Questi i prossimi spettacoli alla Baracca, entrambi radiodrammi a vista:
Sabato 8 giugno ore 21,15
FELINO, Fughe e Vita di un Celestino
Giovedì 13 giugno ore 21,15
CARLA LONZI SONO IO!
Questi i prossimi spettacoli alla Baracca, entrambi radiodrammi a vista:
Sabato 8 giugno ore 21,15
FELINO, Fughe e Vita di un Celestino
Giovedì 13 giugno ore 21,15
CARLA LONZI SONO IO!
Ho ricevuto e condivido con piacere questo commento su "Felino, Fughe e Vita di Celestino", che ha debuttato ieri sera alla Baracca:
"Buona sera, sono Diletta M., la mamma di Tommaso e Matilde, i due ragazzi presenti alla rappresentazione di ieri.
Ritrovo, in un inserto de La Nazione del 2009, articoli firmati da Franco Riccomini che parlano dei miei L'infanzia negata dei celestini (il debutto fu nel 2005) e Dramma intorno ai concubini di Prato (debutto nel 2007).
Li scopro oggi, per questo non li ho inseriti nella Mostra Parlante "Ti mando ai celestini". Lo saranno.
Nel 2009 non avevo ancora scritto sugli altri "protagonisti" della Città di Prato:
su Gaetano Bresci (Gaetanina Bresci: mio padre Gaetano il regicida, del 2013);
su Francesco Datini (Nel nome di Dio e del Quattrino, del 2017);
su Federico II (Io e Federico, Dialogo con l'Imperatore, del 2018 - Federico II non era di Prato, ma ha lasciato il Castello, monumento principe della città);
su Clara Calamai (Controdiva, Appuntamento con Clara Calamai del 2019);
sull'amato-odiato Malaparte (Io Malaparto, del 2022, lettere che continuo ancora a scrivergli ogni tanto);
sulla singolare figura di sindaco, Roberto Giovannini (Ti ricordi della vita? Dialogo impossibile fra Roberto Giovannini e Sibilla Aleramo), l'ultimo in ordine di tempo, che sarà replicato il prossimo 28 giugno a Palazzo Datini.
Stasera alla Baracca, ore 21,15, torna il dramma Felino, Vita e Fughe di un Celestino alla Baracca, adattato a radiodramma a vista.
Grazie a chi non teme a venire alla Baracca durante la campagna elettorale.
Non siamo appestati. Siamo professionisti.
Grazie a chi apprezza il lavoro artigianale. Autonomo. Indipendente.
Grazie a chi non invidia la creatività, la fatica degli altri perché l'invidia che prova è quella bella, che vuole, caso mai se ne vale la pena, imparare.
E grazie a La Nazione, che dà notizia del nostro lavoro. Perché altri tacciono in assoluto. Anzi, so bene che se possono ne parlano male. Anche senza averlo visto!
Ma sono felice, perché stasera si debutta: il radiodramma a vista Felino, sebbene tratti dello stesso argomento, non è una ripetizione, tutto al contrario!, è opera originale e frutto del mio lavoro, delle mie ricerche, della mia fatica ormai quasi trentennale, sui Celestini di Prato.
A cui si unisce stasera anche Gianfelice D'Accolti.
Vi aspettiamo.
Prato prima di Prato?
Al Museo di Palazzo Pretorio a Prato è stata aperta una sezione con reperti archeologici che documentano le "affascinanti origini antiche della città Toscana".
Alle prossime elezioni di giugno 2024 non voterò chi fa appelli alle categorie: per esempio: vota una donna perché "donna", vota un uomo perché "uomo", un candidato di colore o straniero perché di colore o straniero; vota un imprenditore perché imprenditore, vota un laureato perché laureato, vota uno spazzino perché spazzino, vota un artista perché artista, uno scienziato perché scienziato, un intellettuale perché intellettuale eccetera. Non voterò questa o quello perché ha quel sesso quel ruolo quella carica eccetera.
Carla Lonzi docet.
"Qualunque cosa si faccia, si ricostruisce il monumento a proprio modo; ma è già molto adoperare pietre autentiche". M.Yourcenar
Oggi, su La Nazione si dà notizia del secondo "radiodramma a vista" che chiude la "Trilogia dei Celestini".
Venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno ore 21,15 al Teatro La Baracca va in scena Felino, Fughe e Vita di Celestino (Viaggio nell'inferno dei piccoli).
Lo spettacolo si presenta nella forma del radiodramma; il secondo, in ordine di tempo, dopo quello sulla Lonzi.
Lo spettacolo sui proverbi tornerà presto, magari anche al Pereto, ma vi avviso: le pere quest'anno sono meno dell'anno passato, in special modo quelle dell'albero pere abate. Di solito gli spettatori vengono per le pere, non per altro, nella speranza ovvia di mangiarsene qualcuna.
Invece il pero pere cosce è pieno come un òvo e quindi attenzione spettatore, che ti terrò d'occhio.
I pomodori sono a portata di mano, e quest'anno non vi dico che meraviglia, e quindi temo molto e sono preoccupatissima: sì sì, diciamola tutta, ogni volta che faccio uno spettacolo mi manca qualche pomodoro...
Ecco spiegato il motivo dell'accorrere di tanta gente alla Baracca.
Qualcuno si è scandalizzato vedendo Benigni dal Papa.
Una volta prendeva in braccio Berlinguer. Ora bacia Bergoglio.
Macché scandalo: ha solo cambiato potente, o corte.
E non è una novità: da sempre i comici stanno al lato dei potenti. Altrimenti come farebbero a mangiare? Basti pensare ai buffoni nelle corti medioevali, o ai comici dell'arte nelle corti italiane o europee.
Però ci sono, come dire, delle differenze. Ci sono comici che pur stando a corte non sono mai diventati del tutto cortigiani, non hanno mai rinunciato a inzuppare il batuffolo nella verità, nell'ironia, nel sarcasmo.
Questo è il rischio del comico: mantenersi in equilibrio su quel confine fra la cortigianeria e lo sberleffo, e mai cadendo del tutto nell'una o l'altra terra.
Infatti se il comico decide per la libertà, paga con l'espulsione, l'esilio o addirittura la morte; se diventa cortigiano fino in fondo, beh, allora, il suo compito è finito, e diventa solo la caricatura di sé stesso, patetico triste; stantia la sua arte.
Totò per esempio fu un grande equilibrista, e non solo rispetto al potere, che disprezzava nel suo intimo, ma anche rispetto alla comicità partenopea: mai lagnosa, mai serva fino in fondo. Non fu mai Pulcinella.
Scrivo qui alcuni dettagli sul prossimo spettacolo alla Baracca: Felino.
Un'opera che doveva essere scritta e rappresentata circa venti anni fa. Le cose poi sono andate diversamente. Anche perché si doveva ricostruire la vicenda, che molti avevano voluto cancellare.
E ancora, il dramma stata immaginato per il 2020, ma ci fu la chiusura dei teatri.
Con Felino realizzo la "Trilogia dei Celestini".
Grazie a tutti coloro che mi hanno dato la forza per portare avanti questo viaggio nell'inferno dei piccoli. Che pure, anche senza essere celestino, ho conosciuto bene. Come sanno coloro che mi hanno seguito.
Venerdì 31 maggio e Sabato 1 giugno 2024 ore 21,15
Il dramma Felino, Fughe e Vita di un Celestino, che debutta a fine mese, chiude la mia "Trilogia dei Celestini", dopo L'infanzia negata e La Mostra Parlante.
Tento con il dramma l'aspetto più delicato, intimo e innominabile, il tabu, non solo perché Padre Leonardo, coprotagonista, è considerato ancora oggi "santo", tant'è che ancora ex-celestini mi intimano di non parlarne male, (perché parlare male di Padre Leonardo è come parlar male del proprio padre; la mamma invece all'Istituto era Maria, continuamente invocata), ma perché nel dramma di Felino è l'animo del bambino che parla e non solo in quanto celestino.
Cosa dice? Dice una cosa orrenda: che i bambini non sono amati. E qualche volta non amati dagli stessi genitori.
Il bambino, che non ha diritti, la cui infanzia viene appunto negata, la cui anima è compressa, per sanare le sue ferite, la sua piccola vita senza amore, non ha altra scelta che la fuga, che nel dramma si compie in modo del tutto particolare.
Si ha il sospetto che Felino accusi Padre Leonardo per non accusare i genitori. (Come si fa infatti ad accusare i genitori che non ci hanno amato?).
