martedì 16 febbraio 2016

Il Papa a Prato, post quem.

In Sudamerica il Papa chiede scusa in Messico per lo sterminio e la depredazione che la Chiesa ha perpetrato nei confronti degli Indios.

Di questa triste pagine della Storia i Gesuiti sono stati i protagonisti. Basta leggere La leggenda nera. Storia proibita degli spagnoli nel Nuovo Mondo di Bartolomé de la Casas.

Ma la Chiesa continua, mutatis mutandis, con i prelievi forzati, stando a quando si legge nell'esposto del M5S di Prato, e col beneplacito di tutti. Per la visita del Papa - e scusate perché lo chiamate Santo Padre? in un esposto del genere suona tra l'altro come dileggio - sono stati prelevati 129 mila euro dal fondo di riserva, notoriamente destinato a spese improvvise e imprevedibili. Il Papa non è arrivato a Prato all'improvviso, ma ben annunciato con mesi di anticipo.


http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/prato/2016/02/esposto-visita-santo-padre-prato.html

domenica 14 febbraio 2016

Educazione sessuale: in Italia un miraggio

Mentre in Italia ci mostrano folle entusiaste dietro santi,  San Remo e Padre Pio, la televisione in Norvegia presenta un programma di educazione sessuale per ragazzi: semplicemente fantastico.
In Italia tutto questo è un miraggio.
Anche se non capite il norvegese, le immagini e la bravura della presentatrice sono più che eloquenti:


giovedì 11 febbraio 2016

Sanremo, ovvero la dittatura della maggioranza

Non intendo affatto fare la preziosa.  C'è poco da fare i preziosi.

Semplicemente, la sera sono impegnata nel mio lavoro di teatro e non guardo Sanremo. So che c'è perché siamo letteralmente bombardati dalle notizie.
Notoriamente io non guardo nemmeno la televisione, e non me ne vanto.

Su Sanremo, nel passato e su questo stesso blog, mi sono espressa tante volte. Non ho altro da aggiungere; non lo guardo da anni e non sono informata sui cantanti, sugli ospiti (che sembrano tanto importanti quanto i cantanti...).

Sono rimasta a Luigi Tenco, che fu ucciso a e per Sanremo. Per inciso voglio ringraziare mia madre e la sua altissima sensibilità musicale per avermi indirizzato in tenera età nella direzione che mi sembra ancora oggi la migliore. Sembra ormai sicuro che il poeta Tenco fu ammazzato perché voleva rivelare lo sporco che già allora (1967) la grande kermesse canora celava sotto il tappeto...Vedi scommesse clandestine, per esempio.

D'altronde, anche a presuppore il migliore dei mondi possibili, quello della musica leggera è talmente pesante, invischiato, falso, massificato, che asfissia; insomma, c'è troppa gente, sia sul palco che fra gli spettatori, non c'è più posto.

Con questo scritto voglio infatti testimoniare che appartengo a quella percentuale del mondo che non sta nel suo 'centro'  (come il 'cantanto' Ruggeri avrebbe definito Sanremo), né lo vuole. Peccato che di questa percentuale i giornalisti raccontino poco e niente. Ma esiste, c'è. Una 'massina' che  in Italia è costretta, per una settimana l'anno, a leggere di personaggi pilotati dagli interessi economici e con troppa facilità spacciati come artisti. A sopportare, ancora una volta, la dittatura della maggioranza.

Il filosofo Galimberti ha dichiarato che il pubblico di Sanremo è lo stesso che segue la salma di Padre Pio. Sara vero?


