lunedì 7 ottobre 2019

La lotteria degli scontrini

Alla disperata ricerca di quattrini il governo, con la scusa di far emergere il nero, per incentivare il pagamento digitale e favorire le banche, partorisce la lotteria degli scontrini!

Demonizza il contante come fonte di vizio o disonestà, e però fomenta il vizio.

E invece di attuare manovre che reintroducano il pagamento delle tasse attraverso un sistema virtuoso e coerente, come miglioramento dei servizi pubblici, oppure con il sistema dello scaricare tutto tutti, ecco che usano il vecchio putrescente modo che asserivano di combattere a spada tratta: il gioco!


domenica 6 ottobre 2019

Una recensione de La Dinosaura

Ricevo la recensione de La Dinosaura di Gianfelice D'Accolti, che ringrazio.


La dinosaura o l’abisso della paura


Assisto ieri sabato 5 Ottobre alla terza replica de La Dinosaura di e con Maila Ermini, al Teatro La Baracca di Prato. Sono quegli eventi teatrali – si deve chiamarli così- a cui è impossibile assistere se si è affezionati scaldapoltrone di teatri damascati e frequentati dagli assessori, animali in via di distinzione, e dai loro tristi confratelli, i funzionari culturali. Tutta una fauna che si tiene lontana dalle riserve di cultura libera e non manipolabile. Non vedranno mai dunque certi miracoli che toccano invece poveri spettatori che si accomodano su panche di legno sincero, rivestito qua e là da cuscini neanche troppo morbidi e comodi. Ma c’è spazio nella sala fra l’attrice e il pubblico, e questo è voluto: la distanza è non solo spaziale ma anche e soprattutto temporale. 
Noi che si arriva in quel luogo, infatti, siamo la vera razza estinguentesi; la donna-animale che appare e parla, si partorisce dalla nostra diffusa e non espressa paura di scoprirci bestiali e spaesati. Maila Ermini tutta coda, occhi, braccia, gambe, danza come quell’animale primitivo che tanta mitologia (c’è anche un deserto di dinosauri da qualche parte negli “States”) ha creato intorno a sé di terrore, brutalità, primitività e buio intellettivo: dinosauro, animale estinto. Ma è davvero così? È davvero estinto in noi il senso di una natura tirannica a cui nessuna etica imporrà mai uno iota, nessuna forma sociale sarà capace di piegarne la titanica energia, nessun pensiero umano potrà mai soggiacere alla sua volontà
Lo scontro tra la presentissima animala (ma dovrei dire aniMaila, consentitemi il neologismo) di cui noi spettatori temiamo l’imprevedibile reazione – me ne accorgo dal nostro respiro sospeso; e dal nostro muto sentire; e dalla corale angoscia – e il consesso di inquilini e personaggi che la circondano vivi e antagonisti e indifferenti e sprezzanti – e riusciamo a vederli tutti, tale è la potenza dello sguardo evocatore della monologante – si costruisce con un linguaggio ilare che anch’esso affonda radici e tronco e fogliame in un ancestrale incodificato dialetto – bolognese, toscano fiorentino, germanico, ispanico, ma anche padovano-veneto e partenopeo, e una glotta antica e ricreata per noi udienti da chissà quale pozza di Volgare arcaico e ci richiama ad un immediato suono che è pure esso una danza insieme al magnifico corpo che canta, parla, urla, inveisce, mugola e mima, come un nuovo Calibano, la storia della lingua nella storia della lotta per vivere, per esserci, per duplicarsi. 
Ci sono volute solo tre repliche a Maila per giungere a parteciparci un’armonia, un canto, una morbidezza comica e cavernicola che ci richiama al nostro profondo sé, che vuole affermarsi e difendersi dal progresso distruttivo e che indica una rocambolesca via del ritorno nel primitivo, nel sasso, nell’umano.



