lunedì 17 marzo 2014

Nella girandola delle elezioni 1: gli Indipendenti per Prato

A questa tornata elettorale si presentano la prima volta gli Indipendenti per Prato.
Hanno un sito, http://www.indipendentiperprato.it/index.html dove si può leggere il programma. 

Puntano al superamento del sistema partitico, nonostante chi li ha fondati, Innaco,  Banchelli e Gestri vengano dal PdL e abbiano fino al 2013 fa appoggiato il Centro Destra. Al momento il gruppo è all'opposizione in consiglio comunale.

Il programma prevede la soluzione di alcuni punti irrisolti da sempre nella città di Prato, ma con una caratteristica di andamento  'misto' o anche a due binari:  prevede il rilancio del tessile ma anche il suo superamento attraverso altri direttrici di crescita economica (come la cultura, l'enogastronomia eccetera e la vecchissima veramente vecchia idea a Prato del recupero socio-culturale dei capannoni vuoti); alcune importanti tematiche sociali, lo snellimento della burocrazia, il piano casa,  la politica giovanile; torna l'idea portante della giunta Cenni, la 'pratesità' e il rilancio del Centro Storico, ma senza dimenticare il recupero della periferia, addirittura proponendo di spostarvi alcuni assessorati.
A condire il tutto è un deciso impianto liberista del 'laissez-faire'.  

Parlano della necessità di valorizzare l'area archeologica di Gonfienti, e al momento sono i soli perché ormai la Città Etrusca sul Bisenzio non ha nessun comitato alle spalle (quello che c'era è stato distrutto), non è più un argomento di moda a questa tornata elettorale o ritenuto urgente o utile per le strumentalizzazioni politiche ed economiche, come invece presentano altre drammatiche necessità come il nodo del Soccorso o l'area dell'ex-ospedale, che invece sono sostenuti da comitati che vanno 'seguiti' e se possibile 'diretti'. 
Gli Indipendenti per Prato si dichiarano per il sottopasso al Soccorso e per una valorizzazione eco-culturale del MeD (ex-ospedale). Sul sito non prendono invece posizione sul progetto del forno crematorio alla Chiesanuova.

Sicurezza e legalità per loro devono essere due concetti ben divisi.  Legalità: la legge  deve essere rispettata da tutti e quindi 'emersione' del lavoro occulto (una volta si chiamava 'nero'); sulla sicurezza c'è una forte polemica contro la politica del blitz attuata dall'assessore Milone, quando invece  le periferie sono state lasciate sprovviste di controllo di polizia. Viene attentamente evitata la parola, l'aggettivo 'cinese', vero e proprio tabù, ma si capisce che è il soggetto di tutto il capitolo.

Il loro programma ha un deciso sapore democristiano.

domenica 16 marzo 2014

Bilancio della stagione teatrale autunno-invernale 2013-2014 al Teatro La Baracca

Con Pratopezza (oggi domenica 16 marzo ore 16,30) termina  la stagione 2013-2014.
I punti di forza sono stati ancora una volta gli spettacoli con argomento storico, come Gaetanina Bresci, che porteremo in Olanda prossimamente, L'infanzia negata dei celestini e Cafiero Lucchesi.

Nonostante la sua marginalità geografica rispetto al benedetto centro, il piccolo teatro resiste con uno zoccolo duro di pubblico e spettacoli significativi ma, soprattutto, con pochissimi soldi.

Questo significa fare tutto in teatro e autogestirsi.

Se devo attenermi al Libro del Gradimento gli spettacoli sono stati tutti molto apprezzati. Diversi spettatori tornano a vedere gli stessi spettacoli, come è accaduto diverse volte anche in passato per i drammi  'storici'.

L'attività teatrale continua.

Innanzitutto con la Festa della Poesia il prossimo sabato 22 marzo alle ore 21 (ingresso libero) e con altre attività e spettacoli in primavera ed estate di cui darò notizia.

Dopo Pratopezza - che non è solo uno spettacolo per ragazzi - offriremo una piccola merenda per festeggiare la fine di questa stagione.

Grazie a tutti.

sabato 15 marzo 2014

Il sesso degli uomini tristi

Ero un uomo triste
ma poi ho incontrato te
piccolina;
per poche lire
me la davi
mezz'ora di piacere.

Dopo di me altri
in fila,

ma che importava;
in quella mezz'ora
io mi infilavo in te
piccolina!

Chi eri?
Non so esattamente,
era un dettaglio
che mi sfuggiva!

D'altronde tu non parlavi.
Ti svestivi e in poche parole
andavi sul letto
a dare piacere!

In fila gli uomini tristi
in fila gli uomini stanchi.

A questo serviva la tua carne
a questo;
togliermi il tempo di dosso
come un cencio liso

il tuo corpo profumava
e ogni tanto risplendeva
un timido sorriso!

Se non era amore,
piacere, quello sì.

Pagavo.

E quando uscivo,
io mi sentivo leggero

e ritrovavo

ancora in fila
gli uomini tristi,
in fila ancora
gli uomini stanchi.


venerdì 14 marzo 2014

Perché il viadotto al Soccorso di Prato non va costruito

Il motivo per cui il viadotto al Soccorso non va costruito, ma piuttosto il sottopasso, è semplice.