Signora Prefetto, così non va

Il Prefetto di Prato, Maria Laura Simonetti, dopo lo scandalo suscitato dal servizio delle Iene sullo spaccio di droga a Prato e sulle aggressioni continue ai cinesi, sui furti a raffica che i cittadini subiscono (io stessa tre furti nel recente passato in teatro),  in una conferenza stampa insieme a un Sindaco non all'altezza del suo compito, insieme a forze dell'ordine smarrite - almeno così appaiono sul video -, dichiara:

"Aiutateci ad aiutarvi". Il tono del prefetto si fa accorato quando lancia un appello alla cittadinanza: "Dateci fiducia, aiutateci ad aiutarvi". Parla un po' ai cinesi ("che devono anche autoproteggersi", nel senso, per esempio, di non andare in giro con troppo denaro contante in tasca) e un po' al resto della popolazione. Il senso è che la coperta (in termini di organici delle forze dell'ordine) è corta e che tutto non si può fare. Se ci si concentra sulle confezioni cinesi, che per anni sono state presentate come l'Emergenza di Prato, si lascia scoperta la prevenzione contro lo spaccio; se ci si concentra sui furti in abitazione, magari sfuggono gli scippatori. E dunque l'invito del prefetto è a segnalare tempestivamente le situazioni e le persone sospette alle forze dell'ordine." (Da Il Tirreno).

L'immagine che trapela è quella di una mamma che ammonisce i  suoi bambini di 'comportarsi per bene', di fare i bravi e di aiutarla nel gestire una 'coperta troppo corta'. E ai cittadini cinesi suggerisce di non portarsi contanti... L'intervento della Signora Prefetto ci lascia senza parole, non è un intervento...congruo! Ricordo che il prefetto è l'autorità provinciale della pubblica sicurezza!

Nella conferenza stampa ciascuna autorità mostra preoccupazione per la propria situazione piuttosto che per la città. E' una conferenza stampa in cui le autorità si 'giustificano'.

La città di Prato sta vivendo una crisi epocale e coloro che dovrebbero tutelarla non hanno il coraggio di fare la voce grossa e di imporsi e di mettersi in gioco in prima persona. Ma è questo che si vuole, affossare la città, ridurla a periferia, marginalizzarla e per questo sembra che si siano scelte figure che ne permettano il 'passaggio'. 
La costruzione della 'città metropolitana' di Pistoia Prato Firenze vuole ormai dire questo, purtroppo, la dequalificazione di chi sta in mezzo.


mercoledì 10 febbraio 2016

Il cavo elettrico aereo è pericoloso

I cavi aerei delle linee elettriche - nessuno ve lo ricorda - si possono spezzare. Con il forte vento, per esempio.
Ora, tutto bene se il cavo si spezza in montagna, e cade fra gli alberi, come è successo ieri in Valbisenzio.

Ma vedete che succede se un cavo di 130 mila volt cade in una strada di città, magari in qualche zona industriale. O, peggio, fra le strade cittadine dove spesso i cavi penzolano fra traliccio e traliccio, come accade a Prato, in via Roma, fra Cafaggio e le Fontanelle.

1http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2016/02/10/news/si-spezza-cavo-elettrico-di-un-traliccio-valbisenzio-al-buio-1.12933231?ref=hftiprer-1

martedì 9 febbraio 2016

L'adozione del figliastro, ovvero la strada del sacro

La Chiesa di Roma, semplicemente, dovrebbe intraprendere un cammino cristiano e lasciare che ognuno, etero omo sessuale che sia, possa avere il suo bambino e possa adottare figliastri.

La smetta di legiferare in campo morale, e torni al sacro. E' l'unico cristianesimo possibile, come ci insegna anche Kierchegaard.

Lettera aperta al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi

Mi unisco a questo appello per la ricerca della verità sulla morte di Giulio Regeni.