venerdì 4 ottobre 2019

Dinosaura con sorpresa


A ogni prossima replica de "La Dinosaura" dedicheremo una piccola sorpresa, un dono. Intanto, per domani sera, sabato 5 ottobre, agli amici che ci seguono e sostengono da un po', faremo un piccolo sconto sul prezzo del biglietto...Ma è necessario prenotare. A domani.

giovedì 3 ottobre 2019

Lettera al Presidente del Consiglio e ai Ministri di Economia e della Cultura da parte di una artista operaia


Egregio Signor Presidente del Consiglio, Egregi Ministri dell' Economia e della Cultura,

Sono un'autrice e attrice operaia, e scrivo questa mia per protestare contro l'obbligo di installare, presso il mio piccolo teatro di 55 posti, La Baracca di Prato, una biglietteria automatizzata.

Questa obbligatorietà inizierà sembra a gennaio prossimo.

Come possono dichiarare coloro che vengono nel mio teatro, gli spettatori ricevono un regolare biglietto in forma ricevuta fiscale, come mi consente la legge.

L'incasso poi è comunicato, dopo il conteggio, al commercialista, che lo include nelle tasse da pagare.

Ora, installando la biglietteria elettronica, dovrò occuparmi di tutto un sistema di gestione in realtà alla fine complicato e gravoso per chi, come me, deve praticamente gestire, oltre gli aspetti artistici, anche quelli burocratici e quindi fiscali.

Da quando mi è stato tolto tutto, piccoli finanziamenti e sostegno da parte della Regione Toscana, che ha scelto una politica aziendalistica e neoliberista per la cultura, sono costretta a lavorare con l'aiuto di poche persone, e spesso in situazioni difficili e di affanno.

Dunque io chiedo di poter continuare a emettere la ricevuta fiscale così come faccio da diverso tempo, in maniera limpida e trasparente. Diverse volte sono stata soggetta a controlli da parte della Finanza, e senza alcun problema, senza che si evidenziassero irregolarità.

Coloro che fanno piccoli incassi, perché perseguitarli come chi evade del tutto il fisco?

La cultura dal basso è povera e maltrattata, non infierite ancora di più.

Lasciateci vivere, e creare.

Maila Ermini
Teatro La Baracca, Prato

Un altro contributo su Gonfienti e mia nota a margine

Ricevo questo altro importante contributo su Gonfienti, Camminata prossima e recente apertura degli scavi e del Mulino, dell'archeologo Michelangelo Zecchini (sotto potete leggerne la biografia).

Approfitto qui per rispondere a un conoscente che, durante la visita, mi si è avvicinato e mi ha chiesto sorridendo, come fa sempre lui: "Te, perché ti sei spesa così tanto, battaglie, libri, camminata, petizione per il museo etrusco eccetera, per una cosa che in fondo non ti ha dato alcun vantaggio? Te lo chiedo perché a volte lo rimproverano anche a me...", ( "Ti risponderò" gli avevo detto riprendendo la bici agli scavi).

Amico, ora ti rispondo, seguendo la mia maestra Simone Weil: ho fatto questo proprio per fare una cosa da cui non trarre alcun vantaggio.

