mercoledì 10 settembre 2025

Programma della stagione teatrale alla Baracca, 2025-2026


E' con grande piacere e fatica - appena finita la tournée estiva - che presento il programma della prossima stagione alla Baracca. Che prevede spettacoli cosiddetti impegnati, ma anche commedie, ritorni e diversi debutti.  Un programma che, come sempre, potrebbe subire modifiche, dato che non abbiamo finanziamenti eccetera e andiamo spesso fuori. 

Al momento e per lo stesso motivo, non presentiamo spettacoli in ospitalità, ma potrebbero sempre esserci, non lo escludo.

Come già comunicato i costi e gli orari e la determinazione sono rimasti invariati.

Martedì 7 ottobre avrà inizio anche il laboratorio teatrale, RACCONTARE STORIE che quest'anno avrà come tema il mito, declinato anche nelle sue forme e valenze attuali. Come sempre ci si vedrà il martedì sera.

Sarà dura - anche perché qui a Prato non tira buon vento e fuori non è affatto migliore -  ma contiamo di farcela.



Venerdì 12 e sabato 13 settembre 2025, ore 21,15

PROSARE BORCHERT

interpretazione e regia di Gianfelice D'Accolti

Dalle novelle delle macerie o del punto zero

di Wolfgang Borchert

"Lo spettacolo è una interpretazione dalle prose di un autore tedesco non molto conosciuto in Italia, Wolfgang Borchert (1921-1947), ostinato poeta contro la guerra e antinazista, morto giovanissimo. È una assoluta novità. Di lui è famoso soltanto il testo teatrale Fuori davanti alla porta; Gianfelice invece interpreta le sue prose, sconosciute a tutti praticamente. Il titolo dello spettacolo, inizialmente “Borchert Konzert” è ora PrOsareBorchertgrazie all’acuto suggerimento della drammaturga Maila Ermini, per meglio enfatizzare sia la sfida di portare in scena prosa diretta che l'osare contro la guerra e il riarmo, concetti subdolamente imposti quanto supinamente accettati. In questi tempi sembra un autore oltremodo necessario".


Venerdì 26 e sabato 27 settembre 2025, ore 21,15

UN MESE CON CARLO MONNI

Appunti di vita e teatro

scritto e interpretato da Maila Ermini

"Nel 2011 e nel 2012 Carlo Monni interpretò il mio Leonardo, Diario Intimo di un Genio.
Lo spettacolo è tratto dal diario di scena di quei giorni, in particolare delle prove, e non rievoca solo la figura di Carlo, giocosamente in modo iconico, come già da altri è stato fatto, ma anche le difficoltà, le incomprensioni, le arrabbiature che nacquero fra noi durante le prove e le recite, essendo due artisti completamente diversi.
In realtà i giorni furono più di 30, durante i quali gli feci da infermiera e cuoca, da autista e confessora, ed ebbi modo di riflettere, anche insieme a lui, sul teatro e sul cinema, sugli attori (quanti aneddoti!) e sulla cultura popolare e birbona".

Venerdì 17 e sabato 18 ottobre, ore 21,15
SCARAMàNZIA
Catalogo delle superstizioni quotididane
di e con Maila Ermini
Ho messo l'accento sulla terza "a" proprio per scaramanzìa, perché andiamo a debuttare venerdì 17. Vi sembra facile, a voi? Ma non è facile per niente! O voi che siete figli della Rivoluzione Francese e che vi siete abbeverati all'Illuminismo, voi che ve ne sentite liberati, ecco io vi dico che la superstizione è ancora viva fra noi, ed è invisibile, striscia e ci avvolge. Vediamo se verrete a vedere lo spettacolo, quel giorno là!


Sabato 8 novembre, ore 21,15
PINOCCHIA
di e con Maila Ermini
Storia di una burattina della famiglia dei pinocchi.
(E' uno spettacolo per tutti).