"Come membri della comunità accademica di cui Giulio Regeni faceva parte, siamo rimasti profondamente colpiti e addolorati dalla notizia della sua morte. La nostra comunità si è arricchita con la sua presenza. Ora ci sentiamo privati dalla perdita di un giovane ricercatore il cui lavoro affrontava questioni che sono di vitale importanza per la comprensione della società egiziana contemporanea. Il nostro pensiero va prima di tutto alla sua famiglia e agli amici, in questo momento particolarmente doloroso.
Siamo sconvolti dal fatto che il pubblico ministero egiziano dichiari che ci sono stati ampi segni di tortura sul suo corpo. Coloro che erano a conoscenza della scomparsa di Giulio prima della scoperta del suo corpo erano assai preoccupati per la sua sicurezza, dal momento che è scomparso nel bel mezzo di una campagna di sicurezza che ha portato ad arresti arbitrari di massa, un drammatico aumento di casi di tortura all’interno di stazioni di polizia, e altri casi di sparizioni, secondo la documentazione delle organizzazioni locali e internazionali per i diritti umani. Mentre accogliamo con favore la dichiarazione dell’ambasciatore egiziano in Italia, Amr Helmy, secondo la quale le autorità egiziane indagheranno pienamente sulla morte di Giulio, notiamo che, secondo Amnesty International, reparti legati al Ministero egiziano degli Interni e al Ministero della Difesa egiziano sono usi a praticare la stesso tipo di tortura subita da Giulio contro centinaia di cittadini egiziani di ogni anno. Invitiamo pertanto le autorità egiziane a cooperare con un’indagine indipendente e imparziale in tutti i casi di sparizioni forzate, i casi di torture e morti in detenzione nei mesi di gennaio e febbraio 2016 e a collaborare a eventuali indagini in corso da parte dei magistrati penali sulla morte di Giulio, in modo che i responsabili di questi crimini possano essere identificati e assicurati alla giustizia”.

Dr Anne Alexander, Professore Associato, Università di Cambridge
Professoressa Isabella Camera d’Afflitto, Università La Sapienza, Roma
Professor Gilbert Achcar, SOAS, Università di Londra
Professor Stefano Allievi, Università di Padova
Professoressa Maria Rosaria Stabili, Università di Roma III
Dr. Sandro Mezzadra, Professore Associato, Università di Bologna
Professor Alex Callinicos, King’s College London, Università di Londra
Professoressa Andreina De Clementi, Università L’Orientale Napoli
Professor John Keane, Università di Sydney, Australia
Professor Olivier Roy, Istituto Universitario Europeo
Professor Yezid Sayigh, Carnegie Endowment for International Peace
Professoressa Anna Maria Gentili (emeritus), Università di Bologna
Professor Charles Butterworth, (emeritus), Università del Maryland
Prof. Dr. Donatella Della Porta, Scuola Normale Superiore
Paola Caridi, Giornalista ed ricercatrice indipendente, Italia
Professor Stephen Zunes, Università di San Francisco
Dr Lucia Sorbera, Professore Associato, Università di Sydney
Professor Mark LeVine, Università della California (Irvine)
Prof. Paolo Branca, Università Cattolica di Milano
Dr Maha Abdelrahman, Professore Associato, Università di Cambridge
Dr Nicola Pratt, Professore Associato, Università di Warwick
Professoressa Ann Stoler, Willy Brandt Distinguished University Professor, New School for Social Research, New York
Professoressa Laleh Khalili SOAS, Università di Londra
Professor Nicola Gardini, Università di Oxford
Dr Andrea Teti, Professore Associato, Università di Aberdeen

lunedì 8 febbraio 2016

Prato, la droga e il programma di Matteo Biffoni

In questi giorni la città di Prato è balzata sulle cronache nazionali per il problema-droga nella zona del Serraglio, dove sabato scorso si è svolta una manifestazione molto partecipata di cittadini che hanno protestato contro il degrado della zona, ormai in mano agli spacciatori e ai consumatori di droga che in quantità arrivano col treno e scendono proprio al Serraglio.

E' evidente che è stato anche un modo per esprimere il dissenso nei confronti dell'operato della giunta nel suo complesso.


Voglio riportare il pezzo del programma elettorale di Matteo Biffoni, dove si parla della questione.  Dal 2014 la situazione è ulteriormente peggiorata, con chiusura di locali, come anche una libreria.

