martedì 17 dicembre 2013

Soldi e cultura a Prato, senza vergogna

L'articolo che segue tratto da Il Tirreno dimostra il valore della nostra cultura nella città di Prato. Che altro dire, che ci sono figli e figliastri?
Che ci sentiamo presi per il cu..?
Che la Destra si muove nel solco della Sinistra? (Per quanti anni abbiamo visto finanziate le solite associazioni 'amiche', quelle 'vicine', quelle dei 'giovani' - noi non lo siamo mai stati anche quando lo eravamo! -).
Ma sì, CI STATE PRENDENDO PER IL CU...
Assessori dell'opposizione, ci siete? Non lo fate il vostro compitino?
O quelli che volevano andare sulle barricate per i cinesi, dove sono?
Una associazione appena nata si prende soldi e fondi, mentre ad altri non date che briciole, se va bene...Ma di esempi ce ne sono altri.
Ci fanno fare un po' di spettacolini e pensano che siamo contenti, e che ci hanno messo l'osso in bocca.

Ma non vi vergognate un po'?


(Da Il Tirreno, Prato di oggi)
All’associazione di Calamai 35mila euro
E’ il contributo deciso dal Comune per organizzare in via San Giorgio mostre e happening
PRATO. Trentacinquemila euro all’Associazione centro studi arti visive del consulente del sindaco - a titolo gratuito - Paolo Calamai. E’ quanto stabilito da una convenzione tra Comune e associazione, con successiva delibera della giunta (10 dicembre) che ha l’obiettivo di rivitalizzare una delle aree più degradate e di difficile controllo del centro storico: via Pier Cironi, via San Giorgio, Canto alle tre gore, via Magnolfi, via Santa Margherita. Da rivitalizzare come? Allestendo mostre, happening, piccoli spettacoli teatrali, incontri e dibattiti su arte, poesia, scrittura, in alcuni fondi sfitti di quel pezzo di territorio: uno in via San Giorgio 27, peraltro già nella disponibilità dell’associazione di Calamai (350 metri quadrati), il secondo sempre in via San Giorgio ma al civico 1, angolo via Pier Cironi-Canto alle Tre Gore. Il ragionamento del sindaco Roberto Cenni è semplice: garantendo attività culturali varie per un lasso di tempo congruo, in strade così difficili, si dà impulso alla frequentazione e di conseguenza al controllo sociale. E infatti, il patto stretto tra Comune e Certo studi arti visive ha una durata prestabilita: 10 mesi dallo scorso settembre 2013 fino a giugno 2014. La prima tranche di denaro pari a 15mila euro è stata già versata al centro di Calamai, la seconda di 10mila lo sarà entro il 31 dicembre, l’ultima, anche questa di 10mila euro, sarà versata entro il 30 giugno 2014, data di scadenza della convenzione. Assieme ai contributi il Comune metterà a disposizione di Calamai 4 video da 42 pollici, 2 dvd, e lettori multimediali. Obbligo dell’associazione, invece, rendicontare ogni sei mesi l’attività con consuntivo al 31 dicembre e al 30 giugno 2014.
Primo problema: quali sono state le attività svolte dall’associazione da settembre a oggi? Dal 4 al 30 settembre il centro in via San Giorgio ha organizzato esposizioni e corsi in occasione della manifestazione «Via della Gora: arte per strada settembre pratese 2013». Poi c’è stata la pubblicazione di un libro scritto da Calamai (sovvenzionata con mille euro da Asm) e l’attività del sito Pratoreporter anche quella supportata da Asm con 3mila euro nel 2012.
Ma questi due ultimi interessi del consulente del sindaco, nulla c’entrano con le attività del Comune. Che sostiene, come si conviene, anche altre associazioni culturali e a fine sociale ma con contributi decisamente meno importanti. Nel 2103 il Comune ha partecipato al sostegno dell’Emporio della solidarietà con 20mila euro. Ad Arteriosa, per l’iniziativa Unvercity il contributo è stato di 3.500 euro, mentre all’associazione “Il Pentolen”, coordinamento di diverse associazioni giovanili, per i laboratori a scuola di writing il Comune ha dato 4mila euro. E al Cai che ha organizzato a Prato la settimana Unesco di educazione allo sviluppo sostenibile sono andati 5mila euro".
Cristina Orsini

Dario Fo e il valore della cultura

Sul blog di Grillo  Dario Fo torna a dirci del valore della cultura, che una volta - nell'Umanesimo e nel Rinascimento - eravamo dei grandi e che ora non siamo nulla perché la politica ci ha tolto tutto e si è arrivati a dire che con la cultura non si mangia, eccetera.

Il suo discorso è semplicistico, con il suo solito tono di chi sa e parla al pubblico che non sa, dal vago sapore di racconto infantile.

In realtà negli anni '60 e '70 e di seguito del Novecento c'è stato un grande florilegio di cultura; sono nati gli assessorati alla cultura, per esempio; sono nati i teatri stabili, le scuole di musica e di pittura, corsi di qua e di là, la nascita delle biblioteche comunali, tutti si sono occupati della cultura, tanto che  la cultura è ancora gestita, in qualche caso, dai sindaci, direttamente emanante dalle loro mani. Anche in funzione di controllo diretto di quello che si dice, ovvio.

