sabato 13 dicembre 2014

Sindaco Biffoni: non sei nemmeno capace di riscuotere le tasse!

Dopo l'annuncio di slittamento del pagamento di IMU e TASI, ecco le comiche: la scadenza sarà solo di pochi giorni; il 22 anziché il 16 dicembre.

Impaurito dall'ammanco di cassa, invece di darci un pochino di respiro, ecco che subito il Sindaco è corso ai ripari telefonando al Ministero delle Finanze, chiarendo che i pratesi devono pagare le tasse, e subito, che non è vero che sono stati alluvionati! In Comune hanno bisogno di soldi! A pagare!

Questo sì che è lavorare per Prato e la sua rinascita!

Sindaco Biffoni e &, non siete nemmeno capaci di riscuotere le tasse, siete un disastro di giunta!

http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2014/12/13/news/la-beffa-e-completa-c-e-tempo-fino-al-22-per-pagare-imu-e-tasi-1.10489381

Teatri scontati, teatri di supermercato

I teatri sono profondamente in crisi, quasi tutti in Italia, parlo dei teatri grandi, quelli finanziati, quelli come il Metastasio o La Pergola. Gli altri, indipendenti e non finanziati, praticamente non esistono più.
I grandi teatri non sanno come fare a riempire la platea, le gallerie.
E non si tratta di troppa offerta e basta (ci sarebbe troppo di tutto, insomma), o non solo questo, ma io credo piuttosto di cattiva offerta. Le programmazioni sono generalmente noiose, costruite con spettacoli brutti, e per agitare le acque sono costretti (e poi neanche costretti, lo fanno volentieri) a chiamare personaggi televisivi, famosi, di richiamo.
E allora si vedono anche sulla scena, e fanno un po' pena, vecchissimi attori che sono stati ingaggiati in qualche dramma, in qualche commedia, proprio per commuovere lo stanco e annoiato spettatore. Che, nonostante applaude, non ama spesso affatto ciò che applaude! Davvero.
I teatri sono diventati quindi luoghi che si muovono nella logica dei supermercati, con prezzi scontati, con offerte di tutti i tipi: si legga, per esempio, una allettante scritta sul sito internet del Teatro Manzoni di Pistoia (teatro privato e pubblico allo stesso tempo, non si è mai capito come è sistemato, per la verità): "pistoiesi ultrasessantacinquenni potranno beneficiare di cinquanta biglietti omaggio..."; oppure l'idea del corso per 'un pubblico attento' del Metastasio, che è solo un modo per ricevere finanziamenti e  per far venir gente... 
Fra tutti i teatri è proprio il Metastasio che pratica una politica fra le più sfacciatamente scontate, con biglietti allettanti, con 'porta un amico', offerta 'last minute', eccetera.  Ma anche la FTS, l'ente monopolizzante teatrale toscano, che non fa che spacciare gli stessi spettacoli con i nomi dei comici graditi in tutti i teatri della sua rete, e invoglia con l'offerta strizzando l'occhio! Insomma, sono alla frutta, non sanno più cosa inventarsi.
Invece sarebbe così semplice cambiare un po' le cose. Offrire spettacoli degni di questo nome. Spettacoli che la gente non può non andare a vedere. Andare in giro e scegliere davvero spettacoli e compagnie, non fare le programmazioni a tavolino o sulla base della convenienza e dello scambio! 
Di colpo sarebbero spazzati via la gran parte dei commedianti, insulsi e incapaci, quelli che sono venuti alla ribalta dopo uno spettacolino di successo senza la sufficiente preparazione, i drammaturghi di partito, retorici e guasti, e tutto il seguito. Incluso i critici al soldo.
Di quest'ultimi Schnitzler scriveva: "Un critico di professione è una costruzione assurda. Persone del genere non possono mai farsi un nome con l'obbiettività, ma solo con l'arguzia e il temperamento. Sono dei chiacchieroni, buffoni, arrivisti". Interessante, no?

venerdì 12 dicembre 2014

Un mistero chiamato Cardillo

I fatti.
Si sa che siamo un po' arrabbiati con l'ufficio cultura - settore spettacolo - della Regione, ci hanno negato la Residenza. Ma ancor prima noi ci siamo occupati dei suoi 'misteri', quindi non c'è nessun accanimento, solo la ricerca della verità.

Il primo e più evidente è quello della signora Cardillo che, da qualche anno, esattamente dal 2009, quando ha smesso di essere presidente del Metastasio, ecco che la troviamo all'ufficio cultura, settore spettacolo, e addirittura come 'funzionario della programmazione", si tratta della Regione Toscana.

