mercoledì 28 agosto 2024

Nuovi investimenti

Il misterioso svaligiatore della libreria Hoepli di Milano, anzi s-libratore con tanto di carta di credito alla mano, che il 22 di agosto del 2024 ha fatto incetta in un'ora di tutti i libri presenti nella libreria per un totale di diecimila euro, dimostra che il libro di carta è destinato a diventare il prossimo bene-rifugio, un sicuro investimento.

E si capisce bene, visto che si stamperanno sempre meno libri, o almeno non si stamperanno di nuovo certi libri, e per una lunga serie di ragioni che non sto qui a elencare...

Insomma, nel prossimo non tanto lontano futuro i libri di carta saranno una rarità e richiestissimi.

A Milano di queste cose se ne intendono, lo sanno anche in Vallagarina, e fiutano subito dove sta e quando fare l'affare, ma questo uomo misterioso ha superato tutti ed è geniale, è un anticipatore-esploratore finanziario: opera in agosto quando tutti gli altri, noi sciocchi siamo immersi nel pantano delle vacanze e legalmente, novello Arsenio Lupin, svuota una libreria di un editore 'particolare' per dieci mila miseri euri. Inesistenti in fondo i soldi, che ormai si vedono solo segnati con delle cifre su uno schermo. Ma l'Arsenio si è portato a casa cose ben solide!

Questo non è che l'inizio.

Un altro segnale era arrivato per la verità qualche giorno fa con la notizia del ladro che la polizia ha potuto acchiappare perché si è seduto sul letto a leggere un libro adagiato sul comodino della casa che era andato a svaligiare. E' chiaro che ha avuto una folgorazione, il ladro ha capito troppo tardi cosa doveva rubare.

Siete avvisati, o voi che avete intenzione di buttare i libri ricevuti in eredità dall'avo rincoglionito nel cassonetto.

Il SettOmbre pratese

Il pulpito del Duomo di Prato danneggiato, sembra  dalle vibrazioni dei TIR per l'allestimento del palcone degli spettacoli del Settembre Pratese, dovrebbe far riflettere tutti gli amministratori della necessità di continuare il mega spettacoloso in Piazza del Duomo.

Si vuole imitare gli eventi musicali di Pistoia e Lucca.

Già nel passato ne ho scritto, sul SettOmbre pratese, ma forse di ombre ne ha più delle sette che qui elenco:

1. cultura come evento commerciale e di risonanza e quindi:

2. cultura come numero. Si vogliono le piazze affollate.

3. cultura come incasso. Si deve incassare.

4. cultura che genera inquinamento e non solo acustico.

5.  cultura che propaga il conformismo. Politico ed estetico.

6. cultura che è incuranza per i beni pubblici e monumenti usati solo come fondale scenografico che genera "emozioni".

7. cultura come propaganda dello status quo...(segue).


https://primaveradiprato.blogspot.com/2016/09/settembre-pratese-1-lo-spettacolo-della.html


martedì 27 agosto 2024

Via Firenze a Prato


In questi giorni si parla tanto dei bei tigli tagliati in via Firenze a Prato, che l'amministrazione comunale vuole togliere per dare più agio di movimento e parcheggio ai residenti, con la promessa che verranno sostituiti da altri alberi, le farnie, meno ingombranti.

Il Comune, che vuole anche mostrarsi piccato e decisionista, non ha ascoltato le proteste dei comitati e le associazioni, e andrà avanti nel segare i tronchi.

Via Firenze potrà dimenticarsi il viale alberato che la caratterizzava, perché ci vorranno anni prima che le farnie crescano.

Ora, a parte la violenza con cui si attua il provvedimento, vorrei aggiungere una nota su via Firenze a Prato, e la aggiungo guardando la mappa della città: la via, e proprio nel punto dove si agisce, è stretta fa la collina di Poggio Castiglioni, la ferrovia, ma soprattutto l'Interporto; anzi, più che stretta. Soffocata.