Nessuno voleva minimamente mangiare con la cultura, guai a pensarci, la cultura doveva essere gratuita; infatti in molte città i cittadini sono abituati a fruirla ancora gratuitamente e non ci pensa proprio a sganciare un euro per uno spettacolo o una mostra eccetera. La cultura? L'ha sempre pagata il comune eccetera.

La Sinistra ha fatto tutto con la cultura; e la cultura s'è fatta con la Sinistra. Perché, lui non è diventato quello che è diventato anche grazie alla cosiddetta Sinistra?

Ora le cose son cambiate, ed è un fatto. Ma Fo non dice che il sistemino è stato marcio da quasi subito dal Dopoguerra (o forse è una continuazione del sistema fascista e finché sono vissuti, ci siamo ritrovati quegli artisti che nel Ventennio si son fatti le ossa, anche se per forza hanno dovuto cambiare pelle) e abbiamo visto gente a gestire compagnie teatrali, dico gente che aveva il babbo di professione raccogli-voti e naturalmente con la tessera di partito, che non sapeva nulla di teatro eccetera. Ma di questo ho detto tante volte.

S'è fatto tutto di e con il partito o con il sistemino vincente. Del valore della cultura non glien'è fregato più nulla a nessuno, come non gliene frega nulla ora e si vede in qualche caso che, per esempio, le scuole di musica sono utilizzate per propaganda, sono smerciate da assessori e partiti  come merce di propaganda di sé, di partito o del comune; a dirigerle si mettono personaggi mediocri anche musicalmente (per non parlare del resto) e guai a fare in modo che sia diverso. E al suono di 'concerti di qua, concerti di là' - concerti dove la musica non c'è se non come abilità tecnica- si fa cultura con il pallottoliere.

Senza contare poi che le persone che dirigono, ma anche gli stessi artisti devono essere possibilmente mediocri e proni, gente disposta a compromettersi, disposta a dire sì sì.

I giovani stanno dimostrando di essere molto bravi in questo senso, e trovano proprio il modo di fare i soldi con la cultura. Altroché. Li vedi fotografati sempre al lato dell'assessore di turno, che addirittura li sponsorizza.

Dei tempi di cui racconta Fo c'era un sistema-cultura totalmente diverso. Nella politica non democratica, in un mondo non massificato e non di cosmo-mercato, l'assunto era diverso. I ricchi e potenti non necessitavano del consenso democratico attraverso il voto per la riconferma, e quindi chiamavano a sé gli artisti  per illustrare e rafforzare il loro potere, non tanto per i loro sudditi, ma per gli avversari pari grado. E per questo sceglievano possibilmente i migliori artisti (con tanto di tecnica e contenuto incorporato), i migliori eruditi, i geniali musicisti, i pittori più mozzafiato, e non le mezze-calzette che si vendono adesso sul mercato, anche se gli astuti lecchini e 'visionari' furbastri non son mai mancati e hanno sempre lavorato ai fianchi come vili pidocchi. Come ora.




lunedì 16 dicembre 2013

Comunicazione per "L'infanzia negata dei celestini"

Comunicazione di servizio per chi fosse interessato alla replica di venerdì 20 dicembre dello spettacolo sui celestini: consiglio di prenotare, c'è gente. Per chi conosce il mio numero di telefono, può tentare di chiamarmi o meglio, mandarmi un messaggino sms, o chiamare in teatro e lasciare un messaggio in segreteria se non si trova nessuno. Sono giorni affollati, e non ho quasi tempo di rispondere a chi mi scrive.
I dieci minuti che ricavo tagliando i contorni del giorno e della notte li dedico alla croce e delizia quotidiana, i miei diari, di cui questo è uno.

Venere in pelliccia, ovvero come vedere ottimo teatro al cinema

Ho visto Venere in pelliccia di Polanski, ed è un capolavoro.
Però si tratta di teatro, incredibilmente, al cinema. E fatto ottimamente, con attori bravi -  il protagonista  è sosia di Polanski stesso - e con un copione eccellente. Tutto si svolge in un teatro, anzi su di un palco con due soli attori. La regola aristotelica dell'unità di tempo e luogo è rispettata, cosa rarissima al cinema.
C'è poi il 'gioco' conosciuto bene a teatro, del teatro nel teatro- Calderon della Barca forse è l'origine di tutto con una presina di Skakespeare, un'occhiata a Pirandello eccetera, oltre a un esplicito richiamo a Euripide e alle sue Baccanti -, del testo recitato che diventa realtà: i personaggi finti veri diventano personaggi reali finti.

La donna, seduttrice, è simbolo della natura. La donna è natura, pericolosamente natura,  qui è un'attrice. L'uomo è la cultura, infatti è il drammaturgo, l'uomo di teatro. 

