mercoledì 25 giugno 2025
Quando la smettete con gli elettrodotti?
domenica 22 giugno 2025
Contemporaneità
Mentre recitavo in tournée Macché Beatrice! (Incontro con Gemma Donati moglie di Dante), ecco che nella mia città, Prato, la Sindaco Ilaria Bugetti, prima donna sindaco pratese, si dimetteva accusata di corruzione, il vicesindaco veniva indagato lo stesso, e il Comune andava diritto verso il commissariamento.
A Prato cose così non s'erano mai viste.
martedì 17 giugno 2025
Il telefono "massone"
Segnalo un altro articolo relativo all'inchiesta sulla Sindaco di Prato, Ilaria Bugetti, che rischia misure cautelari.
Questa volta l'articolo è de Il dubbio, di proprietà del Consiglio Nazionale Forense, notoriamente giornale "garantista".
Intercettazioni a strascico: il telefono del “massone” fa tremare Prato
"Dopo l’arresto del colonnello Turini, ora è la sindaca Pd Ilaria Bugetti a rischiare misure cautelari. Al centro dell’inchiesta la rete di relazioni e interessi di Riccardo Matteini Bresci.
17 giugno, 2025
Il cellulare, come insegna ciò
che accaduto all’ex p presidente dell’Anm Luca Palamara, è una fonte
incredibile di informazioni e quindi di spunti investigativi. Al Csm, dopo più
di sei anni, ancora si discute infatti della correttezza o meno delle condotte
dei tanti magistrati che chattavano o chiamavano direttamente l’ex zar delle
nomine per ottenere un incarico o una nomina. Alla Procura di Prato non si
discute di nomine, ma di appalti ed il cellulare in questione è quello
dell’imprenditore Riccardo Matteini Bresci, ex dirigente di Confindustria
Toscana.
Le chat e le telefonate di
Matteini Bresci dallo scorso anno hanno praticamente monopolizzato l’attività
investigativa degli inquirenti della città toscana, causando un terremoto prima
al Comando provinciale dell’Arma e adesso addirittura in Comune, con la sindaca
Ilaria Bugetti (Pd) a rischio arresto e dunque dimissioni.
Per capire come ciò sia possibile
è necessario fare un passo indietro e tornare alla scorsa estate quando il
comandante della compagnia carabinieri di Prato, il tenente colonnello Sergio
Turini, ufficiale molto stimato ed ex numero due del Cobar della Toscana,
l’allora sindacato unico dell’Arma, finisce in carcere con le accuse di
corruzione, peculato, omessa denuncia, accesso abusivo a banche dati, omissione
di atti d’ufficio.
L’inchiesta è condotta da Luca
Tescaroli, neo procuratore di Prato e titolare, quando era aggiunto a Firenze,
del fascicolo sulle stragi di mafia del 1993 dove sono indagati Silvio
Berlusconi (morto nel 2023), Marcello Dell’Utri e il generale Mario Mori.
Ad affiancare il procuratore ci
sono i pm Lorenzo Boscagli e Massimo Petrocchi. I magistrati ipotizzano una
sorta di “cupola” di facoltosi imprenditori pratesi intenti a spartirsi i
destini della città. Turini, in particolare, vi si sarebbe avvicinato per
«ottenere utilità attuali e future anche in vista del pensionamento e/ o la
sistemazione dei familiari». «È una cena di gruppo siamo in 20, si chiama
“special club 20”, persone tra gli imprenditori più importanti di Prato», dice
Turrini alla moglie in una intercettazione.
Con l’auspicio di entrare nelle
simpatie dei ricchi imprenditori pratesi e dunque di poter ottenere in futuro
qualche beneficio con cui arrotondare la pensione o una sistemazione per i
figli, Turrini si sarebbe allora attivato con la Questura per avere informazioni
sullo stato della procedura di rilascio di un permesso di soggiorno, di un
passaporto, o di una pratica al catasto.
Oppure, per trovare un tecnico
per delle riparazioni di cui aveva bisogno uno di questi imprenditori nella sua
ditta. Ma a parte qualche telefonata in Questura, il patto corruttivo avrebbe
trovato conferma nella richiesta di una raccomandazione.
Per evitare di essere trasferito
da Prato, Turini aveva chiesto a Matteini Bresci di chiedere al sottosegretario
agli Esteri Giorgio Silli un intervento sul Comando generale. «Stante la
complessità, sotto molteplici punti di vista, della provincia e della città di
Prato, dove sono io cresciuto, nonché la delicatezza del momento di transizione
ove si attende anche l’indicazione del nuovo prefetto, avrei la necessità
istituzionale di poter contare ancora, almeno per un anno, sulla presenza e
sulla collaborazione del colonnello Turini a Prato», aveva scritto Silli al
comandante generale dell’Arma Teo Luzi, senza però ottenere l’effetto sperato,
con conseguente avvio della pratica di trasferimento di Turini a Potenza.
L’ufficiale, per la cronaca,
scelse poi di patteggiare, evitando così il processo. Le “interlocuzioni' di
Matteini Bresci a distanza di un anno sono adesso tornate di attualità e, come
detto, rischiano di far finire prima del tempo la carriera politica di Bugetti,
dallo scorso anno sindaca di Prato per il “campo largo”. Scorrendo le chat e le
telefonate intercettate a Matteini Bresci, gli inquirenti sono convinti che
l’imprenditore abbia finanziato la campagna elettorale di Bugetti,
garantendogli i voti dei massoni pratesi alle elezioni.