__________

"Ormai siamo prossimi (13 ottobre ore 14,30) alla camminata per la città etrusca di Gonfienti. È la quinta. Visto il successo della relativa petizione che ha raccolto oltre 1200 firme, è attesa una partecipazione consistente da parte di cittadini pratesi e non.  La camminata potrebbe essere importante non solo per dare una svolta decisa alla valorizzazione di questo straordinario sito dell’Etruria arcaica, ma anche per far rientrare l’ipotesi (per niente condivisibile) di musealizzazione dei reperti a Campi Bisenzio. La traslazione dei reperti porterebbe di fatto a una forma di decontestualizzazione alquanto superata, una tipologia di progetto che da un punto di vista metodologico sembrava morta e sepolta. Da tempo, infatti, c’è la tendenza (giusta) a lasciare i resti della cultura materiale nel territorio in cui sono stati trovati e della cui storia fanno parte. Nel caso di Gonfienti non c’è dubbio che architetture e reperti – due facce della stessa medaglia – debbano restare le une vicino agli altri. La scelta di una sede museale  nell’ambito della città di Prato sarebbe la più naturale ed opportuna.
Il 29 settembre scorso, in occasione delle giornate europee della cultura, molti hanno avuto l’opportunità di apprezzare al Mulino di Gonfienti la qualità e la quantità di manufatti restaurati con abilità e metodo dagli operatori della Soprintendenza. Il laboratorio di restauro del Mulino è un’eccellenza e perpetua la tradizione di alta professionalità già viva ai tempi del compianto Soprintendente Francesco Nicosia. La speranza più viva è che tale eccellenza contamini in qualche modo chi dovrà adottare decisioni sull’ubicazione dei reperti di Gonfienti. A mio avviso la kylix di Douris e le terrecotte architettoniche, le antiche architetture di Gonfienti e quelle della Calvana, i buccheri e le ceramiche da mensa, fanno parte di un complesso unitario che non dovrebbe essere smembrato. Niente, nemmeno il pezzo apparentemente più insignificante, dovrebbe essere trasferito lontano dal territorio di pertinenza. Anzi, dovrebbe partire il tentativo – difficile ma non impossibile - di riportare a casa il famoso offerente bronzeo etrusco, migrato in tempi lontani da Pizzidimonte al British Museum di Londra.
Il 29 settembre i visitatori hanno avuto la possibilità di accedere anche agli scavi di Gonfienti e di soffermarsi ad ammirare, tra l’altro, l’impianto della cosiddetta grande domus etrusca. Per inciso, gli studi condotti di recente dal prof. Mario Preti dell’Università di Firenze  hanno portato alla conclusione che si tratti, piuttosto, di un ragguardevole tempio. Le strutture murarie sono oggi delimitate da una bianca inghiaiata. Alla soluzione green si è preferita l’opzione white, che ricorda il contorno di certe aiuole paesane o cittadine. De gustibus, ma devo confessare che tale scelta non affascina. Allettante e condivisibile è, al contrario, un’idea che ha la paternità del prof. Giuseppe Alberto Centauro. Il noto docente di restauro architettonico presso l’Ateneo fiorentino vedrebbe di buon occhio una ricostruzione della grande domus di Gonfienti all’interno del castello federiciano, nel pieno centro di Prato. In altre parole: un modello fedele della straordinaria architettura etrusca circoscritto dalla mirabile architettura medievale. Le dimensioni dell’una e dell’altra lo consentirebbero. Sarebbe un felice connubio. E, insieme con l’ auspicabile parco archeologico (scavi di Gonfienti più museo etrusco nei pressi), costituirebbe un biglietto da visita storico-archeologico non di poco conto per la città e per l’intero territorio.

Michelangelo Zecchini




mercoledì 2 ottobre 2019

Censura e rapina

E' interessante credo sapere che Facebook mi ha impedito, almeno finora, di evidenziare la petizione contro l'eliminazione del contante.

Casualità, semplice ritardo? Ma no, chiarissimo il motivo!

Tra l'altro, sembra, a gennaio non si potrò  più staccare biglietti a teatro con la ricevuta fiscale (con l'esclusione dei corsi o lezioni spettacolo, per esempio), ci si dovrà organizzare con un sistema informatico gestito pare dalla SIAE.

Questo sistema io lo rifiuto in toto, e metterò in atto un vero e proprio boicottaggio.

Un governo rapinatore, le novità (sic!) in vista sono queste, e naturalmente con i più poveri e con chi ha sempre dichiarato gli incassi.

Sì, ho sempre pagato le tasse e intendo continuare a farlo; ma bisogna che mi mettano in condizioni di farlo senza svaligiarmi e rendermi la vita impossibile a mano digitalizzata.

Capisco un teatro grande, ben organizzato con tanto di soldi dello stato e regionali e comunali. Ma un teatro piccolo come il mio? Significa volerlo chiudere. E infatti questo vogliono fare.