La città di Prato, città estesa nonostante in questi anni si sia valorizzato il centro storico e dimenticato le periferie, è attraversata, anzi 'tagliata' da:

1. Ferrovia;
2. Autostrada A11;
3. Declassata, dove appunto si vuole costruire il viadotto.
4. Tangenziale, a cui se ne aggiungerà a ovest un'altra, quella che passa dalla benedetta zona umida delle Pantanelle.

Dov'è la lenticchia, più o meno, è previsto il viadotto del Soccorso
In via Pistoiese, addirittura si ha la confluenza della Tangenziale con viadotto e Ferrovia, il che rende la zona di Narnali e Viaccia a ovest zone off limits, separate, perché vi si accede soprattutto dallo squallido sottopasso della ferrovia, dato che quello di via Ciulli, dove morirono le tre cinesi, è ancora chiuso.

Così accade per la zona sud, che è divisa dal centro da Autostrada e Declassata, e questo ha contribuito  all'insediamento del peggio: Depuratore di Baciacavallo, Depuratore del Calice, Macrolotti, elettrodotti.

Insomma, la 'separatezza' in città induce sofferenze e degrado da un punto di vista eco-antropologico.

C'è quindi bisogno di recuperare spazio e unire la città.

Il sottopasso, che toglierebbe anche la barriera esistente al Soccorso, la 'strettoia', è la soluzione più intelligente e più civile: oltre a essere benefico per il quartiere stesso, aprirebbe un varco significativo verso il sud della città.


I vecchi e le bambine

La storia delle baby squillo romane, con l'implicazione di noti personaggi del mondo della politica eccetera, fa tristezza, ma, se non da giustificare,  c'è bisogno di capire.

Per noi donne è più facile andare con un ragazzo giovane, anche se non è meno triste a volte, anche se non c'è di mezzo il danaro. Capita alle donne mature di mettersi in questi gineprai, in cui spesso il ragazzo non solo va con 'la nave scuola', ma anche sfrutta la donna anziana o più vecchia in vario modo, e quindi, anche in questo caso di tratta comunque di rapporto di interesse.

Non c'è niente di più triste dell'amore e dell'illusione acquistati alla cassa.

Tuttavia è una vecchia storia: il vecchio che va con una giovane (vedi Pantalone nella commedia dell'arte); la vecchia che va con un giovane che la sfrutta e la illude. La stessa Edith Piaf ne era vittima, molte donne dello spettacolo ci cascano.

Montaigne ne scrive; è uno dei pochi uomini che affronta apertamente di questo problema affettivo e sessuale,  ma lui preferiva rinunciare piuttosto che essere amato per pietà. Nemmeno oggi i maschi sono capaci di tanta sincerità:

"Non ho nessun'altra passione che mi infonda lena. Quello che la cupidigia, l'ambizione, le liti, i processi operano negli altri che, come me, non hanno un'occupazione determinata, l'amore lo farebbe più agevolmente: mi renderebbe la sollecitudine, la sobrietà, la grazia, la cura della mia persona; renderebbe più fermo il mio sembiante, in modo che le grinze della vecchiaia, queste grinze deformi e miserevoli non venissero a corromperlo; e mi riporterebbe agli studi sani e saggi, per i quali potrei rendermi più stimato e più amato, togliendo al mio spirito la disperazione di sé e della propria utilità, e ravvicinandolo a se stesso; mi distoglierebbe da mille pensieri noiosi, da mille dispiacere malinconici che l'ozio e il cattivo stato della nostra salute ci addossa in tale età; riscalderebbe almeno in sogno questo sangue che la natura abbandona: e prolungherebbe il vigore e l'allegrezza dell'anima a questo pover'uomo che va a gran passi verso la rovina.
Ma capisco bene che è un vantaggio assai difficile a riconquistare...niente può darci la sicurezza di essere amati, conoscendo la nostra condizione e la loro. Mi vergogno di trovarmi in mezzo a quella verde e bollente gioventù... Andremo forse a mostrare la nostra miseria in mezzo a quell'allegrezza?...Esse non possono farci del bene che per pietà, preferisco di gran lunga non vivere affatto che vivere di elemosina". (Saggi, III,V).

giovedì 13 marzo 2014

Sgarbi SuperCommissario!? Noooooo....

Ma non gli basta stare sempre in televisione, essere in tutti i luoghi, non gli basta essere sempre in prima pagina? Ora vuole fare, così ha detto al Corriere Fiorentino, il supercommissario dei musei di Prato, visto che non lo sarà per il Pecci.

Ah, si starebbe lustri davvero, se questa nomina diventasse concreta, non avrebbe senso nominare un direttore di un museo, o assessore alla cultura, con lui accanto!

Sarebbero un direttore e un assessore alla cultura dimezzati e claudicanti, sempre messi a tacere dall'IrrequietoCheSiCredeUnGenio.

Sarebbe meglio allora nominare lui come assessore dell'assessore alla cultura!

Anzi, come assessore degli assessori tutti passati e presenti; come assessore anche del Sindaco; o forse sarebbe meglio nominarlo Sindaco dei Sindaci....