L'uomo si sente sicuro nel teatro, simbolo della cultura, dell'uomo stesso acculturato. Invece la donna-natura, la seduttrice (anche lei però acculturata, preparata eccetera, ma mai veramente libera dalla natura) scardina le sue certezze, anche sessuali e di ruolo - la fissità certa e stabile uomo-donna e lo 'cambia' in donna - e lo rende di nuovo natura, trasforma l'uomo in natura e gli dice che questa è sempre in agguato e che baccanti sono sempre lì, a due passi, a sbranare il re Penteo.
Assolutamente da vedere, in particolare oggi che il bel teatro -quello significativo intendo oltre che esteticamente valido - non si vede più.

Revelli sui 'forconi'

Credo che l'analisi di Marco Revelli de Il Manifesto sul movimento dei forconi sia da leggere e vada al di là delle solite comode dicotomie Destra/Sinistra:

http://ilmanifesto.it/linvisibile-popolo-dei-nuovi-poveri/

sabato 14 dicembre 2013

Come la stampa ha gestito i 'forconi'

All'inizio di dicembre quando i 'forconi' si sono presentati con la protesta al confine di Stato, la protesta andava bene: c'era la ministra dell'agricoltura addirittura a presenziare.
La signora De Girolamo ha una sua storia protestataria di Destra.
(A proposito: il sito del Ministero dell'Agricoltura sembra il sito personale delle De Girolamo, parla solo di lei!)

Poi è diventata una protesta dubbia, di cui s'è impossessato Grillo con la sua famosa allocuzione al casco dei poliziotti: non difendete più questa classe politica eccetera.

Dunque è cambiato tutto: i 'forconi' sono diventati personaggi pericolosi, da tenere distanti.
Destra pecoreccia.

Ecco, noi siamo voi siete quello che dice la stampa, così come vogliono che siate presentati, secondo il servizio che fa. La realtà cambia da un'ora a un altra, meravigliosamente.

No comment su molti giornalisti.

Sesso selvaggio

Stasera ero in vena
d'ammazzarmi
e poi t'ho visto
hai deciso d'amarmi

c'ho ripensato
invece di buttare me
t'ho buttato
sul palco siamo stati
amanti snaturati

così m'hai salvato
oppure non so
m'hai dannato.

Certe occasioni
non si perdono
alla mia età.

O si muore o si vive
dipende dal caso
da un incontro
chi lo sa.

venerdì 13 dicembre 2013

Non ci servono le trovate grillesche

Lo annunciano, e qualcosa dovranno pur fare, se vogliono combattere Grillo nel suo stesso campo.

Il fatto che aboliscano il finanziamento ai partiti è senz'altro positivo, sulla carta, e non solo pensando a chi potrebbe ricevere quei soldi che invece ricevono i partiti. Gli ospedali, la scuola, la ricerca, la cultura...

Tuttavia sarà soltanto un cumulo di belle parole.

Il sistema monopolistico organizzato da decenni e decenni dai partiti nelle singole regioni, città è talmente oppressivo e rigido, perché deve servire a mantenere quella che si chiama la casta, che  è difficile pensare che rinunceranno a tutti i privilegi del loro potere.
A farci sentire SUDDITI.
L'ho detto e lo ripeto: lo vedo talmente forte nel mio lavoro, così schiacciante e soffocante.

E le proteste di questi giorni, lo dicono: non le possono liquidare solo col fatto che ci sono infiltrati della Destra nei forconi! Ma certo, è sicuro! Ma non si può sminuire lo strozzamento e l'avvilimento a cui siamo sottoposti.

E' lo stesso governo e il suo fare che autorizza certi torbidi movimenti; e poi, proprio loro che li causano, rinfacciano ai 'forconi' di non voler pagare le tasse o di protestare per non perdere il loro benessere...Quelli che muovono queste accuse sono anche gli stessi che spesso sono interessati a mantenere lo status quo. Quelli che qualche decennio fa, da giovani, si trovavano magari nelle fila della estrema Destra o estrema Sinistra, diversi dei quali si sono infilati dentro il loro posticino sicuro.

