Il proclama ci informa che proseguono gli scavi nella "città etrusca più importante del centro Italia", per cui vivremo la grande emozione di visitare un'altra bella villa eccetera eccetera: peccato che siano dichiarazioni fuori tempo massimo, ché quasi tutto è stato orchestrato perché l'area archeologica, intesa come parco archeologico strutturato con museo a latere (come a Vulci o Luni, per esempio), non nascesse.
E infatti nessuna menzione del museo etrusco a Prato, che come sa chi mi legge, hanno traslocato a Campi Bisenzio proprio lontano dagli scavi e nessuna menzione ovviamente, di quello che abbiamo fatto in questi anni perché la città etrusca non venisse dimenticata: libri, marce, firme, sit-int.
Come se non fossimo mai stati! Ma il nostro impegno è stato fondamentale, altrimenti questi politici ed esperti non poserebbero in foto. Per questo ci odiano, perché siamo esistiti e insistiamo a ricordare.
E poi che il parco archeologico non c'è e non ci sarà, lo testimonia una insignificante mancanza: i cartelli turistici, che invece darebbero la misura di un piano strutturato di valorizzazione del territorio che non è affatto in programma. A parte il cartello balzano che hanno messo in un altro luogo lasciato all'abbandono, le Cascine di Tavola, secondo il quale si potrebbe andare a piedi da lì a Gonfienti, passando ovviamente per il Macrolotto con i mega tralicci e il pullulare di pronto-moda cinesi.
A Gonfienti le visite una tantum alla zona archeologica sono affidate a volontari, e gli scavi vengono eseguiti dagli studenti che studiano archeologia, gratuitamente o quasi, i quali tutti allegri (che occasione, il volontariato!) chissà se hanno contezza che il lavoro professionale nel settore è ben lungi dall'essere discusso. Sindacalisti, avanti!

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