Certo, le competenze c'erano tutte, dopo essere stata assessore alla cultura della provincia, dopo essere stata presidente del MET, (e prima ancora Assessore alla P.I al Comune, diversi anni fa...ed anche ex capogruppo DS, nel 2004), quale migliore incarico?

La cosa strana, su cui abbiamo già parlato, è come è stato possibile, dopo che lei stessa aveva dichiarato di tornare a fare l'ostetrica all'ospedale di Prato, che questa è la sua qualifica professionale!

C'è stato evidentemente un concorso che ci è sfuggito, per cui la signora ci ha ripensato, lo ha fatto e vinto. Però noi non lo abbiamo mai saputo, eppure siamo stati ben attenti!
Evidentemente non sufficientemente.

La signora è talmente competente, che, insieme alla sua capa Ilaria Fabbri - romana, ex-dipendente ETI, ente dismesso-, hanno deciso di farci morire di fame, e invece di far ingrassare altri, già grassi, per la verità...(La signora era nella commissione che ha deciso la vita e la morte dei gruppi che avrebbero fatto parte delle residenze!)

La signora lucana - che, mi dimenticavo! è stata anche assessore allo sport nel 2007- non ha mai amato il Teatro la Baracca, fin dai tempi dei suoi incarichi in Provincia - credo che non abbia mai visto un nostro spettacolo - , e ha sempre preferito gli enti maiuscoli, fra cui, cito in ordine di importanza crescente: MI, MET, SE, POSS, ME, SISTEM... E CONTROL.

Per altri dettagli e intrecci, si veda l'articolo de La Nazione sulla parentopoli pratese del 2010:
http://www.lanazione.it/prato/cronaca/2010/12/03/423987-denuncia_consiag_holding_parenti.shtml

Prato, la giunta arrogante che fa uso di applausi

Diciamolo senza pudore: questa giunta al governo di Prato si mostra incompetente e tuttavia arrogante. Non vuole opposizione, ma guarda un po'!

Nei consigli comunali fa uso dell'applauso per sostenere la sua inconsistenza e denigrare gli avversari, gli oppositori (i pochi che ci sono!). E come può, un presidente di consiglio, signora Ilaria Santi, permettere gli applausi della maggioranza?

Come, si scandalizzò perché una consigliera dell'opposizione arrivò in pantaloncini, e lascia applaudire, in modo becero, i 'suoi?

Il gruppo del M5S aveva proposto una mozione affinché Piazza delle Carceri fosse considerata patrimonio dell'umanità e il PD ha votato contro (loro hanno presentato un altra proposta per l'Unesco, il Duomo eccetera, insomma un pasticcio e confusione fantastici)!?; non vogliono che si tocchi GIDA (ente per la presunta depurazione delle acque) e difendono l'indifendibile impianto di Baciacavallo, che non si può chiamare depuratore (attenzione, qui si va su terreno scivoloso, sono stata quasi minacciata perché ho parlato di quello del Calice e delle acque fetide che butta fuori, che riversa nell'Ombrone!); e sempre durante i consigli, mi raccontano che il sindaco invece di guardare la gente negli occhi, spippola sul suo telefonino...

Un disastro di giunta, impreparata, arrogante, che difende gli interessi di chi l'ha votata, evidentemente.


giovedì 11 dicembre 2014

Lettera a Mogol

Signor Mogol,

Lei ha detto belle parole sul cantante Mango, ha espresso dolore per la sua morte improvvisa, ha definito chiaramente il 'vero artista' come colui che è libero, che non fa tutto per calcolo, per promuovere la sua immagine. 

Ma è possibile essere un artista libero come lei lo definisce e come anch'io condivido, o è soltanto una bella immagine, una utopia?
Oggi tutto è immagine e falsità, strumentalizzazione del mercato e della politica. Pochissimi corrispondono alla descrizione che Lei ne dà. Se esistono, vivono nascosti, tenuti seppelliti vivi. Gli artisti, di qualsiasi arte si parli, si trovano quasi tutti al servizio del 'sultano', con il solo fine di fare una marchetta, di lavorare, di essere qualcuno, di essere visibili e soprattutto famosi, sfondare eccetera, e tanti tanti lo sono proprio fra i giovani, che invece dovrebbero essere ben altro. Anche se indossano la divisa 'revolucionaria' o punk eccetera eccetera, sono tutti in fila.

Oggi l'artista è mediocre e lecchino, e solo così è vincente e mostrato dai media; è così stabilito un tacito accordo fra chi comanda e chi è comandato. Tu fai il mio cane, e io ti dò l'osso.

Certo questo è sempre stato (basta leggere Marziale), ma la contemporaneità ha affollato i ranghi del grande e inutile, e anche brutto esercito. Per questo l'arte è in gran parte spazzatura commerciale, anche quando si ammanta di qualche bell'aggettivo, e il pubblico non si emoziona che di rado alle mostre o  all'ascolto delle canzoni. Non facciamoci illudere dalle file davanti agli Uffizi nel giorno del gratuito.