Li ricordo, ancora dominavano quelli di Lotta Continua, Servire il Popolo eccetera, o altri a Destra (anche se allora erano minoritari, contrariamente a oggi), quando io cominciai a frequentare l'Università Fiorentina. Quelli che avevano buttato fuori i professori giù dalle aule. Ne vidi uno buttato fuori dall'università a calci nel c...
E ora questi qua, dal caldo delle loro seggioline, sospettano della protesta dei forconi eccetera.
Sì, quelle scritte di lettera fascista, le riconosciamo bene, non mi piacciono per niente!, ma non si può liquidare tutto così, è sospetto anche questo.
...
Com'è possibile essere ottimisti quando la Regione Toscana -così ligia a Roma (faccio il mio solito esempio ed è giusto così) ha negato un aiuto a un teatro piccolo ma tenace e creativo che vive da più di vent'anni come il mio, che mi sono costruita con le mie mani - e tutto con materiali riciclati, tutto eccetto quello che doveva essere a norma - ma ce ne sono altri, di teatri in Toscana e di compagnie che sono stati spazzate via di netto, per dar forza e sostegno a quelli altri potenti ( magari avevano dei deficit da sanare per le loro spese pazze o le loro fallimentari gestioni?) e più compiacenti al signor Rossi e compagnia?
Com'è possibile pensare a giustizie quando le ingiustizie le viviamo tutti i giorni?
La Fondazione Toscana Spettacolo ci nega di entrare nella programmazione, quasi ci sputa in faccia, e così gli altri teatri importanti, come il Metastasio, e chi gestisce questi enti, li gestisce come se fosse casa sua, come se i soldi fossero soldi propri - un po' come la Soprintendenza Fiorentina gestisce l'oblio sulla area archeologiche (vero signor Rossi che vuoi comprare l'area archeologica di Gonfienti per buttarci una tonnellata di oblio?) e non si vergognano di ingiustizie colossali, non si rendono conto e non vogliono rendersi conto, hanno tutti la faccia come il c...: come possiamo pensare che questa trovata di Letta non sia grillesca,  un affaire politico di facciata?
...
In questo periodo lavoro molto, ma con tutti spettacoli, a parte qualche rarissima eccezione, si va sottocosto. Non si lavora a nero, però a teatro si fanno tutti i lavori: dal sarto al tecnico audio-luci e scenotecnico (per cui ogni tanto vai in scena con la mano fasciata), eccetera.

Questoo non va solo a detrimento del guadagno, ma anche della creatività. D'altronde se fai uno spettacolo diverso, non te lo prendono. E' la terza volta che mando a Luconi Massimo la scheda su Cafiero Lucchesi. L'ultima volta non m'ha nemmeno risposto! Mi sembra giusto. Cosa rompo i c.....a fare? Umberto Cecchi, presidente, l'ho incontrato una volta e il risultato è stato quello di fare i Concubini al Magnolfi in concomitanza con l'inizio di uno spettacolo di un gruppo di giovanissimi, abbiamo dovuto fare insomma un po' corsa...Un'ansia assoluta, poveri ragazzi. Di Magelli non parlo; dopo essere stato una volta alla Baracca, si è arrabbiato con me, perché ho detto che i soldi per il teatro ragazzi li davano soltanto e sempre agli stessi. Il teatro ragazzi a Prato è affaire del Met, e quello che ho fatto io - non so gli altri - per il Comune e Circoscrizioni è stato sottocosto, se non raramente (quando è andato di lusso, ma di lusso, uno spettacolo con più attori me l'hanno pagato 1000 euro!).

Io ho potuto fare gli spettacoli su Prato solo perché avevo un fazzolettino di spazio (quello che qualche simpaticone definisce 'bomboniera', ma ha idee confuse sulle bomboniere), perché il progetto sugli spettacoli della storia di Prato mi fu bocciato!
Vedi quello sui Celestini. Vedi i Concubini di Prato (Mauro Bellandi e Lorianza Nunziati). Vedi Cafiero Lucchesi. Vedi quella su Gaetano Bresci (Gaetanina Bresci). Vedi quello sui Martiri di Figline (Laqua). Vedi quello sugli Etruschi (Laris Pulenas). E tutti gli altri che ora non ricordo.
Vedi Pratopezza (che il Museo del Tessuto non hai mai ospitato, ARTISTA NON GRADITA!). Per citare solo quelli che riguardano Prato.

Non possiamo assumere nessuno, essendo stato negato il finanziamento necessario. Conosco ragazze e ragazzi validi che potrebbero dare molto, ma non li possiamo prendere regolarmente, ci è negato! Non possiamo lasciare il testimone a qualcuno, non possiamo creare bottega!
D'altronde non devono esistere che pochi teatri controllati dall'alto?
Invece qualche anno fa, avevo una compagnia di sette elementi. Sì, anche allora si faceva gli attori e tecnici, ma era del tutto diverso.
Guadagnavo ugualmente poco, pagavo le tasse, ma era tutto diverso nelle condizioni di lavoro. (Anche se il monopolio culturale ci opprimeva uguale lo stesso, e infatti, nel 1999 scrissi il "Manifesto contro il monopolio della cultura"...: http://primaveradiprato.blogspot.it/2009/11/un-manifesto-ancora-valido.html).

Elemento statistico

Non farò parte del tuo numero
come non faccio parte
dei tuoi comunicati
Devo esistere solo
per far massa
non sarò al drink
alla mostra
tra la folla
non sarò il tuo
elemento statistico
success or failure

giovedì 12 dicembre 2013

Rivoluzione

Molti invocano la rivoluzione.
Ricordo che in Italia non c'è mai stata; non è la nostra specialità; piuttosto tante congiure, tradimenti, assassinii e roba simile (su forza, gente, leggete un po' Il Principe del Machiavelli).

Proprio per questo ne avrebbe tanto bisogno. All'Italia basterebbe anche una rivoluzione di serie B.
Sono secoli che abbiamo lo stesso governo, pur con sfumature regionali.

Appena i nostri governanti vedono un po' di gente nelle piazze, cominciano a strillare come maialini, perché non sono come i francesi, per esempio, che sanno gestire l'affaire rivoluzionario al meglio e trattano o tengono duro con la piazza eccetera.