(P.S. Il sindaco Cenni ha dichiarato che lui non ne sa nulla di questa eventuale nomina di Sgarbi. Ma come mai il Sindaco non ne sa mai nulla di nulla?).

Qui nella Piana, l'Uganda della bici

Gli olandesi, negli anni '70, furono convinti a usare la bici per molto meno...certo, quelli erano altri tempi.
Tuttavia i francesi ci provano, e pagheranno chi andrà a lavorare in bicicletta! 0,25 centesimi di euro a chilometro. (1)
Chissà cosa ci vuole a noi, per fare andare in bicicletta i nostri lavoratori cittadini!
Ci vorrà molto molto di più. Un posto di lavoro?

Innanzi tutto, però manca il fondamentale: mancano le piste ciclabili!

Qui, nella Piana che comprende Pistoia Prato e Firenze dove vivo, andare in bici è rischiosissimo. Anche dove ci sono, le piste ciclabili, non sono collegate, hanno inizi e fine improbabili, non c'è nessuna logica in cui sono inserite.

Qui è l'Uganda della bici: là gli omosessuali sono perseguitati; qui i ciclisti vanno a giro a proprio rischio e pericolo.

Qui si fa tutto per le macchinine.

Tanto che addirittura un ex-sindaco di Pistoia, Berti, è accusato (ma io non ci credo non ci credo!), anche di averne rubata una al supermercato! (2)


Renzi, il cavallo di Troia del PD


Come gli sciocchi troiani, questi piddini hanno fatto entrare l'Ulissino moderno, versione regalino da bancarella turistica.

Il giochino durerà fino alle amministrative; se va bene, allora l'Ulissino mette tutti i giocatori a terra e zitti, e distrugge quel che resta del partito, con qualche fuoriscita; se perde, allora lui se ne va, ma il partito rimane distrutto lo stesso.

Localmente sembra un vero gioco delle matrioske: hanno piazzato Ulissine e Ulissini dappertutto, a sua immagine e somiglianza, ma molti di loro si mostrano davvero poco convincenti, anche come rottamatori.

Con le prossime elezioni è probabile che anche SEL passi a miglior vita, come mi pare di prevedere dalle vicende del grande capo messapico e dalla loro ambigua posizione: critico l'Ulissino, ma poi ci faccio il governuccio locale, se possibile.

Storia del Viadotto, 2


Ricevo dal Comitato del Soccorso:


"Pubblichiamo il secondo capitolo della nostra ricostruzione della storia del Vaidotto del Soccorso.

Capitolo 2 o “L’arte della guerra, Pianificazione Strategica”
Il finanziamento statale è stato reso possibile dall’Assessore Filippo Bernocchi che, grazie al vincolo pupillare che lo lega ad Altero Matteoli all’epoca Ministro delle Infrastrutture, riesce a far inserire il raddoppio nel quadro delle Grandi Opere. Questa soluzione implica però che il progetto riceva l’approvazione del Ministero dell’Ambiente; la legge richiede che venga redatto uno Studio di Impatto Ambientale (S.I.A.) che poi, unitamente al progetto, passi il vaglio della Commissione Valutazioni Impatto Ambientale (V.I.A.) presso il Ministero.

Il Dirigente dell’Ufficio Lavori Pubblici ing. Lorenzo Frasconi, si attiva quindi per affidare gli incarichi professionali per la realizzazione dello S.I.A.. Tra questi, il 20 Ottobre 2011 con propria determina (D.D. 2893/2011 http://1drv.ms/1fdyB1h) affida alla ditta I.R.I.D.E. l’incarico di redigere tutti gli atti necessari alla V.I.A. per un importo complessivo di 97.526 euro.
La scelta viene motivata dalla necessità di trovare un soggetto che avesse una serie di conoscenze tecniche e che in particolare avesse rapporti con il Ministero dell’Ambiente: I.R.I.D.E. possiede ampiamente questi requisiti e vanta un’esperienza ventennale di attività professionale.
L’impellente necessità di trovare qualcuno con queste “entrature” presso il Ministero ha però fatto dimenticare al Dirigente le prescrizioni di legge in merito alle procedure di affidamento.

Il Codice Nazionale dei Contratti Pubblici (D. LGS n. 163/2006 http://1drv.ms/MRuSAw) all’art. 91 stabilisce che sotto i 100.000 euro gli incarichi di supporto tecnico-amministrativo alle attività del responsabile del procedimento e del dirigente competente possono essere affidati mediante una procedura semplificata che implica l’invito ad almeno 5 soggetti, ove esistenti. Quindi l’affidamento diretto ad I.R.I.D.E. se non illegittimo, appare quantomeno singolare: veramente in Italia non esistono almeno altre 4 società di Ingegneria con i requisiti richiesti?
La società I.R.I.D.E. come scopriamo da visura camerale del 30 Marzo 2012 (http://1drv.ms/MRux0A) si costituisce il 13 Maggio 2004 con un capitale sociale di 10.000 euro ed inizia la sua attività d’impresa il 29 Aprile 2008; i titolari sono l’ing. Mauro Di Prete (90%) e l’arch. Fabio Marcello Massari (10%). L’ultimo bilancio disponibile allegato alla visura risale al 2009 con un fatturato di 134.629 euro.
Come forse avrete già notato, c’è un’incongruenza che balza agli occhi con quanto affermato dal Dirigente: la vantata esperienza ventennale visto che la società si è costituita nel 2004 ed ha iniziato ad operare nel 2008.
Altra singolarità è che non esistano al 2012 bilanci depositati successivi al 2009 e che il fatturato di questa società - ricordate, così specializzata da non essercene altre oltre a lei in Italia - è solo di poco superiore ad una sola commessa affidatale da un ente pubblico di modeste dimensioni.