In cambio l’imprenditore avrebbe ottenuto il suo interessamento per realizzare alcune infrastrutture che riguardavano le sue aziende. Durante la perquisizione a Matteini Bresci, gli inquirenti avevano trovato un grembiule ed un cappuccio, oltre a dei volumi dal titolo quanto mai eloquente: “Rituali e estrazioni per il fratello maestro” e “Breve vademecum sulla massoneria”. Da qui il soprannome di “massone” per Bugetti. Il gip Alessandro Moneti dovrà decidere giovedì prossimo se arrestarla o meno. Chi ha parlato con Matteini Bresci, verrebbe da dire, farebbe meglio a cercarsi un alibi.
Articolo di Giovanni M.Jacobazzi
domenica 15 giugno 2025
Gli omini incappucciati
Gli amici lontani mi chiedono un commento sulla vicenda della Sindaco di Prato Ilaria Bugetti, indagata dalla Procura di Firenze per corruzione in concorso con l'imprenditore Matteini Bresci.
Al momento non si possono fare commenti, aspettiamo tutti, e con ansia e nervosismo, le decisioni del GIP.
Molti sostengono che non ci sarà nessun arresto domiciliare, perché la questione non ha molta consistenza; altri sono di ben altro avviso, che ci sono già tutti gli elementi per una richiesta di dimissioni, con conseguente ritorno alle urne...
Vedremo.
Ho scelto un articolo, che fra tutti mi sembra ben scritto e chiaro, di Riccardo Nencioni de Il Tirreno (chiarissimo se si esclude per le frasi vernacolari e colorite - e poco rispettose, aggressive e sbrigative, da "macho" e padrone, nei confronti della Sindaco - dell'imprenditore Matteini Bresci, e di cui sono disposta, sempre per i miei amici lontani, a riportare una trasposizione in italiano in qualsiasi momento).
Dopo aver letto l'articolo mi sono ricordata di quel giornalista fiorentino che mi disse, quando tanti anni fa mi candidai a sindaco di Prato (cito a memoria ma nel mio diario cartaceo potrei ritrovare le paroline quasi esatte che più meno erano): "Lei non prenderà che una manciatina di voti, non ha nessuna nessuna speranza, e faranno il possibile per farle una brutta figura, sì che si tolga di mezzo per sempre. Solo gli omini incappucciati - anche lui come Nencioni usò questo sintagma - decidono e fanno".
A questo punto - lo chiedo sempre per i miei amici lontani - la domanda è: ma chi, fra i politici, non è massone? Sarebbe interessante avere la lista, ma appunto di chi non è "incappucciato"!
Prato - Cronaca. - 15 giugno 2025
L'inchiesta - Esclusivo – Prato, le relazioni pericolose tra la sindaca e l’imprenditore. Le intercettazioni (anche su WhatsApp): «Grande vittoria», «Evvai, sono contenta»
di Paolo Nencioni
Vent’anni di amicizia ma anche qualche frizione nei momenti critici. Significativo cosa emerge sull’impianto idroelettrico realizzato sull’Arno a Camaioni. In mano agli inquirenti ci sono anche centinaia di messaggi testuali e vocali su WhatsApp
PRATO. Ilaria Bugetti rimarrà per almeno una settimana tra color che son sospesi, in attesa di sapere se il gip Francesca Scarlatti, giovedì, vorrà aderire alla richiesta di arresti domiciliari per la sindaca accusata di corruzione in concorso con l’imprenditore Riccardo Matteini Bresci. Intanto però prova far buon viso a cattiva sorte e anche ieri mattina ha indossato la fascia tricolore per inaugurare il nuovo magazzino della Protezione civile in via Orione, zeppo di politici e cronisti evidentemente più interessati agli sviluppi giudiziari che alle questioni di protezione civile.
Nel frattempo dalla miniera dell’ordinanza di custodia firmata dai sostituti Antonino Nastasi, Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli continuano a uscire pepite che raccontano anni di relazioni pericolose tra Bugetti e Matteini Bresci. Un “rapporto patologico” secondo i magistrati, non solo con la consigliera regionale e poi sindaca ma anche col tenente colonnello Sergio Turini, arrestato con Matteini Bresci l’anno scorso. Due vicende che si somigliano molto. Già nel 2024 il gip descriveva Matteini Bresci come «una persona assolutamente priva di scrupoli nel perseguire l’accrescimento della propria potenza personale». Se le accuse si riveleranno fondate, anche la sindaca potrebbe essere caduta nella sua rete. Lei di sinistra sostenuta da un imprenditore notoriamente di destra ma che non si fa problemi ideologici quando c’è da portare avanti i propri interessi. In mano agli inquirenti ci sono intercettazioni telefoniche tra i due a partire dalla primavera 2024, ma anche centinaia di messaggi testuali e vocali su WhatsApp a partire dal 2020, estratti dallo smartphone e di Matteini Bresci nell’ambito della precedente inchiesta, di cui questa è una costola.
La premessa su cui si regge l’intero castello accusatorio, il peccato originale di Ilaria Bugetti, è di essersi fatta assumere già nel 2016 (senza dirlo alla Regione) dalla società Brokertechno srl, controllata da Matteini, fino al giugno 2024, pur non avendoci mai lavorato nel primo semestre di quell’anno, e poi aver chiesto l’aspettativa alla vigilia delle elezioni amministrative: una «reazione strumentale ma inevitabilmente tardiva» scrivono i magistrati. Tutto quello che farà in seguito viene letto tenendo presente questa circostanza.
