Bisogna lanciare un piccolo allarme.
Si sta perdendo l'attenzione, la concentrazione, l'ascolto e la retta visione, e la memoria.
E per memoria intendo capacità umana di memorizzare.
Siamo come malati di qualcosa. Confusi. Non ricordiamo niente. Ci troviamo in una situazione di folla interiore, oltre che esteriore.
Penso che sia necessario iniziare a de-automatizzare, non vedo altra soluzione.
Questo non significa non utilizzare le macchine, non è una campagna per un neo-luddismo.
Ma qualcosa va cambiato.
Cominciare ad avere spazi di de-automatizzazione è un modo per riprendersi ciò che stiamo perdendo, le nostre capacità fondamentali che affidiamo ormai alle macchine.
Affidarsi del tutto alle macchine significa anche perdita di concretezza e corpo, di libertà e possibilità di pensiero autonomo.
Posto che ancora ci sia qualcuno che voglia praticare la de-automazione, e lo si possa ancora fare.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
La follatura di Gonfienti
Come riporta la Nazione nell'articolo che copio sotto, in occasione delle Notti dell'Archeologia, alla ex-Gualchiera di Prato è st...
-
Signor Ministro, io non so per quale arcano motivo Lei sia diventato ministro della Cultura, ma tant'è. In virtù di ques...
-
Non era per nulla scontato che all'incontro ci fossero tutti i candidati (eccetto Rubino) e, soprattutto, così tanta gente. Troppa p...
Nessun commento:
Posta un commento