Venerdì 21 e sabato 22 novembre, ore 21,15
NOI NO
Un'indagine a teatro sulla violenza domestica.
A cura del teatro La Baracca


Sabato 20 dicembre, ore 20,45
FELINO, vita di un celestino
Il radiodramma a vista sarà preceduto da una breve introduzione alla vicenda dell'Istituto Assunta in Cielo di Prato, così come narrata ne L'infanzia negata dei celestini.
di e con Maila Ermini e con Gianfelice D'Accolti


Dal 27 al 30 dicembre, ore 21,15
FUGA A DUE
Viaggio di un babbo natale e di una befana
Commedia sorprendente in forma narrata di Maila Ermini


Sabato 17 gennaio 2027, ore 21,15
LETTERE DI TEDESCHI
ovvero il gelataio di Amburgo e altre grigie storie
da I sommersi e i salvati di Primo Levi


Febbraio 2027
IL SERVO DI HEGEL
un dramma in forma di commedia
sulla relazione fra servo e padrone.


Marzo 2027
CARLA LONZI SONO IO!
studio per un radiodramma a vista su Carla Lonzi
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Teatro La Baracca
Via Virginia Frosini 8
59100 - Prato.
Ingresso spettacoli, 15 euro. In coppia, previa prenotazione, 25 euro.




lunedì 8 settembre 2025

Contro il tutto esaurito

Ho messo nel post precedente il video di un Gassman che recita il passo finale di Affabulazione di Pasolini "senza nulla", nemmeno il contrasto delle luci, nemmeno messi in ombra gli spettatori. Nemmeno un vestito di scena.

Oggi questa scelta, che allora si doveva giustificare come "non teatro" (e io stessa, denigrata, lo facevo), è assolutamente - almeno per me, l'unica possibile; e non solo per mia maturazione o scelta estetica, ma anche e soprattutto, ideologica e politica.

Contro il tutto esaurito, il successo, la spettacolarizzazione e la violenza del mondo, il teatro reso nulla ci rende tutto nella sua umanità, e parola e corpo e voce e pensiero.





Gassman recita Affabulazione

Gassman recita Pasolini. Io non amo Gassman, ma non c'è bisogno di altro. Niente altro, quando c'è il testo e l'interpretazione.
 

mercoledì 3 settembre 2025

Lo Spettacolo della Città in Valbisenzio...di qualche anno fa.


Guarda che ho ritrovato: una pubblicità autogestita e un po' naiv - come ormai risulta tutto quello che non è "market" e confezionato - de Lo Spettacolo della Città in Valbisenzio, scritto e ideato da me e con Gianfelice D'Accolti. Fu autogestito anche lo spettacolo stesso, anno 2016, ma comunque, nonostante le difficoltà, riempimmo il pullman.

martedì 2 settembre 2025

Le tre M

Erano gli anni '70 quando fui visitata dal Professor Comèl, grazie a una segnalazione che il dottor Roberto Meoni di Prato fece a mia madre.

Il dottor Comel, triestino, insegnava ed esercitava a Pisa. 

Avevo seri problemi di pelle.

Prima era stato l'omeopata Mattoli di Calenzano a curarmi, allora l'omeopatia era considerata stregoneria, ma morì purtroppo e allora mia madre mi portò a Pisa.

Comèl non era un omeopata, bensì fisiologo e dermatologo seguace dell'umanesimo medico, ed era stato in stretti rapporti con Attilio Mattoli, discendente della famosa famiglia di dottori omeopati originari di Bevagna in Umbria.

Comèl mi insegnò che, prima di ogni medicina,  per stare bene, bisogna praticare le tre M: meditazione (ma non tanto nel senso orientale, ma come pratica di consapevolezza e riflessione), masticazione (a lungo più possibile) e movimento.

Ora invece i guru mediatici salutisti ci fanno credere di aver inventato tutto loro (ma non è così!) e imbandiscono ricette sui giornaloni; in realtà la visibilità che viene loro concessa è meramente propaganda editoriale.

Allora, quando nessuno ne parlava - inizio anni '70, anzi!, fu Comèl a vietarmi i grassi idrogenati, i conservanti, i coloranti e possibilmente ogni cibo confezionato. Allora il cibo confezionato era senza remore, oggi invece si presenta migliorato e attento alla qualità.