Perché quindi l’ing. Frasconi l’ha scelta?

Dichiarando apertamente che entriamo nel nebbioso campo delle supposizioni, indaghiamo un po’ sull’ing. Di Prete.
Da una rapida ricerca scopriamo che attualmente è membro della commissione COVIS del Ministero dell’Ambiente (http://1drv.ms/1bZycFk) e che in passato è stato membro della commissione VIA presso lo stesso Ministero, la medesima commissione che dovrà valutare il progetto di raddoppio.
Cominciano ad apparire chiari i rapporti che la società scelta dal Dirigente può vantare col Ministero dell’Ambiente. Incuriositi, navighiamo nei meandri del sito del Ministero e scopriamo una parere della commissione VIA datato Marzo 2008 in relazione ad un progetto presentato dal Comune di Pomezia (http://1drv.ms/MRAtH8): le pagine finali contengono i nominativi e le firme dei componenti della commissione e con nostro sommo stupore scopriamo che in quei tempi, insieme a Di Prete era membro stabile della commissione anche l’avv. Filippo Bernocchi, oggi assessore alle Grandi Opere del Comune di Prato sotto cui ricade l’Ufficio omonimo diretto dall’ing. Frasconi.
Durante una trasmissione televisiva l’assessore risponde ad una domanda indiscreta del giornalista sui suoi passati legami con Di Prete dicendo che lui, per il suo lavoro, conosce tanti professionisti; quanti però, aggiungiamo noi, sono stati in commissione V.I.A. insieme a lui e poi si sono visti affidare uno studio tecnico per un progetto del suo assessorato, studio che servirà per decidere il tipo di infrastruttura da realizzare?

Filippo Bernocchi è ancora membro della commissione VIA ed infatti si troverà nell’invidiabile posizione di valutare il progetto che il suo stesso comune presenterà al Ministero. Ad onor del vero va detto però che dovendo adempiere ai numerosi impegni che un assessorato importante come il suo comporta, Filippo non sarà presente il giorno della votazione in commissione (http://1drv.ms/1dzjUK3) anche se siamo certi che si sarà adoperato per far comprendere ai colleghi l’importanza di costruire un viadotto di 400 metri nel centro cittadino.

A Maggio 2012 lo S.I.A. viene presentato a porte chiuse presso l’Ordine degli Ingegneri.
Dopo gli interventi dell’ing. Di Prete che illustra lo Studio e dell’ing. Frasconi che mostra a grandi linee come si svilupperà il cantiere è il turno delle domande e considerazioni da parte dei professionisti in sala. Emerge subito una certa titubanza sul modello utilizzato e sugli indicatori scelti per il calcolo dell’impatto ambientale.
Il modello utilizzato si chiama M.A.S.S.A. (Modello Ambientale per la Scelta di Soluzioni Alternative) e, come viene fatto rilevare da ingegneri in sala, è un modello che si applica bene a progetti di più ampia estensione territoriale, per il progetto del Soccorso è inadeguato perché i risultati sarebbero viziati da una non proporzionalità tra lo strumento e ciò che si vuole misurare. Lo stesso Di Prete conferma queste considerazioni ma spiega che a tutt’oggi il problema di un confronto neutrale delle alternative di progetto è ancora irrisolto e che comunque il modello è stato da loro arbitrariamente adeguato per adattarsi all’analisi in questione (http://1drv.ms/1dnKUbM).
Altra critica che viene mossa è riferita all’elenco delle categorie di impatto su cui basare l’analisi (http://1drv.ms/1dnMaLT) che privilegia la fase di cantiere rispetto a quella di esercizio trascurando parametri come i costi sociali dovuti al rischio degrado che un viadotto in pieno centro urbano porta con sé con conseguenti rischi di ghettizzazione ed aumento della criminalità come ampiamente spiegato dall’allora Presidente dell’Ordine degli Architetti Luigi Scrima che definisce gli spazi sotto i viadotti cittadini dei “non luoghi” citando esempi di viadotti cittadini “problematici” e di contro, soluzione urbanisticamente più integrate come St. Denis (http://tinyurl.com/lp782n6) e Barcellona (http://tinyurl.com/omj6xe7), riprendendo i temi della lettera che l’Ordine degli Architetti scrisse al Sindaco quasi un anno prima (http://1drv.ms/N5tw4w).
Questa anomalia è ben visibile in una delle schede riassuntive in cui si arriva addirittura a dire che l’opera con i minori costi sociali è proprio il viadotto e comunque si precisa che sarà possibile eliminare il rischio degrado mediante la dislocazione sotto il ponte di esercizi commerciali (http://1drv.ms/1dnO1QX).
Uno di questi costi sociali è l’interferenza con la salute umana e nello specifico l’inquinamento atmosferico ed acustico. Se per il primo c’è una sostanziale parità tra la soluzione viadotto e quella interramento dovuta all’accorgimento di usare per la pavimentazione del ponte asfalti fotocatalitici, per il secondo la soluzione viadotto è nettamente peggiorativa rispetto all’interramento, il 346% di aree interessate in più (http://1drv.ms/1fmRh4T) per cui si adotta la soluzione delle barriere anti-rumore.
Quest’ultime però come fatto notare anche nei mesi successivi non riparano dal rumore i piani dei palazzi che superano in altezza anche le barriere né possono fare niente per la propagazione del rumore sotto al ponte essendoci ora spazi vuoti anziché il terrapieno che garantiva l’assorbimento totale in quella direzione.
Significative anche le differenze col raddoppio col terrapieno: è possibile che per 2 opere sostanzialmente simili che differiscono per il tipo di struttura che sosterrà le carreggiate ci sia una così grande differenza nei valori di inquinamento atmosferico (concentrazioni di NO2 al suolo in m2: 50.132 viadotto, 80.535 terrapieno)?