Qui comando io
Già nelle intercettazioni del 2024 Matteini proclama: «In questo comune (Cantagallo, ndr) comandiamo io e Giovanni (Santi) perché tutto si muove coi finanziamenti di Colle e Beste e ti dico è un rapporto meraviglioso perché il comune è cresciuto». Il 15 dicembre 2023 Matteini ha già scelto la candidata Bugetti: «Lei è un attrezzo mio da una vita, lei il ruolo ce l’ha di sicuro ed è anche una con le palle, è una figliola intelligente, te la conosci bene Ilaria Bugetti, perché il centrodestra se si presenta con lui (Gianni Cenni, ndr) le elezioni non le vince e lei è già stata “benedetta” e quindi abbiamo per cinque anni qualcuno che ci ascolta». Per i magistrati di tratta di una “benedizione massonica” dal 2020.
Il voto della loggia
A febbraio Matteini Bresci, già venerabile maestro della Gran Loggia d’Italia di via Lazzerini (ora in sonno) al telefono rivendica di averla fatta eleggere raccogliendo 4.000 voti con un “ordinino” ai confratelli.
Il depuratore che non depura
La depurazione è uno degli interessi strategici di Matteini e del Gruppo Colle. «Io nella mia vita con l’acqua ho mangiato pei fohi e l’ho ricacata al cesso, lo racconto a tutti – dice al telefono probabilmente riferendosi ai suoi primi passi – Nell’81 avevo un impianto che non depurava nemmeno il piscio del gatto, bene, e sono sempre stato in tabella C. Mi hanno beccato solo una volta con il ph a 9,6 perché sbagliai a dosa’ la calce. Non avevo nessun problema, ne ho fatte di tutti i colori, sotto la fabbrica è pieno di cunicoli, ci vorrebbero 18 battaglioni del Nas per capire dove passa l’acqua».
Il bastone e la carota
Il rapporto con Ilaria Bugetti, che conosce da più di 20 anni, però non è sempre idilliaco. «Le ho detto non mi passare fuori dalle strisce perché ti schiaccio, attenta eh, molto attenta devi stare, rileggiti la storia da quando eri assessore, sempre accanto ti sono stato, e chi te la fatta fare la rimonta sul Ciolini, quei 4.000 voti li hai fatti quando sei uscita dalla Gran Loggia d’Italia (la sede), e qualcuno te l’ha anche detto, hai fatto l’accordo coi massoni, certo che hai fatto l’accordo coi massoni, l’hai fatto con me. Tra l’altro, questo tienitelo per te, anche Gianni Cenni è massone. L’alternativa a un massone? Un altro massone».
La bocciatura di Biffoni
Siamo a marzo 2024 e Matteini Bresci si lamenta con Alessio Bitozzi del Consorzio Progetto Acqua: «L’approccio di Biffoni (sindaco, ndr), Faggi (vice) e Ciolini (Estra e Alia) non è stato quello che ci aspettavamo per far crescere le aziende, abbiamo fatto una dichiarazione di intenti. Le ho detto (a Bugetti, ndr): il tuo compito se sarai eletta sindaco sarà di far rispettare alla Multiutility questa dichiarazione d’intenti. Ilaria lo sai che ti voglio bene, lo sai bene che sei una mia creatura perché quando hai inculato Ciolini chi te l’ha fatto inculare so stati gli omini col cappuccio nero. Quando il 13 vengo eletto (presidente della Sezione sistema moda di Ctn, ndr) tu vieni in Ctn e noi ti diciamo di cosa abbiamo bisogno.
L’impianto idroelettrico
Uno dei pallini di Matteini Bresci è l’impianto idroelettrico realizzato sull’Arno dalla sua Hge a Camaioni, tra Carmignano e Montelupo. Per quell’impianto voleva chiedere un finanziamento di 20 milioni di euro al Gestore servizi energetici del ministero dell’Economia). E per quasi un anno tormenta Ilaria Bugetti con continue richieste di intervento al limite dello stalking per ottenere un decreto favorevole dalla Regione. Lei, secondo i magistrati, si mette a disposizione, fa pressione sugli uffici e finalmente il 4 febbraio 2021 il decreto esce. Lui commenta: «È una grande vittoria, soprattutto tua, ora tutti zitti, Ciuoffo in testa (Stefano Ciuoffo, l’assessore regionale che evidentemente non era d’accordo, ndr)». Lei risponde: «Evvai, sono contenta». Il decreto regionale rettifica il quantitativo di acqua che si può prelevare e la Hge si piazza 24ª su 105 per la concessione incentivi energetici.
Il pranzo segreto
Il 4 settembre 2020, prima delle regionali, Matteini Bresci organizza un pranzo con la consigliera Bugetti e tre confratelli massoni, Luciano Angioli, Pier Luigi Restelli e Alberto Cipriani. Lei chiede di scegliere un ristorante parecchio riservato. Loro promettono di cercare voti. Il 22 settembe, a urne chiuse, lui esulta: «Ora abbiamo un contatto a Firenze», un po’ come il famoso “Abbiamo una banca” di Piero Fassino.