Guarii del tutto seguendo queste poche regole e altre - adatte specificamente a me - a cui ancora periodicamente devo attenermi se voglio stare bene.


https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=226&RicProgetto=personalita

https://www.domuscomeliana.com/chi-siamo/il-fondatore-professor-marcello-comel/

domenica 24 agosto 2025

Scaramànzia, un altro spettacolo per la Stagione 2025



Aggiornamento sulla prossima stagione alla Baracca. 

E' stato aggiunto uno spettacolo, Scaramànzia: mi raccomando, con l'accento sulla terza a, la parola quindi si pronuncia piana. 
Il debutto cade di venerdì 17, vedremo che succede, se la scaramànzia funziona. 
Questo dunque per adesso il programma alla Baracca. Sono tre debutti. Gli spettacoli iniziano alle 21,15. 
Vediamo quest'anno chi ci copia.

 

Venerdì 12 e sabato 13 settembre 2025

PROSARE BORCHERT

interpretazione e regia di Gianfelice D'Accolti

Dalle novelle delle macerie o del punto zero

di Wolfgang Borchert.



Venerdì 26 e sabato 27 settembre

UN MESE CON CARLO MONNI

Appunti di vita e teatro

scrive e interpreta Maila Ermini

 

 

Venerdì 17 sabato 18 ottobre

SCARAMÀNZIA

Monologhetto di superstizioni quotidiane

scrive e interpreta Maila Ermini 


giovedì 21 agosto 2025

Tournée di Macché Beatrice! (Discorso di Gemma Donati, moglie di Dante)



Ieri ho concluso le repliche estive di Macché Beatrice! (Discorso di Gemma Donati, moglie di Dante), spettacolo che, confesso, è stato un vero e proprio divertimento,  anche se d'estate il teatro è faticosissimo, con gli spostamenti, l'allestimento all'aperto, il caldo, l'allenimento generale, il trovarsi in varie e a volte difficilissime situazioni da cui si desidera scappare...Ma sia! 

Non scrivo tutti i commenti, che sono tantissimi: ho eliminato quasi tutti i "brava" e i "mi è piaciuto", ma non i giudizi degli spettatori-professori che mi valutano ma, che peccato! non mi danno il voto! Credo comunque di essere stata promossa.

  

Rappresentazione esaltante. (Silvia Amoruso)

Una vera delizia. Complimenti...(senza firma)

Avevo letto di Maila, ma non avevo avuto il piacere di partecipare come spettatrice. Direi deliziosa, complimenti. (Isabella Demuro).

Grazie per il  garbo, la tessitura teatrale di temi non semplici . (Lucia Biti)

Grazie per avermi fatto conoscere la Gemma Donati così intima e nuova. (Alessia).

Grazie per la bellissima performance, non sapevo neanche che Dante fosse sposato. Ottimo il testo con le rime, una vera forza! (Edoardo) 

Spettacolo interessante, divertente, molto brava (Maria Annzunziata...?)

Bellissima interpretazione, grazie (Laura Baroni).

Grazie per la gradevole e "colta" serata, recupero di donne importanti eppure dimenticate. (Renata Caruga).

Grande lezione di storia con poesia e sarcasmo (Diana Giudici)

Bellissimo,  brava! Dante visto dalle donne...meno "pie", ma più vere! (Daniela Sesami).

Siamo tornati nel Medioevo in un'ora! Ottimo.

Intelligente, arguto e appassionata rilettura di Dante. (Gina e Luciano).

Ottima interpretazione, e molto carino.

Maila Ermini bravissima, preparata in storia e in poesia medievale. Molto preparata anche filosoficamente. (Valter Degli...?).

Ci hai tenuti tutti attenti per oltre un'ora! (Egisto Sbrezzi)

Brava nel ripetere la storia di Dante da una un po' dimenticata...(Francesca Dini).

Un monologo spettacoloso. (Donella Dresdi).