Renzi, il cavallo di Troia del PD

Come gli sciocchi troiani, questi piddini hanno fatto entrare l'Ulissino moderno, versione regalino da bancarella turistica.

Il giochino durerà fino alle amministrative; se va bene, allora l'Ulissino mette tutti i giocatori a terra e zitti, e distrugge quel che resta del partito, con qualche fuoriscita; se perde, allora lui se ne va, ma il partito rimane distrutto lo stesso.

Localmente sembra un vero gioco delle matrioske: hanno piazzato Ulissine e Ulissini dappertutto, a sua immagine e somiglianza, ma molti di loro si mostrano davvero poco convincenti, anche come rottamatori.

Con le prossime elezioni è probabile che anche SEL passi a miglior vita, come mi pare di prevedere dalle vicende del grande capo messapico e dalla loro ambigua posizione: critico l'Ulissino, ma poi ci faccio il governuccio locale, se possibile.

mercoledì 12 marzo 2014

Italicum, o del picaresco

"Italicum": si tratta di un'altra legge elettorale che tende a bloccare le relazioni di potere, per renderle ancor più immobili e fisse e impedire ogni reversibilità di movimento. Per il perdurare dell'attuale stato di dominio.

Concretamente, un esempio: si è addirittura arrivati a ostacolare l'ingresso di nuove liste in Parlamento, grazie a Ignazio La Russa, obbligandole alla raccolta firme, cosa che invece non devono fare i partiti che già ci sono.

Qui, è evidente, non si parlamenta un bel nulla: dall'esterno il Parlamento sembra un accolita di congreghe, di sette, di conventicole.

Attraverso le immagini, questi rappresentanti del popolo che si muovono nell' 'emiciclo' come in una piazza di mercato del pesce, appaiono popolani. Il livello basso dei loro modi, dei parlari, quando ci sono; il disordinato andirivieni e la confusione, che si riflette negli articoli dei media servili, danno l'impressione di insolite riunioni picaresche organizzate per perpetuare saccheggio e sudditanza.

martedì 11 marzo 2014

Ci sono le elezioni!

Ti devi sistemare
c'è la crisi

ma anche c'è
un'opportunità.

Non mancare l'opportunità,
verme amoroso,
ci sono le elezioni!

Le giornaliste indossano
tacchi alti
e il signorino impomatato
parlerà di te
ti farà l'intervista;
scegli la radio,
fa più scic.

Ci sono le elezioni, cazzo,
è un'opportunità!

Lo vuoi capire?

Ora o mai più:
sii disposto a tutto,
non puoi essere tanto raffinato
come furono gli antenati;

oh, loro lo potevano fare,
tu no,
loro potevano costruire
architetture
sulle barricate.

Tu, invece,
per prima cosa
andrai in Cina,
fabbricherai un miliardo di voti,
e poi
ti comprerai una casa a Parigi;

e se va bene
ci sarà spazio
per una fabbrica di maiali
nel nord nitrato.

E' un bel programma,
ne sono sicura.

Ci sono le elezioni, cazzo,
è un'opportunità!


lunedì 10 marzo 2014

"Gaetanina Bresci" in Olanda

L'Istituto di Cultura Italiano di Amsterdam ha saputo dello spettacolo, e ci sostiene pubblicamente. Non tutto è perduto.