Quando si è costruito l'Interporto - or sono pochissimi anni  - nessuno ha pensato a questo soffocamento da cui i residenti non hanno la possibilità di sfuggire: non hanno agio di vita, letteralmente, e le macchine non sanno dove metterle, e le case sono rese umide e pericolose dalle chiome dei tigli, e camminare - posto che a qualcuno ancora interessi spostarsi in città camminando - non si può facilmente.

Il taglio degli alberi - così prepotente e deciso, ripeto, ma d'altronde l'amministrazione è fresca di nomina ed ha avuto una forte conferma dal voto - vuole restituire un po' di spazio sottratti dall'inutile e ingombrante opera, ai residenti.

I tigli furono forse piantati a suo tempo per rendere più vivibile una via cittadina costeggiata dalla ferrovia?

D'altronde dall'Interporto e dal sistema stritolante che ha imposto non si torna indietro. E naturalmente nessuno nomina il grande colpevole, che ha mangiato campi e bellezze naturali, e tutta l'area attorno al vicino e delizioso borgo di Gonfienti medievale. Come via Firenze, appunto.

Per non parlare dell'area archeologica. Si torna sempre lì.

Se avessero scelto la strada dell'area archeologica di Gonfienti, sacrificata anch'essa all'Interporto, peraltro mai utilizzato come tale veramente, anche i cittadini della zona di via Firenze ne avrebbero avuto benefici, in tutti i sensi, pur persistendo la ferrovia della linea Firenze -Mare. E i tigli.

Ora, agli amministratori, non resta altro, per creare spazio vitale "moderno", che tagliare gli alberi, visto che tutto il resto del territorio intorno a confine fra Prato e Campi Bisenzio, non solo via Firenze!, è compromesso e letteralmente assediato.

Quando l'opera di taglio sarà terminata, quando ci saranno marciapiedi e parcheggi e spunteranno i nuovi alberelli, e la via "riabbellirà", il taglio del nastro con sorriso sarà allestito con un fondale che nasconde, come in teatro il retropalco, depositi e materiali,  ma più spesso le brutture dei muri grezzi e il sudicio di tante recite.

venerdì 23 agosto 2024

Alla Baracca stagione radio

Questa stagione della Baracca 2024-2025 celebrerà i 100 anni della nascita della radio in Italia (la prima trasmissione è datata 6 ottobre 1924), e durante il percorso, speriamo lungo, presenteremo alcune nostre "trasmissioni" o radiodrammi a vista, ossia teatrali.

Per la verità abbiamo già iniziato a farlo concretamente nella precedente stagione con Carla Lonzi sono io e Felino, Fughe e vita di celestino, due radiodrammi che riproporremo prossimamente.

Ma non sarà una stagione di soli radiodrammi. 

E ancora: martedì 15 ottobre, alle ore 21 alla Baracca, avrà inizio il nuovo percorso didattico, quest'anno incentrato sulla narrazione e il racconto:  Raccontare storie (laboratorio per un futuro antico).

Intanto, confermo che il primo spettacolo sarà il mio Pinocchia, che presenterò sabato 28 settembre alle ore 21,15 in collaborazione con l'associazione culturale tedesca SI-PO.

Per chi fosse interessato può scrivere come sempre a teatrolabaracca@gmail.com.


lunedì 19 agosto 2024

In ricordo di Carlo Zella

E' morto Carlo Zella, fondatore dell'omonima casa editrice fiorentina, che nel 2006 pubblicò la prima edizione de L'infanzia negata dei celestini.

Nessuno lo voleva fare, in quegli anni c'era ancora timore a parlare dell'argomento!

Lui invece, dopo aver visto il mio spettacolo, non mise tempo in mezzo, e mi chiese di preparare un testo per la stampa.