Mi ha emozionato, anche se era comico. (Grazia Micoli)

Bellissimo spettacolo condotto con una bella voce e proprio intonata alla commedia e a Dante, che me lo ha fatto conoscere anche da un'altro lato. (Annamaria Bisoni).

Testo originale, gradevole, divertente. (Anna di Serra Pistoiese).

Davvero originale, divertente. (Serena Incenzi).

Una rivisitazione degna di nota, originale e schietta. (Federica Dallai). 

 

mercoledì 13 agosto 2025

Ma chi si crede di essere? Baracca delenda est

Articolo di oggi, mercoledì 13 agosto 2025, su La Nazione che parla della prossima attività, riprendiamo a settembre, e della mia polemica del mese, contro coloro che, dalle solite postazioni di privilegio, sentenziano sulla cultura di periferia.  Li avete mai visti rimboccarsi le maniche?

 

Segue il commento immaginario di qualcuno dopo aver letto l'articolo:

La Baracca resiste. Già. E chissenefrega. Anzi, male. Perché resiste? Perché, come possiamo fare per togliere anche questo neo che ci ritroviamo qua che non possiamo controllare? Ora mannaggia non c'è neppure più la politica che comanda a Prato, c'è il Commissario Prefettizio, eh...ma tanto si torna, tanto ci rivedranno, sicuro! E allora vi sistemiamo noi!

Stiamo già allenando i nostri freschi cavallucci, per la prossima corsa! 

Per anni abbiamo fatto finta che non esistesse, 'sta Baracca, abbiamo attuato la famosa politica dell'indifferenza-indifferenziato; altre volte abbiamo provato con il disprezzo, e nei confronti dello spazio (il teatro di campagna, che non è come dire i cugini di campagna)  oppure nei confronti di lei, la fondatrice, l'autrice la... la...(quando per esempio quella là si occupava della zona archeologica di Prato che per fortuna è definitivamente morta e sepolta, o quando è andata a riesumare la vicenda dei celestini, o dei concubini ecc. ecc.). Ma tanto che importa, moriranno prima o poi. Lei e chi sta con lei. Lei e tutti quegli spettacoli che impanca. E in fondo, chi li vede? E' un teatro di nicchia. Però  non è un teatro che nicchia. Ma chi si crede d'essere? Attuiamo la politica del chissenefrega. Che è la migliore, sempre. Non vediamo l'ora che il neo scompaia. Abbiamo dalla nostra i suoi colleghi che non verseranno una lacrimuccia, state sicuri, quando scomparirà. Perché questa è la nostra vera, profonda politica culturale. Baracca delenda est.  Con gli altri ci siamo già riusciti, da tempo. E poi la cultura di periferia la facciamo organizzare a chi sta con noi, con qualche associazione amica di "spartito" ecc. ecc. ecc.

 

sabato 9 agosto 2025

Schubert

 


I vecchi alla guida sono molto più prudenti

Eccoci, di nuovo contro i vecchi.

Leggo ovunque sui giornali che dopo una certa età bisognerebbe che smettessero di guidare, perché non hanno più le capacità fisiche e mentali per farlo.  Perché qualche vecchio ha purtroppo imboccato l'autostrada contromano causando morti.

Ma nessuno che alzi una voce (signor Ministro?) su quanto sono pericolosi i giovani e meno giovani con il cellulare in mano, ubriachi o sotto l'effetto di droghe, quanti incidenti causano; nessuno che abbia da ridire contro l'alta velocità alla guida; pochi fanno notare che non rispettiamo il codice della strada (basterebbe vedere quanti pochi automobilisti usano la freccia); che le macchine sono costruite dentro e fuori come fortini, come armi, prepotenti e aggressive, tecnologicamente mortifere;  che ci sono troppe automobili in giro.

Non esiste alcun serio piano di mobilità alternativa, solo con le macchine ci vogliono sfrecciare. La propaganda è solo per le auto, l'economia si basa su queste!

Ma, dati alla mano, alla guida sono molto più prudenti i vecchi che i giovani, causano molti più incidenti!