Il “programma elettorale”
In un’altra intercettazione del 2024 Matteini Bresci espone una sorta di programma elettorale per quando sarà a capo della Sezione sistema moda di Ctn: «I lanifici? Quattro stronzi con tre lire. Io sarò il presidente di tutti contro i nemici, l’Arpat che sta facendo diventare tutti matti in Toscana e ci chiede di fare le fognature separate, e i burocrati. Siamo ostaggio dei burocrati, ci devi liberare da questa gente. Hanno rotto il cazzo. Lo mettiamo quest’ufficio per portare una valanga di soldi a Prato? Al decoro del Macrolotto zero ci dovete pensare voi. Ora vinci queste elezioni e poi però mettiamoci a sedere».
giovedì 12 giugno 2025
Intrigosa
Questa estate non so se riuscirò a fare la solita replica, che avevo promesso, all'Orto-Pereto della Baracca, perché ho diverse date fuori, più dell'anno passato, nonostante non sia diventata più buona.
Nel caso vi informo come sempre. Sarebbe bello, perché quest'anno avrei da mostrarvi un orto meraviglioso, ma...si vedrà!
Però è certo che alla Baracca il nostro viaggio verso l'autunno inizierà presto, con spettacoli nuovi e laboratori.
Contrariamente a quanto ogni tanto qualcuno spera che, dovendomi occupare della mamma vegliarda e acciaccata, mi si veda finalmente ferma e muta, succede immancabilmente il contrario: che più ho daffare e mi trovo in affanno, più mi vengono idee e voglia di fare; e fo.
La mia mamma sta meglio, e con lei la sua ottima memoria: ha ripreso a camminare, si mostra ancora incredibilmente attenta al suo aspetto, e non vuole mollare.
L'altro ieri che l'ho accompagnata a Careggi per sapere a che punto è la sua trombosi, ha tentato di ammaliare il dottorino che aveva davanti, dando una lezione di seduzione fresca di novantesimo. Anima Gemelli e intrigosa! Io non sarò mai al suo livello, nemmeno sul palco. Il dottorino l'ha capito ed è stato al gioco fino alla fine. Bravo, così cura il dottore.
lunedì 9 giugno 2025
I fèstival, o del conformismo
Ma quanti festival fioriscono qua e là per l'Italia, e tutti ben confezionati e attraenti.
Fiori di serra, non di campo, come dev'essere.
Stesso formato da anni, e a volte realizzati dalle stesse agenzie di spettacolo.
E in aggiunta con titoli similissimi, come Seminare idee (Prato), la Repubblica delle Idee (Bologna), Festival delle Idee (Mestre) a dimostrazione che di idee in realtà ce ne sono poche.
O, ancora: Festival della Mente, Festival di Filosofia, Festival della Bellezza, addirittura Festival della Lentezza: insomma, ogni città vuole il suo festival, il suo nome di richiamo.
Naturalmente ci sono i "Dialoghi pistoiesi", che rimanda a Platone come le Idee, la Mente, la Bellezza e tutto il resto che vuole apparire "filosofico".
Di solito idee, dialoghi e filosofia vanno in giro poveramente vestite, ma in queste rassegne la cosa sembra cambiata, i festival sono ben finanziati da vari sponsor importanti. E i divi fioccano.
Ahinoi: niente passa più ininfluente, nulla è tanto inutile alla cultura di un territorio quanto un festival di tale fatta.
Ben diversi si presentavano i festival popolari di qualche anno fa, come Giugno con l'Arte a Iolo di Prato, o di Monticchiello di Pienza, che ancora resiste perché si è adeguato alla cultura massificata.
Le rassegne popolari nessuno le vuole, perché non possono essere usate dai politici per la loro vetrina, per ovviare al vuoto proprio delle idee e dei fatti della loro politica.
I festival arrivano battendo la gran cassa con i grandi nomi, registrano i tanto cari "sold out" che dimostrano ai politici che sono dalla parte giusta!, e poi tutto sparisce e gli spettatori tornano a casa con la foto del divo della serata messa sui social.
Anzi, i festival sono del tutto deleteri per la cultura locale (posto che si possa parlare ancora di cultura "locale"!) perché la annientano con i loro richiami, con la propaganda, con la mitizzazione più banale e massificata.
La gente ormai dà valore solo a quel richiamo, comprende solo quello standard, segue solo quella prospettiva uniformata di contenuti e forme.
E' un format, perché di questo si tratta!, molto pericoloso, perché confina il pensiero in un campo, in una sezione ben definita, organizzata da chi può farlo, da chi è autorizzato dalla sua autorevolezza e finisce, se non per demonizzare come accadeva in passato, sì per ridicolizzare chi tenta di percorrere altre strade per idee e rappresentazioni.
Sono quasi una forma addolcita di terrorismo culturale, la forma democratica imposta dalla dittatura immaginifica ed economica del mondo.
I festival sono la celebrazione del conformismo e dell'omologazione della cultura, un invito, anzi ormai quasi un obbligo occulto!, una fascinazione a seguire l'esempio dei più e dei più famosi. Che sono, è bene rammentarlo ancora una volta, al servizio dei più forti.
martedì 3 giugno 2025
Chiedo scusa, ancora non mi riesce di morire
Chiedo scusa se non siamo artisti di livello nazionale
Se per sbaglio o per riparare a uno sgarbo o chissà
ci chiamano a lavorare in un contesto cittadino
è una sorta di scandalo lo so
è irritante.
Che posso fare se non chiedervi scusa?
