giovedì 7 giugno 2012

Affittare ai cinesi

Di oggi la notizia che i parenti dello scrittore-assessore Edoardo Nesi avrebbero affittato ai cinesi un loro stanzone, dove sarebbe stato sequestrato un laboratorio abusivo con clandestini.
Nesi ha detto che a Prato lo fanno tutti.
Che se non si affittasse ai cinesi, la città di Prato avrebbe i suoi capannoni vuoti.

Ciò significa che il binomio schiavo-padrone serve ancora al sistema economico della città, e non si fa nulla di concreto affinché tutto questo cambi.

D'altra parte, con la crisi, ora che i cinesi servono molto meno come schiavi, è più facile per gli sceriffi praticare il ripulisti di facciata che permette di rimanere nei posti di comando, affinché il binomio suddetto continui a esistere: dopo i 'marocchini' (così i pratesi chiamavano i meridionali negli anni '60), dopo i cinesi, chi saranno i prossimi schiavi?

1 commento:

Simone ha detto...

Beh lo fanno in tanti sicuramente, ma non si può certo dire "mal comune mezzo gaudio" in questo caso. Forse ( e l'ho sempre detto , chiunque sia il proprietario del capannone ) bisognerebbe verificare cosa succede effettivamente in un capannone che si dà in affitto, non accontentarsi di riscuotere i soldi a fine mese; troppo comodo e troppo semplice dire" tanto lo fanno tutti".
Proprio perché lo fanno tutti, e lo fanno così, senza interessarsi di ciò che accade nelle rispettive proprietà, bisognerebbe cominciare a dare l'esempio inverso, caspita! E soprattutto: è anche grazie a proprietari con molto pelo sullo stomaco e l'occhio al portafogli che certa gente può continuare a ammassare persone e sfruttarle come schiave. Se la maggioranza dei proprietari cominciasse a verificare meglio cosa accade in locali che concede in affitto, e eventualmente a denunciarlo, forse il fenomeno inizierebbe a calare, e chissà, pian piano anche a a sparire. Se tutti invece ragionano come si legge qui sopra, buonanotte..

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