Uffa che palle sono anni che ci provano. Ci sono riusciti con tanti!
La Regione Toscana c'ha provato in tutti i modi, togliendomi tutto, e non solo la Regione!

Ma chiuderete prima voi.

Il governo si comporta da lupo vestito da agnello. Il nobile capitanato che sembrava tanto bello e gentile, è un valvassore del sistema bancario internazionale. Certo con come il francese, ma lo è.

Sbarcato Salvini , almeno per il momento, la delusione più forte non sono tanto i piddini, che conosciamo benissimo (sapete, qui in Toscana il regime è questo!), e il cui yogurt lo stesso Cacciari considera scaduto, quanto i grillini, diventati grazie a Di Maio, veri democristiani.

D'altronde fu chiaro, quando il summenzionato baciò la statua di San Gennaro, che aspettava il miracolo della metamorfosi, ed è avvenuta.

Il museo di Gonfienti a Prato



Ricevo e pubblico l'articolo di G.A.Centauro, Il museo di Gonfienti a Prato.  
Evidenzio la sua proposta di collocare un calco della domus di Gonfienti all'interno del Castello di Prato, il che sarebbe davvero emozionante e significativo!


Preambolo
Cosa può rappresenta un ‘nuovo’ museo archeologico, oggi?  E’ una domanda che legittimamente possiamo porci in considerazione del fatto che nell’ambito interprovinciale museale dedicato all’archeologia, curato della Soprintendenza, esistono già musei centrali e musei periferici ai quali demandare l’offerta culturale. 
Sepolte in un passato ormai lontano, per quanto illuminato, le ragioni del collezionismo e della filantropia di colti personaggi che hanno alimentato la nascita dei musei delle ‘anticherie etrusco-romane’, sono retaggi storici che poco hanno a che vedere con la cultura del nostro tempo rivolta altrove, alimentata anche da un’evidente perdita collettiva della memoria e quindi delle ragioni stesse del radicamento sul territorio dei suoi attuali abitanti. In particolare, il mondo degli Etruschi per una questione di genia e di vicinanza vissuta nei territori, nei segni, nelle tradizioni, nei racconti, al di là dell’istituzione di musei o di parchi archeologici dedicati,  non aveva bisogno di musei, viveva in un naturale rapporto dialettico  con le comunità insediate della Toscana, a sud e a nord dell’Arno. Tutto questo non esiste più da decenni -  come ben sappiamo -  eppure non possiamo fare a meno di riscontrare una rinascita ogniqualvolta  si riscoprono tracce, mai del tutto sopite, degli antichi saperi. Il ritrovamento vent’anni or sono dell’insediamento etrusco arcaico di Gonfienti, accese di nuovo quella fiammella che certamente nel distretto industriale pratese pareva da tempo spenta; una fiammella che si è mantenuta tale, attraversando alterne vicende e conflittualità non di poco conto alimentate da opposte visioni ed interessi. Una quindicina di anni fa fu però sentenziata l’eccezionalità della scoperta, fu detto: “Dalle emergenze alle eccellenze”. Questa risoluzione l’avrebbe potenzialmente  messa al riparo da qualsiasi incauta sottrazione, nell’illusoria considerazione di avere raggiunto un punto di equilibrio per la valorizzazione futura. Come sappiamo non è stato proprio così, pur nella consapevolezza oggi che forse, grazie alla resistenza di pochi,  siamo tornati sulla questione per ritracciare non solo una convivenza possibile ma anche un nuovo modello di crescita culturale per la collettività.