Se per sbaglio o per riparare a non so cosa
i poveri artisti locali
quelli sconosciuti
quelli ostinati e brutti
ve li ritrovate in centro
o chissà o dove.
Non è colpa nostra
ci dispiace
speriamo solo di non offendervi troppo
con la nostra misera presenza
di artisti che non hanno "sfondato"
che non hanno risonanza nazionale
che non vanno in televisione insomma
che non pubblicano con le case importanti
che possiamo farci?
Siamo dei falliti.
Lo so. So tutto.
Scusate se con la nostra presenza
via, diciamola tutta!,
il nostro misero teatro
che non avete mai visitato
o solo per sbaglio o chissà come
come se ci fosse la scabbia,
vi importuniamo
con le nostre questioni importanti
ma via, diciamola tutta!,
ormai ridicole
le cause perse
se non facciamo parte della cultura che voi
che ormai tutti
seguono credono
nel festival preconfezionati
prestabiliti
calibrati colorati
rassicuranti vendenti.
Scusateci. Non è colpa nostra
se qualche volta per sbaglio
vi compariamo davanti
davanti a qualche bel fondale
architettura d'antan
imprevisti
insoluti
invenduti
smarcati
periferici
lontani
incomprensibili.
Siete tutti uguali
alla fine
davanti a noi
storcete la bocca
come da pezzenti.
E avete ragione,
ragione da vendere!
Quale turista verra per noi?
Come possiamo rimediare?
Dovrete pazientare ancora un po'
ancora un pochino, non molto
per festeggiare la nostra morte
la scomparsa dovuta
dopo tanto averci buttato addosso
diclorodifenil tricloroetano.
Chiedo scusa.
Ancora non mi riesce di morire.
Ancora non mi riesce di morire.
sabato 31 maggio 2025
Maura Salvi su "La Condizione Weil"
Ho ricevuto questo scritto di Maura Salvi sul mio ultimo spettacolo La Condizione Weil.
Lei è artista, amica, amante del teatro e sostenitrice della Baracca da sempre. Grazie.
Felice di tornare alla Baracca, felice di vedere Maila, di ascoltarla in teatro, lei dice di non essere un’attrice ma trasmette e in quel teatro si diffonde una sensazione di spiritualità e poesia ormai rare da percepire a teatro! Io torno a casa in una doccia di luce, lavata da tutto il brutto che mi si era appiccicato addosso, in una società che ormai parla di bellezza sempre … la promettono dovunque, ed io la trovo alla Baracca in un non Teatro con una non attrice.
Maila dà voce alla Weil, una voce fragile, di vetro, insicura ma ferma potente, sono due potenze in una: Maila che sceglie di portare la Weil a teatro, nel suo teatro dove esprime liberamente se stessa rispondendo all’essenza della Weil. Trasmette bellezza quella che ha dentro, quella che ha affinato in tanti anni di duro lavoro di ricerca (vera ricerca) di studio, Maila studia e si sente, niente viene a caso! Poi con la sua indole libera porta agli altri quello che ha elaborato: un canto che tocca le corde dell’anima che ti fa venire i brividi, quello di cui c’è bisogno brividi di vera bellezza! Per noi che abbiamo l’opportunità di esserci in questo piccolo Teatro libero intimo è una ricchezza. “Grazie” Maila per tenere in piedi la “Baracca” con le tue potenzialità! Grazie per esserci!!
martedì 27 maggio 2025
Orto pereto 2025
Orto-pereto della Baracca. Piccolissimo spazio, piccolo orto, delizioso e fruttuoso.
A noi piace autocelebrarci, com'è noto, senza infingimenti o ipocrisie, perché è tutta farina del nostro sacco, con molta fatica e dedizione. Weil docet.
Abita qua una talpa cieca, piccola piccola, che ci vede benissimo: tre anni fa mi mangiò i carciofi, e quest'anno s'è pappata la salvia. Senza pietà. L'ho ripiantata, perché, come alcuni sanno... cur muriatur homo si crescit salvia in horto?
Se quest'estate vi faremo qualcosa, nel nostro spazio Peri-Urbano, saranno soltanto gli spettacoli che vanno in tournée estiva fuori Prato.
lunedì 26 maggio 2025
La tardona
Consiglio di guardare un film degli anni '70, La tardona, del regista Jean-Pierre Blanc, film originalissimo, con due attori di eccezione Girardot e Noiret.
Lo si vede su quell'inguardabile servizio che offre Rai Play, che ogni tanto concede qualche chicca come questa
La vieille fille (giusta la traduzione italiana "tardona" piuttosto che con il filologico "zitella") vinse l'Orso d'Oro, ma poi del regista, che pure ha girato altre pellicole, non si sa niente, non si può vedere altro.
Nemmeno in lingua originale.
La storia è apparentemente banale, un incontro fra due tardoni durante le vacanze, ma si sa che i francesi sono maestri di sentimento filmico (1) e trasformano il prencisbecco in oro.
Il taglio del montaggio è sorprendente, inaspettato, senza però nuocere all'andamento della storia. Come la chicca dell'inizio e della fine che si ricollegano eccetera.
E poi: c'è anche una sfumatura di commedia all'italiana, la penisola peraltro citata anche nel film e testimoniata dai due attori franco italianizzati ecc. ; e le musiche del mostro musicale Michel Legrand, come un motivetto con flauto e violoncello a base di semplici scale cromatiche, deliziosissimo.
