martedì 4 novembre 2014

Turismo critico

Si sa, io sono contro il turismo 'classico'. (1)

Già da ragazza lo odiavo. L'odio cominciò a Firenze, dove ho frequentato il Liceo e la prima Università  e si è sviluppato passando per il mercatino di S.Lorenzo ogni mattina.
Poi ho fatto finta di essere una turista anch'io, finché in Grecia decisi che non lo sarei stata più.

Tuttavia, ogni tanto, mi capita di travestirmi da turista ancora, molto ogni tanto ormai, per non essere la solita 'marziana a Roma', e finisco quasi sempre per annoiarmi, e non certo per presunzione, ma perché questo turismo, la visita alla città, i musei eccetera, così come vengono concessi e presentati, è lontano dal senso di cui oggi abbiamo bisogno.

I musei soffrono molto di questo, anche se nessuno lo dice: insensatezza. Probabilmente perché nei musei si respira un'aria stantia, servile, tesa e sovrintendente, lontanissima dall'arte, e intendo a livello dirigenziale, negli uffici, non fra le statue o i dipinti...

Oggi il turismo è addirittura spacciato come panacea per i mali del lavoro che non c'è, salvatore da un Italia in crisi. E anche io, con lo scempio dell'aria archeologica di Gonfienti sono stata costretta, per far capire alle teste di rapa e a coloro che hanno occultato per interesse, che poteva essere utile per il turismo eccetera. 

Naturalmente visite e pratiche turistiche 'classiche' devono essere possibili, e anzi, migliorate, curate, sostenute. Ma questo turismo non significa più molto, se non per le casse degli albergatori, ristoratori e i numeri che devono snocciolare gli assessorati. 

Ma noi che non lo dobbiamo fare, osiamo e rompiamo gli schemi.

Con il giro teatrale previsto per la primavera prossima e che faremo su una parte del territorio pratese (Lo spettacolo della città - teatro-tour della città di Prato) tenterò di spiegare cosa intendo per turismo critico; anzi, spero di metterlo in pratica.
Naturalmente lo condirò con l'ingrediente che conosco, il teatro, ma il senso finale sarà un tentativo per  praticare diversamente il territorio.

Mi piace pensare che Teatro La Baracca stesso sarà forse un giorno  meta di questo diverso modo di praticare il turismo. Quello che io chiamo critico.

(1)
http://primaveradiprato.blogspot.it/2014/06/abbasso-il-turismo.html

lunedì 3 novembre 2014

Prato, l'assedio del traffico



Naturalmente chi scrive fa parte della calpestata e derisa minoranza.
Invece la maggioranza, oggi alle 3 del pomeriggio, sfilava con le proprie macchinucce e non riusciva ad entrare nel santo centro storico!

Bloccati. Lavori e...troppe macchine, troppe. E tutti che, dopo la pausa pranzo, dovevano rientrare al lavoro.

Guai ad avere la bici, guai in questa città!

Ancora non è stato messo mano a un piano del traffico, e i poveri ciclisti come me ringraziano Santa Pupa ogni volta che portano a casa la pelle.

Ma che fa la Giunta? Che non fa!, anche questa come la precedente, si perde in un mare di chiacchiere. 

Occorre mettere a disposizione della cittadinanza le piste ciclabili; cominciate a pensarci seriamente con le vostre testoline, altrimenti i pratesi non andranno mai in bici!
Funziona così, non viceversa; così hanno fatto ovunque nel mondo!




sabato 1 novembre 2014

Assemblea sulla cultura al Teatro La Baracca


La ciclabile di Prato è 'pericolosa'?

Dopo il tentativo di violenza nei confronti di una donna sulla ciclabile lungo il Bisenzio, ci si chiede se la ciclabile sia pericolosa.
Quella è una zona illuminata. Ci sono altre zone che non lo sono, sebbene sarebbe abbastanza semplice e nemmeno tanto costoso dotare tutta la ciclabile di un sistema di illuminazione con piccoli pannelli solari, come ho visto ad Ascoli Piceno.

Tre anni fa io stessa fui palpeggiata da un ragazzo in bici, ma non denunciai l'accaduto se non su questo blog, primo perché riuscii a raggiungerlo e a vendicarmi con qualche, come si dice a Prato, sonora 'labbrata' e poi perché mi resi conto che era veramente piccolo. Lui dopo piangeva, e io ci rimasi malissimo.

