giovedì 15 ottobre 2009

Solo vento

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di una lettrice del blog, che condividiamo:
"Leggiamo basiti, in un comunicato stampa del Comune, che ancora gira l'idea della Torre del Vento.
Coloro che a suo tempo furono strenui nemici di questo progetto, ora tacciono. Io me li ricordo tutti, questi signori. Ubi sunt?
Intanto, mentre la città sprofonda nella crisi più nera, a trecentosessantagradi, e si svuota, alcuni amministratori non trovano di meglio che riunirsi al Rotary per dirsi bravi e cantare "O quante belle figlie madama Dorè, oh quante belle figlie...!".
Sono incredula.
Cari amministratori di ieri, di oggi e domani: svegliatevi.
E' giunta l'ora di non chiacchierare più. Quando i cinesi se ne saranno andati, e già si vedono che fanno le valigie, voglio proprio vedere come riempirete la città. A chi affitterete i vostri fondi. Al vento. Al vento delle vostre parole a cui, come ben vedo, siete ormai decisi di fare il monumento".

mercoledì 14 ottobre 2009

CALCESTRUZZO A(R)MATO

Berlusconi annuncia l'inizio dei lavori per il Ponte sullo Stretto di Messina.
Un storia infinita, questa del Ponte sullo Stretto. Siamo contrari, lo siamo sempre stati. Maila ha fatto anche uno spettacolo-inchiesta, IL PONTE DEL GATTOPARDO nel 2005.
Non ne possiamo più di questa continua incessante dittatoriale cementificazione del territorio.
Berlusconi, il modello del cementificatore del suolo italico per eccellenza, persegue la folle idea del Ponte da anni, gli accarezza la vanità, tra le altre cose.
Modello che sembra aver attecchito anche in Toscana, nel governo del Centro-Sinistra.
A Prato, per esempio, vedasi la sfacciata, brutta cementificazione dell'Interporto, l'orrenda coltre della Multisala e della nuova Coop!
Nel frattempo, la città è vuota, molti edifici industriali sono dismessi.
Si percepisce lo smarrimento, il non-senso, in questo voler costruire lavoro e futuro a colpi di calcestruzzo.



lunedì 12 ottobre 2009

Chi ha paura di Ipazia?

Il regista Alejandro Amenabar racconta nel suo nuovo film Agorà la storia finora misconosciuta di Ipazia, matematica, astronoma e filosofa greca vissuta ad Alessandria tra il 4° e il 5° secolo d.C. ( Alessandria d'Egitto, circa 370 – marzo 415), forse la più importante figura per la cultura dell'epoca.
Ipazia, matematica e filosofa, che io ho conosciuto grazie alla mia maestra filosofa Margherita Isnardi Parente all'Università La Sapienza di Roma, fu trucidata per ordine di Cirillo, vescovo di Alessandria. Da allora il suo nome è praticamente scomparso, e assieme a lei la sapienza della civiltà ellenica.
In Italia si tenta di non far conoscere questa figura, di non gettar luce su un'altra (antica) memoria scomoda; infatti il colossal di Amenabar sarà distribuito in tutto il mondo, tranne che da noi.
Gira una petizione per chiedere a produttori e distributori del film "AGORA'" di Alejandro Amenabar di far girare il film in Italia. Ci auguriamo che possa servire a qualcosa: http://www.petitiononline.com/agorait/petition.html




Un appello alla partecipazione

Qualche giorno fa è uscito un articolo di Miriam Monteleone su Il Tirreno, cronaca di Prato, dove, attraverso alcune interviste, si delineava la triste prospettiva degli artisti pratesi, costretti a emigrare nell'Europa del Nord per poter vivere dignitosamente, per essere minimamente considerati.
Il problema degli artisti, del loro sostentamento, è, per rimanere a livello pratese, drammatico. Conosco storie molto tristi.
Presto, oltre a una città vuota di tessile, di fabbriche in attività e altro, vedremo una città vuota di cultura.
Anzi, già lo si vede. La città è spenta e svogliata.
Cari concittadini, se snobbate gli artisti e le loro -poche rimaste - manifestazioni, segnate per sempre il vostro e il futuro dei vostri figli.
Il mio appello nei confronti della cittadinanza pratese è un invito alla partecipazione collettiva, visto che gli amministratori e gli enti pubblici preposti, che noi richiamiamo al loro dovere, si mostrano assenti.
Maila Ermini

