lunedì 20 maggio 2019

Recensione de "Viaggio all'Isola Ecologica"

http://www.gufetto.press/visualizza_articolo-2275-VIAGGIO_ALLISOLA_ECOLOGICA_racconto_a_luci_spente_di_e_con_Maila_Ermini_teatroLaBaracca.htm

sabato 18 maggio 2019

La prima candidata sindaco donna di Prato



Sapete che sono una appassionata di storia e geografia. E mi irrito quando non si ricordano le cose, e soprattutto quando se ne raccontano di sbagliate. Ora questa notizia la so per certo, anche se non è punto importante per la Storia del Mondo (e per fortuna!), e credo che sia solo retorica dire "la prima donna candidata sindaco", demagogia che non aiuta la causa femminista, ma non mi piacciono le storielle inventate per la propaganda, depone male anche per le cose invece importanti che verranno dopo, e poi  cancellano e non danno giustizia all'impegno "pulito", mio e di altri che con me e senza di me hanno a suo tempo fatto e in qualche modo c'hanno creduto, le battaglie che, per quanto ci riguarda, abbiamo fatto, proteste vere e per la strada (e da soli, derisi come sempre, senza alcuna corte dei miracoli o fans stile stadio di calcio), e quindi, visto che qualcuno definisce l'unica donna candidata sindaco di Prato di queste amministrative 2019 come prima in assoluto, preciso che in realtà la prima fu Stefania Mari della Lega Nord nel 1995;  la seconda è stata la sottoscritta della Lista Civica Per il Bene Comune. E grazie al cielo diversi anni fa, nel 2009.
No fake news, grazie!






P.S. Pensavo di essere io la prima, invece mi hanno informato e mi sono ricordata! che nel 1995 c'era già stata una candidata sindaco, Stefania Mari, e ho corretto il post di conseguenza. 

venerdì 17 maggio 2019

Per Gonfienti e il Patrimonio Archeologico di Prato


Dopo il dibattito del 4 maggio scorso, le associazioni “Teatro La Baracca” e “Ilva-Isola d’Elba” intervengono congiuntamente con il presente comunicato sull’annoso e fin qui irrisolto caso della città degli Etruschi di Gonfienti, sito già dichiarato eccellenza archeologica di primissimo piano della Regione Toscana, che tuttavia ormai da anni vive, in una condizione di totale emarginazione, una perdurante situazione di stallo.

PER GONFIENTI E IL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO DI PRATO

La crescita culturale di ogni comunità trova la principale ragion d’essere nella capacità di conservare e valorizzare il proprio patrimonio materiale, fisicamente presente nei territori d’appartenenza, declinato nelle quattro “A” dei beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Archeologici, che di questo costituiscono l’imprescindibile ossatura, l’eredità stessa del passato alla quale guardare oggi per costruire il futuro.
In particolare i beni Archeologici svolgono una funzione catalizzatrice per muovere la curiosità delle nuove generazioni, accompagnata dalla ricerca sulle origini e sulle prime testimonianze tangibili dell’insediamento umano nei territori, nelle forme e nelle scelte che hanno plasmato il paesaggio antropico nel quale abitiamo.
Ogni nuova acquisizione archeologica dilata l’orizzonte dei nostri saperi e consolida nei popoli una propria coscienza territoriale, gettando un ponte tra le diverse culture per la salvaguardia del bene comune.
La perdita di questi valori genera di contro un immediato impoverimento della società; il non saper curare o custodire queste ricchezze, il non divulgare e rendere adeguatamente fruibili tali beni equivale a rinunciare alla conoscenza e con essa allo sviluppo consapevole della collettività. Per tale ragione, ignorare l’esistenza di ciò che è riemerso dal passato, semmai lanciando un messaggio di disinteresse e di negatività rispetto ai valori della storia, o facendo cadere nel nulla ogni significativa realtà archeologica, pur fortuitamente scoperta, significa assumersi grandi responsabilità nei confronti dei cittadini di oggi e di domani. 
Per questi motivi, l’azione delle associazioni “Teatro La Baracca” e “Ilva- Isola d’Elba”, seppur oggi di denuncia e di stigmatizzazione per quanto di nefasto sta caratterizzando l’attuale contingenza, pensando alla mancata realizzazione del parco archeologico, del percorso espositivo, auspicando altresì una pronta ripresa degli scavi della città degli etruschi di Gonfienti, intende promuovere in una visione olistica lo studio e la scienza del territorio, segnatamente dei beni archeologici e dei paesaggi culturali.
In particolare questa azione si rivolge a chiunque abbia a cuore questi valori, a tutti i soggetti pubblici e privati che condividono la potenzialità di un messaggio aperto a tutto il mondo della cultura e delle istituzioni senza steccati ideologici e divisioni di sorta. La vicenda dell’area archeologica di Gonfienti è emblematica di quanto potrebbe farsi e ancora non è stato fatto, laddove la giusta attenzione che si sollecita diventa ancor più necessaria per l'assoluta indifferenza che la politica locale mostra, in questi giorni di campagna elettorale, nei confronti di questi beni patrimoniali. Non se ne fa menzione - o di sfuggita! - nei programmi dei partiti o movimenti, nessuno escluso. La pochezza del livello culturale è disarmante e pericolosa.
Lo scopo precipuo è dunque quello di contribuire in questo momento storico, caratterizzato dalle grandi problematiche dell’integrazione sociale, a restituire dignità di cittadinanza e piena visibilità, così come dovute, a questi specialissimi beni patrimoniali, facendoli diventare ambasciatori nel mondo del grande spessore culturale, paesaggistico e storico artistico che ci proviene dal passato, in ultima analisi per riscoprire la bellezza dei luoghi affinché questa non vada per sempre perduta o resti estranea al territorio in veloce trasformazione.