Dunque, posto che ancora si possa parlare di artista sincero e libero, oggi,  quest'artista viene alla fine fatto morire, in qualche modo, perché non serve a nessuno; e, appunto, muore, emblematicamente, sul palco.

mercoledì 10 dicembre 2014

Lo spettacolo ferito a morte

Sono senza parole. Copio e incollo un articolo di Stefania Elena Carnemolla dal titolo: La cooperativa di Buzzi sponsor dello spettacolo di Serena Dandini sul femminicidio, dove si rilevano i collegamenti fra il mondo dello spettacolo e le cooperative. In questo caso quella implicata nello scandalo romano di questi giorni, "La cooperativa 29 giugno".

Ogni commento è superfluo. Questo articolo è stato ripreso da "Libero", e la Dandini ha dato una risposta, che si può trovare con una facile ricerca.

A parte il caso della Dandini, su cui appunto non voglio commentare, è indubbio che il mondo dello spettacolo sia profondamente inquinato da questa 'mafia', che impedisce il lavoro e il merito. 
Personalmente attendo il giorno in cui gente onesta e credo competente come me vedrà un po' di giustizia. Sto lavorando per questo.
(Non lascerò passare così leggermente l'ennesimo sopruso, questa volta 'regalato' dal TAR sulle residenze teatrali, cari signori e signore dell'ufficio e della commissione cultura eccetera della Regione Toscana. Non perché ormai voglia i tanti soldi che avete elargito ad altri, ma solo giustizia appunto, e per combattere contro lo 'sterminio' culturale che state perpetrando).

"Donne che amano palcoscenici in penombra per dire che no, la violenza alle donne non è una cosa bella. La spettacolarizzazione della denuncia della violenza contro le donne è ormai un genere che “tira”, quando nella dignità del silenzio donne aiutano altre donne senza desiderare la luce dei riflettori. Ferite a morte è un progetto teatrale sul femminicidio, come si usa dire nell’ambiente, scritto e diretto da Serena Dandini, già volto di Rai 3, e concepito sotto forma di monologhi.




Spettacoli in Italia e all’estero, con “numerose donne illustri”, pronte a salire su un palco per dare “voce a un immaginario racconto postumo delle vittime”, nonché per poter offrire “occasione di riflessione” e un “tentativo di coinvolgere l’opinione pubblica, i media e le istituzioni”. Spettacoli e altre iniziative. Una cosa così doveva pur avere bisogno di sponsor. Fra gli sponsor del progetto la Cooperativa 29 Giugno di Salvatore Buzzi, il re della cooperazione capitolina accusato di essere una figura chiave dell’organizzazione criminale capeggiata da Massimo Carminati.
L’8 aprile 2013 la cooperativa fu ad esempio al fianco dello spettacolo andato in scena all’Auditorium Parco della Musica di Roma. La notizia fu riportata nel numero del 17 maggio del magazine sociale. “La Cooperativa 29 Giugno in prima fila per un’importante iniziativa sul femminicidio” così l’articolo di Livio Splendiani. Chi c’era quella sera all’Auditorium? Fra il pubblico una “applauditissima neopresidente della camera (sic) Laura Boldrini”, giunta al Parco della Musica per assistere dopo Palermo, Bologna, Milano, Genova e Firenze allo “spettacolo scritto e diretto da Serena Dandini, Donne Ferite A Morte” ora “all’Auditorium di Roma” grazie a “sponsor” come la “Cooperativa 29 giugno e la Legacooplazio”.
“Uno spettacolo teatrale” continua l’articolo “con la partecipazione di un cast eccezionale: Sonia Bergamasco, Emma Bonino, Margherita Buy, Susanna Camusso, Federica Cifola, Lella Costa, Concita De Gregorio, Orsetta De Rossi, Piera Degli Esposti, Donatella Finocchiaro, Iaia Forte, Sabrina Impacciatore, Paola Minacciona, Maura Misiti, Carlotta Natoli, Isabella Ragonese, Fiorenza Sarzanini”.