"Cenerentola è andata via" al Teatro La Baracca: commenti e assenza delle 'autorità'

Ieri pomeriggio la Provincia presentava il mio "Cenerentola è andata via" alla cittadinanza  presso il Teatro La Baracca.
La recita è andata benissimo, il pubblico entusiasta. Però la cosa strana, l'aspetto politico da rilevare è che, a parte l'assessore Ferrara, non era presente nessuno della Provincia che l'aveva organizzato. Nessuno delle Pari Opportunità che l'avevano organizzato. Nessun impiegato.
In un primo momento si doveva rappresentare alla Guido Monaco ma poi, date le difficoltà oggettive, e anche poste da parte dell'associazione che lo gestisce alla Provincia, quest'ultima aveva deciso all'ultimo momento di accettare la mia ospitalità.
Forse per questo, a causa mia, i rappresentanti della Provincia, a cominciare dal Presidente Gestri che abita vicinissimo al teatro, non sono venuti?
E' chiaro il messaggio. Al partito di dominanza, ma non solo, non sono gradita e non vogliono legittimare quello che faccio.
E' una precisa azione politica, è un esempio della STRATEGIA DEL SILENZIO, quella che porta alle stragi causate dal silenzio.
Dunque un doppio grazie a Loredana Ferrara che ha avuto il coraggio di essere presente e di sostenere concretamente lo spazio.
Trascrivo i commenti scritti sul Quaderno del Gradimento. L'ultimo di questi palesa cosa il pubblico ha pensato delle 'autorità', che davvero non ci hanno fatto una bella figura.

P.S. Il regalo più bello è stato essere applaudita da giovanissime ragazze sedute fra il pubblico, felici di essere lì per lo spettacolo. Pur nel deserto, piccoli fiori crescono.

"Grazia e maestria nell'interpretazione. Suscita il desiderio di conoscere meglio il percorso che l'ha condotta fino a qui. Ma Cenerentola che lascia la casa non può neppure oggi pensare al mondo, a sé, ai tanti volti che nasconde e che può nel silenzio scoprire? Complimenti per il testo e la recitazione. (C.L).
"Cara, hai colto con leggerezza semplicità e...profondità le contraddizioni di noi donne. Grazie!...(L.F.)
"Cara Maila sei stata bravissima anche in questa rappresentazione e bravissima anche a suonare. (F.S.)
"Semplicemente brava" (L.B).
"Che bella sorpresa questo spettacolo regalato dalla Provincia a tutte le donne! Brava l'assessore Ferrara che ha valorizzato un piccolo ma preziosissimo teatrino di provincia e periferia...Ma perché chi aveva organizzato, le altre donne delle Pari Opportunità, sono state poi assenti? 
Bellissimo lo spettacolo. Grazie. (G.T.)

domenica 9 marzo 2014

A Prato le ciclabili una priorità?

Ho letto una dichiarazione del sindaco Cenni che a Prato le piste ciclabili sono una priorità, e lo saranno anche in futuro.

Ma guarda...

Quando, dopo poco il suo insediamento come Sindaco, andai a parlare con il suo vice, con una bozza di progetto sulle ciclabili a Prato, mi fu detto, testuali parole: "I pratesi non vanno in bicicletta", e che quindi ampliare la rete ciclabile era una bella idea, ma c'erano urgenze più importanti.

Sì, abbiamo capito: costruire viadotti e mega-supermercati.

sabato 8 marzo 2014

Donne alla giornata

Effettivamente io toglierei a questa giornata dell'8 marzo il nome 'festa'.
Qui non c'è nulla da festeggiare e se sì non siamo proprio nella condizione in cui erano le nostre nonne, alla fine poi molto è cambiato.

Guardate nelle case, non in Parlamento; e poi considerando bene vedrete qual è ancora la 'condizione della donna'. In tutto il mondo, con rare eccezioni.

Non servono poi tanto le quote rose e il resto, quando prima di arrivare al Parlamento ci sono tante e poi tante problematiche da risolvere.
Vediamo infine che le donne in politica o altrove nel mondo del lavoro eccetera sono spesso tristi replicanti dei maschi. 

Personalmente non festeggio proprio nulla; qui poi si vive alla giornata.

venerdì 7 marzo 2014

Alle amiche

Amiche patetiche
che appena mormorate
spengete la lampada
rendete i gioielli.
Un nuovo mistero
canti nelle vostre ossa.
Mostrate i denti.
Uscite
con addosso
la vostra legittima
follia.

Soccorso, Storia del Viadotto

Mentre Il Centro-Sinistra battezza la costruzione di una mega rotonda a Capezzana per servire la Coop di Parco Prato (http://primaveradiprato.blogspot.it/2014/03/coop-di-parco-prato-arrivano-i-nostri.html), al Soccorso fremono i preparativi per la costruzione della rampa che darà il via al viadotto, benedetto dal Centro-Destra e che dovrebbe dare una spintina di facile accesso a Esselunga che sponsorizza la Palla Grossa.
Tutto sulla Declassata di Prato. Naturalmente tutti a cavalcare la protesta (ci sarà un sit-in giovedì prossimo), ora da parte dell'una ora dell'altra fazione.
Esattamente come fecero per Gonfienti, che poi hanno dimenticato completamente. Non serve più. Almeno per il momento. Ma se serve, sono pronti a dar di nuovo fuoco alla miccia: i partiti e le fazioni, nella confusione più totale, in modo che poi alla fine si possa fare quel che si deve fare.
C'è poi da dire che ogni tornata elettorale ha la sua protesta o battaglia che ogni partito o fazione sponsorizza. In questo caso l'urgenza è più che giustificata, ma i calvaconi, confusi in mezzo alla gente che protesta giustamente, ah quelli ci sono già tutti.
Dal Comitato del Soccorso ricevo il primo capitolo della Storia del Viadotto, che pubblico.