Il museo archeologico di Gonfienti a Prato
Non è una questione di campanile quella che alimenta la legittima richiesta di tantissimi cittadini, in più di 1200 hanno firmato la petizione lanciata da Maila Ermini, per dar vita a Prato al museo archeologico di Gonfienti e non già alla Rocca Strozzi di Campi Bisenzio che, in ogni caso, potrà entrare a far parte del circuito espositivo archeologico dedicato al reticolo idrografico della Val di Marina e del basso corso del Bisenzio, con gli importanti reperti archeologici dell’età del Bronzo rinvenuti nell’area della Mezzana- Perfetti Ricasoli, ecc. Questa bipolarità del sistema museale darebbe di certo rilevanza ambientale e culturale ad entrambi siti allargandone l’estensione cronologica e spaziale. La questione che ora è all’ordine del giorno è dunque quella di radicare sul territorio di Prato, oltre all’area archeologica che già sta dentro i confini comunali, anche tutto ciò che dagli scavi è emerso finora o che in futuro potrà venire alla luce dai nuovi saggi. Le ragioni di questa opzione sono molteplici: stanno nella corretta giustapposizione da un punto di vista tra reperti strutturali (case, acquidocci, strade, ecc.) e i materiali di scavo facenti parte del costituendo parco archeologico di Gonfienti. Ma  le ragioni stanno anche nella storia del territorio di Prato, nella presenza di antichissimi siti di altura che punteggiano i monti della Calvana sopra la città, come pure nelle ricordanze di ritrovamenti storici, quali il famoso bronzo dell’Offerente di Pizzidimonte, oggi al British Museum, che fin dall’800 avevano alimentato l’idea di costituire un museo etrusco curiale, tutto pratese. La storia tardoantica e quella medioevale della città con la creazione del grande mercatale posto sul fiume, testimoniata dalle stesse nobili tradizioni mercantili che, dall’emporio fluviale etrusco in poi, hanno caratterizzato lo sviluppo della comunità, dimostrano le ataviche ascendenze locali. La recentissima occasione offerta al pubblico dalle ‘Giornate Europee del Patrimonio’  ha reso possibile, grazie alla disponibilità del Mibac, non solo di visitare l’area archeologica attuale, da poco messa in sicurezza idraulica e i nuovissimi  laboratori di restauro, ma anche ammirare l’eccezionalità dei ritrovamenti, valorizzati dalla ricomposizione pressoché totale del tetto del cortile della grande domus di 1400 mq., che si va ad aggiunge agli straordinari reperti d’arte e di cultura materiale riemersi in quella stessa dimora o nel pantano alluvionale circostante. Tutto questo rende evidente che il museo archeologico di Gonfienti dovrà necessariamente nascere in prossimità come parte pulsante del parco archeologico per capire la città di ieri e meglio figurare la conformazione di quella odierna. D’altronde l’archeologia a Prato non è solo legata alle ascendenze etrusco arcaiche, ma vive nelle grandiose opere medioevali, primo fra tutti il Castello federiciano che pare offrire per dislocazione, orientamento e dimensioni una sorta di continuità storica all’inusitata grandezza della domus del Lotto 14, tanto da immaginare che il tutto si possa fondere in un unicum monumentale con la contemporanea presenza delle due realtà archeologiche, ricostruendo quella antica con i calchi dei suoi innumerevoli reperti,  al fine di realizzare un compendio ambientale unico e senza uguali nel panorama internazionale a vantaggio della collettività.


    

martedì 1 ottobre 2019

Una petizione contro l'eliminazione del contante



Promuovo un'altra petizione, questa volta contro l'eliminazione del contante, le cui motivazioni potete leggere qui. Sotto il link per firmare. Firmare non significa sostenere il nero, tutto il contrario!