Con Carlo ci siamo voluti bene, c'era simpatia. Ogni volta che replico lo spettacolo, ogni anno, ricordo il suo coraggio. E ultimamente l'ho ricordato anche ne La Mostra Parlante Ti mando ai celestini.

Lui, giornalista alla fine degli anni '50, fu tra quelli che contribuì a far luce sullo scandalo dell'istituto dei celestini di Prato.

Ne era fiero.



sabato 10 agosto 2024

Vacanze snob: le meteofughe

A me piace ogni tanto essere sorpresa dal tempo meteorologico.

Mi piace quando Sollampo Pioventone gabba i metereologi: e lo dico davvero con rispetto e stima per gli studiosi e tutte le scienze e le previsioni meteo conseguenti.

Così utili. Mamma mia, non c’è che dire.

L’ex sindaco di Prato, un moro secco e alto,  "irascione" e baldanzoso che tutti  rimpiangono,  sempre ci informava via telefono quando c’era un allarme meteo; lasciava un messaggio ai telefoni fissi che nelle case dei vecchi si trovano ancora, tanto la mia mamma felice come una Pasqua non vedeva l'ora di comunicarmelo:

    -Oh, m’ha telefonato il sindaco. 

    -E mica ha telefonato solo a te.

    -Che bravo questo sindaco, telefona a casa!

-          - Mamma, è la sua voce registrata!

-          - Fa lo stesso, è proprio bravo. Domani piove.

Ma ci sono giorni – una forma di meteopatia? – in cui gli allarmi dell’ informazione metereologica mi opprimono, mi sembra che si voglia mandarmi da quella parte dove non voglio andare,  e ogni tanto mi lascio sorprendere.

Non consulto, non mi informo sul tempo. Vo a casaccio al mare. Infilo su per la strada dei monti. 

Snob? Può essere; che di’, sono artista (questa volta la parola finisce in”a” anche al maschile!), non faccio fatica a esserlo. Incosciente? E’ probabile. 

E' ganzo quando Sollampo Pioventone brontola e sventazza, perché non so come andrà a finire: e scruto il cielo e mi consulto con i miei proverbi e gioco con i punti cardinali, e mi metto il dito in bocca perché l'indice umido mi dica da dove viene il vento.

Questa è una vacanza che ogni tanto mi concedo. Provate anche voi, e mi saprete ridire.

giovedì 8 agosto 2024

Prato bocciata in turismo

La città di Prato è stata bocciata in turismo, e non varranno gli esami riparatori di settembre (il Settembre Pratese con il concerto e la Palla Grossa) per farla passare in classe superiore.

L'Irpet (Istituto regionale per la Programmazione Economica della Toscana) registra in città un flop turistico bello e buono di -7% nel periodo 2019-2023.

D'altronde non è una novità: Prato città laniera, Prato città contemporanea, Prato città tutto fuorché turistica.

Ma la situazione è diventata quasi incorreggibile perché:

quando si permette di trasferire in altra città il Museo Etrusco di Gonfienti e in pratica si lasciano morire  scavi e reperti importantissimi (che, i turisti li mandiamo all'interporto?);

quando si punta tutto sulla città contemporanea che praticamente è fatta solo di brutti macrolotti, elettrodotti e appunto inutile interporto;

quando non si progettano nuovi spazi verdi, ma anzi, si riempie la città di sempre più cemento e quei pochi parchi che ci sono vanno in fumo;

quando la città è solo spolpata dallo sfruttamento di un lavoro sfruttato, i Pronto Moda cinesi e non solo, che confezionano  i vestiti che compriamo con quattro soldi al mercato, i cui scarti li possiamo vedere nei sacchi neri abbandonati ovunque sul territorio;

quando non si hanno progetti se non per i propri amici e i luoghi amici, nonostante esista da certo  tempo un Assessorato al Turismo, passato a quanto mi risulta da marito a moglie senza soluzione di continuità;

quando si diventa assessore o cos'altro senza averne le competenze e la sensibilità;

