sabato 26 aprile 2014

Pontormo e Rosso Fiorentino

Segnalo una mostra da non perdere, quella a Palazzo Strozzi a Firenze su "Pontormo e Rosso Fiorentino".
In particolare sono stata mossa da Rosso, che io considero un pittore fra i più anticonformisti, che più mi emozionano (tanto che ho scritto un dramma Rosso Fiorentino appunto) e questa mostra me l'ha confermato.

Non di meno, anche se in modo differente, mi colpisce Pontormo, e qui la Visitazione di Carmignano si può ammirare con la dovuta luce.

La mostra si apprezza anche per il curato allestimento (di Antonio Natali direttore degli Uffizi e da Carlo Falciano, professore di storia dell'arte) e la sapiente luce, e le didascalie: esaurienti ma non eccessive, in lingua italiana e in inglese, presentate con un carattere che si può leggere anche discosti dal quadro, in modo che anche altri possano leggere e guardare il dipinto.

C'è poi un percorso critico per i ragazzi, che io consiglio di leggere anche ai grandi, e i disegni di entrambi i pittori da non perdere.

La Pietà 'francese' di Rosso, quadro moderno in assoluto e non Cinquecentesco, con la Madonna dalle braccia a croce, dal viso 'marrone', come già morta; con il dettaglio in primo piano e la sfumatura nella distanza (come in prospettiva visiva, e questi elementi anche in un'altra Pietà sempre del Rosso) sono emozioni che non si dimenticano.

Cenni fatti

Ecco il video che Calamai regala a Cenni per la sua campagna elettorale.

Naiv, ma fatto bene. Molto meglio di tante vignette.

Naturalmente con diverse omissioni. Prima fra tutti il problema finanziario del Comune (per cui invece si dice che Cenni ha avuto in eredità il debito); oppure l'abbandono delle periferie e la poca considerazione per la città 'larga'; la mancanza di qualsiasi politica di mobilità alternativa; il non aver fatto praticamente nulla per la Città Etrusca; la 'menzogna' del Soccorso, per cui ora si va per il sovrappasso; il mantenimento dello status quo in molti campi, e, evidente quello per il Mercatale, solo parcheggio; pseudo-cultura popolare indotta dall'alto come la Palla Grossa, in realtà evento marketing eccetera eccetera....

venerdì 25 aprile 2014

TERNA, ovvero la mia libertà finisce quando premo il mio ditino sull'interruttore

TERNA e le belle storie, anzi tutto si fa per interesse.

Per la  progettata stazione elettrica di Vaiano, Prato, contro cui saluto la nascita di un comitato, TERNA risponde che questa è necessaria a causa della congestione sulla linea e, riguardo all'interramento, rispondono così:

"...risulta tecnicamente irrealizzabile l'adozione di linee in cavo interrato, anche per brevi porzioni. E importante sapere, infatti, che il cavo interrato presenta una capacità di trasorto dell'energia nettamente inferiore rispetto alle linee aeree, rendendo inutile l'intervento in un'area già critica come quella dell'area di Prato. Inoltre, il cavo interrato, in caso di guasto, richiede diverse settimana per il ripristino, durante le quali la rete elettrica circostante deve assolvere ai compiti della linea in cavo non più in servizio. Poiché la rete dell'area in questione non ha tale grado di sicurezza, non è possibile optare per la soluzione interrata...".

E riguardo alla salute, rassicura:

"Terna Rete Italia nella realizzazione delle proprie infrastrutture rispetta tutti i limiti in materia di campi elettromagnetici imposti dalla legge che è una delle più restrittive d'Europa. Il Dpcm 8 luglio 2003 fissa, infatti, a 100 microtesla i valori del limite di esposione, a 10 microtesla quello del valore di attenzione (a titolo di cautela per la protezione da possibili effetti a lungo termine nelle aree gioco per l'infanzia, in ambienti abitativi, scolastici e nei luoghi adibili a permanenza non inferiore a 4 ore giornaliere) e a 3 microtesla l'obbiettivo di qualità da osservare nella progettazione di nuovi elettrodotti. I valor idi attenzione e di qualità risultano rispettivamente 10 e 33 volte più bassi rispetto alla normativa europea".
(Da Il Tirreno, Cronaca di Prato, data di oggi).