Altri episodi non ne ho vissuti, eppure la ciclabile la frequento tutti i giorni, anche se non proprio quella parte dove è avvenuta la violenza alla donna.

Per il resto, già l'ho detto: in alcuni tratti la ciclabile è piuttosto luogo di spaccio, sia di notte dove non c'è illuminazione, che verso l'una le due del pomeriggio, quando la gente è a pranzo.

Ma comunque siamo sempre alle solite della nostra bella civiltà, una donna che gira da sola fuori dagli orari canonici non è tranquilla. 


venerdì 31 ottobre 2014

Il teatro per ragazzi de La Baracca

Domani, sabato 1 novembre ore 16, inizia la stagione del teatro-ragazzi a La Baracca.
Tentiamo l'esperimento del sabato pomeriggio, ed è la prima volta; solitamente i nostri spettacoli per ragazzi hanno luogo la domenica, a parte il periodo natalizio.
Il nostro teatro-ragazzi è lontano dagli effetti speciali e dalla tecnologia, semplice nella sua messa in scena, ma sempre con una storia importante e significativa.
E' tributario della commedia dell'arte, da cui prende e trasforma alcune figure fisse e schemi di intreccio.
Ai bambini piace molto proprio per questa semplicità, ma soprattutto per le storie e per la fantasia che è usata come condimento.
Un tempo pensavo che la semplicità strutturale costituisse una debolezza, i bambini sono così abituati ai sapori 'raffinati' delle pellicole o dei teatri stessi, e non avrei mai pensato che potesse incontrare così tanto il loro gradimento. O anche quello dei grandi!
Avevo vent'anni quando ho cominciato con il teatro ragazzi, e da allora non ho più smesso. Non mi sono mai sentita di fare un teatro 'minore', ma tutto il contrario. Sono orgogliosa dei miei personaggi, alcuni dei quali vere e proprie maschere fisse: Pagliaccia Secca, la Befana stessa che ho reinterpretato, il Baco Gigi, l'Uccello Cacatone, Dina La Vespina, Pratopezza (una specie di Pinocchio pratese fatto di cenci), Raccontessa...
E' un teatro fisicamente molto faticoso, dove si balla, si canta, si suona dal vivo.
Quest'anno la stagione è forse meno ricca di spettacoli, ma presentiamo due novità, Petuzzo (tratto dalla filastrocca toscana, ma poi alla fine è diventato altro ed è tutto in rima!) e La Beffana.
Domani si parte con La Lupina, una specie di ragazza-lupo strampalata in salsa toscana. Sa un po' di Charlot e un po' di clown, con un tocco simpaticamente 'noir'.
I miei personaggi sono perdenti, teneri, naiv, oppressi, ma solo all'inizio; poi, e in modo ben diverso che nelle favole 'pellicolose', si liberano sempre, e in qualche modo vincono; trovano sempre la strada per la fuga.



giovedì 30 ottobre 2014

Gonfienti: una vergogna senza fine

Ecco un convegno - solo su invito, non aperto al pubblico -organizzato per il 7 novembre da Interporto della Toscana Centrale dal titolo: "L'area archeologica di Gonfienti: una opportunità per tutta la Toscana".
Dopo che Interporto ha maledetto e stramaledetto il ritrovamento etrusco e non solo, dopo che ha pianto per il terreno perso, ecco, magicamente esso diventa 'l'opportunità'.
D'altronde sappiamo in quali sabbie mobili navighi. Un interporto che finora non ha assolto alla sua funzione, quella di togliere un po' di Tir dalle strade, e nemmeno quella di creare lavoro. Ma, si sa, progettato negli anni '80, quando è stato costruito il mondo era già cambiato. Ora ci ritroviamo questo ente, che richiede soldi e nuova vita.
Tutto avrebbe potuto essere diverso, ma gli interessi di pochi lasciano a tutti noi in eredità questo grosso debito sulle spalle. Dopo che è stata distrutta l'opportunità vera, quella che avrebbe potuto essere diversi anni fa, quando, durante la costruzione dell'interporto, venne fuori una scoperta archeologica straordinaria. Che però fu soffocata, subito.