Se qualcuno ha notizie di questo genio di Blanc, purtroppo morto presto e di fatto sconosciuto, informatemi.
(1) Ma anche nella vita reale: sembra che oggi il Presidente Macron sia stato schiaffeggiato in pubblico dalla moglie Brigitte, scandalosamente tra l'altro molto più vecchia di lui. Pensate alla noia italiana: l'ultimo presidente che in questo senso ci fece sognare fu Leone, con la chiacchieratissima Donna Vittoria.
domenica 25 maggio 2025
Foto de La condizione Weil
Alcune foto della replica di La condizione Weil, andato in scena iera sera alla Baracca. Ringrazio il pubblico che mi ha dato modo di sperimentare questa nuova opera, credo molto significativa e gradita, e che replicherò nella prossima stagione.
giovedì 22 maggio 2025
Le api muoiono
Caro Fulvio,
le api muoiono.
Nella mia casina di montagna ne abbiamo scoperte una marea, morte. S'erano infilate negli interstizi che lascio per aerare, e sono morte.
Sembra che siano i pesticidi. Magari il freddo pure.
Ora qui vogliono seminare cultura, e già stanno spruzzando tanti pesticidi, per fare in modo che queste serre culturali, questi festival che organizzano, vengano pieni di fioroni. Fiori grandi. Fiori rinomati.
Moriranno ancor più api. Qua ormai sono morte quasi tutte.
Qui nessuno impollina più niente. Chi lo farà?
So che avremmo parlato di questo, nella nostre mattinate al Pereto.
Caro Fulvio,
qui ti hanno dimenticato: dopo aver messo il tuo nome lustrato in una targhetta, hanno sospirato pace all'anima tua. Così hanno chiuso i conti con te.
Ma io no. Io non ti dimentico, amico mio.
Dài e dài ce l'ho fatta a metter su quello spettacolo sulla Weil, e mi rammarico solo che non te ne ho potuto parlare, che non lo puoi vedere.
Ti scansavano come scansavano lei quando ti vedevano arrivare su per la strada.
Sono al solito le mie cose fallimentari, e dico dal punto di vista economico, ma che poi risultano un enorme investimento nella nostra Banca dell'Anima. A lungo andare. Speriamo di vederne i frutti prima di raggiungerti.
Ma i festival producono cultura? Producono marketing culturale. Entizzano. Quante volte ne parlavamo.
Format vari, ma sempre gli stessi. Spesso con titoli suadenti.
Così si fa vedere che si fa, ma non si semina niente. Propaganda e fuffa. E poi noiosi, sempre con quella teoria di personaggini.
Ma no, magari un pochino sì servono.
Tu ogni tanto andavi ai festival e ponevi le tue domande scomode, e gli spettatori sbuffavano. Distribuivi le tue fotocopie.
Io, ti confesso, me la sono sempre spassata quando tu tiravi fuori le fotocopie degli articoli di giornale, perché il pubblico era imbarazzato, non capiva, voleva andarsene.
A volte si creavano situazioni comiche, impensabili.
Proprio come accadeva alla Weil. Per questo lo spettacolo lo dedico a te.
Tu avevi ben organizzato il tuo Giugno con l'Arte, ma non stava in nessun format, e l'hanno potuto distruggere con estrema facilità. Poi tu nemmeno volevi la Multisala, e ti mettesti di traverso con tuo piccolo corpo di antico etrusco!
Avevi ragione tu. Avrai sempre ragione tu. E col tempo si vedrà. Io no. Ci vorrà ancor più tempo.
Forse ci si dovrebbe sforzare di più nell'organizzare questi eventi cittadini, e non solo delegare, o chiamare agenzie, più o meno le stesse, che non fanno altro che sfornare occasioni di richiamo invitando a dire due cosine personaggi di grido o gridolino.
Oggi qua, domani là. Fino a ieri a Pistoia. Oggi, oplà, te li ritrovi a Prato.
Il pubblico accorre numeroso. Gratis gratificante.
Ti ricordi quando organizzavamo il programma culturale insieme alla Circoscrizione? Quando andammo a Cinecittà con il pullman? che bellezza, che viaggio pieno di allegria. Che cinema della migliore qualità!
Allora qualche volta discutevamo, perché io mi arrabbiavo con te, tu non capivi che ti avrebbero buttato a monte tutto, tu eri fiducioso. Sei sempre stato fiducioso.
Seminare idee? Ma dove, come? Seminare è faticoso. Ci vuole il seme. Bisogna poi aspettare che sbocci il fiore e ancora il frutto. Ci vuole tempo. Amore. Dedizione. Fatica.
Ma poi, che saranno queste idee? E' di questo che abbiamo bisogno?
Così finisce che non nasce niente, il campo non viene arato a dovere, e, ancora una volta, bisogna cospargere di pesticidi il terreno.
Perché poi quelli che stanno a guardare, malevoli sempre, potrebbero chiedere: e allora, che fate? Qui si spendono soldi e non nasce niente, non arrivano i turisti, non ci sono i numeri...Le solite macerie.
Le api muoiono, amico mio, e nessuno mi dà più una fotocopia.
Pasolini e le "imprese spaziali"
Sembra che la città di Prato ospiterà la sede dell'Agenzia Spaziale Italiana nell'ex-area Banci.
Mi piace qui copiare un estratto di un articolo di Pasolini poco ricordato, al solito imbarazzante, sulle imprese spaziali (ne scrisse anche altri, tutti poco amati e tenuti celati più possibile): allora la "conquista del Cosmo" era arrivata solo alla Luna, ma il senso delle sue parole è ancora valido.