Intanto, in Svizzera (ah, ma già, non è Europa!) si pensa all'interramento degli elettrodotti

Terna aggiunge che il terreno sopra il cavo interrato sarebbe inutilizzabile, che i costi per la riparazione sono superiori...insomma che il cavo interrato non è una soluzione di buon senso, i costi addirittura andrebbero sulle bollette e quindi Terna sarebbe quasi contenta... :


Ma esiste, in questo paese, un PIANO ENERGETICO NAZIONALE o ce lo deve dire TERNA, che è una SpA?

Perché non si mette in pratica, intanto, un po'  di bioedilizia,  un modo diverso, almeno per le case, di crearsi da soli l'energia?

I candidati europei, per non parlare di quelli locali! non fanno nemmeno parola di questo problema importantissimo!

E poi dicono che TERNA non pensa al guadagno! TERNA pensa solo agli utili e sta riempiendo il cielo di cavi di alta tensione! La Piana fra Pistoia Prato e Firenze ne è tutta piena!

Ci stiamo organizzando per creare una associazione contro questo sistema energetico che ci rende schiavi, che nuoce alla salute e al paesaggio, perché LA MIA LIBERTA' FINISCE QUANDO IL MIO DITINO  PREME  L'INTERRUTTORE.



P.S. Segnalo una tesi di laurea in cui si parla dei cavi interrati
http://tesi.cab.unipd.it/39547/1/tesi.pdf

giovedì 24 aprile 2014

L'inganno delle liste civiche nella dittatura del presente

Con la trovatina delle liste contenitori, Cenni e Biffoni, hanno fatto il meglio.
Dentro, come nel carrello della spesa, hanno messo varia umanità, e in alcuni casi appartenente a quella che fu la parte opposta.
Gente di Sinistra (si fa per dire, vero...) nella lista Cenni; gente di Destra (Destra) nella lista di Biffoni.

Loro si difendono dalle accuse affermando di coltivare un progetto di città, le idee politiche com'erano una volta ormai non servono a niente. Anzi, sono un fastidio, un ostacolo.

Già Roberto Cenni, nella passata tornata elettorale, me lo ripeteva spesso: le ideologie sono finite.
Basta voler bene a Prato - come fa Sgarbi dietro compenso - e allora si può entrare nella lista.

Per questo le due liste si somigliano molto: sono contenitori uguali nella forma e vuoti di idee.  E anche quando saranno conditi di programma - aspettano gli altri per scopiazzarselo-  beh, allora la sensazione di vuoto, nonostante il ricco menu,  sarà ancora più forte.

Il potere, blandendo la base con promesse e ricatti, decide così di mantenere lo status quo dividendosi in due liste forti per dare all'elettore l'idea che possa scegliere veramente, ecco l'apparente democraticità che nasconde la dittatura del presente.

Queste liste civiche sono un chiaro inganno. Servono contro l'antipolitica, per blandire l'ostilità della gente contro i partiti e per raccogliere voti anche in campo avverso. 

In tutto questo spiegamento di forze, con la maschera dell'abito civico, alcuni candidati di altre liste si sono ritirati e sono stati 'inglobati'; e non so cosa potrà fare il M5S. Incertezze e divisioni, forti attacchi esterni lo hanno messo in difficoltà e, a livello locale, un po' inviso.

'L'operazione fango' è in parte riuscita, e ci vorrà molta forza e capacità, determinazione e preparazione per entrare in palazzo per cominciare a smantellarlo. Un po'. Di qualche mattone.

Tuttavia, privi come sono di passione e ideologia, al potere e ai suoi giri - ora nella forma di lista civica- occorreranno molte risorse per distribuire favori e, con il sistema dello 'scambio', così mantenere il timone del comando.

mercoledì 23 aprile 2014

L'am$$re di Sgarbi

Praticamente Sgarbi diventerà l'assessore alla cultura di questa città, o lo è già diventato? Prima domanda.
Con Sgarbi, chi potrà essere assessore alla cultura? Praticamente, nessuno? Seconda terza domanda.

Intanto, per la modica cifra di 350  mila euro al mese per otto mesi ha detto che vuole tanto bene alla nostra città, a tal punto da  diventarne testimonial.



http://www.notiziediprato.it/news/testimonial-della-cultura-di-prato-pronto-un-contratto-da-35mila-euro-per-vittorio-sgarbi

P.S. Ma 35 mila non era anche la cifra che si dà all'associazione di Calamai?

martedì 22 aprile 2014

Caro Michele

E' morto Michele Sciarrillo, storico gestore del Caffè Teatro a Prato, situato davanti al Teatro Metastasio.