Amos il celestino

In una città indifferente come non mai, sabato scorso 10 ottobre, dopo la recita de L'infanzia negata dei celestini si è svolto un importante dibattito fra due ex-celestini dell'Istituto Maria Vergine Assunta in Cielo di Prato, detto appunto 'ai celestini'.

Amos Locatto Alberton era venuto da Bassano del Grappa per la seconda volta a Prato; la prima volta ad aprile scorso, a cercare la madre di cognome Locatto, che lo aveva lasciato all'istituto appena nato, perché frutto di una relazione illegittima. La madre probabilmente minorenne, era ebrea.
Sabato scorso è tornato alla redazione de Il Tirreno, dove io l'incontrai per la prima volta nell'aprile scorso, quando chiedeva che qualcuno l'aiutasse nella ricerca della madre.
Poi è venuto alla Baracca, in compagnia di amici, a vedere lo spettacolo. Piangeva.
Dopo lo spettacolo l'ho lasciato salire sul palco, e lui ha raccontato quello che aveva subito 'ai celestini'.
Non sapevo che in quel momento fosse presente alla Baracca un altro celestino, che, dopo essersi rivelato, ha dichiarato di non avere un così cattivo ricordo di padre Leonardo, o comunque, di giustificare in qualche modo il suo comportamento.
E' nato un dibattito molto importante e significativo, che ci ha condotto a stare in teatro fino a più di mezzanotte.
Insomma, c'è ancora qualcuno che crede che questo padre Leonardo fosse nel giusto. E questo aspetto è venuto fuori anche nell'ultima replica dello spettacolo, ieri pomeriggio, dove uno spettatore ha sostenuto che la colpa dei maltrattamenti fosse da attribuirsi ai sorveglianti.
Peccato che nessun rappresentante della scuola sia venuto a vedere, ad ascoltare. Nessun maestro, nessun professore. Sarebbe stato istruttivo.
Peccato che nessun rappresentante del nuovo governo locale sia stato presente, e nessun giornalista, nemmeno per sbaglio; noi li avevamo informati.
Pensiamo di essere immuni dal fanatismo religioso, che quanto è accaduto ai celestini non accadrà mai più.
E' possibile. Ma io ho segnali che vanno in altra direzione.

venerdì 9 ottobre 2009

Domande ancora in attesa di risposta

Ci chiediamo se qualche segno del cambiamento ci sarà.
Verranno a vedere cosa fa il Teatro La Baracca, nella nuova stagione, i nuovi amministratori comunali e provinciali?
O forse avranno timore di compromissioni, per i temi affrontati, o, come i precedenti amministratori, daranno mostra di tutta la loro indifferenza e superiorità?
O forse non lo considereranno degno perché non è un teatro finanziato?
O forse ci scherniranno, come hanno fatto precedenti amministratori e direttori eccetera?
O forse non lo considereranno degno perché è un piccolo teatro senza poltroncine rosse che abbiamo costruito mio padre ed io?
O forse non vorranno dare importanza a questo spazio libero e indipendente come hanno fatto i precedenti amministratori e direttori eccetera?
La storia del nostro piccolo teatro è ancora in attesa di risposte a tutte queste domande.
Domani iniziamo con L'infanzia negata dei celestini.
E' uno spettacolo dedicato a chi vuole conoscere il passato della città di Prato, e non solo.
Il libro omonimo, che è stato pubblicato dall'editore Carlo Zella, è ormai esaurito.
Maila Ermini