Un grande fatto storico
(...). L'uomo che raggiunge la luna e ci cammina sopra è indubbiamente un grande fatto storico. Come mai non interessa realmente quasi nessuno? Come mai è divenuto un oggetto quasi esteriore di semplice curiosità e di bisogno di essere pari con l'informazione? Io in questi giorni sto lavorando a un film (21): non sono dunque solo: passo l'intera giornata con almeno una sessantina di persone che lavorano con me, tutto il giorno vicini: inoltre, lavorando all'aperto (in questi giorni, a Grado) vedo dozzine e dozzine di altre persone, comparse, curiosi, guardiani, carabinieri, proprietari dei luoghi dove giro, amici che capitano lì a trovarmi, ecc. ecc'. Vivo, insomma, per almeno quattordici ore di seguito in piazza. Ebbene, in tutti questi giorni, mai nessuno che abbia parlato della conquista della luna; e quando dico mai, intendo proprio dire letteralmente mai. Io stesso alla mattina spesso dimentico di comprare i giornali, e, per quel che riguarda la luna, leggo solo i grossi fastidiosi titoli. La stampa stessa mi pare impegnata in una impresa enfatica. Essa infatti gonfia gli avvenimenti, come per un dovere, una deliberazione aprioristica: andare sulla luna è enorme, facciamo dunque titoli e articoli enormi. Eppure si sente che, di tale enormità, non c'è richiesta. (...).Perché gli uomini (almeno in Italia) - me compreso, del resto - provano questa resistenza a lasciarsi implicare sentimentalmente, e quindi con la passione che crea le identificazioni, dall'impresa dell'Apollo?
Quanto a me, alcune ragioni le so: mi infastidisce, tanto per cominciare, il nome "Apollo", ridicolo
e retorico residuo umanistico - pesantemente ipocrita - a fare da "segno" a un oggetto prodotto
dalla più avanzata civiltà tecnologica; provo una strana antipatia per i tre astronauti, tipi di uomini
medi e perfetti, esempio di come si deve essere, inestetici ma funzionali, privi di fantasia e
passione, ma spietatamente pratici e obbedienti - assolutamente privi di ogni capacità critica e
autocritica, veri uomini del potere; sento una sgradevole repulsione per il background piccolo-
borghese di questi tre uomini, quei figlietti biondi, così carini e già così contrassegnati dal loro
futuro completamente condizionato, quelle tre mogli che giocano con tanto spudorato candore il
ruolo che viene loro richiesto: Penelopi, sì, Penelopi fedeli e un po' brusche, che sanno ridurre
tutto, al momento opportuno, al caffè e alle tartine da offrire (con in cuore la qualunquistica e
rassicurante speranza che il loro uomo ritorni e smetta di fare l'eroe) alle vicinedi casa; detesto poi
tutta l'ufficialità americana che c'è intorno all'impresa, con in testa quell'Agnew... Sono, tutte
queste, idiosincrasie mie, di intellettuale eternamente scontento, viziato da un buon gusto che
non ha più senso, amareggiato delle sue illusioni politiche irrealizzate? (...). Ciò
che rende resistenti ad amare l'impresa lunare è che essa è una impresa del Potere. (...). Le imprese spettacolari del Potere
tendono a ridurci a uno stato infantile. Il Potere compie (finanziandole) le più grandi imprese, e noi
tutti lì a bocca aperta ad ammirare. É chiaro che non vogliamo tornare troppo bambini, che non
vogliamo essere ridotti eternamente allo stato di figli. Perciò detestiamo anche tutti i
mascheramenti del paternalismo più feroce della storia (perché indubbiamente il più potente): la
falsa democrazia, la demagogia populistica, il sentimentalismo famigliare, la spaventosa retorica
dell'obbedienza.
Devo aggiungere ancora un'osservazione. Fingiamo di essere vissuti negli anni dell'impresa che tutti i giornali di questi tempi ricordano: il viaggio di Colombo verso le Indie e il suo sbarco in America. É una finzione, che propongo, il che implica il giudicare ipoteticamente quell'avvenimento con la nostra mentalità – almeno liberale e illuministica - o almeno dotata di quell'umorismo che era privilegio delle élites - oppure dei poeti, come Cervantes o l'Ariosto.
L'impresa di Colombo, che è poi diventata un'impresa dell'umanità, era, in quel momento, una impresa della monarchia spagnola: era cioè finanziata dal Potere. Dunque la grande impresa "umana" di Colombo non è stata, nel momento storico in cui si è attuata, che il "via" a una serie di atroci imprese colonialistiche. Ma mentre, nel caso di Colombo, c'è evidentemente una dissociazione tra l'uomo singolo, o eroe, Colombo, e il Potere finanziatore - dissociazione che sdoppia il fatto bruto: da una parte la grande impresa umana, dall'altra la feroce impresa commerciale e colonialistica - nel caso degli astronauti, questa dissociazione non c'è. L'eroe di questa impresa non è l'astronauta - che è in sostanza un semplice robot - ma la tecnica . Non c'è più dissociazione, dunque, perché la tecnica non è la moderna personificazione di Colombo, che approfitta del finanziamento del Potere, per compiere, quasi su un piano metastorico, la sua scoperta, ma è l'aspetto operativo e pragmatico stesso del Potere.