Con le ultime manovre economiche si tende a eliminare il contante e a "colpevolizzarlo". E questo con la scusa di far emergere il "nero". Ma con l'eliminazione del contante e l'obbligo o il forte incentivo a usare le carte, si aiuta in realtà solo le banche e il sistema finanziario. Infatti non sono azzerate le commissioni, non sono dati in uso gratuito i pos! Invece, per far combattere l'evasione fiscale basterebbe poter scaricare ogni spesa, dal conto dell'idraulico o la cena al ristorante; o anche il biglietto del cinema.
Insomma, la formula, già avanzata da alcune associazioni, è poter scaricare tutto tutti e non introdurre la carta forzosamente, attraverso alcuni presunti vantaggi di sgravio fiscale.
E infine, eliminare il contante, almeno al momento, significa mettere in difficoltà molti cittadini anziani e lavoratori che si troveranno in difficoltà senza; penso alle persone che vanno al mercato a far la spesa, ai pescatori che vi vendono il pesce, tanto per fare un esempio. Insomma il risultato è che si complica la vita della gente e si tende a formare una economia parallela e nascosta ancor di più di quella attuale, che non porta benessere al paese né fa emergere il nero. Almeno nel breve periodo. Ci vorranno alcune generazioni prima di poter realizzare il piano del danaro elettronico che avete in mente. Nel frattempo, cari economisti e politici, quello che in sostanza realizzerete eliminando il contante sarà un maggiore divario fra poveri e ricchi, fra chi può e non può.

Il commento-sauro

Su La dinosaura: a questo punto aspetto il commento di Dino; quello di Sauro già ce l'ho!

"La Dinosaura. Uno spettacolo poetico, oggi proibito.  Usa il linguaggio in maniera inconsueta, prende parole antiche e le trasforma...E quindi è anche filosofico, e ti lascia pensante e sorpreso, come a caccia del senso. 
La dinosaura è quello che stiamo perdendo. Io lo intendo così.
A proposito: attenzione, non recita una attrice ma una dinosaura. 
Ecco perché qualcuno può provare un senso di inconsueto davanti a questa donna animale che ci parla, sgomenta e che ci fa sorridere. Io però ci stavo perfetto nel suo mondo, ma forse perché sono Sauro, ed anch'io esisto preistorico".



lunedì 30 settembre 2019

Gonfienti, il tesoro di Prato

Aggiungo una nota a margine della mia visita di ieri a Gonfienti antica, in particolare mi riferisco non tanto alla zona archeologica, che purtroppo è apparsa molto ghiaiata al fine del suo mantenimento, e sempre molto emozionante comunque; non tanto all'annuncio della ripresa degli scavi nella prossima primavera sembrerebbe, con relativa creazione di un collegamento fra lotto 14 e 15, mettendo chisssà!  (con tre s) le prime basi per un ancora, diciamo la verità, molto lontano Parco Archeologico; ma mi voglio riferire piuttosto a quanto ho visto al Mulino di Gonfienti, posto a lato dell'ingresso dell'Interporto della Toscana Centrale, che è diventato il laboratorio della Soprintendenza Archeologia di Firenze Prato e Pistoia, e quindi un centro importante per l'archeologia.
Simbolicamente poi questo centro archeologico che sta a lato di un interporto assume significati forti, mostra un contrasto e una lotta, una dialettica costante e infinita fra passato e presente, tra conservazione e uso-consumo del presente. E così via. Ma su questo tornerò.

Al Mulino di Gonfienti sono stati mostrati molti reperti restaurati, e non solo la superba e intrigante Kylix di Douris, ma un mondo di vita passata, quotidiana e casalinga, (emozionanti gli attingitoi a forma umana che sono unici e tipici della zona, e che potrebbero diventare un simbolo della città Prato!), ed è stato ricostruito un pezzo del tetto della domus di 1440 circa m2, e già tutto questo che è stato mostrato, solo una piccola parte di quello che è stato ritrovato!, costituirebbe un museo di primaria importanza, e molto originale perché per la prima volta si tratta di oggetti di una casa etrusca, non di una tomba!, con incluso la parte del periodo del bronzo, affascinante come poche.

Insomma, abbiamo davvero un tesoro unico, ed è sconvolgente e inspiegabile che i nostri amministratori abbiano considerato e trattato la questione con simile superficialità e l'abbiano lasciato andare! Il museo a Prato davvero potrebbe costituire una risorsa, ora che essi si sciacquano ogni giorno la bocca con la parola turismo! 

Io di reperti etruschi ne ho visti tanti, ma questi sono pezzi unici.