P.S. Aggiungo questo spezzone video tratto da La Ricotta di Pasolini, in cui uno dei motivi fondamentali e ricorrenti è proprio il passato inteso come patrimonio culturale, ormai brutalizzato dalla modernità.
Qui il regista poeta fa leggere la sua poesia, "Io sono una forza del passato..." a Orson Welles.
Calza a pennello con il nostro comunicato, e lo rafforza.


giovedì 16 maggio 2019

Asfaltatina elettorale (alla maniera del Giusti)

Ah, succede anche da voi?
Che vicino alle elezioni
buttano il catrame
a rattoppare
il cittadin bucame ?

Con l'asfaltatina
elettorale
il candidato 
mostra
d'aver fatto
il suo dovere:
il rattoppo,
che è dire
come per la tosse...
lo sciroppo!

Oh, l'asfaltatina
la ciclopedonale,
il giardinetto
dove piscia il cane,
che bel quadretto:

si snocciola
le cose fatte
fatto!
e intanto
candidato
astuto viso
sta là assiso,
intatto!

Nulla cambia
ogni faccia ritorna
uguale.
Per altri quattro anni
ce la dovrem sorbire!

Ah, altra asfaltatina elettorale
vorreste voi?
Eh, si potesse
mandarli a casa
con il voto,
se servisse
a fare un po' di maremoto!

Ma le previsioni 
fra la gente
danno calma piatta:
sugl'occhi prosciutto
e nelle orecchie ovatta!


mercoledì 15 maggio 2019

Il futuro è disabilitare il passato

G. Scalarini, La riforma elettorale, 1923

Alcuni programmi per le prossime elezioni sono spaventevoli. Non è necessario andare nei dettagli. Basta prenderne qualcuno e leggerlo: si assomigliano.

Il futuro che prospettano è contraddittorio e in quanto tale, mostruoso.
Un esempio: annunciano le piste ciclabili e il mondo "plastic free", e allo stesso tempo, un domani dominato dal sistema di comunicazione 5G, dannoso per la salute.

La parola d'ordine è: disabilitare il passato, bruciarlo.

Ma perché il passato è disabilitato?

Perché il passato è in grado di neutralizzare il potere, di limitare le scelte successive,  le nuove "rinascite".

Come i gatti che hanno nove vite, certi partiti vengono fatti rivivere, come in una onnipotenza di stampo divino. E per farlo è necessario fare tabula rasa.

Al fine di favorire queste "rinascite", vestiti che il sistema economico politico indossa per continuare a esistere, anzi per rendersi più attraente in funzione dell'hic et nunc commerciale, i candidati devono essere giovani. Addirittura ragazzi, e ben "connessi".  Presenti nel presente.

Mettere i giovani al governo favorisce la cancellazione del passato, l'eliminazione della memoria; e così, imporre la nuova tardo-moderna tecno-tirannia diventa appunto un gioco da ragazzi.