Certo i forconi di questi giorni non sono da sottovalutare, ma la rivoluzione è lontana. Li stanno demonizzando al massimo, come anche Grillo, che viene proprio massacrato dalla stampa, come se lui fosse responsabile dei mali.
Gira la leggenda metropolitana che Berlusconi, sì, anche lui sogni la rivoluzione e che silenziosamente aiuti i forconati...

Anch'io sogno una mia rivoluzione, in piccolo, che riguardi il mio lavoro, il teatro, ma l'arte in genere: uno dei settori più succubi al potere e proni, uno dei settori dove la rivoluzione non attecchirà mai, se non come 'moda', atteggiamento e roba simile.

Il teatro, ormai dove non si vede che roba becera - in Toscana, dove va di moda la finta spontaneità toscana, come se la spontaneità fosse possibile, la comicità che richiama a una toscanità ormai sepolta dal potere e da noi stessi che passiamo il fine settimana nei centros comerciales...- oppure roba ammuffita dal non senso di compagnie logore come i loro vestiti...o giovanoidi arrivisti che confezionano lo spettacolo per ogni occasione. Vuoi uno spettacolo così? Ce l'ho! Oppure gli artisti televisivi, che ve li ritrovate sempre a teatro...e voi li andate anche a vedere, contenti come Pasque!
Indovinate, chi decide, in Toscana le sorti dello spettacolo?: il partito! a capo della Fondazione Toscana Spettacolo c'è l'ex-onorevole ex-margherita Beatrice Magnolfi! (1)

Anche per questo motivo, se mai ci sarà,  la rivoluzione, in Toscana, arriverà per ultima. E' una terra troppo tradizionalista,  allevata da anni di ricorrenze pseudo-liberatorie, da partiti gestori del pensiero unico, capi bastone raccogli-voti, massonerie, consorterie. Bigottamente laica.  Ottusa.  Un po' come questa nebbia che da diversi giorni ci acceca.





(1)  In tutte le regioni rosse, in particolare Toscana, Umbria, Marche, Puglia ma anche altrove, il potere partito ha creato un circuito che si occupa di gestire alcuni teatri comunali o spazi. Per non avere problemi o per compiacere il partito centrale i comuni si affidano a questi; le nomine di questi piccoli centri di potere sono soltanto a base di partito o di competenza compiacente (per esempio, alcuni registi o attori o famosi, ma sempre conformi), ed escludono dalle loro programmazioni tutti gli artisti che non sono in linea, i pochi ancora sopravvissuti. La scusa è che devono fare biglietti, il che è anche vero, ma solo in parte. I dirigenti sono un misto di tradizione politica di sinistra e quindi ligi al capo-bastone e contabili di ditta privata.
A loro difesa c'è da dire che oggi il teatro è generalmente brutto, pochi ormai lo sanno fare o si chiedono perché lo fanno; i giovani sono solo ambiziosi imitatori.

mercoledì 11 dicembre 2013

Parlamento: quella mano davanti alla bocca

Sto seguendo il dibattito in Parlamento, che deve dare la fiducia al Governo.

Il vero dibattito però è quello che fanno il primo ministro e il vice, come anche altri, mettendosi la mano davanti alla bocca quando parlano fra di loro per non far leggere le parole, dato che il dibattito parlamentare è ripreso dalle telecamere.
Ormai è più che un vizio. E' un segno, un simbolo. Mettersi la mano davanti alla bocca al Parlamento era impensabile fino a poco tempo fa.
Questo parlare davanti e parlare dietro dà l'idea della schiettezza della politica; che quello che i parlamentari dicono e che si può ascoltare, cioè i loro discorsi, sono solo chiacchiere inconcludenti e insignificanti e serve soltanto alla forma istituzionale e a un gruppetto di cittadini che ancora ci crede; è come un compitino che si deve fare; la vera attività politica scorre altrove, non in Parlamento, diventato soltanto un armadio di facciata pieno di solo di mummie succhiasangue insostenibili da guardare e da ascoltare.


Cari lettori americani

Cari lettori americani,
da diversi mesi, dal Canada e dagli Stati Uniti, non fate altro che visitare il mio diario elettronico. E più volte al giorno, quasi direi in continuazione. 
Avete spulciato tutti gli argomenti. Quasi state superando i cinesi e i russi, che  pure non mancano mai di visitarmi, insieme a qualche controllo periodico locale, italiano intendo.  Non sono certo protagonista di nessuna spy story, anche se non si può dire mai nulla fino alla fine. E' divertente, questo accanito inseguimento sarà il mio prossimo soggetto teatrale?
Sono orgogliosa del fatto che mi leggiate così tanto, ma anche sinceramente sorpresa.
Mi farebbe piacere sapere chi siete e il motivo di tanto insperato interesse.  Se per caso state catalogando i miei pensierini diuturni, sarei tanto grata mi poteste dare copia della catalogazione, per cui sono tremendamente in ritardo.
Potete scrivermi, anche inglese o francese, a primaveradiprato@alice.it.
Grazie.