Era tornato a Potenza, perché a Prato, nonostante ce l'avesse messa tutta, era stato messo in disparte, e perché nella sua terra,  diceva, aveva progetti.

Prato è una città ostile, che non aiuta nessuno.

Così commentavamo spesso.

La retorica post mortem è fastidiosa.

Rospi: Chi tutela i girini dalle papere?


E' nata la Lista Civica Rospi.
Il suo programma si basa su una domanda ben precisa:

"Chi tutela i girini dalle papere?"

Sembra infatti che nei laghetti della città le papere girino indisturbate e mangino i girini senza nessun controllo. E senza pietà.
Ecco spiegato perché il numero dei rospi è in caduta libera.
Per questo i rospi hanno deciso di intervenire e chiedere che, almeno dentro i perimetri delle riserve, si debba intervenire. Via le papere, via le papere!, chiedono a gran voce.
Una volta erano gli agenti chimici, ora invece sono questi fastidiosi e aggressivi pennuti a perpetrare la strage.
Comunque, i rospi non pensano solo a sé; infatti si sa che gli anfibi sono dei validi indicatori ecologici, e quindi la lista si pone subito agli elettori come lista ambientalista e di tutela del paesaggio.
Ne fanno parte tutta una serie di rospi delle piane, dei fossi, eccetera.
Anticipiamo qui alcuni nomi degli appartenenti alla Lista Rospi:

Bufo Bufo
Ululone Giallo
Ululone Nero
Ululone Rosso
Rospo Smeraldino
Ranocchia Verde Rossa
Ranocchia Nero Gialla
Rana Italica
Rana Verde
Rana Appennica
Rospo Principe...
(Un tempo alcuni di loro erano nemici, ma per difendersi dalla sparizione stanno tutti insieme...).


domenica 20 aprile 2014

Siete fuori dalla realtà


Siete

fuori

dalla realtà.

Eppure

avete preparato

i soliti carri

i soliti festoni.

Vi agitate

parlate

promettete

come se da voi

dipendessero

le nostre vite.

Tristi buffoni

fate andare i carri

e invitate gente

a salire.


Che misere

le  vostre feste

che pompate

come gomme

d'autocarro

per i vostri

squallidi

traini.

sabato 19 aprile 2014

Lontana è la Pasqua della politica

Ripeto quello che ho già detto e ridetto: queste elezioni sono veramente 'tristi', senza nessuna emozione particolare.
I soliti riti, con qualche brutalità di più, anche grazie ai media sociali.

Non solo si prevede, ma anche si sente l'aria dell'astensionismo.

Una democrazia stanca, inconcludente, vuota e vanitosa, che ci dovrebbe rappresentare: ma questi personaggi che si mostrano in lista non ci rappresentano.

Pur vicini, non ci conoscono né ci vogliono conoscere.

Anzi, ci vorrebbero piuttosto cancellare. Se va bene, insultano, deridono. L'insulto e la derisione è diventato ormai il sistema più frequentato in questa politica dal guscio vuoto, attraverso cui si attua una guerra sorda, senza morti sul campo, ma effettiva.

Lontana è la Pasqua della politica. 

Invece più vicina a noi  è la storia dell'Isola di Pasqua, anche se ha avuto luogo un millennio fa.
Brevemente la riassumo.
Le famose teste di pietre dell'isola che i potenti si sfidarono a costruire sempre più alte per dimostrare il loro potere, furono anche causa della loro fine.
Talmente fu la sfida che i contendenti cercavano di innalzarle sempre più alte con ogni mezzo, finché finirono per distruggersele vicendevolmente.
Il legno, che era stato il loro sistema tecnologico più avanzato per innalzarle e di cui l'isola di Pasqua era ricca,  in questa gara e lotta fu consumato tutto, tanto che gli isolani nemmeno poterono costruire le navi per fuggire.
Fu così che, non essendoci più flora anche la fauna disertò la loro terra, e gli abitanti non ebbero più da mangiare e diventarono antropofagi, fino a annientarsi.

venerdì 18 aprile 2014

Massimo Taiti

Il Presidente della Circoscrizione Centro, a questa toNnata elettorale passa di nuovo alla 'Sinistra'.
E' stupefacente come l'avvocato sia convolato a nozze politiche con quasi tutti in questi anni.
Ma sia detto con il massimo rispetto: questo modo di fare è tipico della politica di oggi, liquida e inconsistente, nelle idee e nei fatti.