Dice: i vecchi non sanno affrontare il traffico! Ma proviamo a fare un ragionamento inverso: il traffico nella città o altrove è accettabile?

Basta camminare o andare in bici per le città per rendersene conto. No, non si cerca di cambiare prospettiva e vita, si chiede alle persone di stare a quel livello di traffico, che bisogna essere all'altezza del disastro ecologico e umano!


venerdì 8 agosto 2025

Cetona la metto in Umbria

Io leggo i giornali. La mattina.

Come Lucio Dalla.  Che non poteva iniziare la sua giornata senza leggere il giornale.

Come Fulvio Silvestrini, che gli articoli per lui interessanti me li leggeva al telefono.  Che tempi.


Generazione antica, oppure figli di insegnanti che hanno giocato a scuola alla maniera antica. 

Ne leggo in media tre, a volte quattro. Di solito sfoglio indietro. A volte ritorno sugli articoli che non ho letto. Magari in giornata, quando posso in questa mia vita piena di impegni.


Stamani leggevo anche Il Foglio, e mi ha catturato l'attenzione un articolo su Guido Ceronetti, che viveva a Cetona: cittadina toscana, che nello scritto viene collocato decisamente in Umbria.

Che dire? Io sono sensibile alla geografia, ai confini, al nord e al sud, e soprattutto all'est e all'ovest, e non accetto che si lasci passare un errore simile su un giornale così classista e puntiglioso.

Anche perché a compierlo è la compagna del fu molto mister-fascinoso Roberto Calasso, la scrittrice Anna Katharina Fröhlich, la quale di recente ha pubblicato con Mondadori le sue memorie d'amore con il fondatore di Adelphi.

Vedi dove conduce l'errore di geografia,  come un tom tom   ostinato che ti riporta sempre allo stesso luogo, dove comandano -scrivono promuovono indirizzano - solo i gruppi editoriali. 




domenica 3 agosto 2025

Al convegnone della salvezza i lupi travestiti da nonnine

Da anni gestiscono il monopolio culturale e ora, dopo i ripetuti fallimenti, chiamano a raccolta per trovare solidarietà, salvezza per le loro carriere, e idee fresche.

Dopo che hanno bruciato tutta la cultura intorno, dopo che  hanno investito zero per cambiare l'orizzonte eccetera, ecco che gridano: - Veniteci a salvare!

Eh no. Io non ci sarò al convegnone.

E non mi viene nemmeno la curiosità di ascoltare i discorsi edificanti che farete.

Siete lupi travestiti da nonnine.

Gli sciocchi e gli illusi e i soliti mestatori, i vostri amici ci saranno, uh quanta gente ci sarà. Si ricreerà per qualche ora la rete della solidarietà, il teatro sarà, almeno per una volta, ancora pieno.

Non vi salverete lo stesso. Il vostro declino è segnato. I vostri prodotti culturali sono ormai poco attraenti, oltreché totalmente insulsi.

Sarete spazzati via: se non dai prossimi politici, dai numeri in rosso, dal meno davanti.

Su voi, al servizio della peggiore politica, aveva ben visto il solito Pasolini. 


mercoledì 23 luglio 2025

Teatro InFrazione: i primi spettacoli, e una polemica


I primi due spettacoli della stagione alla Baracca, li trovate qua sotto.
Poi verranno gli altri, magari anche con qualche ripresa dal nostro repertorio, e spero con diverse novità.