G.Scalarini, Il tempio dominatore, 1924
Appello internazionale contro la tecnologia 5G:
https://static1.squarespace.com/static/5b8dbc1b7c9327d89d9428a4/t/5c0ad2be40ec9a6169d76761/1544213193205/Appello+internazionale+-+stop+al+5G+sulla+terra+e+nello+spazio.pdf

martedì 14 maggio 2019

Attualità, di Giuseppe Scalarini

" 'eatro Italiano", 1917
"Il dio della guerra", senza data

 "Giro d'Italia", 1921

La satira di Giuseppe Scalarini (1873-1948), ovvero la caricatura politica come nessuno. Ma la pagò cara: perseguitato, censurato e letteralmente manganellato dai Fascisti, mandato al confino e umiliato...E non fu amato nemmeno dagli oppositori: troppo bravo, troppo libero.
La sua satira è ancora oggi attuale, validissima.

lunedì 13 maggio 2019

Gonfienti 2019: il taglio dell'erbetta

E' automatico, ed è successo altre volte: si muovono sono dopo che NOI ci muoviamo. Ed ecco, magicamente, dopo la serata del 4 maggio sull'area archeologica di Prato che si è svolta alla Baracca, dopo che se ne comincia un po' a riparlare - eh, le elezioni…- , ecco che si sbrigano a ripulire dall'erbaccia. O Santa Soprintendenza, che ti muovi come un cancello automatico!
Ma perché non lo cambiate, questo orrendo cancello elettrificato e controllato da cento telecamere che registra solo il disastro, perché non avete il coraggio di indicare con il cartello cosa NON riuscite a gestire, cosa NON potete gestire?
Così si tratta l'area archeologica in Italia, col taglio dell'erbetta, e probabilmente solo all'ingresso, chi lo sa? 

Mentre ero lì per scattare le foto, un signore si è fermato con la macchina e mi ha chiesto: "Scusi, dov'è il sito archeologico?" (Un po' come accade nel corto, sorprendente coincidenza...), e io gli ho risposto: -E' questo qua.  E lui, dopo qualche secondo: -VERGOGNA.
Il cancello che "chiude" l'area archeologica, oggi

Lo stesso cancello il 20 aprile scorso.

Gonfienti, metti una sera un viaggiatore a Rovereto


Il corto "Gonfienti, metti una sera un viaggiatore" parteciperà alla "Rassegna del Cinema Archeologico di Rovereto" che si svolgerà a ottobre prossimo. Ricordo che il corto è stato girato all'impronta, senza copione, soltanto decidendo di volta in volta inquadratura e senso della singola scena. 
Siamo molto contenti che quest'opera aiuti a gettare un po' di luce sul buio della nostra politica attuale, che non solo non guarda verso il passato, ma è soprattutto cieca verso il nostro futuro.


domenica 12 maggio 2019

Viaggio all'Isola Ecologica, debutto


Debutto del Viaggio all'Isola Ecologica.
Una serata innovativa (teatro\ a zero kWh), sorprendente, ricca di soddisfazioni.
L'atmosfera diversa dal solito ha indotto il pubblico e me a una diversa percezione e concentrazione, oltre a un diverso atteggiamento, più rispettoso, silente, poetico.
Ringrazio tutti gli spettatori che hanno reso possibile il mio "esperimento" teatrale; in particolare a coloro che sono arrivati da Pisa e da Altopascio.
Replico sabato 25 maggio. con la stessa formula.

Alcuni commenti:

"Una storia veramente  coinvolgente che arriva direttamente al cuore. Grazie infinite". (Erika Tedino).
"Grazie per la per la narrazione, la scena e la storia. Un invito a riflettere. (Letizia Cardella).
"Bellissimo, emozionante, sono ancora nell'emozione. Grazie". (Maura).
"Mi complimento per l'interpretazione e la sensibilità" (Daiana Franceschini).
"Davvero bello e attuale. Grazie." (Silvia Mazzoni)

venerdì 10 maggio 2019

La libertà finisce sull'interruttore

In banca la signorina mi ha fatto firmare fogli per la firma digitale. Presto le operazioni bancarie si faranno tramit "tablet", e io con la firma davo il consenso.
Sulla tavoletta si svolgerà il mondo, e lei radiosa mi annunciava che, finalmente, si farà finita con il taglio degli alberi per la produzione di carta.