I reperti devono essere almeno anche là dove sono stati trovati, (o li vogliamo portare anche questi al British Museum come l'Offerente, tanto siamo in Europa?), anche perché, se davvero il lavoro continuerà, ci saranno sicuramente altri piccoli tesori da conservare e mostrare.

Di questo tesoro, e del suo valore siamo rimasti per troppo tempo all'oscuro. Esso appartiene alla comunità, sia dal punto di vista antropologico, sociale e storico, identitario, sia economico.

Ma Prato deve essere sempre saccheggiata?

Non si tratta di questioni di campanile, lo ribadisco con forza e determinazione: si tratta però anche di dare a Prato quello che è anche suo, e di cui ora essa ha estremamente bisogno.

E sarà anche questo il senso della nostra prossima Camminata per Gonfienti.


(P.S. Non siamo soli a pensarla così, ci sono più di 1200 firme per il Museo Etrusco di Prato! Firmate anche voi la petizione, qui:  http://chng.it/KY8n6xnbgJ)

domenica 29 settembre 2019

Visita straordinaria a Gonfienti

Oggi - e nonostante la confusa o nulla comunicazione anche nel fine settimana passato -  visita straordinaria grazie alle giornate europee della cultura all'area archeologica e al Mulino di Gonfienti, diventato laboratorio di restauro della Soprintendenza di Pistoia Prato Firenze.

Ci vediamo domenica 13 ottobre per la Camminata per Gonfienti che, ricordo, quest'anno verrà fatta anche per il Museo Etrusco a Prato.
Presto vi darò i dettagli.






Non dimenticate di firmare la petizione!:http://chng.it/46CJky9B

La dinosaura, dopo il debutto



Dopo il primo sgomento da parte degli spettatori, che son rimasti basiti e immobili al termine della rappresentazione della "Dinosaura", mi giunge un primo commento, che probabilmente rimarrà l'unico visto lo smarrimento...La signora Moretti scrive:
"Volevo ringraziarla per lo spettacolo intenso e spiazzante, che invece di svanire in un soffio appena esci e giri l'angolo, ti rimane e si radica. Recitazione magistrale. Alla Baracca spettacoli non comuni. Complimenti".

Replico, sperando di sopravvivere, tutti i sabati di ottobre.

venerdì 27 settembre 2019

Alcune considerazioni sullo sciopero per il clima

Dopo che hanno permesso che si riempisse il mondo di cemento; dopo che non hanno fatto altro che parlare di ampliamento di aeroporti; sprofondare le scoperta archeologiche sotto i capannoni industriali, tanto per citare alcuni piccoli esempi locali ma ci sarebbe molto altro da aggiungere, ora piace ai politici che i ragazzini sfilino per il clima nelle piazze (Friday for future) per fare in modo che il malaffare e l'occupazione devastante del mondo continui! e per questo oggi concedono loro anche la possibilità di fare forca senza che lo sia.
E la prova del loro stare nella menzogna sta nel fatto che questi signori politicanti non li vedremo, che ne so, alla Camminata per Gonfienti.

Ma bravi. Ormai  si riesce facilmente a organizzare le manifestazioni contro a comando! 
L'organizzazione della dittatura del mercato mondiale è perfetta, ed è purtroppo evidente che certe battaglie sono costruite solo perché funzionali alle quote di dominio e interesse!

Lo sciopero è perfetto per il sistema politico "buonistico"; infatti, chi potrà dire poi che questi ragazzi sbagliano a scioperare per un tema così importante e urgente?
Distruggono anche un possibile dissenso, una giusta critica e ti mettono il bavaglio!
La dittatura terroristica, sotto la copertura della parola democrazia, ecologia, benessere collettivo, è compiuta.

In realtà l'ecologia è una strada difficile da praticare, anche al più volenteroso ambientalista. Andare a scuola in bici o a piedi è più faticoso; bisogna alzarsi prima, vestirsi in modo meno attraente eccetera. Bisogna andare più lenti. Compiere ogni gesto diversamente. Ma oggi è possibile?