martedì 9 dicembre 2014

Brogli elettorali: ci sono, ecco le prove

Cari amici,
finalmente è detto a chiare lettere dei brogli elettorali  e del ruolo di certi 'scrutatori', è venuto fuori nell'ambito dello scandalo delle indagini su Roma Capitale di Cacca (un gorgo di corruzione senza fine...). Sotto copio un riferimento a un articolo de "Il fatto quotidiano", dove vengono riportate parole chiare e precise al riguardo: 
"Il 20 febbraio 2013, a pochi giorni dal voto, Michele Baldi, capogruppo alla Regione Lazio nella lista del governatore e non indagato, chiese al consigliere di Forza Italia accusato di brogli elettorali: "Glie dici alla tua rete di scrutatori de rispettamme?". Pochi giorni prima l'esponente del centrodestra era stato intercettato mentre parlava di "inserimenti" nelle urne"
Aspettavo questo momento, sapevo che sarebbe arrivato.
Chi ha fatto parte di un seggio, sa quanto è importante esserci a controllare le schede, e che e come è possibile agire nelle urne. 
Insomma, Roma nel mArino... Ma non solo Roma! Che aspettano a chiudere tutto e buttar via la chiave?
Chi mi ha dato, in questi anni di 'dietrologa' o 'esagerata', deve tacere per sempre.

La fascistizzazione della cultura

Non sono così sciocca da capire che alcuni anni sono passati, e che non si può accusare i contemporanei propriamente di 'fascismo'; tuttavia, è certo che in Toscana, come anche in altre regioni guidate dal Centro Sinistra, è ormai attuato del tutto un profondo monopolio culturale gestito dai partiti, che davvero si può parlare di 'fascistizzazione', ossia, l'eliminazione di ogni vera opposizione o concorrenza, unita a una linea programmatica di assolutizzazione, che costringe tutti coloro che vivono di cultura, e quindi anche all'università per esempio, di adeguarsi.

L'obbiettivo è il mantenimento dello stato politico ed economico attuale, e anche altri fattori, come il preservare, nel caso di teatri o altri enti, posti di lavoro che frequentemente sono stati dati per grazia di partito appunto, e che servono e sono serviti per dirigere con tutta tranquillità teatri musei enti associazioni.

Questo stato di cose non è stato cambiato nemmeno a Parma, dove per esempio il sistema culturale è stato mantenuto totalmente nello status quo precedente, da Pizzarotti del M5S.

Come ai tempi del Fascismo, che aveva trovato nell'omogeneità culturale come uno degli obbiettivi più importanti per togliere anche ogni opposizione, ci ritroviamo quasi nello stesso punto, e con conseguenze, oggi ben più gravi economicamente e culturalmente.

E' chiaro che, per fare questo, i partiti si vestono come le puttane sulle strade, e danno o l'idea di vendere il vero amore. Gli artisti, che sono deboli e poco strutturati politicamente se non eccezioni, mossi dalla vanità eccetera - un processo narcisistico visibile molto di più nelle carriere politiche - e dalla necessità, non fanno gruppo se non raramente nella storia. Il loro movimento, nella struttura societaria, è verticale, ossia verso il potere, non orizzontale, verso gli altri.

Per questo Volonté odiava gli attori, per esempio; e anche Pasolini.
Per questo, l'artista che fa politica è fortemente vilipeso, osteggiato, deriso. Un esempio illustre, Grillo.

Bisognerebbe cambiare tutto. Come è possibile che negli uffici cultura ci siano persone che compiano questo misfatto, dove possono lavorare in grazia di partito soddisfando la loro invidia, sentimento che sempre si unisce sempre in questo gioco di annientamento politico.

Non si può pensare che asini di servizio facciano carriera nelle Sovrintendenze, negli Enti eccetera, persone che causano danni andando contro alle finalità istituzionali eccetera, sostenute dai partiti.

E così è stata riempita la maglia della rete di gente fidata, che tiene a bada chi deve tener a bada.
E così è stata creata una rete, cito sempre quella della FTS (Fondazione Toscana Spettacolo) perché conosco bene e perché assolutizzante, diretta da una presidente ex-senatrice della Margherita e da una direttrice artistica 'sicura' politicamente, signore che gestiscono le programmazioni di tutti i teatri toscani in modo pessimo, chiamando artisti fidanti e fidanti, con l'occhio sempre verso il botteghino, naturalmente, come ogni impresa privata, e distribuendo sorrisi agli assessori alla cultura e alle compagnie amiche. Il sistema della FTS è uguale, anche se con nome diverso, in Puglia, nelle Marche, in Umbria...
Questi responsabili non vanno a vedere, per esempio, gli spettacoli. Da noi, almeno non sono mai venuti, non ci hanno mai mai potuto giudicare. Insomma, hanno pre-giudicato e deciso, perché in sostanza non gliene importa nulla di quello che un artista o un gruppo propone veramente.

La differenza rispetto al periodo fascista qual è: che non c'è violenza fisica, che qualcosina ti fanno fare, ma poco, umiliando, marginalizzando. Ti tengono in vita, appena.

Oggi nessun tribunale ti condanna all'esilio, ma di fatto ti condanna, come il TAR ha fatto con La Baracca, a un esilio diverso, moderno, democratico, un esilio in casa, una lenta morte se non certa, probabile.