quando si pensa che il turismo non sia cultura, ma evento tipo serata a tutta birra o concertoni per cui si innalzanomega-palchi accanto alla fontana del Papero e sfioranti il Pulpito di Donatello;

quando si snobbano gli artisti e gli intellettuali del territorio, se non quelli di parte propria, e quei pochi sopravvissuti vivono ormai anestetizzati e impauriti, cauti e nascosti, timorosi di perdere chissà cosa se criticano o semplicemente si esprimono, e osano presentarsi solo alle rassicuranti serate in giardino per incensare il libro di qualche amico, mentre gli altri,  i dissidenti, che sono ancor meno, sono evitati o ignorati; addirittura si scappa via quando salgono sul palco, perché colpevoli di pensarla diversamente, e non si vuole dar loro soddisfazione o importanza, si vuole cancellarli, incapaci come si è di reggere il confronto politico vero e democratico che è anche scontro e dialettica, e quindi anche loro, i rejetti, alla fine diventano turisti o artisti o intellettuali di altre città eccetera, e vi mandano a quel paese, voi, le fontane dei paperi e le sorgenti del Bisenzio;

quando non si riesce a essere amministratori umili ma solo orgogliosi e vendicativi, e non si lavora per il bene comune;

ecco, quando accade tutto questo, si finisce bocciati, si retrocede.

E poi Prato non è solo centro storico (ormai allo stremo maltenuto e deprezzato) o tessile o contemporaneo, ma anche città estesa, borghi, particolarità. Cascine. Buon cibo. Qualche rimasuglio qua e là di cultura popolare vera. 

Ci vogliono progetti alternativi, idee, e amministratori coraggiosi che abbiano occhi per vedere e orecchie per ascoltare.  E cuore.

https://www.irpet.it/rapporto-sul-turismo-in-toscana-la-congiuntura-2023-2024/

https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2024/08/08/news/turismo-un-flop-annunciato-prato-resta-fuori-dai-flussi-1.100566138 fbclid=IwY2xjawEhfV5leHRuA2FlbQIxMQABHV2Om7lBPZ6C8dpOSXI3szfRw0lfM6LTpDxGWV3-gXxS5WsueP9QA_OMZg_aem_8E9-zxMuQ-b8YCyzm9yGTA


mercoledì 7 agosto 2024

Se il sindaco è anche assessore alla cultura

Da diversi anni i sindaci amano assumere anche il ruolo di assessori alla cultura. 

Cosa significa? Che la cultura è più valorizzata e tenuta in conto? 

No, al contrario.

Significa che la cultura è sempre meno libera, che dipende sempre di più da un sistema che mira a renderla solo contorno e vetrina. Oltre che controllo.

La cultura diventata sempre di più propaganda e mediatica, raramente è gestita da personaggi preparati che stimolano le attività culturali e artistiche autonome diffuse nelle città, o coordinano le varie iniziative attraverso strutture adeguate alla libera espressione. Men che meno si salvaguardano i beni culturali, se non in funzione turistica.

Infatti cosa sono la gran parte degli assessorati alla cultura, se non camuffamenti di assessorato al turismo?

Che il sindaco, con tutto il daffare che ha, si prenda anche l'incarico della cultura così "mediatica", mostra di cosa soprattutto si può occupare il suo assessorato: della sua immagine e di quella della città nel senso più superficiale del termine; della protezione degli enti e delle strutture esistenti, che non operano affatto per valorizzare gli artisti o le opere originali o i beni culturali, ma piuttosto tendono a rafforzare lo status quo. 

In questo contesto, dico per inciso, dove la cultura si associa sempre più alla propaganda e al mantenimento del potere, chi cerca di creare qualcosa di originale è visto negativamente, e controllato a vista. Di solito, se gli va bene, viene umiliato variamente. Scartato.  Considerato eversivo! Per questo gli artisti chiamati e lodati sono quelli "famosi", che vuol dire anche "sicuri", sia a livello ideologico che economico, e i beni culturali protetti sono quelli "storici", assodati e turistici.