Maila 

Protesta dei forconi, ovvero la morte del sindacato

E' la fine del sindacato, o poco ci manca.
Qui a Prato era anche molto evidente per la questione cinese; non hanno mosso un dito, né da una parte né da un'altra e alla fine hanno messo in rete, irretendolo, un triste comunicato di sconfitta.

"La protesta dei forconi", evidenzia questa morte, se mai ce ne fosse stato bisogno. La gente è scesa in piazza esasperata e non ha aspettato certo il sindacato. La Camusso ha detto che lo 'sciopero generale' non serve più; in realtà non serve più quello dettato da loro, e infatti c'è lo sciopero generale, anzi, ci sono i blocchi delle strade, ma la signora Camusso (& C), non li nomina.
Non serve più questo sindacato, ormai non significa più nulla e non solo perché le condizioni di lavoro sono cambiate, come dice la signora, e quindi non c'è soltanto il classico 'operaio' e non ci sono più le fabbriche.  Landini ha detto più onestamente che essi non rappresentano più nulla. (Gli altri sindacati nemmeno parlano, in particolare la UIL, che sembra davvero morta insieme al suo segretario).
D'altronde, loro cosa hanno difeso, se non sé stessi e i partiti?
Sembra proprio la fine di un'epoca. Hai voglia a evocare lo spauracchio dei diritti dei lavoratori, l'articolo 18. Non ce n'è più per nessuno.

martedì 10 dicembre 2013

I 'giovanoidi', la nuova specie creata da Matteo Renzi

Guardando un video sulla vittoria di Renzi, sono incappata in una persona che tempo fa, son dieci anni e più ormai per fortuna, ha lavorato per un breve periodo con me.
Avendolo conosciuto, l'ho riconosciuto, ma in realtà l'ho visto subito trasformato nella nuova specie politica creata da Matteo Renzi: i 'giovanoidi', il neo-esercito dei giovani tutti uguali, resi ancor più uguali grazie al perfetto conformismo internettiano, e che presto avremo come prossimi capi-bastone.

Il giovane che osservavo muoversi celermente e ossequioso davanti al capo, aveva tutte le caratteristiche del 'giovanoide' che Renzi predilige: usa il mezzo internettiano come smercio di sé, utilizzando tutti i 'social network' possibili e tutti i temi consentiti dalla propaganda, in questo caso a Sinistra, quelli 'canonici' che strappano sempre la lacrimuccia, come stare dalla parte degli umili e  degli oppressi eccetera. 

Il 'giovanoide' ha capito che se non ti genufletti al sistema, non stai da nessuna parte. Non mangi.  Ma in qualche caso nemmeno lo ha capito; semplicemente fa come gli altri.
Renzi li accoglie nella sua squadra, bella giovane forte. Femminile.

Le 'giovanoidi', poi, compiono il fallimento del femminismo fatto carne putrida dalla partitica e dal post consumismo, e le giovani donne si mostrano quasi perfette nel loro ruolo rifatto di 'ibridesse' inserite.

Che la giovinezza reclami il suo giusto ruolo sociale e politico, oltreché economico, la 'rottamazione' insomma, è vecchia storia, almeno dalla 'contestazione' degli anni '60. (1) Però ora trova qualcosa di più perfetto e omologato di quaranta o cinquanta anni fa. Infatti il potere, e in questo caso inrcanato da Renzi, non poteva trovare niente di meglio che questa nuova generazione di giovani conformisti internettiani, che si costruiscono su misura e senza troppa fantasia scopiazzandosi reciprocamente l'immagine e i pochi pensieri, plagiandosi in sostanza, la generazione delle citazioni altrui, che lui subito ha chiamato a sé e delineato politicamente. Lui stesso ne è un esempio; anzi, uno dei campioni e per questo, grazie alle sue indubbie capacità, in particolare di comunicatore,  è stato il prescelto.

La generazione dei giovani oggi (e il termine si è pericolosamente esteso ai trentenni e addirittura ai quarantenni) non sembra saper svolgere altro che il ruolo del 'giovanoide'. D'altronde, chi si azzarda ad andare da un'altra parte, viene subito fermato. O si ferma da sé, sconfitto.

Oggi è in atto una persecuzione nei confronti dell'eterologia del pensiero e delle azioni. Ecco la vera caccia alle streghe.

Questo mi permette di concludere che al momento non c'è niente di più funzionale di questa presunta comunicazione internettiana, che inganna là proprio dove dovrebbe chiarire, cioè negli 'attori' della comunicazione stessa - in primis nei giovani che ne sono il motore - che si mostrano quello che non sono e si 'costruiscono'. In sostanza, se comunicano, troppo spesso comunicano il falso.


(1) Molti di loro si sono piazzati bene, vedi anche http://primaveradiprato.blogspot.it/2013/11/post-sessantottini.html

lunedì 9 dicembre 2013

Gida e le sue acque


Gli alberi nei pressi del depuratore  del Calice, sono morti. Questo parla più di tutto. Sono passati alcuni anni dal mio primo sopralluogo e nulla è cambiato. Ma proprio nulla, l'aria è irrespirabile. 