E che Padre Leonardo si senta colpevole, attraverso Felino, di aver finto e spacciato un sentimento di benevolenza che non ha mai provato. Un bene della mente, razionale, costruito, pianificato (in questo caso dalla religione), ma non dell'anima, col cuore. E che l'esasperato esercizio della preghiera non sia stato che un tentativo di camuffare la finzione d'amore. Il vuoto dei sentimenti.
L'Istituto fondato da Padre Leonardo non era propriamente un orfanotrofio, ma un rifugio. E quindi, com'è noto, vi si trovavano non solo bambini maschi orfani, "raccattati" (sic!) dal cappuccino in vario modo soprattutto al Sud, ma anche portati lì da genitori oppressi dalla miseria e dal bisogno, magari di andare a lavorare all'estero.
I bambini, che non servivano più come forza lavoro all'interno delle famiglie contadine che lasciavano i campi, quando in "sovrannumero" possibilmente venivano abbandonati. O dalle ragazze-madri, per evitare il disonore, la gogna, l'onta, la solitudine, il dolore dell'abbandono da parte del padre del bambino.
Di questi genitori non ho mai veramente parlato. Per rispetto, innanzi tutto. E anche perché i casi e le necessità che li condussero a Prato furono diversi e vari, ed è difficile riportare tutto a un discorso comune. Andrebbe visto caso per caso. E non per giudicare, ma per capire.
Dico solo che per alcuni di cui ho conosciuto da vicino la vicenda nutro il sospetto che non fossero solo, come mi è stato raccontato da tutti o quasi gli ex-celestini che ho incontrato, le difficoltà economiche o familiari a costringere certi genitori a lasciare i bambini in balia di finti frati e monache, il cui metodo educativo preferito era il "bacchiolo"...
Ma chi verrà a vedere il dramma alla Baracca, capirà meglio quello che voglio dire senza fraintendimenti.
Un bambino picchiato è un bambino rovinato.
Sabato 18 maggio, ore 21,15, lo spettacolo saggio del laboratorio teatrale presenterà uno stralcio da Pirandello è desiderato al telefono di Antonio Tabucchi e, completo, Maria Maddalena o della salvezza di Marguerite Yourcenar.
Il tutto introdotto da un racconto che dà il titolo alla serata eccetera.
Intenso.
Cos è cambiato alla Baracca?
Che c'è più gente rispetto agli anni passati.
E' l'abbiamo visto già al primo spettacolo, quello sulla Calamai a ottobre scorso (Controdiva), nonostante non fosse una prima. E così sono andati complessivamente molto bene tutti gli altri. Anche le due ospitalità.
Gente che viene da fuori, da Firenze da Pisa, e tanti dalla Vallata e dalla provincia di Pistoia.
Ieri sera anche da Forte dei Marmi, e, soprattutto, gente del posto, di Casale. Cosa che non avveniva fino a qualche tempo fa.
Per la Mostra Parlante Ti mando ai celestini abbiamo avuto, di sei repliche complessive, tre serate "piene".
Piccola e molto periferica, senza finanziamenti e quindi svantaggiata, La Baracca rimane a difendere la sua posizione e anzi la rafforza.
Anche perché di solito non presenta spettacoli "accivettati", con tanta gente sul palco, concorsi e belletti vari, nomi di richiamo eccetera, e ha contenuti difficili, impopolari.
Compatibilmente con i nostri impegni "fuori", continuiamo con il nostro programma. Ma sempre con l'aiuto di Santa Pupa.
Stasera ho ricevuto l'ennesima telefonata dal celestino che mi "avverte" in modo duro di non parlare male di Padre Leonardo e del Rifugio, perché anche se i bambini venivano picchiati da qualche sorvegliante, comunque per molti di loro, senza l'opera misericordiosa del frate, non ci sarebbe stato nient'altro, nessun altro ricovero, protezione eccetera.
Che io parlo e faccio lo spettacolo perché "ci sono le elezioni e mi devo mettere in mostra", sì sì, ha detto proprio così, che ci sono tanti che la pensano come lui e che venerano Padre Leonardo e che insomma...insomma, non si fanno queste cose contro un uomo che fece tanto del bene ed era un santo.