Sì. Ma aumenteranno gli scarti di oggetti elettronici.
Già, non c'aveva pensato.

E se va via la corrente?
Non si fa più nulla.
Infatti l'altro giorno il dottore non ha potuto più fare ricette, il computer era bloccato. 

E diminuirà la libertà di ognuno di noi, che dipendiamo sempre più dalla corrente elettrica.

E questi strombazzanti cantori della libertà sono così sciocchi da non vedere che essa ci è solo concessa, e non è affatto nostra. La libertà inizia e finisce nel momento stesso in cui il mio dito preme sull'interruttore.

giovedì 9 maggio 2019

Ma che musica, Maestro!

Mi arrivano carrettate di pubblicità di musicisti e musiciste, che tutto fanno pensare fuorché alla musica! Strumentiste con vestiti luccicanti e aderentissimi, che sfornano il loro sex-appeal e giocano con lo "strumento"; strumentisti belli e impossibili, magnetici, o maledetti. Spesso capelluti, i capelli sono un elemento fondamentale del musicista uomo, dall'Ottocento in poi è un must. Insomma, come la barba per il filosofo.
Il senso della musica è perduto, il linguaggio musicale, l'altro linguaggio dell'uomo, è fagocitato nel conformismo-divismo e nella baratto-oscenità trionfante. 


mercoledì 8 maggio 2019

Viaggio all'Isola Ecologica



Pensavo di annullare la serata, sono presa da altre attività.
Ma poi ho cambiato idea, e la confermo.
Ieri, come tante altre volte, sono andata in bici in centro.
Ho pensato, al rientro: più si parla di ecologia, più il mondo è inquinato. Automobili ovunque, in modo massiccio; le ciclabili, le poche che ci sono, deserte. Elettrodotti, ripetitori, tra poco ci sarà anche il sistema 5 G a friggerci il cervello.
Non so come farò, io che addirittura ho problemi con WIFI, ripetitori, e soprattutto con gli elettrodotti.
L'acqua è inquinata. Fossi non curati, pieni di topi.
Nessuno si preoccupa più di tanto di quello che mette in pattumiera, come lo mette.
Recentemente, in un viaggio al Sud, ho visto gente buttare per terra tutto quello che le passava per le mani. Il disastro passa attraverso i gesti quotidiani. 
Incuria ovunque in un mondo frettoloso e distratto.
Nel vortice dello sfruttamento a cui siamo sottoposti, istigati al consumo, e al guadagno nei casi migliori, non c'è più respiro, attenzione, amore.

L'Isola Ecologica è tutt'altro di quello che l'aggettivo indica e promette.
Esso rappresenta, oltre quello che facciamo con persone e cose, lo sfruttamento del linguaggio, ridotto anch'esso a poca cosa, insignificante, e quindi a rifiuto. Per questo ci è facile utilizzarlo in modo subdolo, falso, distorto. Ipocrita. 
Basta osservare l'uso che si fa della parola "eccellenza".
Quando sentite pronunciare o leggete questa parola, mettete le antenne: stanno distruggendo qualcosa, o vi stanno ingannando.

Se non lo usa in modo falso e proditorio, l'altra modalità è l'offesa, aggressiva e umiliante, che rappresenta ormai la sola "vera" comunicazione fra gli esseri umani, i cui rapporti sono ormai senza rispetto. 

Con le parole camuffiamo le nostre malefatte, le nostre quotidiane piccole astuzie, nascondiamo l'indifferenza, l'uso selvaggio del mondo. O, assassini di senso e vita, uccidiamo qualcuno.

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Viaggio all'Isola Ecologica, racconto "a luce spenta".
Sabato 11 maggio ore 21,30 al Teatro La Baracca.

Continua il percorso nel futuro e nei temi ambientali; questa volta con la mise en espace di un racconto inedito, che narra di un viaggio in un luogo dove domani ognuno di noi potrebbe arrivare; anzi dove già forse siamo arrivati inconsapevolmente. Per sensibilizzare su temi ecologici, durante la rappresentazione non utilizzeremo la luce elettrica, ma una alternativa, cambiando completamente il senso della percezione teatrale.