Nell'accorpamento sindaco-assessore alla cultura si va in direzione opposta alla democrazia, alla varietà, al dissenso.

Che è il sale e il pepe della cultura. 

Banalmente poi: si cerca di evitare che altri stia sui media per eventi manifestazioni, generalmente cose belle, che danno prestigio. Quante volte è capitato che l'assessore alla cultura che ha saputo ben spendere la sua immagine - magari con vari filmetti sui social - è diventato poi anche sindaco?

Il sindaco che è anche assessore alla cultura riflette questi nostri tempi culturalmente affogati, dove si assiste al concertone in piazza di fine estate o alla sagra della birra o del mangiare (lo street-food!)  travestito da festival di qualcosa. Che porta un sacco di soldi. Gente. Numeri. Oppure dove si mette in mostra qualche direttore o direttora di teatro di sicura fede che snocciola il programma della stagione con i soliti "nomoni".

Insomma la diffusione del sindaco assessore alla cultura è un'altra spia di questi tempi dove le idee originali e creative non trovano spazio (a tal punto che nemmeno le vuole più nessuno, anzi sono considerate un'offesa!), dove gli artisti, i poeti, gli uomini di cultura e ricercatori vari che non sono allineati non entrano nei circuiti ufficiali se non si piegano alle regole del gioco.

mercoledì 31 luglio 2024

La tessera verde

Do un'altra anticipazione per la prossima stagione alla Baracca, del debutto della commedia dal titolo La tessera verde.

Preciso che per "commedia" qui si deve intendere opera teatrale,  e tratta di quando ognuno di noi era obbligato ad andare in giro con la tessera verde.

Presto darò la data precisa del debutto e altri dettagli.



giovedì 25 luglio 2024

Raccontare storie

Un'altra anticipazione: al Teatro La Baracca quest'anno mi occuperò di teatro di narrazione, e il titolo del laboratorio è Raccontare storie.

Non è per niente facile insegnare la materia, ma ci proverò. Sarà un laboratorio teorico e pratico.

Inizio martedì 15 ottobre al Teatro La Baracca, e si svolgerà ogni martedì in orario serale.

Per informarsi e iscriversi le modalità sono sempre quelle: scrivere a teatrolabaracca@gmail.com.

Il telefono, se qualcuno ancora ha l'usanza di telefonare, è  3487046645.


Chi presta, tempesta

...E quelli che prendono le idee degli altri, e che non citano né ringraziano ecc., nemmeno in privato, come li definite? Se dài un'idea o un suggerimento artistico a uno (parlo del mio campo), può capitare che...lui lei si dimentichi che glieli hai dati tu. In realtà se ne ricorda benissimo. Non cita la fonte, e non la citerà. Anzi, da subito inizia a detestarti. E naturalmente cerca di cancellare le prove. Anche per questo mai dare idee o suggerimenti artistici ai colleghi. L'unico vantaggio è che così uno ha modo di capire che tipo di artista è: per me uno/una con cui ho chiuso. 

Anche perché, andando di frodo, dimostra di aver ben poco di suo, che eventualmente possa dare a me.

E visto che in questi giorni porto in giro il mio spettacolo di proverbi, me ne viene proprio uno a fagiolo, che dunque non vale solo per le cose materiali: chi presta, tempesta.

martedì 23 luglio 2024

Verso la dittatura: gioco e spritz

Far venire gente: ecco una delle manifestazioni dell'oppressione - politica sociale economica -  contemporanea.

Se non stiamo in mezzo alla folla, non ci sentiamo a nostro agio.

"C'era poca gente", un fallimento, a prescindere.

"C'era tanta gente", un successo, a prescindere.

Il programma delle attività di una biblioteca italiana lo dimostra.