Ma torno al convegno. Perché questo cambiamento?  E' vero, tutto questo interesse da parte di Interporto?
Scorgendo il programma, si rimane stupiti da come sia ben condito e benedetto da tante autorità. Ci sarà anche Rossi, a far capire quanto è importante la questione archeologica, l'opportunità.
Cosa gliene importa dell'area archeologica a Interporto, a Rossi e compagnia cantando? Lo sappiamo: nulla. Un semplice paravento, che ora torna proprio utile come immagine.  Al solito si deve mostrare una cosa e fare l'esatto opposto. L'abbiamo imparato. 
Importa solo l'ampliamento e la valorizzazione di Interporto. Non avrebbero fatto certo un convegno simile se non fossero stati sicuri di andare in quella direzione. Di fronte allo stallo di questi anni, hanno trovato il modo per ricantare la canzone con la ricapitolazione (aumento di capitale di 5.000.000,00 di cui la Regione, se non erro, mette 1.100.000,00: i nostri soldi, per cosa?), e ora con tranquillità usano altri accordi, quelli del Parco Archelogico, simil Parco della Piana. Che non esiste e non esisterà. 
Oh, quante riunioni abbiamo fatto per quel parco, quante! Una anche da me, nonostante fosse da subito chiaro di cosa si trattasse.

In realtà i giochi sono fatti e conclusi da tempo. Ora, questo convegno, lo sancisce.

Ci possiamo consolare soltanto pensando che abbiamo strappato un fazzolettino all'oblio totale, ma è una magrissima consolazione.

Chiaro che Interporto, nonostante sia fallimentare, si espanderà verso Campi Bisenzio, unendosi praticamente all'Aeroporto di Firenze, in una cementificazione assoluta della Piana, con il beneplacito anche dell'autorità di tutela. E anche dei cittadini pratesi, che crederanno alle solite favole, per costruire le quali sono stati chiamati persone specializzate, quelli della serie: "A volte ritorno".

 Prato non avrà il suo museo etrusco, lo avrà Campi. Ormai è noto. 

Avrà però il suo interporto 'più bello e più forte che pria' insieme al nuovo aeroporto, tutti immersi nel Parco Archeologico e a sua volta nel mega Parco della Piana, Second Life.

Non irrelevante l'assenso (scontato) anche dell'amministrazione pratese (che è la stessa di prima anche se diversa):  le dichiarazioni pre-elettorali, si capisce, erano chiacchiere, e continuano a esserlo.

Le visitine con le scolaresche al 'sito' sono il condimento giusto al quadro attuale.

Il convegno si svolgerà nella zona simil militarizzata dell'Interporto. E fra di loro, stampa presente, se la canteranno e se la suoneranno, bunkerizzati.
Lontani da domande indiscrete.

L'operazione facciata, con il bel convegno, sarà conclusa.

Taccio sull'immagine del convegno stesso, viene quasi da piangere. Tutti sembrano andare su quel binario, saliti su un treno che però ha già schiacciato e sepolto l'antefissa.

La prostituzione, lo sfruttamento più vecchio del mondo

Torno brevemente sulla questione della prostituzione: ricordo che in Svezia il cliente è punito, comprare prestazioni sessuali è vietato. Vendere il proprio corpo è reato, perché lede i diritti fondamentali della persona. Secondo la legislazione svedese, chi si prostituisce, non lo fa di sua libera scelta. Mai. 
Al momento, secondo i dati europei che facilmente si possono reperire in rete, la Svezia è l'unica ad essersi tolta di dosso una consistente parte di criminalità legata alla prostituzione. In Svezia il motto è: dove c'è prostituzione, c'è sempre il crimine organizzato. Anche nelle case chiuse legalizzate. 
Infatti il problema che ora si trova ad affrontare la tanto decantata Olanda è la tratta delle ragazze proprio in molte case chiuse autorizzate e legalizzate, gli eros center con le prostitute in vetrina. Si pensa di fare marcia indietro, anche se non è chiaro come. Insomma, le case chiuse olandesi non avrebbero affatto ridotto come previsto lo sfruttamento né la criminalità organizzata.
E in verità la visita a De Wallen, il quartiere a luci rosse di Amsterdam, è alquanto agghiacciante e abbrutente, forse non meno che vedere, di notte, le puttane tristi passeggiare sui nostri viali.