Ingresso libero. Chi vuole può fare una offerta per sostenere il teatro. La serata è organizzata dall'Associazione La  Baracca.



martedì 7 maggio 2019

E' maschio

E' maschio.
Padrone
Erede
Signore.
E' maschio.
Che elettricità.
Se fosse stato
E' femmina
quale diversità.
Sarebbe stata
icona di stile
bellina
carina
donnina
gonnellina.
Siamo qua
s'annusa
si sparge
si srotola
ancora
cacca padrona.
Carne moltiplica
corona
privilegi
vassalli
poltrona.
E' maschio
grida la stampa zozzona
carne che domìna.
E le principesse
duchesse baronesse
pancia figlierecce
regine di
gonfiezze
pro paganti
carne danaro
carne dominio
carne salata
carne vali
carni fici
foto sorridenti
fra balli e riverenze
parto rienti
E' maschio
cacano
reali sementi.

Nel fango del dio pallone

Calcio, ogni giorno partite di calcio. Una asfissia.
Non posso fare a meno di pensare ad Carlo Petrini, calciatore un tempo famoso, che ha scritto "Nel fango del dio pallone", dove parla di doping imposto e partite concordate.
Tutti i ragazzi che giocano a calcio e non solo dovrebbero leggerlo.
Tutti i "Mister" (che tristezza, quando sento i ragazzi pronunciare questa parola durante gli allenamenti nei campetti di calcio!), dico tutti i "Mister" lo dovrebbero leggere.
Sullo sport corrotto e guasto Carlo Petrini scrisse ben quattro di libri prima di morire (Nel fango del dio pallone, Pallonari, Senza maglia e senza bandiera, Le corna del diavolo), divorato dalle anfetamine che gli davano per farlo giocare al massimo.
Ma non è servito a niente, Carlo, sono tutti allineati. E i giocatori, e gli sportivi in genere, continuano a morire giovani.
Che schifo.


Su Il Fatto Quotidiano si può leggere anche una intervista ad Alfio, fatta poco prima che morisse. Lui parlava diretto, senza più nascondersi:


lunedì 6 maggio 2019

Gonfienti, l'Ustica dei Beni Culturali

 Ricevo e pubblico una riflessione sulla Serata per Gonfienti  di sabato 4 maggio.

"Una serata ricca che non scorderemo tanto facilmente per l’intensità emotiva e la partecipazione trasmessa, soprattutto per le tante cose che sono state dette, per i tanti tasti che sono stati toccati negli interventi (politici ed antropologici, filosofici e pragmatici allo stesso tempo), specialmente per le tante ragioni occulte e palesi che sono emerse su quello che fino a ieri abbiamo manifestato e narrato in tutte le sedi possibili in lunghi anni di battaglie, di denunce, di appelli come il “caso Gonfienti”.
Ieri senza saperlo, inconsapevolmente, abbiamo, come d’improvviso, cambiato registro, voltato pagina.  L’area archeologica pratese, da eccellenza qual è stata all’inizio a ingombrante relitto qual è finita per essere, dopo anni di desolante oblio è entrata oggi a far parte di quella ristrettissima sfera di fatti ed episodi dall’alto e oggettivo valore simbolico ed espressivo, che la storia ci consegna a futura e incancellabile memoria.  La storia di Gonfienti, al di là dell’archeologia, è divenuta antesignana della corruzione culturale del nostro tempo e per questo già a suo modo un archetipo, una sorta di “Ustica dei beni culturali”.
Andando oltre la rilevanza storica e scientifica del sito, osannato dalla stesse istituzioni al tempo delle vacche grasse, poi abbandonato per conflitto di interessi dopo un’omertosa dismissione, l’avere smesso di scavare a Gonfienti è come avere smesso di scavare nel passato, di avviare un inedito percorso di conoscenza sulle nostre origini, sapere da dove proveniamo per meglio comprendere dove stiamo andando.
Gonfienti è come se fosse un ponte nel tempo gettato dalla protostoria al contemporaneo, o meglio – come è stato detto – un porto, un approdo dei saperi dell’antichità che possono aprire confini inesplorati per il futuro.
Tutto quello che è capitato nei primi vent’anni da questa scoperta in avanti appare adesso molto più chiaro e coinvolge le nostre coscienze, prima ancora che riguardare i comportamenti di una società sospesa, transitoria ed effimera come quella che viviamo.
Tutte le questioni che si sono aperte, il parco archeologico mai nato, il museo fluttuante lontano dagli scavi, ripiegato su stesso e ingessato ancor prima di vedere la luce (semmai la vedrà), sono faccende di poco conto se commisurate alla rinuncia alla quale stiamo assistendo impotenti.
Non più appelli dunque, ma solo severi moniti e grida verso la non cultura, la disattenzione, la superficialità!
A breve redigeremo, su quanto di inaspettato e straordinario è accaduto ieri sera alla Baracca, un documento da inviare ai media, alla stampa, che cercherà di manifestare questi sentimenti, queste rivelazioni a chi non era presente perché si sappia e si possa condividere una via da percorrere numerosi.