Le confessioni di un italiano

Invece dei Promessi Sposi del Manzoni sarebbe opportuno cambiare la lettura obbligatoria nelle scuole con quella del libro di Ippolito Nievo, Le Confessioni di un italiano.

Il maestoso libro del garibaldino, che morì probabilmente vittima di una strage di stato, è molto più significativo, laico, scritto in un italiano splendido.

Purtroppo la politica italiana e la Chiesa Cattolica hanno impedito che il libro del coraggioso colonnello di Garibaldi potesse essere letto dai giovani.

Con gran danno per la nostra storia e la nostra cultura.




giovedì 17 aprile 2014

Ser Ciaccola e Ser Ciaccolino da Prato (1 episodio)

Ser Ciaccola e Ser Ciaccolino
si ritrovarono un giorno al Bacchino

e volendo riempire la fontana,
che stava asciutta,
non sappero far altro
che mettergli la lana!

Eran pratesi e quindi tessitori
e sapevano tessere le fila

del Tessuto Nulla
di cui eran inventori.

La fontana era già riempita
che sembrava una cosa stupita

e la gente s'accalcava,
'venghino!, e sì, comprava.

Il Putto cominciava a rimirare
quel Nulla di Tessuto
che volevano spacciare

per Cosa Nova,
quando cominciò
a piovigginare.

"Porca qui porca là,
i' ché si fa?"
Ser Ciaccola, che era più vecchio,
e' cominciò a penZare
come salvare quel benediddio,

mentre il più giovane saltava
in circonferenza per paratio.

La lana nel frattempo
s'era tutta bagnata
e la fontana sembrava
una bianca nevicata;

tornò il sole, con il vento,
come in aprile suole.

Ma la gente era già ita,
anche perché
e' davan una grossa partita

sul Mercatale.
Fondamentale.

Il Putto si sentì sollevato,
gli avean tolto di dosso il mercato.

E dal piacere
fece una scoreggina
alzando la gambina.

Ser Ciaccola e Ser Ciaccolino
pure un po' affranti
non si detter per vinti,
e sperando in un gran riscontro,
davanti al Bacchino
fissarono il nuovo incontro.

mercoledì 16 aprile 2014

Canzone del potere spartito

Canzone del potere spartito
tempo binario tempo diviso.

Per un po' comanderò io
al mattino e fino alle tre

e poi, te
e poi, te.

Ci dividiamo stanze e palazzo
uh che sollazzo uh che sollazzo;

con qualche luce effetto speciale
stare seduti non è mica male.

Ci credono anche stavolta
e ogni qualvolta ogni qualvolta.

E se ci sono quelli scoccianti
mandiamo loro i tanti
e astuti caporali,
in veste d'ufficiali
del bene e del progresso,
e dell'eccesso.

Ormai si lavora pulito,
si elimina senza ferito.

Ti va bene ci stai, ehi, dico a  te
si comanda bembé.

Per un po' comanderai tu,
dalle tre fino all'ingiù.

E poi di nuovo io,
che lavorio che lavorio.

Canzone del potere e del partito
tempo binario tempo bandito.



martedì 15 aprile 2014

I partiti, solo due, nelle scuole di Prato: ma che si può?

Sinceramente stupita che nei licei di Prato i candidati Cenni e Biffoni (e basta) si presentino ai ragazzi.
Chi ha organizzato gli eventi?

O si invitano tutti i candidati, oppure l'operazione è ambigua ed estremamente di parte, non è degna delle scuole stesse.

E poi, nelle scuole, non si doveva insegnare la Costituzione eccetera eccetera?

"Gaetanina Bresci" al Laak Theater di Den Haag



Trascrivo i commenti del pubblico scritti sul "Quaderno del gradimento" per la recita di Gaetanina Bresci in Olanda:

"Ho apprezzato molto la serata. Una vicenda di 114 anni fa resa attuale attraverso il vissuto personale.
La storia, vissuta. Riesce, dove altri hanno abbandonato. Porta un pezzo di teatro italiano in Olanda. Grazie. (Leo).
"Vero? sicuramente verosimile. Complimenti, tornate presto". (Mauro)
"Molto bello. Bravissima. Bravi, molto intenso". (Antonia).
"Siete bravissimi. Vi amo". (Astrid).