mercoledì 7 ottobre 2009

"Gonfienti muore" a Rovereto

Sono fuori per lavoro e velocemente annoto le impressioni di questo mio viaggio a Rovereto in compagnia di amici per rivedere, lontano da Prato e in un festival, il documentario Gonfienti muore.
Le sorti della città etrusca sono conosciute, anche se non approfonditamente, e questo ha spinto gli organizzatori a inserire (fuori concorso come avevo richiesto) il video, che è subito apparso diverso da tutti quelli che anch'io ho avuto modo di guardare stamani.
E' l'unico documentario di denuncia.
Ecco, forse il difetto del festival, ben organizzato, segnalato e frequentato, è proprio questo: vi si vedono film troppo patinati, dove l'Italia archeologica e non solo, appare diversa da quel che è.

lunedì 5 ottobre 2009

VERGOGNA INTERNAZIONALE!

PRIMAVERA DI PRATO sarà presente alla proiezione del documentario Gonfienti muore di Maila Ermini al XX Festival Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto mercoledì 7 ottobre.
E' uno dei documentari di denuncia della rassegna, che gli organizzatori hanno coraggiosamente deciso di proiettare.
Registi, produttori, giornalisti, operatori cine-televisivi, archeologi, esperti e professori vedranno quale cura è dedicata al sito archeologico della Città Etrusca sul Bisenzio (per cui, probabilmente a nostre spese, ispettori della Soprintendenza presenziano convegni internazionali all'estero), la cui condizione è addirittura peggiorata rispetto al video datato agosto 2008, ora bunkerizzato, e che rischia di rimanere tale, nonostante le prese di posizione sbandierate in questi ultimi giorni con proposte da parco-giochi e, ciliegina sulla torta, con la finta mossa della ripulitura per salvarsi la faccia.

Consiglio e censure

Andate a vedere il documentario Videocracy.
Il documentario è stato realizzato anche perché Erik Gandini vive all'estero e quindi la censura è stata possibile solo fino a un certo punto.
Altrimenti, se vivesse in Italia, non gli sarebbe possibile sopravvivere.

Il Teatro La Baracca sta subendo censure da parte di alcuni giornali, anche telematici, che già erano evidenti durante la campagna elettorale.
Tutto questo è allarmante.
La Repubblica e La Nazione, per esempio, non hanno ancora riportato notizia della programmazione teatrale. Siamo a Prato dal 1993, siamo un teatro stabile, e tacciono su quello che facciamo.
Siamo sgraditi perché indipendenti e in molti fanno finta che non esistiamo.

sabato 3 ottobre 2009

I disastri continuano



Al Prof. Centauro avevo segnalato la ristrutturazione del tabernacolo a Gonfienti, che a un anno dalla denuncia contenuta nel video Gonfienti muore e dopo altre segnalazioni di cittadini, è finalmente avvenuta.
Mi dichiaro comunque, da profana, perplessa sul restauro.

Dietro il tabernacolo c'è una discarica.


Il prof. Centauro così mi risponde e mi autorizza a pubblicare.

"Buongiorno Maila,
Per quanto riguarda il tabernacolo ritengo che certamente dovranno tinteggiare la superficie intonacata con un colore adeguato! Il restauro, per quanto abbastanza arbitrario, se non altro ha fermato il dissesto in atto.
Cercherò di informarmi sulla conduzione finale delle opere.
Grazie per la segnalazione.

Sono invece totalmente sconfortato per gli sviluppi relativi alla nostra Gonfienti.