Ora, ogni anno è la stessa storia quando racconto dell'Istituto dei Celestini di Prato, ricevo sempre qualche strana telefonata di questo tono, ormai son vent'anni, ma con la Mostra Parlante non mi era ancora mai capitato.
Come se il processo non ci fosse mai stato eccetera.
E questo celestino, di cui so nome e cognome e città, era parecchio arrabbiato.
E' la prima volta che, nel giro di una stagione, replichiamo sei volte uno spettacolo alla Baracca.
Eppure, nonostante che il mio piccolissimo teatro, col suo lavoro culturale, abbia sempre tenuto un faro acceso nella periferia di Prato e in particolare sulla sua storia cittadina, come questa Mostra Parlante dimostra, la politica, che ora in periodo elettorale promette di voler attivarsi proprio per la periferia eccetera, questa politica ci ha sempre ignorato e deriso. Anche se non con le parole, di fatto, perché raramente qualche amministratore è venuto a vedere uno spettacolo o a chiedere del nostro lavoro.
Ora certo, alla sesta replica, non si potrà certo trovare la scusa - come di qualche ipocrita che preferirebbe invece vederci chiusi - che non c'è stato modo o tempo di venire a vedere la Mostra Parlante "Ti mando ai celestini", che reputiamo fondamentale per la conoscenza della città!
Ci hanno trattato da appestati, di fatto l'atteggiamento è stato quello della separazione, del "razzismo politico".
E tuttavia, il Teatro La Baracca è un teatro aperto e democratico, anzi popolare intende nel suo senso più alto, e rifiuta il principio del codice di Hammurabi, qui non si usa l'occhio per occhio.
Dopo la Mostra Parlante, sarà la volta di Felino, Fughe e Vita di Celestino a fine maggio (se santa Pupa ci protegge), che compie la Trilogia dei Celestini (Narrazione, Mostra, Dramma).
La Mostra Parlante "Ti mando ai Celestini" sarà replicata sabato 11 maggio ore 21 al Teatro La Baracca. L'articolo copiato è uscito oggi su La Nazione, al momento l'unico giornale che si occupa e informa del nostro lavoro.
Sabato 11 maggio ore 21
Mostra Parlante TI MANDO AI CELESTINI
(sesta e ultima replica della stagione)
Sabato 18 maggio ore 21,15
MADDALENA INCONTRA PIRANDELLO
Saggio spettacolo
con Lisa Nuti e Conall D'Alio
Domenica 26 maggio ore 16
Presso il Libero Teatro di Schignano
GATTA AL LARDO
Ragionamento comico sui proverbi
di e con Maila Ermini
Venerdì 31 maggio - Sabato 1 giugno ore 21,15
FELINO
Fughe e vita di un celestino
(radiodramma teatrale, debutto)
scritto e interpretato da Maila Ermini
con Gianfelice D'Accolti
Giovedì 13 giugno, ore 21,15
CARLA LONZI SONO IO!
di e con Maila Ermini
(radiodramma teatrale, 4a replica)
Attenzione: li spettacoli si svolgono al Teatro La Baracca, eccetto quello del 26 maggio! Per informazioni scrivere a teatrolabaracca@gmail.com.
Ringrazio Laura: so che è venuta da lontano, come anche altri hanno fatto, per vedere la Mostra Parlante. E la ringrazio per il suo bel commento, che gratifica il durissimo lavoro al Teatro La Baracca, che non è sostenuto da nulla e nessuno se non dagli spettatori come lei.
Approfitto per comunicare che il dramma Felino, Vita e fuga di Celestino andrà in scena, nella forma di radiodramma teatrale, sabato 1 giugno alla Baracca. (1)
..."Voglio dirle perché la Mostra Parlante "Ti mando ai celestini" mi è particolarmente piaciuta:
Perché mostra più di 40 cartelli.
Perché ci sono i video.
Perché ci sono le registrazioni audio, le testimonianze. Preziosissime.
Perché il racconto è efficace, fatto bene, spontaneo.
Perché il racconto è ricco, approfondito. Vissuto.
Perché si fa un raffronto con altri istituti per l'infanzia.
Perché non si parla solo delle sofferenze dei Celestini, ma si scoprono gli interessi economici.
Perché si scopre l'ipocrisia e si capiscono i perché e i come.
Perché si dà conto anche del lavoro degli altri, e se ne danno riferimenti precisi.
Perché è una formula nuova, almeno per me.