P.S. Lettura consigliata: La professione della signora Warren di Bernard Shaw.



mercoledì 29 ottobre 2014

Miriam, ovvero quando lo spettatore è spiazzato

Anche se lo spettacolo ha ricevuto lusinghieri, a volte incredibili apprezzamenti, Miriam, ha spiazzato alcuni spettatori, di tutte le età, suscitando critiche, perplessità, stupori (proprio in linea con lo 'skandalon'). Così:

La prima critica è venuta da un ragazzo che, pur apprezzando il testo e la recitazione, e le 'emozioni bellissime che mi avete dato', ha bollato come 'vecchia' la divisione fra fede e ateismo, insomma, roba del passato. Come se la questione religiosa non abitasse fra noi!

Un'altra critica è venuta da una signora che è rimasta perplessa dalla visione di Miriam e ha deciso che il testo è troppo 'aperto', che non è 'risolto' (e infatti non lo è, o non nel senso classico). Però ha trovato originale l'idea e bravi anche gli attori. Di me ha capito che recitavo solo alla fine, è rimasta stupita della mia immedesimazione; le sembravo un'altra persona, non si sa se prima o dopo. 

Qualcuno ha chiesto perché Gesù non c'era, lui l'avrebbe fatto apparire, e questa assenza lo ha confuso sul senso.

Uno sconosciuto ha scritto (e su una pagina sbagliata del Libro del Gradimento): 'Non è vero che Gesù non è amato, credi di darmela a bere? Però il testo è poesia'.

Un signore ha detto che Miriam gli ricordava un libro dello scrittore scozzese John Niven, A volte ritorno. La moglie inutilmente contestava, come anche io, che con Miriam si trattava di tutta un'altra storia (!),  ma lui non era d'accordo e si sono messi a dibattere fra loro.

E ancora hanno chiesto due volte (dopo che l'avevo spiegato): "Ma perché balli il tango?"

Durante un dibattito un ragazzo ha chiesto se poi Miriam muoia o meno. Lo stesso che vedendo Cafiero Lucchesi gridò qualcosa di simile proprio durante la recita. Sempre lui.

Infine, mi hanno suggerito di scrivere il sequel di Miriam, Miriam 2,  uno sviluppo. Non lo farò.  Miriam è questo, una domanda senza risposta una inquietudine un disturbo una provocazione vera, anche se poi non offende nessuno. Qualcosa che non doveva nascere, ma è nata, e va.
....
Alla Baracca le emozioni sono senza fine. Chi potrà dimenticare lo spettatore, durante l'ultima replica de L'infanzia negata dei celestini,  un ex-celestino appunto, che dopo il primo quarto d'ora si alzò gridando che io ero una bugiarda, che nulla di quello che dicevo era vero, e poi abbandonò la sala lasciando il pubblico -c'era il tutto esaurito o quasi - esterrefatto? Lo spettacolo si fermò per cinque minuti almeno. E meno male che venne in mio soccorso la testimonianza di Marcello Meucci, alla fine!

Questo teatro non è per nulla facile da gestire (e non solo per mancanza di soldi): ci vogliono nervi saldi, bisogna non sbagliare mai, essere sicurissimi di quello che si fa, riconoscere e combattere l'invidia e la perfidia, contrastare l'apatia, l'infelicità o i vizi dello spettatore (o lo spettatore viziato  dalle poltroncine), essere sempre in ordine con tutto eccetera. Tuttavia non so pensare a un altro teatro.


Ciclabili al brecciolino

Così mi rispondono dall'ufficio competente riguardo al brecciolino che hanno messo sulla ciclabile a Prato e di cui ho parlato in questi giorni:


Buongiorno...
in questi giorni stiamo eseguendo varie opere di manutenzione straordinaria lungo la ciclabile oggetto della richiesta della cittadina. Nello specifico non solo il tratto a Galciana, ma anche a Casale ed Jolo, è stata effettuata un’operazione analoga di scotico del sottostante strato di terra, rullatura e poi rifiorito con ghiaietto e poi nuovamente rullato per renderlo percorribile dai ciclisti. Inoltre nella zona di Jolo sono in corso i lavori di ripristino delle staccionate in legno, lato torrente e lato abitazioni.
Resta ben inteso che se la lavorazione da parte della ditta esecutrice – che proprio in questi giorni sta  lavorando nella zona di Galciana – non avesse adoperato tutti i necessari accorgimenti nell’esecuzione del nuovo tappetino di ghiaietto, sarà nostra cura recarsi in cantiere per una oculata e specifica verifica.
Buon lavoro...