Per reagire a tutto questo, senza nessuna forza politica alternativa che sostenga, be', bisogna essere folli, presuntuosi, e un tantino pazzi e disperati. Come sono io, noi.

(In questo blog su questo argomento ho già trattato nel 2010, e altrove qua e là:
http://primaveradiprato.blogspot.it/2010/05/la-sottile-persistente-vena-del.html)

lunedì 8 dicembre 2014

TAR...OCCATO! (Comprare i ricorsi al TAR)

E se non fosse solo a Roma?
Qualcuno comprava ricorsi al TAR...

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_luglio_22/tar-ricorsi-vinti-con-tangenti-2222274530900.shtml

Prato, la scuola pubblica non va

Brutte notizie dal fronte della scuola pubblica, a Prato.
Non ci sono i soldi per finanziari corsi di inglese e si fa una lotteria con sponsor! Siamo veramente alla frutta: è mai possibile che si arrivi a tanto, che con tutti i soldi che si buttano via per gli enti pubblici, non si trovi qualche spicciolino?

Non ci sono soldi per la palestra alla scuola elementare di Casale, e solerti assessori e consiglieri portano le classi in un ex-cinema, dove si fanno le feste, di proprietà della Curia. Tutto gratuitamente, dicono (una vera magia!), in attesa di tempi migliori quando la palestra sarà costruita (nell'Anno del Mai). Ma perché non si portano i ragazzi in una palestra vera e attrezzata? E il riscaldamento e le attrezzature e l'assicurazione, chi le paga, la Curia? Come avviene tutto questo?

Pessime notizie dal fronte scuola.

Prato non è una città a misura di bambini e ragazzi.



domenica 7 dicembre 2014

Com'è andata "Gaetanina Bresci"

Ieri sera il pubblico era molto incuriosito circa il senso dei cartelli che abbiamo messo nelle bacheche e non ha capito proprio come a un teatro così significativo sia stata negata la 'residenza teatrale'. Eccetera eccetera.

Il pubblico è arrivato anche da lontano, e proprio da Monza. Monza è dove Gaetano Bresci uccise Umberto I.  Grande soddisfazione per questo pubblico interessato.

Che dire? Ieri sera ho recitato 'cattiva', ci stava bene,  ed è stato apprezzato.

Mi hanno spronato ad andare avanti, rincuorandomi.

Qualcuno ha detto, e anch'io l'ho pensato ricordando una vecchia scritta,  "Viva Gaetano Bresci".


COMMENTI DEL PUBBLICO ALLO SPETTACOLO:

"Bravi". (G.Gallucci).


"Un testo molto bello e interessante (è vero forse non vogliamo il cambiamento"). (Laura).


"Brava come attrice, insieme a Gianfelice, eccezionale come autrice". (Fiorella).


"Bravi, continuate per la residenza". (M.Nardi).


"Ne è valsa la pena fare 300 km per lo spettacolo! Sarebbe bello portarlo anche dalle nostre parti. (Miriam e Luciano).

venerdì 5 dicembre 2014

Abbiamo perso

Il TAR ha confermato che il Teatro La Baracca non può essere una residenza teatrale, mi ha appena telefonato l'avvocato.
Sì, lo sapevamo, ma ora siamo sicuri che viviamo in una Regione che ricorda molto il nostro passato peggiore. Non è cambiato nulla, se non i manganelli. Quelli non ci sono più, per ora.


Siete contenti, voi che dalla Regione ci leggete quasi ogni giorno? Siete contenti di lasciarci nella merda? Avete vinto voi, vincete sempre, voi.

Ringraziamo il tribunale e l'ufficio cultura della Regione, e grazie alle sue solerti 'impiegate' e 'funzionarie', che invece di tornare a fare le ostetriche si sono misteriosamente viste occupantesi di cultura e così anche coloro che son planate da Roma dopo la chiusura dell'ETI, grazie agli assessori e a tutti voi che contribuite con la vostra indifferenza o i vostri partiti e le vostre partigianerie, la vostra invidia, i vostri affari, che contribuite così bene a rendere questo paese, l'Italia, un luogo di cacca.

E scusate, ma che il Metastasio non diventi teatro nazionale, insomma degli accordarelli sottobanco, delle 'pastette culturali dei big',  in questo esatto momento,  non ce ne frega niente. Né se ne dovrebbe stupire o occupare chi dice di remare da un'altra parte, e invece fa sempre il gioco dei 'big', delle istituzioni e non dei cittadini, E NON SI INTERROGA SU UN SISTEMA MARCIO, eterodiretto eccetera eccetera.