GAC

domenica 5 maggio 2019

Serata per Gonfienti, ovvero qui si lavora per il futuro

Sembra quasi recitare una pièce di teatro dell'assurdo a parlare di passato, bellezza, insomma organizzare una serata in difesa del patrimonio artistico e paesaggistico quando in città arriva il divo politico del momento che declina il lessico spaventevole della "sicurezza", o mentre candidati e rappresentanti di lista alle prossime elezioni sono a presenziare apericene in centro a caccia di qualche voto.

Anche per merito dell'associazione Ilva Matrix e di qualche amico che non ci abbandona mai, non eravamo i soliti quattro gatti a recitare convintamente la pièce.

E' chiaro che la serata per Gonfienti e il patrimonio archeologico di Prato, o forse dovrei dire della Piana e dell'Italia, è stata organizzata per il futuro, non certo per questi attori politici distratti e non preparati che ci chiedono il voto e uno scranno che ha sempre meno valore. E che erano assenti in toto (se si esclude una persona, Dania Melani, che frequenta da sempre il teatro, tra l'altro). Essi, in maggioranza, vivono il presente e basta, attaccati ai loro smartphone e ai loro mi piace, con cui immaginano non solo di realizzare la campagna elettorale, ma di amministrare il territorio, e collaborano attivamente alla distruzione della politica e quindi anche della cultura. 

Sappiamo chiaramente:

1. che l'obbiettivo dei nostri governanti, passati e presenti, è quello di cancellare perfino il ricordo dell'area archeologica di Gonfienti, come infatti sta avvenendo. Solo l'Interporto che la circonda e l'ha distrutta deve vivere. Essa non serve a Prato, né al territorio metropolitano fiorentino. Lo sviluppo, il che significa Interporto e Aeroporto, deve andare avanti in funzione di un turismo di massa, e quindi anch'esso fatto vivere solo per lo "sviluppo", che è e sarà indirizzato nei luoghi artistici "consentiti".
Nella zona vicino a Prato, per il tema 'Etruschi", il potere ha prescelto Fiesole e Artimino, oltre naturalmente ai centri toscani etruschi "classici", come quelli della Toscana Centrale e Meridionale, Volterra, Pitigliano, Sovana, ecc.
Altri siti non devono esistere.

2. Che per il Museo Etrusco di Gonfienti (ancora di là da venire) è stato prescelta la città di Campi Bisenzio,  perché un museo dei reperti a Villa Niccolini, a ridosso degli scavi nel Comune di Prato, avrebbe significato un ricordo perenne, un monito costante.

3. Che le Soprintendenze non difendono il patrimonio, e addirittura impediscono gli studi, e quindi la ripresa degli scavi e quindi la loro tutela. Esse si trincerano dietro la carenza di fondi, ma è un buon pretesto, in parte vero, per non entrare in collisione con un potere che deve decidere della loro sorte. Insomma, anche qui conflitti di interesse e timori per le carriere.
Una vera riforma sarebbe quella di rifondare tali centri di gestione della cosa pubblica, il che non avverrà forse mai. Avverrà solo, come voleva un famoso politico fiorentino or sono pochi anni fa, per smantellare quel poco che rimane del loro potere ostativo al "progresso".

Giustamente è stato chiesto l'azione da fare, il prossimo passo. Ma in fondo, almeno per me, essa consiste in queste stesse riunioni quasi carbonare che si svolgono in questi luoghi insoliti e disertati dai mestatori del potere, anche se ogni tanto essi fanno capolino per controllarci e ascoltare, e come è successo in passato, scompigliare le carte. Ma anche questo lo mettiamo nel conto.

Passo ai ringraziamenti.