Si annuncia ora un cambiamento? Le acque del Calice saranno monitorate con il progetto Biocloc. Vedremo che cosa ne verrà fuori.
Ricordo che nelle Pantanelle famose c'è questo depuratore del Calice gestito da Gida, proprio accanto al canile. Però lo scolo dell'acqua fetida non è facilmente visibile, è opportunatamente nascosto e inaccessibile...

Da "Notizie di Prato" <.Il Programma Europeo per l’ambiente Life premia di nuovo Prato cofinanziando il progetto Biocloc, che è coordinato dall’Università degli Studi di Firenze-Dicea Dipartimento di ingegneria civile e ambientale e che vede Gida come soggetto operativo diretto; partners tecnici invece Physis Ingegneria per l’ambiente e West Systems.
Il progetto ha un obiettivo ambizioso: ottimizzare i processi di depurazione delle acque migliorandone l’efficienza e le prestazioni energetiche. La tecnica che sarà impiegata, applicandola all’impianto di Gida al Calice, ha pochi precedenti in Italia ma è già sufficientemente testata da poter ipotizzare una riduzione dell’”impronta energetica” non inferiore al 10%-15% ed una più efficiente gestione del processo. Biocloc, che avrà la durata di tre anni, è stato presentato al Palazzo dell’industria in una conferenza di lancio che ha visto impegnati tutti i partners del progetto.
“Gida non è nuova ad esperienze del genere nell’ambito del Programma Europeo Life -commenta il Presidente di Gida Gabriele Mammoli -. Progetti come Biocloc sono preziosi sia di per sé sia anche come strumenti per instaurare e mantenere collaborazioni con il mondo della ricerca e dell’università. La nostra politica ambientale pone al centro il miglioramento continuo dei processi legati al risparmio energetico. E’ anche grazie a questo impegno costante che Gida è riuscita ad ottenere nel 2013 un’importante certificazione ambientale quale la UNI EN ISO 14001:2004.”


I consigli comunali sono pleonastici

Ora sono tutti distratti dalla vincita del bel Matteo Renzi, detto anche ormai, LoRenzino degli ItagLiani, ma questa lettera che scrive il consigliere Aurelio Donzella fa riflettere su dove andremo presto tutti con le elezioni, a gestire il nulla. Le sorti delle città si decidono altrove e le elezioni servono a chi è eletto a trovarsi un posticino, da dove dovrà solo ratificare e essere strumento di altri.
Quello che è descritto qui è ormai ovunque in ItagLia.

"UN CONSIGLIO COMUNALE INCAPACE A GESTIRE LA CITTA’ E SEMPRE PIU’ SOTTOMESSO ALLA GIUNTA.
Già altre volte ho denunciato la posizione supina di questo Consiglio Comunale, nei confronti  della Giunta della cui volontà è mero esecutore.
Un Consiglio Comunale, con una maggioranza sempre più  in bilico, che ha rinunziato alle proprie funzioni istituzionali.
Un Consiglio Comunale, ripeto che si limita solamente e con sforzi sovrumani ad approvare le delibere di giunta: infatti, quando si vota, guai se non sono presenti tutti e 21, compreso il Sindaco, i consiglieri di questa maggioranza in frantumi.
Da quattro anni e mezzo, ad ogni Conferenza dei Capigruppo, ci sono interrogazioni ed altri atti che non possono essere discussi in quanto sarà assente l’ Assessore competente.
Pertanto la maggior parte di questi atti giacciono nella lista dell’ ordine del giorno e non verranno  MAI portati in Consiglio.
C’ è addirittura un Assessore che si presenta in Consiglio poche volte l’'anno, in quanto è quasi sempre occupato altrove.
Un esempio: è dal 26 Agosto del 2011, che ho protocollato un’ interpellanza sulla necessità dell’' indagine d’i impatto ambientale e sanitario sul raddoppio della “declassata”!
Un altro esempio: è dal 13 Dicembre 2011, che ho protocollato un’ altra interpellanza sulla sicurezza idrogeologica nel territorio del comune!!
Poi quando piove, avvengono le inondazioni o gli allagamenti e qualcuno ci lascia la pelle.
Assessori!!! Se ci siete, battete un colpo!!
Tra i vostri compiti c'è quello di presenziare al Consiglio.
(Aurelio Donzella)

Jasmine

Jasmine è un altro piccolo gioiello di Woody Allen, figlio di Match Point. E' la sua continuazione.
In una società dove tutti adottano i figli, avviene la frantumazione e lo smarrimento assoluto a causa dei suo falsi valori: successo e ricchezza.
Tutti mentono. I rapporti con gli altri sono solo strumentali; non ne parliamo dell'amore. Solo il sesso ogni tanto può rallegrare, ma è solo un giro di giostra, e per continuare a fare un altro giro bisogna mettere i soldi nella macchinetta. Infatti il sesso si fa nelle macchine dai vetri oscurati (e non per carenza di permissività).
Col tempo Woody è diventato un autore di commedia tragico.