P.S.
Intanto leggiamo la notizia dell'ultim'ora: emerge chiaro, dallo scandalo romano di questi giorni, il contatto fra la mafia, la politica e lo spettacolo. Oibò. 
http://www.repubblica.it/cronaca/2014/12/05/news/de_rossi_telefonate_a_de_carlo_in_piena_notte-102205447/?ref=HREA-1

Grazie a chi ci sostiene

Grazie a tutti coloro che sostengono il Teatro La Baracca con la loro presenza costante. Che ci chiamano per prenotare.
In città e altrove in Regione si spendono tanti soldi per le attività natalizie spesso in modo stupido, e a gente come noi hanno tolto tutto.
Se non avessimo chi ci chiama fuori Regione (in Regione non esistiamo perché la Fondazione Toscana Spettacolo ha il monopolio su quasi la totalità dei teatri toscani, una cosa simile accadeva anche nel Ventennio Fascista); per fortuna dicevo ci chiamano da fuori perché innamorati del nostro teatro, altrimenti non sapremmo proprio come fare a vivere, e come poter presentare spettacoli come Gaetanina Bresci (domani sabato 6 dicembre ore 21 in scena alla Baracca),  che per noi non sono affatto un guadagno in termini economici, praticamente si lavora gratis.
Ma siamo convinti che sia giusto continuare a esserci, e per questo ci sacrifichiamo molto.
E mentre il TAR non ci dice di che morte moriremo sulle Residenze Teatrali, altri prendono anche i nostri soldi, quelli del nostro lavoro, che sì noi meritiamo a tutti gli effetti di essere una Residenza! Se mai arriverà la sentenza, sarà assolutamente tardiva.
Rossi si fa fotografare con i rom; ma noi, ormai, siamo diventati i veri rom, i 'ghettizzati'.

L'assessore alla cultura di Prato Mangani è venuto alla Baracca in una assemblea mal organizzata, e ci farà fare - come gli altri assessori che lo hanno preceduto - gli spettacoli natalizi (per bambini e molto preziosi in verità, due spettacoli costano alla comunità 2400 euro comprensivo di tutte le spese si intende, IVA, SIAE, ENPALS-INPS e cachet per i due attori e assistente), ma sembra non amare il nostro teatro ( come gli assessori che lo hanno preceduto)  quanto piuttosto altre piccole realtà  dove si fa vedere e assiste (ognuno è libero...), luoghi magari contraddistinti politicamente dalla sua parte. D'altronde il precedente assessore del suo stesso colore politico faceva lo stesso. 

Ricordo che nel 2008, dopo aver fatto gratuitamente Laris Pulenas a Poggio Castiglioni, ci offrì una cenetta in un ristorante di Prato, per mettere a posto la sua coscienza. Ci siamo pentiti di aver accettato, è stato offensivo. Erano i tempi della battaglia di Gonfienti, e mentre tutti si intascavano fior di soldini, noi lavoravamo gratis.
Cose che si fanno quando ci si crede. Peccato.

Senza menzionare il comportamento assente dei vari rappresentanti del MET, la mancanza totale di comunicazione, di confronto e di rispetto; o la totale assenza dei consiglieri che sono nella commissione cultura, incluso dell'opposizione, a cui nemmeno siamo simpatici, evidentemente; che perdono tempo dietro le chiacchiere, le domandine, a chiedere perché non si risponda alle interpellanze eccetera - tutte cose sacrosante, lo diciamo da anni, e dov'erano allora? - ma poi in realtà l'assenza rende la politica quella di sempre.

Tuttavia grazie, grazie ai veri cittadini, al pubblico, perché in fondo voi ci siete e ci permettete di regalarvi il senso più profondo del teatro all'interno di questa smarrita comunità, nella lontana periferia.

Per favore, non citate Volonté

Sono apparsi articoli sui 'santi media' a commemorare i vent'anni dalla morte dell'attore Gian Maria Volonté, dove si racconta la solita favola per cui si sentirebbe la mancanza di attori come lui, non solo bravi e rigorosi, ma anche antidivi e impegnati politicamente.

Una vera balla. Oggi gli stessi registi non vogliono attori così, e gli impegnati vengono mandati a quel paese letteralmente. Per non parlare della politica, da cui dipendono così drammaticamente cinema, teatro, musica e in genere tutte le attività artistiche, e che fa morire artisticamente tutti quelli che provano ad aprire bocca in senso contrario.

Magari si può dire che qualche anno fa questi antidivi, questi ribelli erano più tollerati, meno emarginati; era ancora possibile, per qualcuno di loro, grazie a qualche testa registica intelligente e a un periodo cultura diverso, venire fuori. Era possibile, per un attore, essere anche un intellettuale. 