“Con gli etruschi lavoro e turismo” con questo accattivante titolo si sta in realtà sotterrando definitivamente e con una spudorata sfrontatezza la più grande scoperta archeologica di questi ultimi decenni. Stamani sul Tirreno è addirittura Napolitano, dopo avere contribuito in modo decisivo al dimezzamento dell’insediamento etrusco, alla sua progressiva obliterazione e devastazione, che adesso traccia il futuro della città etrusca che, complice alcuni solerti funzionari della Soprintendenza, diverrebbe l’occasione di una “fiction” di cantiere archeologico ad uso di turisti, portati a valle in torpedone, dopo avere visitato il museo di Artimino.
Nella speranza che qualcuno tra le guide dica almeno che ci troviamo a Prato e che sui poggi soprastanti si conservano imponenti tracce del primo insediamento dal quale si è generata la stessa città etrusca. Tutto questo con buona pace di un parco archeologico vero, ed alla faccia di tutte le nostre battaglie e delle legittime richieste, di studi condotti guardando al territorio e alla topografia antica, ponendo in tal modo una pietra tombale sull’idea stessa di fare crescere culturalmente la città con un proprio museo, fuori da un confronto internazionale.
Niente antiquarium, nessun recupero paesaggistico, solo una nuda esposizione, un poco feticistica, di strutture urbane disarticolate completamente dalla matrice territoriale antica che le ha prodotte. Questa non è né conoscenza, né tutela, né valorizzazione."

Giuseppe Centauro

venerdì 2 ottobre 2009

Il dazebao è attivo!


Dunque, cari amici, da oggi il dazebao al Teatro La Baracca è attivo! Chiunque può leggere gli interventi di Primavera di Prato sulla bacheca sinistra del teatro.

Anche di sera e anche se non ci siamo, perché abbiamo la fortuna di essere ben illuminati da un lampione pubblico.

Il nostro primo intervento riguarda la cultura.

Per festeggiare, ho deciso di trascrivere qui per voi una poesia di Enzensberger, appena tradotta in italiano.

Middle Class Blues

non ci possiamo lamentare.
abbiamo da fare.
siamo sazi.

mangiamo.
l'erba cresce,
il prodotto sociale,
l'unghia,
il passato.
le strade sono vuote,
le decisioni perfette.
le sirene tacciono.
passa.

i morti hanno fatto il loro testamento.

le piogge sono diminuite
la guerra non è stata ancora chiarita.
non c'è fretta.

mangiamo l'erba
mangiamo il prodotto sociale.
mangiamo l'unghia.
mangiamo il passato.

non abbiamo nulla da nascondere.
non abbiamo nulla da perdere.
non abbiamo nulla da dire.
noi abbiamo.

l'orologio è carico.
i rapporti sono in ordine.
i piatti sono puliti.
passa l'ultimo autobus.
E' vuoto.
Non ci possiamo lamentare.

Cosa vogliamo ancora?

Da Blindenscrift (Scritto cieco) di Hans Magnus Enzensberger, traduzione di Maila Ermini

STAGIONI

Domani a La Baracca, ore 11,30 (via Virginia Frosini, 8, tel. 0574-812363) presentazione della stagione teatrale 2009-2010. Ci sarà un angolino-novità dedicato alla nostra battaglia per Gonfienti.
Vi aspettiamo.

giovedì 1 ottobre 2009

DENUNCIARE FA BENE




Nessuno lo sapeva. Solo per caso l'ho scoperto facendomi un giro. Sono iniziati i lavori a Gonfienti, i lavori, immagino, di ripulitura del sito. Sono stati stanziati 25.000 Euri. Ci sono macchine all'interno della zona archeologica, parcheggiate sotto le baracche. Abbiamo visto e filmato operai a organizzare il lavoro.

Il cartello recita:

Ministero Bene e Attività Culturali - Direzione Regionale per i Beni Culturali - Soprintendenza dei Beni Archeologici della Toscana.
Intervento insediamento etrusco arcaico di Gonfienti.
Inizio lavori 21/09/2009
Direttore Cantiere Luca Pozzolini - CpF Costruzioni SpA
Direttore dei lavori Dott.ssa Gabriella Poggesi
Coordinatore per la progettazione e responsabile lavori Elisabetta Bocci

Perché non è stato detto dalla ispettrice Poggesi durante la conferenza stampa due giorni fa?