Perché il teatro è rivoltato, aperto, accogliente.
Perché è uno spunto, dà da riflettere, è uno stimolo.
Perché si paga un biglietto meritato, per ben 2 ore, e vale il viaggio!
Perché c'è rispetto e un senso di Giustizia, ma senza moralismo, né untuosità o buonismo.
Perché è Teatro.
Grazie."
(Laura Dal Bon)
(1) (Felino sarà il secondo radiodramma dopo Carla Lonzi sono io! - che tornerà - lo dico perché me lo hanno chiesto - sempre a giugno o nella prima parte della stagione prossima autunnale alla Baracca. Tutto dipende dai miei impegni eccetera).
Qualcuno - è la newsletter del Comune di Prato - si dimentica di ricordare questa quinta replica, e lo faccio di nuovo io. (Seguo Leopardi). O che dà fastidio che si replichi ancora questa Mostra Parlante e che abbia diciamo "successo"? (Ma non bisogna mai dimenticare che 'successo' è il participio passato di 'succedere'!)
In un teatrino di periferia, senza aiuti dall'alto, senza protezioni, senza lustratori o introduttori o assessoranti, non piace. Meglio contribuire al silenzio.
Oppure non si vuole ricordare, come qualcuno tanto vorrebbe, chi è stata a portare alla luce tutta questa storia che si voleva celare or sono vent'anni fa?
Per l'occasione della quinta replica, dato che continuo a trovare o anzi, ritrovare foto dal mio archivio personale, ecco che ci faccio un avviso speciale per sabato 5 maggio ossia domani.
Vi aspetto. Ho ancora vecchie cose nuove da raccontare.
Magari si dice anche la data del debutto del dramma Felino, fuga e vita di celestino.
Ricordo che per le prenotazioni c'è un numero dedicato, 3487046645, e la mail è sempre quella, teatrolabaracca@gmail.com.
Viaggiando per la città sono colpita dal numero esorbitante dai cartelloni pubblicitari dei candidati alla prossime elezioni amministrative ed europee.
Tanti e così tanti, che a fatica distinguo il simbolo, l'appartenenza, e in qualche caso anche il viso, e approdo a casa con il capogiro.
La notte faccio un sogno, o meglio un incubo: che i candidati siano più dei residenti, e che in questo modo i candidati abbiano vita facile nel costringere i votanti a votare per loro, con la minaccia.
Sono vittima di un agguato sotto casa da parte di un candidato o forse è una candidata? che mi intima di recarmi subito al seggio elettorale e di votare come dice lei o lui, e lì voto, sempre con la minaccia, e al presidente del seggio, che sorride soddisfatto, gli dico che non è colpa mia.
Mi chiedono anche di pagare le tasse per l'affissione. E devo pagare anche una quota della campagna elettorale. Pago tutto, senza fiatare.
Mi sveglio. Mi accorgo che durante il sogno ho sognato l'incubo, in una specie di vertigine senza fine.
Sono prigioniera, eppure non sono in prigione.
Il giorno dopo sono costretta a rifare lo stesso giro per la città, osservare le tante facce tutte sorridenti, e sulla soglia di casa ecco che vedo appostato un altro candidato, o è una candidata?...Non riesco nemmeno a distinguerli.
Cerco di fuggire. Il candidato mi blocca. Gli dico che l'ho già votato dieci anni fa; e anche cinque anni fa; ma perché non si riposa? e lui, o forse è una lei? mi dice che si è ricandidato, e si ricandiderà a vita.
-Ma io ieri ho già votato per...
-Non importa, ora tu voti per me!
Inutilmente cerco di spiegare al presidente di un altro seggio, inutilmente. Lui ride. E io devo votare.
- Ma non sarà un falso?
E lui ride.
E così tutto si ripete, senza possibilità di uscire dall'incubo.
P.S. Per aver fatto questo sogno ho sognato di essere stata punita ed è stato decretato il silenzio censorio e colpevole su tutto quello e per tutto quello che faccio da qui alle elezioni.
Naturalmente tutto questo è un sogno. Ogni riferimento a fatti reali persone reali eccetera è puramente sognato e casuale.
Ieri sono andata in bici a Prato. Vado sempre in bici a Prato, che c'entra, sono abituata al traffico, ma ieri m'è sembrato che sia...