Oggi non è più concesso. Per farsi conoscere bisogna essere capre brucanti e pecore mansuete da tosare.

Lo sanno bene i giovani artisti e meno, che lo sono quasi tutti, fatte salve le debite eccezioni, naturalmente. Ma sono eccezioni, e non si conoscono!

Perché questi ipocriti scribacchianti (incluso i 'critici', sic!) mentre celebrano il divo Volonté, uccidono e ignorano volutamente coloro che oggi intendono l'essere artista in senso critico e polemico serio, politico, uscendo dalle solite mode tematiche e formali del momento.

giovedì 4 dicembre 2014

Succede solo a Roma?

Ma lo scandalo politico che è successo a Roma, con la compromissione anche dell'ex sindaco Alemanno, pensiamo che riguardi solo quella città?
Che bella domandina retorica!

Sappiamo bene che corruzione si può presentare in molti modi, magari con forme più 'gentili', meno legate a bande neofasciste eccetera, ma la sostanza non dev'essere molto diversa.

I legami fra certa politica, cooperative, municipalizzate, gruppi economici, associazioni è troppo stretto in Italia ovunque, così visibile e palese, che il sospetto è più che lecito.

Ma io credo anche che non bisogna sottovalutare un altro tipo di movimento di corruzione, che è un po' inverso e diverso rispetto a quello scoperto a Roma, dove esiste proprio una banda criminale che opera per aggiudicarsi gli appalti e i favori: ossia, altrove è la politica che si rende 'attiva', diventa amica di certi settori, gruppi, dà soldi e favori, lavoro, per poi riaverne indietro parte dei soldi per autofinanziarsi e ricevere consenso elettorale.

Un 'movimento' più subdolo (non c'è una banda criminale), difficile da individuare per il sistema omertoso e il generale interesse che crea in ampie zone di territorio.

mercoledì 3 dicembre 2014

SALVINI, VARIANTE DI RENZI

Nella foto di Salvini nudo, che sorridente indossa solo la cravatta verde sul settimanale "Oggi" (titolone: "Salvini desnudo. Affidereste l'Italia a quest'uomo?"), c'è la chiave di volta per comprendere la funzione demagogico-politica del capo leghista, così amato e discusso anche dagli oppositori.
Così, passatemi il termine, 'pompato' dai mezzani televisivi.

Salvini si presenta dunque come la variante di Renzi, quello che ruberà i voti in casa Grillo, anzi li ha già rubati, soprattutto dei simpatizzanti a destra, ora che parecchi di loro si son schierati qui in Toscana con il reietto cittadino deputato (sic!) Artini.

Salvini: quello che corre contro i rom, che vuole espellere gli extra-comunitari, l'anti Rossi insomma,  si fa immortalare con i colorati zingari, lui così fermo e grigio...

La Sinistra 'civettiana' naturalmente già grida allo scandalo e così fanno i movimentisti.

Un gioco delle parti perfetto, che sempre si rinnova. Ogni tanto poi fanno qualche pulizia, come dal dentista, e tolgono il tartaro in eccesso. O come a casa in soffitta, quando gli scatoloni si son fatti ingombranti. Via! Lo vediamo a Roma in questi giorni, dove una quarantina di coloro che giocavano ai 'Dieci piccoli indiani' (And Then There Were None) sono stati fermati.

E ci sono le reazioni, i commenti, i 'noi non siamo come loro'...

CHI HA PAURA DI GAETANO BRESCI?



Sabato 6 dicembre ore 21, torna Gaetanina Bresci (Mio padre Gaetano regicida) al Teatro La Baracca. 

Mi aspetto alcuni di questi nuovi signori alla cultura, visto che dei titolati, se si eccettua l'ex-assessore Anna Beltrame che ci fece una sorpresa, nessuno è mai venuto a vedere lo spettacolo. 

L'anno passato qualche buontempone moralista e bigotto pensò anche di togliere il nome della via di Prato intitolata a Bresci.  

Cosa ne dite, verranno questi nuovi?

Sono scettica e perplessa. Molti di loro hanno paura di Gaetano Bresci (di cui, da veri incaricati della cultura, non gliene importa un fico secco), e forse ancor di più della Baracca e dei suoi abitanti, che hanno in molta uggia.  

Vi farò sapere.

martedì 2 dicembre 2014

In merito all'assemblea sulla cultura al teatro la Baracca di qualche giorno fa...

Qualche giorno fa ho ricevuto questa lettera. Dato che anche altri mi hanno espresso le medesime posizioni, credo opportuno pubblicare la parte che qui interessa. Su espressa volontà di chi scrive, non ne pubblico il nome.