"Non si riesce a far venire gente, altrimenti."



venerdì 19 luglio 2024

Anteprima della nuova stagione 2024-2024

Comunico in anteprima i primi due spettacoli della prossima stagione alla Baracca, 2024-2025:


Sabato 28 settembre 2024 ore 21,15

  PINOCCHIA

di e con Maila Ermini


Sabato 12 ottobre 2024  ore 21,15

GLI ETRUSCHI NON ESISTONO


    Rassegna di letteratura etrusca.


Alle date indicate si potrebbero aggiungere repliche o anticipazioni.

lunedì 8 luglio 2024

Comunicato su Pinocchia

Qualcuno mi chiede quando tornerà Pinocchia alla Baracca: a settembre, nella nuova stagione teatrale, di cui presto pubblicherò il programma.







giovedì 4 luglio 2024

Debutto di Pinocchia alla Baracca



Meglio di così...

Ringrazio il pubblico per il calore e l'entusiasmo con cui ha accolto il debutto della Pinocchia alla Baracca, che era stato presentato già in forma ridotta e, scusate ma è la verità, acclamato anche qualche giorno fa al Borsino Italo-Tedesco.

Pinocchia chiude la stagione 2023-2024, che è stata da record: mai il Teatro La Baracca, piccolo e artigianale come un gelato, aveva presentato così tanti spettacoli, con un considerevole aumento di spettatori.

Ricordo che la Baracca si trova nell'estrema periferia di Prato ed è un teatro senza finanziamenti pubblici né sponsor, il che rende la gestione parecchio difficile, anche se questo permette una considerevole libertà espressiva.

Ma ora mi prendo gli applausi e al diavolo tutto il resto.

Sono esausta perché ho lavorato sodo sodo quest'anno, ma come potete immaginare, mi sento anche soddisfatta. Raro raro per me.

Pinocchia è stata la ciliegia sulla torta. 

Era una vecchia idea, che avevo anche sviluppato un po', ma che poi avevo abbandonato perché il confronto con Pinocchio mi schiacciava a ogni nuovo tentativo. Poi ho messo da parte la paura perché avevo una data da rispettare. Insomma ho fatto come Collodi.

Alla Baracca riprenderemo l'attività a settembre. E, nel nostro molto piccolo, tenteremo di stupirvi ancora.


Commenti degli spettatori sulla Pinocchia (due via mail):

Totalmente rapita dalla storia di Pinocchia, le  faccio i miei complimenti, per la rivisitazione della storia e per le varie interpretazioni Veramente brava. Grazie, Chiara

Divertente e profondo. Flavia.

Veramente molto brava. Top. Simone

Spettacolo comico e molto interessante per una prospettiva diversa sulla storia di Pinocchio. Grazie. Fabio

Molto divertente e coinvolgente. Silvia 

Fantastico. Chiara

Divertente, bello, mi è piaciuto quando cambiava le voci. Miriam

Complimenti, bellissimo! Peter e Britta

Testo intrepido, fantasioso, esecuzione magistrale. Teatro colto e popolare insieme, per grandi e piccoli, teatro 360°. Bello anche il sonetto di Dante musicato cantato. Luciano




martedì 2 luglio 2024

IO MALAPARTO: LA MACCHIA

Caro Malaparte!

Sono di nuovo qua a scriverti, ma questa volta brevemente...Spero che le tue parole, che copio sotto, vengano scolpite da qualche parte a Prato, magari in Comune, e se non proprio a Prato visto che nessuno è profeta a casa sua e gli invidiosi sono in aumento, in qualche altra città; che insomma ci sia qualche sindaco, qualcuno che abbia il coraggio, perché come anche diceva Hemingway il coraggio è la cosa più importante, di piazzarle grandi e poterle leggere da lontano.