Intanto sono nati altri punti-spaccio, come la ciclabile, e in più punti. I ciclo-spacciatori vi arrivano indisturbati nelle prime ore del pomeriggio, quando la gente solitamente pranza. 

Dal programma elettorale di Matteo Biffoni del 2014: "La stazione del Serraglio è diventata in questi anni un punto conosciuto in tutta la Toscana per lo spaccio. Il Comune si impegna a promuovere assieme all’università un progetto che ripensi tutta l’area della Piazza de l’Università in modo da rendere quello spazio realmente vivibile per le migliaia di studenti che lo frequentano. Non bastano le fioriere in campagna elettorale Il recupero di via Pier Cironi. Non è possibile che una parte così importante del centro cittadino sia oggi inaccessibile a causa di spaccio e delinquenza. Migliorare la vivibilità di quell’area anche valorizzandone alcune caratterizzazioni artistiche, culturali e ricreative che vi sono significa rispondere ad una grande fetta della insicurezza percepita che riguarda una parte importante del Centro storico. Oltre alla presenza delle forze dell’ordine e della municipale appare prioritario responsabilizzare i proprietari dei fondi e sanzionare gli esercenti non in regola. Il Comune dovrà attivare fin da subito alcuni progetti specifici che coinvolgano gli operatori di strada che potrebbero essere fondamentali per la riduzione del conflitto. Sì a un’urbanistica attenta alla prevenzione al degrado...".

Ultime su Giulio Regeni

Tutto intento a farsi trasportare a Roma la salma di Padre Pio,  altra mossa dell'astuto Papa abile nel vati-marketing, non ha pronunciato nemmeno una parola per Giulio Regeni, il giovane studioso e intellettuale italiano barbaramente torturato e ucciso in Egitto.

Ho scoperto poi che la madre del giovane, la signora Deffendi, ha dichiarato che il giovane non collaborava con Il Manifesto (contrariamente alla vulgata giornalistica), che non lo avrebbe invece mai preso in considerazione.  Insomma Regeni aveva mandato qualche articolo, punto, che non era
stato pubblicato. Il Manifesto insomma si sarebbe appropriato del nome di Giulio. Forse la famiglia era contraria alla pubblicazione dell'ultimo articolo di Regeni per evitare strumentalizzazioni.

Intanto per trovare una notizia sul ragazzo, se si esclude Il Manifesto, bisogna faticare parecchio. In pochi giorni la notizia è stata derubricata dai giornalisti 'considerati e pubblicati'. Presto all'Ambasciata Italiana de Il Cairo, si potrà riprendere quella 'festa' fra uomini d'affari egiziani e italiani a seguito della ministra allo sviluppo economico Federica Guidi (figlia di un pezzo grosso confindustriale), che fu bruscamente interrotta dall'apparire del corpo martoriato del ragazzo.

domenica 7 febbraio 2016

La famiglia Cento alla Baracca - Com'è andata

Teatro pieno, pubblico vero; chi non è venuto ha davvero perso qualcosa. La famiglia Cento, di e con Maura Salvi e con Elena Cianchi si è rivelato uno spettacolo originale, un misto di fiaba e di avanspettacolo, un bel testo, una simpatica e convincente interpretazione. Bello. Elena Cianchi poi, una rivelazione comica.
La Baracca  è davvero un luogo speciale, dove si vede quello che altrove non si può vedere.


Commenti del pubblico:


"Bravissima" C. Cipriani
"177...brave".
"Fiaba per adulti fra avanspettacolo di lusso e maestria di versi e ambienti campestri. Brave, brave, brave."  Gianfelice.
Spettacolo divertente con un pizzico di magia e tanta poesia. Belle le metafore, bravissime le attrici."  D. Sardi.
"Bravissime, grazie Maura per la tua inconsapevolezza piena di tutto". Elisabetta
"Emozionante, divertente, educativo, sincero, uno spettacolo"
"Che a guardare il mondo con gli occhi dei bambini si campa cento anni, sul serio. Brave.
"I racconti di Maura mi hanno portato via e la naturalezza dell'Elena regalato e allegria e leggerezza, bello." Paolo G.
"Interpretazione sublime piena di verità"
"Bello, brave, divertenti, di nuovo tanto brave, ci avete emozionato..."