Perché tutto questo silenzio?

Perché il Comune non sa niente, a quanto ci risulta?
Perché perché?

E' chiaro il messaggio della Dott.ssa Poggesi: il padrone sono io, e questa casa è mia...esattamente come la canzone. Non credo che una rappresentante dell'autorità statale si possa comportare in questo modo, dimostrando sprezzo. Insomma, siamo alle solite con questa signora.
Comunque, come dice Gianfelice, DENUNCIARE FA BENE!

Maila Ermini

(p.s. Le foto che ho scattato possono essere usate e pubblicate, citandone però la fonte).



RENDIAMO GONFIENTI RICONOSCIBILE

Questa è il mio appello alle autorità, in un momento di grande confusione, mi sembra, e di scontro politico riguardo ai destini di Gonfienti e del parco archeologico e dei reperti, che può avere come conseguenza una paralisi.
Intanto rendiamo la città antica riconoscibile. Ripuliamo, mettiamoci un cartello. Che il cittadino comune possa comunque sapere che c'è e dov'è.
Può sembrare banale, ma i segni sono importanti; riconoscere il luogo è un primo passo che, paradosso e vergogna, ancora, a più di dieci anni dalla scoperta, ancora non è stato fatto.
Maila Ermini

mercoledì 30 settembre 2009

Cenni su Gonfienti

Per la prima volta mi trovo- in parte - d'accordo con il Sindaco Cenni. In parte perché voglio capire come sarà attuata questa 'magica' separazione fra Interporto e città antica. Riuscirà il magico equilibrio? Resto scettica difronte alle parole.
Intanto la città è abbandonata, serrata dentro l'Interporto. In questi continui scontri fra poteri, ho l'impressione che tutto serva a non cambiare nulla. E' uno stillicidio infinito dentro l'immobilismo totale.
Mi auguro poi che il Sindaco scriva altrettanto bene, correggendo i disastri alla cultura che la 'sua' assessora sta causando. Per gli approfondimenti sulla cultura rimando al 'dazebao' alla Baracca.
Ecco la dichiarazione di Cenni sugli ultimi sviluppi riguardo a Gonfienti.