Io dico però che dovrebbero fare all'incontrario di quello che dicono nell'ultimo paragrafo: recarsi a fare una ispezione per vedere se la ditta esecutrice ha fatto i lavori necessari e poi provvedere. Comunque il brecciolino è stato un po' abbassato con la schiaccia-sassi (si chiama così?), anche se è ancora penoso andarci. Faticoso e pericoloso, perché si rischia di cadere.

martedì 28 ottobre 2014

Cervelli seduti (nelle case chiuse mettiamoci i maschi)

Quattro giovani buontemponi, fra cui rappresentanti della Sinistra pratese, si son inventati la trovata pubblicitaria (meglio detta falsa provocazione) di fare il solito ormai noioso flash mob, che cercheranno di rendere più saporito e affollato utilizzando riviste porno: staranno seduti a leggerle, faranno insomma le sentinelle sedute...

Perché?  Ma per riaprire le case chiuse, insomma, come in Francia, e come lì far pagare le tasse alle prostitute!

Basta con i bigotti,  (ma davvero?), basta con le 'ragazze' in mezzo alla  strada.
Tutte rigorosamente dentro, non si devono proprio vedere, fuori. Ah, basta con i bigottismi!

Aboliamo la legge Merlin? Merlin...chi era costei? Una parente di Merlino? Ah, una socialista!

Che trovata fantastica. Soprattutto 'nuova'! Almeno le prostitute le tasse, si spera, le pagheranno. Loro saranno regolari, tutelate, finalmente ci sarà qualcosa di regolare a Prato! Trombatina con tanto di ricevuta fiscale dopo la prestazione. E pensioncina dopo tot anni di decorosa attività.

Siete contenti, maschi? Oh, voi pensate sempre a noi donne, sempre...Come ai tempi della 194, che vorrebbero tanto abolire, o del divorzio! Pensate a tutto voi! Per voi, quando una donna ci mette il becco, come il caso della Merlin-a, ah, fa disastri. Solo voi sapete come fare a regolare la vita di queste allegre ragazze!

Lo sapete? L'idea era anche dell'ex-assessore Aldo Milone (1), di appena tre anni fa,  che proponeva gli 'eros center'. Lo sanno, i 'pubblicitari' che vogliono far giungere il messaggio alle 'alte sfere'? (aiuto, anche questo modo di parlare, no, vi prego, no!, tratto dal Dizionario del Giovane Banalista!)

Gente di memoria corta!

Insomma, la 'questione sessuale' si affronta e si giustifica in questo modo, in modo economico! Semplice, no? E naturalmente sono i maschi, come al solito, ad affrontarla; nel frattempo le mamme e le fidanzate, a casa, preparano il sugo e sprimacciano i cuscini...

D'altronde questa politica non riesce proprio a pensare ad altri mo(n)di se non mercificando se stessa per sentenziare che gli altri non si devono mercificare o meglio, mercificare in certo modo.

Propongo: nelle case chiuse mettiamoci i maschi. Magari a pagare finalmente le tasse o, perché no, a imparare un po' di nozioncine sulla sessualità femminile (questa sconosciuta). 

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(1) http://primaveradiprato.blogspot.it/2011/07/il-futuro-piccolo-luci-rosse-prato.html

 Ma anche cfr.http://primaveradiprato.blogspot.it/2012/03/puttane.html, da cui traggo:

DA LA CHANSON DE MILON
E' questo il loro destino
esser puttane e madonne
ogni tanto fare un bambino!

E se qualcuna scappa
figlia di paparino
comunque sempre nostra
al gabbio si riporta

Che cosa ci vuoi fare
oltre a ben frignare
questo è lor mestiere!
Alla fine della storia
sotto sotto ogni donna 
nasconde una tro...

"Miriam" dedicata a Cesarina Foresti

Cara Maila,
non riesco a dimenticare Miriam!
L'ho visto due volte, e dice tante cose: non solo sulla fede, l'ateismo, ma anche sulla pazzia (dov' è il confine?), sul carcere (bello il coro!), sul mondo dei reietti; la seconda volta è stato più bello della prima, perché ho potuto apprezzare le singole battute, i vari personaggi, tutto.
La signora che veniva da Padova, che credo fosse tua amica, ha anche detto che tu eri totalmente credibile nella cadenza veneta.
E' uno spettacolo innovativo, originale, avanti, e interpretato magistralmente da te e da Gianfelice,  e perché no, anche dalle ragazze!
Te lo volevo scrivere.
Grazie.

F.