Dunque, la conquista della luna non è una impresa umana che alla fine scavalcherà e supererà il potere storico e particolaristico che l'ha finanziata: ma sarà un dato permanente e inscindibile del Potere. Perciò quello che accadrà in seguito alla conquista della luna ci è estraneo, perché estraneo ci è l'operare del Potere, con le sue finalità militari ed economiche che ci coinvolgono passivamente, e quindi con violenza.
(...). È chiaro che la storia non sarà d'ora in avanti più storia di nazioni, cioè di poteri nazionali: ma sarà storia dell'intera umanità, unificata e omologata dalla civiltà industriale e tecnologica – tanto per dirla con la massima semplicità. Il Potere da nazionale tende a diventare transnazionale: restando potere, cioè, nella fattispecie, facendo sua la conquista della luna. La conquista della luna è dunque già statisticamente (oltre che col senno del poi del finto postero) una impresa della umanità: ma perché divenga veramente tale occorre che tale umanità sia libera. Parlo da utopista, lo so. Ma o essere utopisti o sparire.
sabato 17 maggio 2025
Debutto de La condizione Weil
Sabato 24 maggio replico lo spettacolo, sempre alla Baracca. Non perdetelo, perché poi, dovendo preparare tournée e attività estive, e in aggiunta dovendo anche seguire un po' la mia mamma ormai molto vecchia, mi dovrò occupare di altro.
Sono riconoscente verso tutti coloro che sostengono il Teatro La Baracca in questi difficili, solitari, ma appassionanti viaggi.
Qualcuno, che ringrazio, ha lasciato bellissimi commenti:
Uno spettacolo poetico e potente, un lavoro straordinario. (Erica).
Maila fantastica, come per lo spettacolo su Lonzi. Ogni critica che ricevi è una certezza di fare le cose con passione e straordinarietà. Grazie di cuore. (Livia).
Che Spettacolo! Un lavoro immane! Immensa Maila Ermini. (Cinzia).
sabato 10 maggio 2025
La Condizione Weil: motivi per vedere lo spettacolo
Venerdì 16 maggio 2025 ore 21,15
alla Baracca debutta
LA CONDIZIONE WEIL
tratto da "La condizione operaia" di S. Weil
in un libero disadattamento
scritto e interpretato da Maila Ermini
(Articolo di presentazione dello spettacolo apparso su la Nazione domenica 11 maggio).
martedì 6 maggio 2025
Nonostante
Commenti.
La testimonianza e la memoria che ci avete proposto sono cose essenziali importante anche e sopratutto ai giorni nostri. Grazie di cuore per il contributo che ci avete orrterto stasera.
Bellissimo, toccante, fa riflettere e non solo. Un complimento grande. (M.Castellani)
Complimenti per lo spettacolo, e per la bravura. Emozionante aver riportato le vicende familiari nel contesto dello spettacolo. (Firma illeggibile).
Bellissima e toccante serata. (C. Lucera).
domenica 4 maggio 2025
mercoledì 30 aprile 2025
Stamani Fulvio
Tutte le mattine, salvo rare eccezioni, leggo i giornali. A volte capita che li legga la sera quando non ho avuto tempo e modo al mattino. Sono ancora della vecchia scuola, i giornali li leggo.
Anche se, ma, chissà.
Fulvio Silvestrini spesso mi chiamava quando leggeva l'annuncio di qualche spettacolo alla Baracca. E naturalmente mi invitata a commentare anche altri articoli, magari di giornali diversi.
Anche passava al mattino a teatro, e mi lasciava le sue fotocopie.
Hanno scopiazzato l'idea della titolazione, purtroppo per loro da me, ma la titolazione della sala in Lazzerini non significa niente, non ricorda niente, è una targhettina muta che non parla di Fulvio.
Bisogna saper copiare.
Fulvio Silvestrini, che pure aveva provato l'invidia come tutti, l'aveva superata e si rallegrava sempre di questi articoli che parlavano della Baracca. Ingenuamente. Sincero. Anzi, entusiasta.
Peccato che non ha potuto vedere lo spettacolo di cui parla l'articolo de La Nazione di stamani, Lettere di tedeschi (che presenteremo lunedì 5 maggio al Museo della Deportazione di Figline di Prato), ma soprattutto peccato che non potrà commentare quello che farò prossimamente su Simone Weil, di cui lui era un attento cultore-lettore: la filosofa Simone Weil era uno dei nostri argomenti preferiti e Fulvio era davvero un weiliano, tale si dichiarava, e a livello religioso e a livello politico.
Lui sì che difendeva la Baracca, e con la presenza e la testimonianza.
lunedì 28 aprile 2025
giovedì 24 aprile 2025
Rossa
Anche Simone Weil si merita il colore rosso. E non perché la chiamassero "la vergine rossa", non tanto insomma per simbologia politica, ma per tutto il resto.
Dopo il cambio di data, ora quello della locandina.
Il mondo è pieno di automobili
Ieri sono andata in bici a Prato. Vado sempre in bici a Prato, che c'entra, sono abituata al traffico, ma ieri m'è sembrato che sia...
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Signor Ministro, io non so per quale arcano motivo Lei sia diventato ministro della Cultura, ma tant'è. In virtù di ques...
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Non era per nulla scontato che all'incontro ci fossero tutti i candidati (eccetto Rubino) e, soprattutto, così tanta gente. Troppa p...