venerdì 5 febbraio 2016

Franceschini, o la cultura della demagogia

Dopo la favola dell'Istituto Centrale delle Archeologie che supporterà le Soprindentenze come contentino di facciata per rianimare la gestione dei Beni Archeologici, che qui nella Piana di Firenze Prato Pistoia sappiamo come vanno a finire, cioè seppelliti da Interporti e Aeroporti - scavando per l'ampliamento dell'aeroporto fiorentino hanno trovato tra l'altro altri reperti che certo non fermeranno lo scempio aeroportuale -, ecco che ora il Ministro della Cultura si inventa la giornata del teatro gratis, che sarà il 22 ottobre prossimo.

Qui dove vivo i cittadini sono stati abituati da sempre ad andare a teatro e in generale a eventi gratis; la cultura per tutti, l'educazione del popolo eccetera sono stati un paravento dietro il quale si è nascosto per decenni la raccolta del consenso, e il teatro non ne è stato mai valorizzato.

Al contrario! Il teatro è diventato, anche grazie a queste manovre demagogiche, quella servetta inutile che vediamo sgambettare in tutti i teatri d'Italia (e in gran parte d'Europa).
Infatti nessun teatro o quasi vive senza l'aiuto dei finanziamenti, ed è costretto a mostrare quello che vuole il finanziatore.

Senza contare che potranno far entrare gratuitamente il pubblico solo quei teatri che hanno sovvenzioni, e quindi di fatto si realizza una disparità diciamo non molto costituzionale, a teatro comunque si deve pagare il biglietto: è solo così, senza considerare altri meriti, che il teatro e chi vi lavora si valorizza e si aiuta.


Quel clitoride di troppo

Domani sarà la giornata contro le mutilazioni.
In questo periodo storico di grandi violenze, nel privato e nel pubblico, nonostante istituzioni enti associazioni tutti cantino ipocritamente a favore del rispetto dell'essere umano.
Nonostante la scuola, educazione e cultura, la violenza è una componente che pervade a vari livelli la nostra vita quotidiana.

L'infibulazione è una pratica barbara e assassina che vieta alla donna di provare piacere, togliendole il clitoride.

La donna non si può più masturbare, non può più avere il suo mondo erotico. Non può più provare lo stesso piacere accoppiandosi con l'uomo, dove il clitoride per talune donne è elemento di stimolazione anche durante il rapporto sessuale.

Senza il clitoride diventa solo strumento di piacere di altri e di riproduzione.

La donna diventa schiava assoluta, privata, umiliata.

Masturbarsi è atto di libertà, fantasia gioia salute.

giovedì 4 febbraio 2016

E ora, Governo Italiano, abbasserai di nuovo le braghe?

E ora, Governo Italiano, davanti alla morte di questo giovane appassionato e che ti dava lustro, Giulio Regeni, ucciso barbaramente in Egitto, abbasserai di nuovo le braghe in nome degli affari?

Il prof e la pipì

Una storia assurda. Riassumete subito il professor Rho. E poi si parla male della giustizia d'altri paesi, eh? Che paese di pecore beghine e pruriginose!