Caro amico,
proprio sabato sera ho deciso di dedicare Miriam a Cesarina Foresti: era sindaco di Arzergrande in provincia di Padova quando morì. Io la conobbi grazie agli spettacoli che mi dette la possibilità di presentare in quella cittadina (praticamente tutto il mio repertorio, con l'esclusione di quello per ragazzi e il Dramma intorno ai concubini di Prato, che avrebbe senz'altro messo in scena se non fosse morta); insomma era una mia tenace ammiratrice - una cattolica! -  ma soprattutto era diventata una amica. Lei, durante le soste al bar con davanti i cappuccini d'orzo che sempre mi offriva prima dello spettacolo (non si rassegnava che io non bevessi nulla), e anche dopo lo spettacolo - se non a cena di nuovo una bevuta!-, mi dava sapienti ripetizioni in lingua veneta. E lei mi chiedeva che la correggessi col mio toscano! Parlavamo di politica, sempre.
Però Miriam non c'entra né col Veneto né con la Toscana. Ho spiegato a chi è venuto a vedere lo spettacolo perché la scelta di quella lieve cadenza, le motivazioni storico-sociali.
Cesarina avrebbe amato Miriam, sono certa. E non perché la protagonista parla con una lieve cadenza del 'basso piovese'. Ma per la provocazione, e per i temi che affronta. E perché avrebbe compreso questa insolita mistura fra riso e pianto, fra gioia e disperazione.
Infine ti dico: Miriam, come ha svelato sabato sera Francesca prima dello spettacolo,  è entrata dentro a tutti noi.
Ti ringrazio per le belle parole. 

M

lunedì 27 ottobre 2014

GLI ASSESSORI, PROMOTORI DEL SISTEMA

Qualche giorno fa, a Prato, Luca Ronconi è stato nominato cittadino onorario della città.
Naturalmente grazie a Eliana Monarca, assessore alla cultura che negli anni '70 lo chiamò.

Oggi non sarebbe più possibile: gli assessori alla cultura, e certo non solo alla cultura, sono diventati soltanto dei tristi promoter del sistema, senza idee in testa: primo perché non ce l'hanno (il mestiere dell'assessore non si improvvisa, nel senso che la politica non tutti la possono fare, e spesso si ritrovano a fare l'assessore di qualcosa in grazia di partito, non perché abbiano, che ne so, un lavoro, un'attività da cui provengono), e poi perché le idee non le possono avere. Il partito eccetera glielo proibisce, e quindi hanno paura a delineare alcunché di nuovo.

Per questo, per svolgere il loro 'mestiere', vanno così bene i media sociali, dove ormai tutti i politici si ammirano per la loro attività pubblicitaria degli eventi; possono poi contare tanti 'mi piace'.

domenica 26 ottobre 2014

MIRIAM 5: COM'E' ANDATA

Nicola, ieri sera, mi ha fatto un bel regalo, dopo lo spettacolo: la recensione più bella: ha detto che Miriam è uno spettacolo del futuro, che insomma, uno spettacolo per coloro che verranno.

E in effetti mi piace pensare di lavorare per il futuro. Come le mie vespe, che hanno lavorato tutta l'estate in un cantuccio della Baracca, hanno lavorato per fare il loro nido, hanno chiuso le cellette, e ora sono tranquille, possono morire in pace.

Poi abbiamo avuto un dopo teatro notevole, una bella compagnia che dopo aver mangiato insieme e con vari colpi di scena, è ritornata alla Baracca a condividere l'emozione e la riflessione.

Insomma, questa in particolare; ma anche le altre, sono state serate che non dimenticheremo. E non solo noi.

sabato 25 ottobre 2014

MIRIAM: SIETE ANCORA IN TEMPO

1. Notizie di Prato non ha mai dato notizia di Miriam, moglie di Gesù (e nemmeno Paese Sera di Prato);
2. Nessun critico ufficiale si è presentato, finora, tanto meno nessun giornalista;
3. Almeno di non avere smentite stasera, nessun assessore né presidente della cultura ci ha mai degnato non dico della presenza, ma di un cenno di risposta ai nostri inviti;
4. Nessuna Chiesa, né cattolica, o protestante, o 'atea' si è fatta viva;
5. Nessun collega attore, regista, operatore teatrale, direttore di teatro o di circuito teatrale, presidente, amico del teatro, eccetera;
6.  Nessun rappresentante dell'intelligentjia universitaria del ProGeas pratese.