"Introduzione

La storia del viadotto del Soccorso è assolutamente interessante e, anche se non avvincente - come si potrebbe usare tale aggettivo per un’opera come questa - è ricca di colpi di scena.
Qui narreremo gli eventi partendo dal momento in cui si sta decidendo il nuovo assetto urbanistico lungo la declassata arrivando fino al momento attuale.
Anche se in forma di racconto riporteremo gli eventi così come accaduti concedendoci alcune congetture elaborate a partire da fatti oggettivamente riscontrabili e dalle testimonianze sin qui ricevute.
 All’interno del racconto troverete i link per i documenti citati, scorrendoli, le parti di nostro interesse saranno evidenziate.

 Capitolo 1 o “Divide et Impera”

E’ il 23 Giugno 2011 ed il Consiglio Comunale vota a maggioranza una variante al Regolamento Urbanistico conosciuta come “Variante alla Declassata” dando il via libera ad una serie di interventi (definiti consuccessive delibere) lungo l’asse viario (D.C.C. 43/2011 http://1drv.ms/1ditcX6). Uno di questi è l’oggetto della nostra storia, il tratto di declassata compreso tra via Marx e via Nenni ad oggi l’ultimo rimasto a 2 corsie e poggiato su di un terrapieno risalente al periodo fascista.
 La variante, concordemente con quanto previsto dal Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) e con quanto riportato nelle linee programmatiche del neo eletto Sindaco, prevede che il raddoppio venga realizzato mediante un interramento del tratto in questione partendo dall’incrocio con via Marx e congiungendosi al sottopasso Nenni.
 Inspiegabilmente, il 3 agosto 2011 una delibera di Consiglio Comunale (D.C.C. 63/2011 http://1drv.ms/1djhxra) votata a maggioranza approva un nuovo progetto per il raddoppio che, è il caso di dirlo, ribalta da sotto a sopra l’intervento, decretando la realizzazione di un viadotto.

Che cosa è successo? Nel mese intercorso con la delibera precedente non si sono avute avvisaglie di questo cambio di rotta, ma soprattutto perché la stessa amministrazione che un mese prima ha votato per l’interramento ora dichiara di voler fare un viadotto? Le motivazioni tecniche (http://1drv.ms/1dji10n) per ora parlano genericamente di rischi idraulici, di problemi alla viabilità in fase di cantiere, e del fatto che l’impatto del viadotto in una zona “peraltro
circondata da edilizia popolare di scarso rilievo architettonico” non è un valido motivo per ritardare il potenziamento dell’asse viario.

Quelle che sono interessanti sono le motivazioni politiche che si celano dietro le giustificazioni fornite in quei giorni.
Alcuni consiglieri comunali di maggioranza ci hanno testimoniato che tutto l’incartamento relativo al progetto preliminare che si apprestavano a votare era stato distribuito solo 2 giorni prima e a quelli di loro che sconcertati chiedevano come si poteva votare un progetto che era l’opposto di quello votato un mese prima e che andava anche contro le linee guida del programma di maggioranza, veniva risposto che era solo una bozza preliminare, che sarebbe stata oggetto di successivi dibattiti in Consiglio ma che era l’unica soluzione pronta per rispettare i termini di consegna previsti nell’accordo con lo Stato e la Regione per ottenere il finanziamento statale dell’intera opera.

 Qui occorre fare un passo indietro di circa 2 mesi. Nel Giugno 2011 la Regione Toscana, nel documento di integrazione all’Intesa Generale Quadro tra Governo e Regione (http://1drv.ms/1fdeWyB), di concerto col Governo concorda sull’opportunità di definire per Prato un quadro di potenziamento dell’attuale rete stradale e ferroviaria e nel nostro specifico “si rende necessario completare il raddoppio della “Declassata” tra Via Marx e Via Nenni, ultimo tratto rimasto ancora ad unica carreggiata, per un importo stimato in 16 milioni di euro, con fondi statali da individuare”.

Conseguentemente viene siglato il Protocollo d’Intesa con il Comune (http://1drv.ms/1fdfrbZ) nel quale il Comune stesso si impegna a presentare entro 60 giorni il progetto preliminare del raddoppio. Quello che forse si saranno domandati gli increduli consiglieri quel giorno è come era possibile che fosse pronto un progetto di viadotto ad Agosto quando a Giugno, pochi giorni dopo la sigla dell’accordo con il Governo, il Comune aveva votato il progetto di interramento e quindi, concordemente con la scelta fatta, avrebbe dovuto procedere alla stesura del progetto di interramento.

La risposta, banale nella sua semplicità, è che il progetto del viadotto era già pronto a Giugno. Se si guarda il frontespizio della planimetria del progetto preliminare (http://1drv.ms/1fdjd50) vi si legge la data di preparazione che è Giugno 2011.
Ma se al momento del voto della variante alla declassata già si stava preparando il progetto per il viadotto, perché votare l’interramento? Non sarebbe stato più semplice sospendere la decisione sul tipo di intervento così come nella stessa delibera veniva sospesa la realizzazione del polo espositivo multifunzionale nell’area ex Banci?
In questo caso la risposta non è scontata ma molto più interessante della precedente.