(Seguono molti 'bravissimi, bellissimo'...).
Lo spettacolo è stato particolarmente apprezzato e applaudito e, piacevole sorpresa,  è piaciuto molto ragazzi presenti in sala.
Il pubblico era composto da italiani, olandesi e di altre nazionalità.
Anche per questo abbiamo evitato il dibattito, ma poi la gente è venuta a chiedere informazioni e complimentarsi in camerino...e dopo.


lunedì 14 aprile 2014

Mooving Pretorio: Similaria a Visionaria

Mi chiedono cosa penso della festa data in occasione dell'apertura del Museo Pretorio di Prato denominata "Mooving Pretorio".

Premessa: della riapertura, molto bene. E poi io non ero presente.
Il mio giudizio si basa sui video.

Non voglio nemmeno pensare o parlare di strumentalizzazioni che potrebbero essere messe in campo per la campagna elettorale. Mi fermo al puro aspetto estetico-culturale.

Similaria a Visionaria: su certe feste, con scelta di musica discutibilissima e immagini proiettate con effetti sulla facciata del museo, con misto di acrobati eventuali eccetera, insomma, preferisco stendere un velo pietoso.

Molto male poi l'uso della lingua inglese. Sono profondamente contraria a questa omologazione imposta. Alla moda pseudo-cultural-marchettara.
(Tra l'altro con neo costruzione snobbistica, ma in sostanza conformismo puro: to moove non esiste, è voluta deformazione per to move, ma vuol essere qualcosa di più e di diverso, forse anche nulla, a parte l'allusione alla realtà virtuale del 3D).

Piuttosto preoccupiamoci di insegnare meglio la lingua inglese nelle scuole e utilizziamo e valorizziamo la nostra bellissima lingua, che all'estero è molto studiata e apprezzata.

Cultura: una montagna tutta in salita.


P.S. Siamo in attesa della riapertura degli scavi di Gonfienti da almeno cinque anni! (E naturalmente di un museo tutto pratese per i relativi scavi).

domenica 13 aprile 2014

Sulla cremazione dei defunti

Ho cambiato idea riguardo alla cremazione dei defunti da quando ho vissuto per un periodo accanto a un forno-cimitero-parco crematorio del Nord Europa.
Avevo poco più di vent'anni.

L'odore acre e persistente del luogo dove vivevo - di cui ho tardato ad accorgermi perché in Italia allora la cremazione era un'usanza rara - rendeva lo stare a casa, in certe ore del giorno, molto fastidioso. Almeno per me che non c'ero abituata.
E poi il luogo, il cimitero annesso, una specie di parco del pianto e del dolore, sommesso, tranquillo, inidentificabile a prima vista, rendevano il posto inquietante ai miei occhi.

Ogni tanto arrivavano i carri funebri; altre macchine seguivano fino al parcheggio.
Io potevo osservare tutto dall'alto, dalla mia camera.  Infatti, nonostante vi fossero alberi intorno al parco-cimitero, un varco fra le fronde mi permetteva di osservare bene quello che vi accadeva.

Il morto veniva consegnato, dopo una breve cerimonia funebre, e poi di nuovo quelle macchine andavano via.
Poi i parenti potevano scegliere di riportarsi a casa le ceneri del defunto o in altro modo.
Aveva tutto una grande apparenza di civiltà, eppure di freddezza. Ogni tanto vi passeggiavo, lo si poteva fare con tranquillità seguendo gli orari di apertura, come in qualsiasi altro parco cittadino.

Naturalmente in quegli anni io pensavo che fosse giusto che il mio corpo fosse cremato, era anche un modo per esprimere la mia ribellione alle convenzioni.
Allora essere a favore della cremazione del corpo significava essere 'avanti', non convenzionali. E forse era anche giusto, dato che c'erano molte ostilità al riguardo.

Adesso, per me, ho cambiato idea.
Questo non significa certo che non ritenga giusto rispettare la volontà di tutti e mettere gli altri nelle dovute condizioni.
Ma io mi sono 'foscolizzata', diciamo così, mi piace pensare, quando vado al cimitero a trovare mia nonna, che lei è ancora lì con le sue ossa. Con la sua 'vita morta'.

"...Non vive ei forse anche sotterra, quando
gli sarà muta l'armonia del giorno,
se può destarla con soavi cure
nella mente de' suoi...?".