Stasera hanno modo di rimediare, ma difficilmente lo faranno.

Tuttavia abbiamo sempre avuto pubblico, un pubblico intelligente e vivace che, come anche stasera, ci ha permesso di andare in scena. Grazie.

SERATA ETRUSCA

Ricevo dal Prof. Centauro e pubblico, credo che a qualcuno possa interessare.

"Ciao Maila,
ti faccio un po’ di cronaca della mia conferenza.

“Dalla Calvana a Gonfienti: il patrimonio archeologico del territorio pratese”
Una serata molto familiare e piacevole ieri sera nella saletta, colma di vecchi amici, della Libreria  “I libri dimenticati” in via Santa Trinita 117, quasi un marchio di fabbrica quel nome che è suonato come una metafora riferita agli etruschi, anch’essi rottamati e dimenticati come vecchi reperti dismessi, se non addirittura mai “letti”, come spesso capita ai libri da scaffale, acquistati e mai aperti . L’acquisto di per sé non è sinonimo di un reale interesse, talvolta è  spinto dalla mera esibizione. Che dire ancora?! Ieri sera è stato anche il tempo degli anniversari, tre, in particolare, sono stati ricordati: 16 anni compiuti dai primi “timidissimi” scavi; 10 anni dall’uscita nel settembre 2004 di” Ipotesi su Camars”; 8 anni dal convegno al Pecci sulle tre grandi eccellenze archeologiche della Toscana, dove figurava la città degli Etruschi di Gonfienti. Dopo sappiamo bene com’è andata a finire, col disastro dell’occultamento totale, la fine delle ricerche sul campo, la fuga delle istituzioni e, quel che è più lacerante,  la perdita definitiva di una porzione determinante di oltre 12 ettari dell’area archeologica bisentina contenente, oltre le evidenze di matrice etrusca, le preziose e rare testimonianze stratigrafiche dell’Età del Bronzo. Non è stata però solo una serata all’insegna della memoria e della amarezza mai sopita per quanto accaduto, si è guardato avanti sulla spinta delle recenti iniziative, a partire da quella dell’anno passato condivisa col CAI, con la presentazione del video di David Fastelli “Antiche antropizzazioni a Poggio Castiglioni – La Bucaccia”  sui Monti della Calvana, svoltasi nell’ambito della Settimana UNESCO dedicata alla bellezza dei paesaggi, per finire con le nuove ricerche, attualmente oggetto di tesi di laurea, ed altre iniziative legate soprattutto al convegno annunciato per la prossima primavera, organizzato dall’’Associazione “Ilva – Isola d’Elba, la via etrusca del ferro” che riguarderanno anche il patrimonio archeologico pratese che nei prossimi mesi sarà monitorato dagli “Amici di Ilva – sezione di Prato” (le iscrizioni a questo nuovo gruppo di appassionati si apriranno nei prossimi giorni per tutti coloro che si sentono nonostante tutto ancora partecipi di  possibile progetto di rilancio di queste nostre dimenticate risorse culturali, per info:matrixilva@gmail.com) .
Si comincia domenica mattina con una camminata in altura, ritrovo alla chiesa dei Cappuccini, alle ore 8,40 ca.
A proposito di patrimonio dimenticato ieri non si è avuta traccia di politici, amministratori locali o istituzionali, ma di queste eccezioni  il Teatro “L a Baracca” conosce molto meglio del sottoscritto tutti i particolari risvolti e le impietose motivazioni.
A maiora semper."
G.A.C.

venerdì 24 ottobre 2014

Mostra al Pretorio: chi la gestisce, perché?

Incidentalmente ho scoperto che la mostra Capolavori che si incontrano al Museo Pretorio di Prato è gestita da Coopculturehttp://www.coopculture.it/events.cfm?id=246, una azienda molto significativa che si occupa di gestione di varie e importanti manifestazioni culturali.

Coopculture è veneta, come Zonin e la sua banca, che possiede ormai i quadri pratesi.
Casualità?
Perché proprio quell'azienda e non una toscana, per esempio? Non è questione di campanilismo, certo!, solo si vorrebbe capire quali sono gli interessi in campo.
E magari quanto costa al Comune di Prato, a noi, noi siamo il Comune no?