"Cara Maila,
ho tardato qualche giorno a scrivere. Diciamo che questa lettera è tardiva, ma è uguale. Volevo dirti due cose in merito all'assemblea sulla cultura (n.d.r: del 7 novembre scorso, vedi questo blog, con l'assessore alla cultura e il presidente della commissione cultura del Comune di Prato).
La prima, che ti ho detto anche a voce, che secondo me l'assessore non rispondeva alle domande veramente. Le scansava. Ma forse questa è solo una mia impressione.
Invece la seconda è dovuta a un fatto concreto: sono rimasta colpita dall'assenza di opposizione istituzionale, non c'era nessun consigliere comunale dell'opposizione. 
A pensarci bene, è incredibile, perché, in quella sede, avrebbe potuto dire chiaramente una posizione diversa. Avevano quella opportunità di farlo, e in un posto che non era certamente ostile!
Invece no!
So che chi la organizzava ha avuto problemi di comunicazione, ma so anche che tu avevi telefonato eccetera, chiedendo di essere presenti.
Ora dice che a pensar male si fa peccato, però io penso male. Penso che una posizione diversa non c'è, o che questa opposizione non la esprime, perché non la vuole esprimere, e mi dispiace per te, per il tuo teatro che fa tante belle cose e che è tenuto come soffocato, ma anche per noi giovani che purtroppo non abbiamo futuro in questo settore. Perché tutto è gestito dall'alto, dalla politica o dai pochi che via via ci sono, come in una turnazione del potere.
Hai tutta la mia solidarietà e la mia stima..."



lunedì 1 dicembre 2014

Rossi e i Rom

Polemiche sulla foto del Presidente Rossi con i Rom pubblicata sul suo profilo Facebook. I cretini, gente sempre molto pericolosa e attiva, si sono scatenati contro.

Tuttavia mi preme aggiungere che, contrariamente a quanto vuol dire in quella foto, il Presidente non sempre si mostra così 'aperto' e tollerante con tutti, soprattutto con chi la pensa diversamente da lui.

Il sospetto è che l'etnia Rom sia usata solo strumentalmente, come spesso avviene per certe battaglie di stampo sociale. Si chiama demagogia.

Oggi la persecuzione del 'diverso' corre su strade appunto diverse, e non soltanto su quella della razza o della omofobia eccetera. 

Insomma, si sposa la causa anti-razzista o anti-omofoba, e giustamente, e però si tengono 'i diversi nel pensiero' lontani e disprezzati, puniti e ghettizzati.  Insomma, contro quest'ultimi si pratica parecchia intolleranza, e magari gli si rende la vita difficile o il lavoro impossibile. E senza alcuna foto su Facebook.

Carmelo, il Bene, è tornato, arrabbiatissimo

Dopo aver mangiato un buonissimo piatto di penne strascicate, stanotte è apparso di nuovo Carmelo Bene.
Arrabbiatissimo.

CARMELO  E dunque?
ME                Cosa?
CARMELO  Questo tribunale tar...occato non decide un c...o.
ME                E cosa posso fare?
CARMELO  Mentre tu stai al palo, porci grassoni corrono, con i soldi anche tuoi.
ME                Lo so.
CARMELO  Sono tutti di loro. M...a!
ME                Sei molto arrabbiato.
CARMELO  Sono arrabbiato con te, che non fai un c...o. Devi darti più daffare!
ME                Va bene, ma cosa devo fare di più?
CARMELO   Intanto basta dare perle ai porci, quelli là non aiutano nemmeno loro. Non aiutano! Mandali a fare in c...! Quelli alla fine lavorano per il nemico.
ME                 Mamma mia come sei arrabbiato. Mi lasci dormire?
CARMELO   Devi fare come me, devi sputtanare pubblicamente.
ME                 Carmelo, lo faccio sempre, sempre sempre.
CARMELO   Non basta non basta non basta!
ME                 Il fatto è che i colleghi sono più lealisti del re...
CARMELO   Colleghi? Non ci sono colleghi nell'arte, non ci sono, ficcatelo bene in testa! La gran parte di questi sono solo ruffiani e lacché, lacché e ruffiani...senti...accidenti, sto  
andando via, ma presto torno, torno, e vedo quello che hai fatto, ti prego, devi  vendicare anche me...
ME                 Pensavo che già ti fossi vendicato da solo...Quell'inserzione che pubblicasti contro il direttore del teatro di Roma...
CARMELO   Non basta, bisogna continuare, bisogna continuare fino a quando se ne andranno tutti a gambe levate...
ME                 Carmelo...ma anche ai tuoi tempi pagavano le mazzette per fare gli spettacoli oppure erano 'd'area' o amanti eccetera?

CARMELO    Sì sì sì e molto di più!...Torno presto, torno presto...

A Chiavari, sulle tracce di Sem Benelli