visto caso per caso. E non per giudicare, ma per capire.

Dico solo che per alcuni di cui ho conosciuto da vicino la vicenda nutro il sospetto che non fossero solo, come mi è stato raccontato da tutti o quasi gli ex-celestini che ho incontrato, le difficoltà economiche o familiari a costringere certi genitori a lasciare i bambini in balia di finti frati e monache, il cui metodo educativo preferito era il "bacchiolo"...

Ma chi verrà a vedere il dramma alla Baracca, capirà meglio quello che voglio dire senza fraintendimenti.

Un bambino picchiato è un bambino rovinato.




martedì 14 maggio 2024

Maria Maddalena incontra Pirandello

 


Sabato 18 maggio, ore 21,15, lo spettacolo saggio del laboratorio teatrale presenterà uno stralcio da Pirandello è desiderato al telefono di Antonio Tabucchi e, completo,  Maria Maddalena o della salvezza di Marguerite Yourcenar.  

Il tutto introdotto da un racconto che dà il titolo alla serata eccetera.

Intenso.


domenica 12 maggio 2024

Cosa è cambiato alla Baracca

Cos è cambiato alla Baracca?

Che c'è più gente rispetto agli anni passati.

E' l'abbiamo visto già al primo spettacolo, quello sulla Calamai a ottobre scorso (Controdiva), nonostante non fosse una prima. E così sono andati complessivamente molto bene tutti gli altri. Anche le due ospitalità.

Gente che viene da fuori, da Firenze da Pisa, e tanti dalla Vallata e dalla provincia di Pistoia. 

Ieri sera anche da Forte dei Marmi, e, soprattutto, gente del posto, di Casale. Cosa che non avveniva fino a qualche tempo fa.

Per la Mostra Parlante Ti mando ai celestini abbiamo avuto, di sei repliche complessive, tre serate "piene".

Piccola e molto periferica, senza finanziamenti e quindi svantaggiata, La Baracca rimane a difendere la sua posizione e anzi la rafforza.

Anche perché di solito non presenta spettacoli "accivettati", con tanta gente sul palco, concorsi e belletti vari, nomi di richiamo eccetera, e ha contenuti difficili, impopolari.

Compatibilmente con i nostri impegni "fuori", continuiamo con il nostro programma.  Ma sempre con l'aiuto di Santa Pupa.



Il mondo è pieno di automobili

Ieri sono andata in bici a Prato. Vado sempre in bici a Prato, che c'entra,  sono abituata al traffico, ma ieri m'è sembrato che sia...