La delibera della variante è un oggetto delicato; la sua approvazione sblocca tutta una serie di interventi edificatori che porteranno nelle casse comunali tanti milioni tra oneri ed extra-oneri di urbanizzazione. Per citarne alcuni, l’edilizia residenziale nel campo dell’ex Ambrosiana e nel terreno ex Salvi-Cristiani al Soccorso (http://1drv.ms/MQGDHz) ed il progetto Esselunga nell’ex Pratilia.

D’altronde l’interramento di quel tratto di declassata è stato un cavallo di battaglia del programma dell’attuale maggioranza alle passate amministrative quindi annunciare che non se ne vuole fare più niente proprio nel momento in cui si vota la variante può esporre al rischio di dissensi interni con conseguente pericolo per l’esito del voto (ed infatti nei mesi successivi diversi esponenti delle forze politiche di maggioranza tra cui i consiglieri comunali Paradiso, Tosoni, Bini, Innaco, Banchelli, Gestri, esprimeranno le proprie perplessità sulla scelta viadotto).
La soluzione adottata invece è degna di un intreccio hitchcockiano, o forse è solo il metodo consolidato con cui abili politici ottengono il risultato procedendo a piccoli passi per non turbare eccessivamente le anime belle che, come diceva il poeta Schiller “non hanno altro merito che quello di esistere”.

Questo è stato l’unico passaggio in Consiglio, il viadotto andrà avanti a forza di delibere di giunta e di determinazioni dirigenziali ed a riprova di quanto poco interessasse alla Giunta il dibattito su questo tema, basta ricordare che un’interpellanza dell’IdV rivolta all’assessore Bernocchi in merito all’opportunità di commissionare una Valutazione di Impatto Sanitario, giace ancora, a distanza di 2 anni e mezzo, nei cassetti delle domande inevase, quando la legge sull’ordinamento degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000 Art. 43 Comma 3) prevede che “Il sindaco o il presidente della provincia o gli assessori da essi delegati rispondono, entro 30 giorni, alle interrogazioni e ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri. Le modalità della presentazione di tali atti e delle relative risposte sono disciplinate dallo statuto e dal regolamento consiliare”.
Così, fatto digerire il boccone al Consiglio, il bolo giunge nello stomaco dell’Ufficio dei Lavori Pubblici e Grandi Opere e comincia ad aumentare di volume per aggiungere il sigillo sacrale dell’ineluttabilità tecnica, la “vox Dei” che dichiari solennemente che il viadotto è, se non l’unica, la migliore soluzione adottabile in assoluto.

La Siae come Equitalia

Ho già parlato della Siae, di come non protegga gli autori.
Per questo sarebbe stata fondata nel 1882: "Società per la tutela della proprietà letteraria e artistica".
In realtà cosa è diventata oggi? Un ufficio delle imposte. Qualcosa che invece di incentivare la creatività, la allontana.
E' diventata la sorella di Equitalia.
Per questo la Siae è intoccabile, e gli autori sono considerati, a parte qualche mosca bianca di idolo musicale o altro che fa incassare tanti dindi, dei disgraziati. Molti più considerati sono gli editori.
E che sia un ufficio delle imposte lo dice il fatto che la musica è messa sul podio al primo posto, ma non per considerazioni filosofiche o di gusto, che ne so, ma proprio per il fatto che è la sezione che dà più introiti.
E' tempo di rivoluzionare questo Ente, dalle sue stesse fondamenta. E non basta certo mettere Gino Paoli alla sua guida per farlo.
Nessun paese ha un ente così potente e guadagna così tanto sulle opere degli autori, dando loro solo bricioline in cambio. E' semplicemente pazzesco. Per avere una misera pensioncina, se se se te la danno, perché non è sicuro, decidono loro, bisogna aspettare almeno 35 anni, e soprattutto aver pagato o fatto incassare una immensità.



Obama in ToscaMA

Una amica mi segnala che il signor Rossi, ovvero il Presidente Rossi ha aperto questa paginetta sul suo blog, in cui invita a un sondaggio in occasione della visita di Obama e consorte in Toscana per la fine di marzo dal titolo: "Sondaggio, Michelle e Barack Obama in Toscana: quali sono i luoghi che non devono mancare nella visita del Presidente degli Stati Uniti?
Per la verità mi sembra un sondaggio 'stile Scaletti', infantil-piacione, ma sia...
Ci sono vari luoghi della Toscana che si possono 'cliccare'. Tipo il Golfo di Baratti; oppure i vivai di Pistoia...O anche il Duomo di Prato.
Non ho trovato però il  luogo che avrei assolutamente scelto: l'Interporto della Toscana Centrale che ha seppellito Gonfienti Etrusca e compagnia bella. Che ne dite? Va assolutamente aggiunto.
http://ilsignorrossi.it/

”

Il mondo è pieno di automobili

Ieri sono andata in bici a Prato. Vado sempre in bici a Prato, che c'entra,  sono abituata al traffico, ma ieri m'è sembrato che sia...