Foscolo non amava le direttive bonapartiste di seppellire i morti lontano dai vivi.
Però i forni crematori non possono essere costruiti in città, nonostante appunto nel Nord Europa sia un'usanza ormai consolidata (anche se però ora hanno limitazioni che anni fa non avevano, e so che alcuni sono stati chiusi...), perché sono, oltre che inquietanti, soprattutto, cosa orma risaputa e ovvia, molto inquinanti.

sabato 12 aprile 2014

Piste ciclabili


In questo breve ma pieno di sole soggiorno olandese ho modo di studiare e di riflettere come gli olandesi hanno reso il proprio paese completamente ciclabile.
Come si può vedere dalle foto, non è necessario molto. Nel primo caso basta tinteggiare diversamente la strada e creare un percorso ciclabile; nel terzo caso...beh, lì si tratta di una delle tante strade veramente ciclopedonabili che fiancheggiano le strade con traffico veicolare a scorrimento veloce, che vanno da città a città.
Noi siamo almeno trecento anni indietro.
Magari si va a fare la biciclettata, ma poi in fondo, le nostre abitudini sono molto radicate e, anche, cambiarle è rischioso, come sa chi decida di prendere la bici per andare a lavoro. Non ci sono ciclabili valide nella Piana fra Prato Pistoia e Firenze, e anche nelle stesse città.
Si pensa solo agli aeroporti, è evidente, e non a creare un clima e un habitat più umano.

Ricordo che gli olandesi prima degli anni '70 NON usavano la bicicletta più di noi, anche perché il loro clima è ostile, non come il nostro. Tuttavia, fu la lungimiranza di qualche amministratore, in seguito alla crisi del 1973, quella del petrolio, che in regime di austerità impose la costruzione delle ciclabili, in modo tale che progressivamente è diventata una sana usanza nazionale.

venerdì 11 aprile 2014

In Olanda


Mentre nella mia città ci si perde in inutili formalismi,  lotte intestine e furbo-sceneggiate di vecchi e giovani rampantoidi; mentre le volpi di sempre affinano lo scilinguagnolo attinto in anni di potere affinché nulla cambi, ecco un piccolo saggio di civiltà.
Premetto che l'Olanda non è il paese dei miei sogni; se non per le piste ciclabili (sto godendo parecchio, anche perché il tempo è buono...).
Nelle foto avete visto ragazzi olandesi che tornano a scuola in bicicletta, nessun babbo o mamma a riprenderli con le macchinucce; che le rotonde hanno i loro spazi per le biciclette;
la tomba di Maria Montessori a Noordwijk an See (esempio di come il nostro paese tratti gli intellettuali, in particolare se donne); infine, come nonostante tutto l'italiano sia una lingua di cultura, e saggi di coltivazioni di fiori...
E ora alle prove...a piedi!

Programma della stagione teatrale di primavera estate 2014 al Teatro La Baracca


La Compagnia delle Ragazze in "Commedia Arlecchina"


Sabato 17 maggio, ore 21,30
Domenica 18 maggio ore 21,30
COMMEDIA ARLECCHINA
Con la “Compagnia delle Ragazze”
scritto e diretto da Maila Ermini con Lavinia Calamai, Bianca Ciardi, Sara Coppola, Silvia Melozzi, Chiara Menchetti, Daria Reali.
Una storia moderna con le maschere della commedia dell’arte.


Sabato 24 maggio, ore 21,30
LA NOTTE DEI RACCONTI
Serata di racconti popolari e letterari in libertà.
La partecipazione è aperta a tutti.


Lunedì 9 giugno, ore 21,30
GIANFELICE D’ACCOLTI
legge
ALDO PALAZZESCHI


Mercoledì 18 giugno, ore 21,30
L’AMORE E’ UN BRODO DI CAPPERI
Commedia scritta e interpretata da Maila Ermini


Mercoledì 2 luglio, ore 21,30
PETUZZO
Avventure di un ragazzo che diceva di no.
Liberamente tratto dall’omonima filastrocca popolare toscana
Scrittura e lettura scenica a cura di Maila Ermini.


Giovedì 10 luglio, ore 21,30
LA CONIGLIA
Storie di sesso e di meraviglia
Racconti alcuni degli ultimi esemplari del popolo misteriosamente non corrotti o estinti in terra di Toscana


Teatro La Baracca
Via Virginia Frosini 8, Prato
Telefono 0574-812363  www.teatrolabaracca.com

A seconda del tempo, gli spettacoli potranno aver luogo al chiuso o all’aperto nel ‘pereto’, accanto al teatro.
Gli spettacoli sono a ingresso con offerta libera, eccetto Commedia Arlecchina, con ingresso a 7 euri. 

Il mondo è pieno di automobili

Ieri sono andata in bici a Prato. Vado sempre in bici a Prato, che c'entra,  sono abituata al traffico, ma ieri m'è sembrato che sia...