Se si è ecologici veramente, puliti, siamo tagliati fuori, e ci troviamo alla deriva sociale. Lo sperimento bene quando vado in giro con il mio vecchio Fiorino!

Se poi si è politicamente ecologici, se ci escludiamo dalla camorra politica imperante, siamo fuori da tutto, e si diventa extra-comunitari. E nemmeno si lavora. E alla fine nemmeno i familiari ti riconoscono più.

Faccio l'esempio del mio teatro, e solo perché è calzante: notoriamente è tagliato fuori dal meccanismo mafioso teatrale, è ecologico, ma come fatica!  Vi si pratica teatro e politica dal basso, non vi si trattano affari, non vi sono camarille, non vi si raccolgono voti, e per questo è come un luogo appestato. I politici locali, anche della presunta opposizione, lo disertano e lo umiliano con la loro finta indifferenza. Il che è sempre un atteggiamento mafioso-camorristico.

Nessun assessore o incaricato di cultura è mai venuto, spontaneamente, a vedere uno spettacolo alla Baracca. Si è mai seduto come semplice spettatore, non dico per esprimere solidarietà e vicinanza.

Come l'orto, se vuoi che venga fuori qualcosa senza componenti chimici, devi faticare il doppio e ancor di più, e le zucchine e le pere, ci sono certi anni che non vengono così perfette, così belle per il mercato. Sono saporite, buonissime, ma nessuno le vuole comprare.


giovedì 26 settembre 2019

Il barbiere del premier inglese Boris Johnson

- Chi è il barbiere del premier inglese Boris Johnson?
- E' un barbiere specializzato nel "taglio Brexit".

Si inizia con La Dinosaura




Domani, venerdì 27 settembre con replica sabato 28 settembre ore 21,  debutta La Dinosaura.

La Nazione, Prato, data di oggi

martedì 24 settembre 2019

La Baracca è un teatro manuale



Tutto quello che viene fatto a La Baracca, viene fatto artigianalmente. Direi con le mani.

Il testo e l'allestimento de La Dinosaura, è opera mia, nella prima versione scritta a mano;

il vestito è stato pensato e cucito da noi, mia madre e io;
la scena è costituita da un pezzo di natura e, altrimenti, ho usato solo materiale riciclato, oggetti dimenticati o di scene che non usavo più da anni.


Tutto il Teatro La Baracca e le sue rappresentazioni sono DA SEMPRE opera artigianale, fatta con le mani e frutto di studio e ricerca personale.
E questo non solo perché non si ricevono finanziamenti pubblici; ma perché fare teatro è ri-costruire il mondo, e non solo con la parola e il corpo sulla scena, ma anche parola e corpo prima e dopo la rappresentazione. E quindi con le mani.
Per questa spiccata manualità del mio teatro sono stata derisa, ma io ne sono orgogliosa e felice.

Vita da donne: l'evoluzione

Il Corriere della Sera, 1972
Fanpage, 2019

lunedì 23 settembre 2019

Modesta proposta 1: bigliettai

Sarebbe ottima cosa reintrodurre i bigliettai negli autobus, e per varie ragioni:  lavoro, sicurezza, rispetto e civiltà...

sabato 21 settembre 2019

La Dinosaura è vicina

Venerdì 26 e sabato 27 settembre ore 21 al Teatro La Bracca debutto de La Dinosaura, che rimarrà in scena per tutti i sabati di ottobre.
La dinosaura, uno strano animale donna che vive nel cortile di un palazzo, pone tutta una serie di problemi intorno a lei. Ma chi è? Un dinosauro vero, ricostruito dalla scienza, o una follia? 
Il resto, chi vorrà, lo scoprirà a teatro.

Primi appuntamenti alla Baracca, stagione 2026-2027

VENERDI' 25 e SABATO 26 SETTEMBRE, ore 21,15 MAILA ERMINI RACCONTA  SEM BENELLI sul drammaturgo, un tempo famosissimo a livello internaz...