"Una notte di undici anni fa fece pipì in un cespuglio alle due di notte in un paese sperduto, Averara, una valle laterale della Val Brembana (Bergamo). Per quel reato Stefano Rho, 43 anni, insegnante a Bergamo, oggi viene licenziato poco dopo essersi conquistato il posto di ruolo. Imputato di atti contro la pubblica decenza, all'epoca ricevette duecento euro di multa, subito pagati senza neanche fare ricorso. Tutto finito? Macché. Oggi la punizionePerché risulta che il 2 settembre 2013 il professore, come racconta Gian Antonio Stella sul "Corriere della Sera", firma per il ministero un'autodichiarazione dove dice "di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l'applicazione di misure di sicurezza e di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi scritti del Casellario giudiziario ai sensi della vigente normativa". Ma dal passato non si scappa. Solo tre mesi dopo il dirigente scolastico fa sapere al professore che è stato effettuato un controllo e su di lui c'è un "decreto penale passato in giudicato". Il professore gli spiega tutto, il dirigente capisce che non è il caso di fare i duri su una questione di questa natura e applica il minimo: la censura. Peccato che la Corte dei Conti, nonostante la risibilità della condanna, questa volta non chiuda nessun occhio, anzi: quel reato non prevede neanche l'iscrizione nella fedina penale, che infatti è pulita e non è un "motivo ostativo" per essere assunti nella pubblica amministrazione. Nonostante tutto questo, i giudici fanno la voce grossa con le autorità scolastiche e impongono loro di licenziare Rho. Detto, fatto. Il professore viene cacciato, perde tutte le anzianità accumulate e viene cancellato da tutte le graduatorie provinciali. Per aver fatto pipì in un cespuglio una notte di tanti anni fa." (TGcom24)

mercoledì 3 febbraio 2016

"LA FAMIGLIA CENTO" AL TEATRO LA BARACCA

Sabato 6 febbraio, ore 21, il Teatro La Baracca ospita con molto piacere La famiglia Cento (Le sbacchettate)  di e con Maura Salvi e con Elena Cianchi  dell'Associazione La Bottega delle Maschere di Agliana.

"Presentazione:
L'antica famiglia Cento, ha lontane origini in Toscana, "Centino" uno di loro, tantissimi anni fa salvò una regina da un grave pericolo di morte. Per riconoscenza ricevette il dono di lunga vita. Da allora i Cento si rigenerano, si riattivano, non muoiono mai, scrivono la loro storia su un quaderno e desiderano che venga letta, poiché affermano: “chi non ricorda da dove viene non sa neanche dove va.” In un insolito percorso della mia vita mi sono soffermata a riflettere sulla storia della mia famiglia. Nel tempo queste persone hanno  dimostrato di possedere tante energie, hanno affrontato con forza e  determinazione, non senza dolore, guerre, ingiustizie, malattie. Tutte cose comunque “affrontabili”, con unità e collaborazione, ma con l’aggiunta di un grande entusiasmo e un grande amore per la vita. Da questa riflessione nasce il racconto della Famiglia Cento, racconto fantastico per famiglie o per adulti che vogliono ancora sognare. Un racconto un po’ elaborato dalla fantasia, con una spolveratina di magia, ma vuole rappresentare, con ironia, il dolore di rendersi conto che se non parli un “linguaggio di tendenza” lo“sbacchettamento” può avvenire, ma se ci accompagna l’amore per la vita, per la natura, per la poesia, se con un pizzico di fantasia e di stupore facciamo diventare magica una giornata grigia, allora siamo dei Cento e non moriremo mai! Naturalmente ci 
accompagna anche un pizzico di inconsapevolezza,quella magica e stupenda inconsapevolezza che aiuta molto ad affrontare meglio la vita! 

La Bottega delle Maschere  - Storia 

L’associazione Culturale la Bottega delle Maschere nasce ad Agliana nel 1990 come gruppo di teatro amatoriale e si costituisce in associazione culturale nel  1994. La contraddistingue la volontà di perseguire nel ruolo istituzionale che dovrebbe essere tipico dell’amatoriale, cioè colui che ama il teatro e lo diffonde portandolo dove non arrivano le primarie compagnie dello spettacolo. 