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A margine noto che in questi giorni, sui giornali locali, dopo la crisi della città di Prato, con la caduta della giunta, qualcuno e da più parti,  osservando il vuoto culturale, ma non necessariamente vivendolo, programma convegni e incontri per parlarne;  e anche se ne discute con personaggi del fu passato, che, criticando l'agire politico-culturale, arrivano anche sentenziare sul teatro periferia! 
Siamo alle solite! Parlano di teatro di periferia coloro che in periferia il teatro non lo hanno né fatto né frequentato. Al massimo qualche volta lo hanno fatto calare dall'alto, planato e spalmato. Essi lo intendono a comando loro, il teatro di periferia, come una eco che dal centro va ai margini e rimbalza indietro.
Direi anche basta con questo giochino. E' sempre lo stesso potere che blatera e che è fuori dalla realtà. O sta in una realtà comoda e ben nutrita.
La realtà è che il teatro in periferia è per niente esaltante, faticoso, umiliante spesso perché il pubblico non si sente alla moda a frequentarlo, non è finanziato da nessuno, bisogna spendere di tasca e fatica propria ed è considerato di serie B o C, e soprattutto non è accettato se è indipendente. Se non veicola voti o consenso.  
Quindi tacciono sul lavoro di chi - ormai rari come i can gialli - lo pratica e lo inventa da anni e anni. 
Il teatro di chi ne è autore e tecnico, facitore completo.
Si preferisce, dal centro, osservare silenziosamente e con livore e parlandone con disprezzo, per magari poi meglio e senza colpa sentire, copiarne modi e temi.
Come disse Vassalli, quando Ronconi gli voleva rubare l'idea di un testo teatrale: " So per esperienza diretta che in Itaglia tutti cercano di fregare tutto a tutti, persino le idee". (Voleva dire: soprattutto quelle).
Continua la dominazione del pensiero e agire unico, e i prossimi signorotti locali, i privilegiati si annunciano gli stessi di sempre.
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Teatro InFrazione

Il primo spettacolo porta la firma di Gianfelice, una interpretazione dalle prose di un autore tedesco non molto conosciuto in Italia, Wolfagang Borchert, ostinato poeta contro la guerra e antinazista, morto giovanissimo. E' una assoluta novità. Di lui è famoso soltanto il testo teatrale Fuori davanti alla porta; Gianfelice invece interpreta le sue prose, sconosciute a tutti praticamente. Il titolo dello spettacolo è: PrOsare Borchert. In questi tempi mi sembra un autore direi necessario.


Il secondo è opera mia, Un mese con Carlo Monni
Per me Carlo Monni interpretò nel 2011 e 2012 Leonardo, Diario Intimo di un Genio.
Lo spettacolo è tratto dal diario di scena di quei giorni, in particolare delle prove, e non rievoca solo la figura di Carlo, giocosamente in modo iconico, come già da altri è stato fatto, ma anche le difficoltà, le incomprensioni, le arrabbiature che nacquero fra noi durante le prove e le recite, essendo due artisti completamente diversi.
In realtà i giorni furono più di 30, durante i quali gli feci da infermiera e cuoca, da autista e confessora, ed ebbi modo di riflettere, anche insieme a lui, sul teatro e sul cinema, sugli attori (quanti aneddoti!) e sulla cultura popolare e birbona.

Venerdì 12 e sabato 13 settembre 2025

PrOsare Borchert

interpretazione e regia di Gianfelice D'Accolti

Dalle novelle delle macerie o del punto zero

di Wolfgang Borchert


Venerdì 26 e sabato 27 settembre

Un mese con Carlo Monni

Appunti di vita e teatro

scritto e interpretato da Maila Ermini


giovedì 10 luglio 2025

Teatro InFrazione

Prendo spunto da un diffuso titolo di rassegna teatrale ma lo amplio e modifico per intitolare la prossima stagione alla Baracca.
Mi spiego.

Di solito si parla di "teatro in periferia", ma scelgo invece "teatro in frazione".
Periferia è termine abusato, ed è stato affiancato al teatro in modo volutamente dequalificante, come teatro di serie b, non importante ecc.

Quindi scelgo teatro in frazione. O meglio, Teatro InFrazione.

Unendo le due parole si dà al titolo un significato doppio anzi, triplo!, ossia:

1. InFrazione nel senso di teatro di periferia, e la Baracca vi si trova: anzi, per anni. come ho detto, non hanno fatto che disprezzarla per questo;

2. InFrazione nel senso di teatro che infrange, nel suo senso politico e di contenuti com'è sempre stato per la Baracca; come anche di  regole teatrali,  di sostanza drammaturgica o registica, di situazione intradiegetica ecc., o per il suo rapporto con lo spettatore e altro, e per tutto quanto infrange ciò che sta davanti allo specchio, alla riflessione, e dunque una riflessione che rompe l'immagine conforme e di chi la guarda.