Ringrazio il Prof. Centauro che, oltre a collaborare in prima persona alla realizzazione del corto Gonfienti, metti una sera a cena (che metto sotto) e alla serata, ha realizzato una presentazione video informativa sullo stato del degrado attuale dell'area archeologica, e dando come sempre collaborazione viva, alto sapere, senso e materia a questi incontri.  Senza di lui non sarebbero possibili.

Ringrazio poi:
Moreno Zazzeri, il quale con il suo limpido intervento ha evidenziato il senso politico della riunione, o che almeno per me che l'ho proposta, aveva, e che ha confermato, per sua esperienza politica passata, quello che era supposto o risaputo, e che ho sopra in parte esposto, ossia il programmato oblio. La sua testimonianza e il suo giudizio mi hanno letteralmente "aperto il cuore";

Dante Simoncini, per le sue parole piene di rammarico, verità e poesia;

Fulvio Silvestrini, che ci ha regalato un discorso scoppiettante e bambino, in stile futurista-filosofico-politico, dando notevole prova di teatralità.

Ringrazio poi anche tutti gli altri che hanno dato il loro contributo propositivo e di testimonianza: Carlo Alberto Garzonio, presidente di Ilva Matrix, Gianni Biagi di Cultura Commestibile, Antonella Cocchi, Manuela Biliotti e altri.

Un grazie speciale a Gianfelice D'Accolti, che ha regalato il sabato pomeriggio e sera, e altri giorni dedicati all'allestimento e la riuscita dell'incontro.

Infine porgo un saluto metafisico a Pier Paolo Pasolini, che dal luogo dove sta mi ha ricordato che aveva scritto qualcosa anni fa,  ("Italia Nostra" non otterrà mai nulla, 22 marzo 1969) sulla difesa del patrimonio artistico a lui così caro, e che ho potuto leggere e condividere, e che ha dato materia di riflessione a tutti i presenti. 

Il corto che di seguito pubblico, punto focale della serata, è stato realizzato senza alcuna scaletta, sceneggiatura, senza altra finalità che quella di mostrare il degrado culturale, e non solo quello del patrimonio artistico, ma in maniera diversa, satirica, divertente.
E' quindi tecnicamente imperfetto, vivo, non confezionato, non commerciale, irride alla staticità e all'uniformità, ossia al terroristico imbastimento filmico del presente,  è comicamente perturbante, come piace a noi e come avrebbe senz'altro amato PPP.



venerdì 3 maggio 2019

Incontro per Gonfienti, la stampa

Metto qui un po' di articoli usciti su La Nazione sulla serata di domani, 4 maggio '19 ore 21 alla Baracca. Il primo è di oggi, gli altri due datati 1 maggio.





giovedì 2 maggio 2019

Il mio Leonardo è politico!


Dopo l'arrivo della ciocca-feticcio di Leonardo, che sarà esposta a Vinci credo a partire da oggi, la misura è colma.
Il reliquiario di Leonardo ospita il suo primo oggetto di culto carnale, una specie di Sacra Sindone laica.
Disgustoso.
Ero ignara di tanta dolciastra e acritica celebrazione leonardesca, da confortevole e ornamentale "storia dell'arte" che si osserva in questi giorni nel suolo italico per i 500 dalla morte, quando qualche mese fa ho accettato di rinverdire il mio Leonardo, diario intimo di un genio, datato 2010-2011, per la prossima estate. Questi untuosi e solerti contemporanei sono molto simili a quelli che dall'alto perseguitavano, oltre a invidiare a morte, il "genio di Vinci", ovunque andasse.
Anzi, sono proprio gli stessi,  ma con molta più ignoranza e brutalità sulle spalle.
Mi dissocio da questo genere di rievocazioni culturali consumistiche del potere per le vomitevoli "eccellenze": il mio Leonardo non ha nulla a che fare con tanta melassa strumentale e di maniera. Il mio Leonardo è politico!

E non avrà nulla a che spartire nemmeno con lo spettacolo  che avete visto qualche anno fa, sia perché l'attore protagonista è molto diverso da chi l'ha preceduto, sia perché diversi sono i tempi, e soprattutto io. 

mercoledì 1 maggio 2019

Capomastro a Padova

Capomastro per il Primo Maggio a Padova, organizzato dal CUB locale. Finalmente politica, e una vera festa.

Il laboratTorio

Oltre agli spettacoli e alle interviste, alla Baracca terrò un corso che ho chiamato il  IL  LABOR A TT O RIO Sarà un percorso teatrale  tec...