O magari che la macchia di cui tu parli la si faccia veramente, la si scolpisca per sempre, indelebile, in qualche luogo:

"Quel che proprio ci vorrebbe, e non se ne può fare a meno, è una macchia scura sul lastrico di qualche vicolo, o meglio ancora in mezzo alla Piazza del Comune. Una goccia di sangue, e nessuno sapesse come c'è piovuta, chi c'è morto, e perché. Una goccia rossa appena sbiadita: e né il sole, né il vento a lavarla. Che fosse come una macchia sulla coscienza della città: poiché una ragione di rimorso e di paura ci dev'essere, in una città, se si vuole che sia perfetta".

(Malaparte, Da Città come Me)

PINOCCHIA





Domani sera, mercoledì 3 luglio, ore 21,30 al Teatro La Baracca  presento PINOCCHIA nella sua versione completa: finalmente sapremo come avrebbe potuto essere la favola di Pinocchio se la protagonista fosse stata una burattina.


domenica 30 giugno 2024

Ti ricordi della vita? Foto del Libro del Gradimento

Questa volta, invece di trascrivere i commenti, pubblico la foto della pagina del Quaderno del Gradimento relativa alla replica di "Ti ricordi della vita?" di venerdì 28 giugno a Palazzo Datini.

sabato 29 giugno 2024

Camminando a Prato

Ieri sera, verso le 20, prima della replica di Ti ricordi della vita? Dialogo impossibile fra Roberto Giovannini e Sibilla Aleramo, previsto a Palazzo Datini per la Prato Estate, camminavo per via Banchelli a Prato.

Quando ero ragazza era la via del "Paoletti", negozio d'abbigliamento molto rinomato.

Cercavo di capire come avrei fatto a passare con la macchina dopo lo spettacolo per tornare a Palazzo Datini con il furgoncino e caricare gli oggetti di scena.

Camminando, all'improvviso e nella stessa via praticamente deserta a quell'ora, a distanza di pochi minuti sono stata oggetto di due brevi tentativi di molestie da parte di due uomini diversi, a cui ho reagito in modo risentito.

Si sono allontanati.

Uno guidava un monopattino, l'altro era in bici.


giovedì 27 giugno 2024

Ti ricordi della vita? a Palazzo Datini

Questo è bell'articolo di presentazione, credo a firma della giornalista Maria Lardara, uscito oggi su La Nazione, per lo spettacolo Ti ricordi della vita? Dialogo impossibile fra Roberto Giovannini e Sibilla Aleramo che andrà in scena domani, 28 giugno ore 21,30 a Palazzo Datini, a Prato.

Roberto Giovannini, uno dei sindaci più innovativi e coraggiosi del Dopoguerra, è stato fra i dimenticati della città di Prato.

I motivi sono vari: certo la sua morte, morì suicida, insieme al modo in cui politicamente fu fatto fuori, ha determinato che aleggiasse su di lui la famosa memoria scomoda. 

E' il primo ricordo artistico che lo vede protagonista e per ora l'unico, dovuto tra l'altro, lui che gli artisti li amò e valorizzò in modo particolare.

E in questo periodo di aria pesante per l'arte, dove gli artisti faticano a parlare, non parlano e non obiettano per paura di perdere lavoro e occasioni e si autocensurano, ecco che mettere in scena Roberto Giovannini con la Aleramo diventa molto significativo. Almeno credo.

Ringrazio Gianfelice D'Accolti, che così pazientemente si è prestato a rappresentare, e direi egregiamente gli è riuscito, un personaggio certo non facile, ostico.

E ringrazio anche l'assessore uscente alla cultura Simone Mangani che, nonostante non abbia amato il Teatro La Baracca e la sottoscritta per vari motivi, e nonostante i tempi non propriamente democratici, non ha mancato annualmente di far sentire a livello comunale la nostra voce, se non dissidente almeno alternativa.



Il mondo è pieno di automobili

Ieri sono andata in bici a Prato. Vado sempre in bici a Prato, che c'entra,  sono abituata al traffico, ma ieri m'è sembrato che sia...