"Finalmente viene riconosciuta la straordinaria importanza del ritrovamento archeologico di Gonfienti, sul quale adesso si pone l’attenzione, perché lo si comprende come risorsa per la città e per l’area metropolitana. Tuttavia questa attestazione di interesse ritengo vada inserita nel contesto di una precisa cornice che comprende innanzitutto la riorganizzazione dell’Interporto. Dopo gli investimenti effettuati c’è infatti la necessità di dare funzionamento e propulsione ai flussi di merce. In questo caso il coinvolgimento del Comune di Campi Bisenzio darebbe respiro alla crescita dei volumi dell’Interporto. Desidero sottolineare che abbiamo di fronte un’opportunità dalle grandi potenzialità per Prato, alla luce del suo sviluppo verso un nodo logistico fra i dieci più importanti a livello nazionale. Di qui il necessario sdoppiamento, come in parte è già avvenuto, dell’Interporto stesso per non inficiare, oltre quanto non sia già avvenuto, la più grande scoperta archeologica del secolo. La valenza storico-archeologica-culturale del ritrovamento di Gonfienti è tale da richiedere un accordo di programma di valorizzazione a livello centrale, direttamente col Ministero; anche per individuare le necessarie forme di finanziameno del Parco Archeologico. Da una parte quindi un Interporto che si esprima al massimo delle sue potenzialità e dall’altra un polo di attrazione rappresentato dal Parco Archeologico per valorizzare la scoperta di Gonfienti. Uno sdoppiamento delle attività che investe anche il meccanismo operativo dell’Interporto stesso. Su entrambi i fronti, peraltro, resta centrale la collaborazione con il Comune di Campi Bisenzio. All’interno di questo quadro di riferimento la parte archeologica del Parco si inserisce perfettamente nel progetto del Parco della piana, per il quale sono già in essere protocolli siglati con la Regione. Va del resto dato merito al grande lavoro dei molti comitati sorti per salvaguardare Gonfienti, anche se purtroppo molto dell’inestimabile valore dei reperti si è perso nelle prime fasi di costruzione dell’Interporto. Al lavoro dei comitati si aggiunge la grande sensibilità e la condivisione di larga parte della città verso questa scoperta. Relativamente al Parco Archeologico, se un atto di coinvolgimento va fatto è essenziale che questo sia rappresentato non solo dal conservare le fondamenta ritrovate nel 2003, bensì valorizzare i reperti. Anzitutto con mostre ed esposizioni per le quali il Comune ha già manifestato alle sedi opportune la propria disponibilità, ma soprattutto con la necessità di definire il futuro di quello che dovrà essere il Museo del Parco di Gonfienti che deve trovare la sua sede ideale nell’area di Gonfienti e costituire una pietra miliare del Museo Civico. Da non dimenticare è la possibilità della gestione didattica frutto del Parco Archeologico, con laboratori e campus universitari di valore internazionale. Per questo ritengo che pur cogliendo la grande potenzialità del progetto non vorrei che la lettura che ne viene oggi data si limiti a riportarci ai risultati del 2003. E’ peraltro già in atto l’inserimento del Parco Archeologico nei piani urbanistici non solo del nostro Comune ma anche in quello di Campi Bisenzio. Prendiamo atto, in definitiva, della disponibilità del finanziamento della Provincia ma di fronte ai 90 milioni necessari (come da Disegno di Legge presentato in Parlamento nel dicembre 2005) 500mila euro rischiano di essere un intervento spot e non strutturale al fine del raggiungimento dell’obiettivo Parco. Siamo del resto in attesa, ormai dal 2007, di un parere ufficiale circa questo progetto da parte dell’organismo competente. Inoltre dall’Interporto è già stato erogato 1,5 milioni di euro per il medesimo meccanismo oggi presentato dalla Provincia. S Senza che peraltro si sia potuto fruire della conoscenza acquisita e degli stessi reperti già pubblicati nei bollettini ministeriali eppure mai visti in città. Perché investire altro denaro per lo stesso motivo? "
Roberto Cenni, Sindaco di Prato

GONFIENTI ES TANCAT

Ieri la Provincia di Prato ha annunciato l'apertura verso la Gonfienti antica, la ripresa degli scavi. Nello stesso giorno in cui l'Interporto chiudeva le sue porte, con dentro la città etrusca (e fra le proteste dei cittadini per la viabilità interrotta). Non ci si può entrare, se non si ha il tesserino magnetico. La chiave.
Nello stesso giorno.
Con questa chiave bisogna spiegare l'apertura della Provincia. Perché non crediamo più alle coincidenze.
'Tancat", 'chiuso', è parola che i catalani scrivevano sui portoni delle loro botteghe in dispregio della dittatura franchista che li obbligava a un'altra lingua.

SONO BUGIARDI

Dunque alla riunione di stamani hanno mentito quando hanno detto, quelli del Tavolo di Gonfienti, visto che mi ero lamentata per non essere stata convocata a Palazzo Buonamici, che la mancata comunicazione era dovuta al fatto che l'incontro era stato richiesto da loro.
All'incontro erano stati chiamati dal Gestri ('Io so come si fa', questo era il suo motto in campagna elettorale!); un angelo custode mi ha mandato la lettera con cui il presidente li aveva convocati.
Lo stesso angelo custode mi ha fatto vedere dove era rintanata la Signora degli Scavi, che, da vera diva, si è mostrata soltanto quando sono arrivati i riflettori.
Che pena.
Per la prima volta nella mia vita mi è stato impedito di assistere a una conferenza-stampa.
Maila

martedì 29 settembre 2009

Gonfienti

Stamani sono andata a una riunione di una certa importanza su Gonfienti, a Palazzo Buonamici. Non ero stata invitata.
Era presente tutto il “tavolo per Gonfienti”, composto da associazioni come Arci, CGIL, Legambiente, Italia Nostra, Narnalinsieme.