Infatti formalmente egli rispetta lo schema teatrale della commedia, parlando di amore e di problemi di coppia - coppia ricca e altolocata speculare a quella povera come nella commedia dell'arte- ne segue entrambe le vicissitudini, ma le utilizza solo in funzione drammatica, anzi, tragica come veicolo della tragedia sociale dell'era iperconsumistica che coinvolge tutti gli strati sociali.

P.S. Che sia un grande regista si capisce dalla scelta e dall'uso della musica. Solo i grandi registi, pur non essendo musicisti ma lui lo è anche se amateur, sanno significare, ancora oggi che è martoriata, la musica. Vedi Pasolini, Kubrick e pochi eccetera.
Io avrei tradotto il titolo con "Gelsomina".

domenica 8 dicembre 2013

I belli delle primarie

Lo avrete sicuramente notato: i belli di queste primarie sono proprio loro, candidati. La triade dei belli, intendo: Renzi, Civati, Cuperlo. Uno più bello dell'altro. 

Renzi sicuramente il meno bello, ma quanto simpatico! Assomiglia comunque a qualche bambolotto che ho inutilmente avuto da bambina. E poi come parla bene, e quanto parla, come si spiega! Ha il piglio del fiorentino, oltre che la simpatia, natualmente!

Civati è l'eterno ragazzo, tenero e dolce che ti vorresti stringere fra le braccia. Poverino, che è rimasto anche a piedi in Sardegna ed ha dovuto fare l'autostop. Ero preoccupata. Non è alto, però che proporzioni. Sono indecisa se votare lui o l'altro. Lui sembra il più intelligente, chissà.

E poi Cuperlo. La stessa parola, a pronunciarla, si pensa a un intenso amplesso. Cuperlo. Eh. C'è dentro la parola latina 'cupio'... Mi sto già confondendo. Cuperlo è l'uomo che aspetti quando sei a casa, che profuma, che ha la 'erre' blesa, che sa tanto di raffinato. Sì, lui è il più elegante.

Alla fine hanno capito che dobbiamo votare anche noi donne, e che la Sinistra non ci poteva dare i soliti orrendi esemplari maschili.

Sì, questa volta vado al seggio proprio indecisa...

sabato 7 dicembre 2013

Rossi si sentì Mandela

Hanno tutti commentato l'uscita di Rossi sul dare la cittadinanza ai cinesi. Il governatore toscano ha sentenziato il giorno in cui è morto Mandela: preso dalla commozione e vedendosi come in un film, il suo amor proprio ha pensato di paragonarsi a Mandela, di considerare il problema cinese come un problema di razzismo, senza considerare storia e situazioni politiche diverse eccetera.

Certo, il problema cinese a Prato è anche un problema di razzismo, ma va anche oltre, è ben più complesso, e sicuramente il caso pratese non può essere paragonato al caso sudafricano.

Rossi, volendosi sentire un po' Mandela e mitizzandosi, ha trasformato il problema cinesi di Prato in un assunto politico. Ma qui non c'è l'apartheid.
L'apartheid nel mondo esiste ancora - riguarda per esempio molte donne nei paesi mussulmani - ma è un aspetto politico-civile che è stato superato- almeno nella forma- nel mondo cosiddetto civile-occidentale.

Mandela poi passò ventisette (credo) anni di carcere, come prigioniero politico. Non è il caso di Rossi, quindi, che sta saldamente al potere.

Insomma, si tratta di un'altra faccenda completamente.

Il risultato è che l'uscita del governatore rischia di dare un colpo durissimo al PD pratese, e ha aumentato ancor di più il solco fra il 'noi e loro'.

Gravissimo errore politico. Forse, come tanti altri scivoloni a cui la partitica ci ha abituato, sarà dimenticato.

Non facilmente a Prato, però.

Forse è stato compiuto, oltre che per amor proprio, per continuare a tenerci sudditi, e quindi divisi. Insomma, diciamocelo: fa comodo al potere avere un 'noi e loro'.

Forse il governatore è semplicemente un ambizioso (o che volesse colpire anche il PD pratese, di maggioranza renziano proprio nel momento del voto primario?), ma soprattutto, il governatore è fuori dalla realtà. Speriamo presto fuori dalla politica.


venerdì 6 dicembre 2013

Sciopero illegittimo a casa di Matteo Renzi

A Firenze Matteo Renzi & C. hanno dichiarato lo sciopero illegittimo, gli autoferrotranvieri fiorentini non lo potevano fare. Il Prefetto ha precettato tutti gli autisti dell'Ataf, ma si continua, come è stato a Genova.

Ma lo sciopero 'legittimo' in realtà è una contraddizione in termini politici. Lo vogliamo dire una buona volta?

Sembra che più che problemi di privatizzazione come a Genova (tra l'altro l'azienda non è già privatizzata?), spiri vento, sindacale e partitico, contro Renzi.
Alla vigilia delle primarie, per LoRenzino de' Fiorentini, mette male. (Ma vincerà lo stesso, ha gli industriali dalla sua parte).

Bene Benelli

Nel 1974 alla Pergola Carmelo Bene debuttò con La Cena delle Beffe di Sem Benelli, insieme alla sua attrice-schiava Lydia Mancinelli e a Gig...