3. InFrazione nel senso matematico/economico di piccola parte, minimale, in quanto la sua sostanza è in-franta, o frazionata, ecc.  Ma anche  parte staccata dal tutto, o parte ridotta ai minimi termini. Semplice, essenziale.  E anche questo è anche proprio della Baracca.

Molto presto potrete leggere il programma della prima parte di InFrazione.

Intanto informo che il laboratorio teatrale/narrativo quest'anno avrà come tema il mito, declinato nelle sue varie forme anche attuali. Inizierà il primo martedì di ottobre secondo l'orario consueto, 21-23.

Ci sarà poi un altro laboratorio, che affiancherà una tantum il primo che sarà più propriamente relativo a movimento scenico, mimica e danza libera.

Prossimemente darò maggiori dettagli anche sui laboratori.


mercoledì 9 luglio 2025

Macché Beatrice sulla Greve

Recitare sulla Greve...Vento, tempesta, ierisera si annunciava il temporale, e poi invece è venuta fuori una seratona chiantigiana al Ferrone.

Nessun commento, perché non c'era modo di mettere il quaderno in nessun posto, ma Macché Beatrice! è andata benissimo. E addirittura  tanta gente, nonostante il freddo.

Evviva quando gli organizzatori sanno organizzare e accogliere, e il popolo fa il popolo.  E non massa.

A Greve si torna, con altri spettacoli, in agosto e settembre. 





venerdì 4 luglio 2025

Macché Beatrice!


Oltre alla Pinocchia, quest'estate tornano Macché Beatrice! (Discorso di Gemma Donati, moglie di Dante), Son cavoli miei (Confessioni di un'ortolana) e Gatta al Lardo (Ragionamento comico sui proverbi).

Le prossime date di Macché Beatrice! in luglio sono: martedì 8 a Greve in Chianti, località Ferrone;  domenica 20 a Pian di Novello, Pistoia.

Quest'estate si gira e alla Baracca si torna a settembre, di cui presto spero di pubblicare la prima parte del programma.

Se volete altri dettagli o date, scrivetemi a teatrolabaracca@gmail.com.

Ars longa, vita brevis. 


giovedì 3 luglio 2025

Rospi da ingoiare

Ringrazio tutti per gli apprezzamenti su Pinocchia, i bei commenti e quanto altro mi avete scritto.

La storia della mia partecipazione alla Prato Estate 2025 - puntualmente hanno chiamato il Teatro La Baracca anche quest'anno - ha una origine diversa dagli anni precedenti (un assessore per esempio mi disse: "Ti chiamo per obbligo"; un altro: "Non sarò io ad affossare La Baracca" ecc.), ha inteso in qualche modo riparare a una cattiveria che mi è stata fatta al  debutto di Pinocchia al Teatro Garibaldi lo scorso giugno, durante il Borsino Tedesco.

Prima che entrassi sul palco, proprio per non darmi soddisfazione, un personaggio importante della città si alzò e se ne andò.

Io vidi tutta la scena, perché ero dietro le quinte e, come fanno tutti gli attori quando ne hanno la possibilità, buttai uno sguardo sul pubblico. La persona, quando fu annunciata la mia presenza a sorpresa, ebbe un moto di stizza: parlò all'altra che era seduta accanto a lei, e frettolosamente sgusciò via. 

Mi fu chiaro - dal suo alzarsi e dalla espressione del viso - come mi detestasse, anche se non le avevo mai dato il motivo, se non quello politico, ché non facevo parte del suo gruppo, come d'altronde non faccio parte di alcuno. 

Chiesi a quella persona, che conoscevo abbastanza bene, del perché fosse letteralmente scappata, e lei si giustificò dicendo che aveva altri impegni importanti; io non ho mai creduto alla sua versione, perché notoriamente il corpo dice più verità delle parole.