La notizia è delle apparentemente più importanti, che domani leggerete sui giornali locali credo, e ve la anticipo: la Provincia ha presentato alla Regione un progetto di 500 mila euro per la ripresa degli scavi.

Apparentemente dunque non ci sarebbe che da rallegrarsi, anche perché si dimostra l’interesse concreto della giunta provinciale.

Tuttavia l’impressione è come se, in una casa allagata, si volesse rifare l’impianto idrico mettendo una toppa, perché coloro che si sono resi quantomeno complici dello scempio, ora appaiono come quelli che risolveranno il problema.

Mi auguro di sbagliare, ma credo che dietro le altisonanti parole, le promesse, ci sia la solita fregatura; forse manovre pre-elettorali; si vuole salvare qualcuno?

D’altronde il progetto che ha nome Nesi ma che ne nasconde altri, Poggesi, Giorgi, Napolitano, vuole essere un affare economico. Vuole proporre percorsi formativi in cui si vedranno anche i bambini, che non possono più fare i tessitori, a fare gli archeologi.
Per me il progetto -posto che venga mai messo in atto - è sballato, anche perché lo contraddistingue una filosofia culturale da megastore, al ribasso: non si hanno scrupoli nello spacciare una scoperta archeologica fondamentale ad affare di provincia, a latere, al fine di renderlo ‘fruibile’, barbaramente, temendo di non essere comprensi dalla cittadinanza, di essere impopolari, perché ci si occupa di cultura e non si parla di soldi; insomma, non si ha nessuna vergogna nell' abbassare ancor più il livello culturale di una città che già ne ha uno allarmante.

Dei reperti, hanno detto, è troppo presto parlare. Dei vari parchi, vedremo. Una cosa alla volta.

Giudicate voi. Personalmente non smetterò di guardare le cose sotto un angolatura diversa, cercando di capire cosa cela l’involucro che mi viene offerto con il nome di dono da chi fino al giorno prima me lo voleva negare.

Maila Ermini

lunedì 28 settembre 2009

Il blog Primavera di Prato si trasferisce nella realtà: nasce infatti la rivista omonima in forma di piccolo dazebao, che potrà essere pubblicamente letta in una bacheca del Teatro la Baracca (via Virginia Frosini, 8, Prato), dove sarà allestito uno spazio dedicato.
Il blog sarà utilizzato esclusivamente per comunicazioni di eventuali incontri, eventi, appuntamenti. O precisazioni.
Il numero zero della rivista Primavera di Prato, che presumibilmente avrà cadenza settimanale, uscirà sabato 3 ottobre 2009, in occasione della conferenza stampa per la stagione teatrale convocata alle ore 11,30 presso il teatro stesso.
L'indirizzo politico-culturale dei contenuti rimarrà immutato.
Ringrazio tutti coloro che hanno seguito questo blog.
Maila Ermini

domenica 27 settembre 2009

Woody Allen e il dio arredatore


Consiglio di non perdere la visione di Basta che funzioni (Whataever it works), l'ultimo film di Woody Allen. Oltre a essere originale e irriverente da un punto di vista strettamente tecnico, con la rottura della finzione realizzata attraverSo lo sguardo e l'allocuzione allo spettatore da parte dei protagonista (con monologhi e a parte tipicamente teatrali), il film è un atto di insofferenza nei confronti del fondamentalismo religioso dei nostri tempi.
Sarà forse per questo che il fim, in un paese sempre più beghino e ipocrita e censorio, è passato un po' sotto silenzio.

Il laboratTorio

Oltre agli spettacoli e alle interviste, alla Baracca terrò un corso che ho chiamato il  IL  LABOR A TT O RIO Sarà un percorso teatrale  tec...