Di tutto questo non c'è traccia sul sito della mostra:
http://www.palazzopretorio.prato.it/it/mostre-ed-eventi/mostre-future/capolavori-che-si-incontrano/

MIRIAM 5

Nonostante la censura e l'ostilità di cui siamo oggetto - censura e ostilità che si concretizza con silenzi e assenze, niente di nuovo o diverso,  insomma- andiamo dignitosamente verso la quinta e ultima replica di Miriam, moglie di Gesù. Al Teatro La Baracca, domani, sabato 25 ottobre ore 21.

Ricordo che ci sono ancora due posti disponibili gratuiti per coloro che hanno già visto lo spettacolo e lo vogliono rivedere. Basta avvisare.

Presto sarà pronto anche il video.

Grazie a tutti coloro che sostengono il nostro eco-teatro.

E ringrazio anche chi viene da altre regioni d'Italia per vedere questo spettacolo.


giovedì 23 ottobre 2014

Sogno Monnino

Dedicata a Carlo Monni, che oggi avrebbe compiuto 71 anni.

Maremma impestata
e anche indiavolata:
Monnino, tu mi sei apparso in sogno
ti volevo dar da bere il mommo
e tu mi dicevi:
-O icchè, vien via, giù
codesta gl'è acquarella-.

O Carlo, ma che la smetti,
porca miseria,
ci sei anche te!
Ma che affollamento
che gente che traffico
nell'aldilà-tormento.

Bene, per ora,  Carmelo,
gl'ha smesso di venire
ma ha detto che ritorna,
perché ce n'ha una corpata
da dirne, che sforna.

Ma che lo vedi, il Bene?
Glielo chiedi?

-O che hai finito l'operazione?-,
tu mi ripeti e mi ripeti...;
Carlo, t'ho levato
lo spunzone e rilevato,
di vetro, anche nel sogno,
come sul palco,
ti ricordi?
e or non sei contento:
lavati i piedi,
porca miseria,
e ci vede carne a stento.

Tu m'ha detto:
-Portami le scarpe
quelle di tela
quelle di Leonardo,
ci stavo tanto bene,
portami quelle,
e' mi conviene-.

Ma che la smetti di camminar peduli
alle infernal Cascine e poi alle prove
sbaùli?
T'entrano dentro i pezzi di bottiglia
nella tua carne dura e tiglia,
e mi tocca far l'infermiera
anche nell'ultrasfera!

A Torre Galli
per forza, ti buttan fuori
e vien da me
per i malori!

Maremma impestata
e anche indiavolata;
Monnino tu mi sei apparso in sogno,
ma non ti dò più mommo.

Le scarpe di tela sì che te le porto,
come se vivo fossi, non morto.

mercoledì 22 ottobre 2014

OSHO RAJNEESH

Spesso i libri di Osho vengono sbrigativamente classificati come 'new age'. La sua figura ricordo veniva ridicolizzata molto, era quello che possedeva non so quante Rolls-Royce, 93 credo, che però in realtà possedevano i suoi discepoli, non lui.
Osho era un filosofo indiano. O meglio: un mistico e un maestro spirituale. Lo lessi la prima volta durante un'occupazione dell'Istituto d'Arte di Porta Romana a Firenze, ma ero una bambina in pratica, e allora non amavo la filosofia orientale. Almeno quella che si presentava a me anche attraverso interpretazioni strumentali. Dovevo ancora leggere bene Schopenhauer.
A parte le ripetizioni, forse eccessive, nei testi e discorsi di Osho, a me piace molto il concetto della de-ipnosi dal condizionamento politico-sociale; in pratica i suoi discorsi, i suoi insegnamenti avrebbero questa finalità.
E' l'aspetto politico di Osho che più mi interessa, quello che si evidenzia soprattutto in seguito alle persecuzioni nei suoi confronti negli Stati Uniti (altro che Rolls-Royce), quando terribilmente sperimenta l'assolutismo dei governi democratici. Osho ripudia in toto il mondo politico e religioso. E' stato ucciso, come accadeva a quasi tutti i veri oppositori fino a qualche anno fa (ora il potere sceglie anche la strada dell'isolamento eccetera, dato che si esiste solo nei media); Osho fu avvelenato con tallio, che dopo alcuni anni lo portò al cancro e alla morte precoce. 
Quando, espulso dagli Stati Uniti, dove aveva fondato una comunità che infastidiva, e nessun governo lo faceva entrare nel proprio territorio, Marco Pannella fu tra i pochi che impedirono all'Italia di unirsi alla vergogna.

A Chiavari, sulle tracce di Sem Benelli