E' stata una ferita che si è tentato di rimarginare chiamandomi a recitare Pinocchia a Palazzo Datini.

Ho partecipato, e non solo per lavoro e non mancare una data importante - e forse l'ultima per molto tempo visto che la città di Prato sarà commissariata - , ma anche per dimostrare che accetto le scuse. 

Racconto questa vicenda,  perché come pubblico le cose belle, voglio anche scrivere quelle che non sono, le offese che ricevo, i commenti malevoli dietro le spalle, le umiliazioni. 

E per una lettera di lode che arriva, sappiate, ma lo sapete!, che ci sono tanti rospi da ingoiare.  

 

mercoledì 2 luglio 2025

Una lettera per Pinocchia





Buonasera, Maila.
Io ero uno spettatore che ha potuto ammirare la sua bravura lunedì a Palazzo Datini mentre recitava Pinocchia.
Mi chiedo perché, un'artista come Lei, deve essere puntualmente "punita": non la fanno recitare al Metastasio o nei teatri importanti della zona, per farlo deve andare fuori; perché la fanno recitare di lunedì che, sebbene in estate, è un giorno sfavorevolissimo. E poi non alla Corte delle Sculture, ma a Palazzo Datini, luogo minore in estate.
Certo perché Lei, come si diceva una volta, non è allineata e perché è molto brava e creativa. Invidia e ripicca.
Ma ho visto che non si è scoraggiata, anzi!, e che il pubblico, del migliore devo dire, la segue...
Ho trovato la sua Pinocchia originale e sapiente, e molto divertente, e le posture, i movimenti, e la sua voce, il suo modo di cantare, da artista seria e preparata. Eppure con un tocco popolare, che non guasta.
Mi rallegro che la città di Prato possa vantarsi, anche se non lo fa, di annoverarla fra i suoi migliori artisti viventi.
E bene ha fatto a cantare la Canzone per Prato, nel finale, come a risollevare la città dallo sconforto, che suona a morto. E ieri sera nemmeno c'era vento.
Ma Lei ci ha portato una ventata di felicità! Grazie!
La seguo sul blog. La prego vivamente di pubblicarvi questa mia lettera, di fiorentino. E non per vanità mia, ma per renderLe giusto merito, visto che con costanza e maligni tentano di metterla in ombra.

Marco Sarti.




martedì 1 luglio 2025

Pinocchia a Palazzo Datini a Prato


Serata caldissima, e di grande soddisfazione, con la Pinocchia a Palazzo Datini.

E tanto pubblico. A volte ti fanno recitare di lunedì e lui, per ripicca o non sfigurare, si veste di sabato.

Ho fatto un piccolo bis con Canzone per Prato, di cui mi sembrava che avessimo bisogno. Io per prima.

Grazie anche per il lungo, caloroso applauso, e i bei commenti.

"Pinocchia, sei stata spettacolare!" (Lidia, Nicola).

"Coraggiosa, creativa, portatrice di una satira pungente" (Loretta).

"La più bella storia mai sentita. Grazie, Pinocchia" (Paola).

"Grazie, Maila, una rivisitazione del Pinocchio. Fantastica. Una interpretazione eccellente, fluida, ironica, intelligente. Abbiamo apprezzato la chiusa con la dedica a Prato. Abbiamo bisogno in questo momento di coraggio, intelligenza e ironia". (Flora e Andrea).

"Bravissima, e ancor di più nel vole rimanere Pinocchia" (Firma illeggibile)

"Grazie per la piacevole sopresa" (firma illeggibile).

"Pinocchia, Pinocchie, e la storiea non è finita!" (Franco).

"Testo leggero ma ricercato e profondo, che mette in luce varie decliniazioni dello sfruttamente e dalla manipolazione. Viva la Pinocchia!" (Tommaso).

"Grande Maila! Una storia semplice, ma molto, molto "istruttiva", che ci diverte, ma ci fa riflettere su tanti temi importanti di nuovo complimento e grazie, Maila" (Emanuele Giovannetti).






A Chiavari, sulle tracce di Sem Benelli