Il gruppo intraprende un’attività di “teatro popolare” per incontrare e avvicinare al teatro persone di qualsiasi età ed estrazione sociale e culturale. Gli spettacoli nascono dal dialogo con la gente del luogo e dal frequentare con attenzione e spirito critico i bar, i parchi, gli ambulatori medici, ecc. Successivamente i lavori proposti sono di impegno sociale e civile. Da sempre ha caratterizzato la Bottega l’interesse per il territorio e l’incontro con altri gruppi, al fine, con attività di diffusione del teatro, di creare scambi artistici e culturali. Il progetto “Oltre il Sipario” ha portato ad Agliana artisti di genere vario, amatoriali e professionisti, anche da fuori Toscana, formazione per attori e incontri dibattito con il pubblico per stimolare la critica negli spettatori. La Bottega delle Maschere porta avanti l’attività esclusivamente con volontari,  autogestita e autofinanziata da 25 anni. 

L’incontro con il Teatro La Baracca è avvenuto da spettatori nell’omonimo spazio  e proseguito con l’invito della “Bottega”  al Teatro la Baracca a rappresentare ad Agliana i propri spettacoli e corsi di recitazione tenuti da Maila Ermini rivolti ai componenti della “Bottega”. Nel tempo la stima per il lavoro svolto dal Teatro la Baracca è cresciuta e si è alimentata.  La nostra partecipazione a questa stagione con lo spettacolo La famiglia Cento vuole essere di pura riconoscenza a Maila Ermini e Gianfelice D’Accolti per il lavoro di alta professionalità, condotto con tenacia in questi anni nella città di Prato." (Maura Salvi)

martedì 2 febbraio 2016

La ciclabile, lo spaccio di periferia

La ciclabile di Prato,  nelle ore che vanno dalle 12 alle 14, è poco frequentata.
E' l'orario degli spacciatori, e non solo di colore. Si introducono con la bicicletta,  con l'aria fintamente indifferente, e si dirigono verso le loro postazioni fisse.

E' lo spaccio di periferia.

La zona di Galciana ne è il fulcro. Ma anche dalla parte opposta, verso Gonfienti.

Qualche consumatore si fa subito dopo aver acquistato la droga, lungo la Bardena, il Bisenzio.
Ne ho visti diversi, ho fatto alcune segnalazioni, e anche in questo blog.

Oggi ne hanno soccorso uno in overdose.

Carla è stata bruciata

Carla
la mamma
è stata bruciata.

Un po' di benzina
buttata

e fuoco

e Carla
la mamma
è stata bruciata.

La bambina
in pancia
ha tenuto duro.

Ha sperato
io credo
ha sperato
ed è nata.

Si può nascere
felici
tenaci

anche fra le fiamme d'odio
d'un padre feroce
geloso
assassino.


Paolo Pietropaolo, 40 anni, ha versato alcol addosso alla sua compagna Carla Ilenia Caiazzo, 38 anni, incinta di 8 mesi, e le ha dato fuoco.


lunedì 1 febbraio 2016

Prato a brand...elli, ovvero l'inarrestabile declino di una città

C'è una forte crisi in atto in città, che il servizio delle Iene sullo spaccio di droga al Serraglio mette solo in evidenza, facendolo diventare il catalizzatore di tutte le problematiche cittadine. Economiche, sociali e culturali. Ci sono tutte, nessuna esclusa.

E questo inarrestabile declino mentre ci si trastulla sui 'tavoli', a cercare 'brand' conditi di varie chiacchiere.

L'ultima quella del Sindaco, che tenta di elencare le "cose fatte".

E' evidente che Prato è destinata a essere la periferia brutta della Città Metropolitana, la sorellastra di Cenerentole già con la scarpetta lucente calzata.

E anche il Senatore Giacomelli si potrebbe dare una svegliata.

Lo spettacolo della città a Pistoia



Cari lettori del blog Primavera di Prato,
sono lieta di annunciarvi il prossimo Spettacolo della città, che si svolgerà a Pistoia domenica 10 aprile 2016, con partenza dal Circolo Garibaldi in Corso Gramsci alle ore 15.
Il percorso, che ricordo si svolge su un pullman con alcune soste e discese,  è molto interessante, a spirale, e si muove dal centro alla periferia, e dalla periferia al centro; esso assume quasi la forma di una rosa, a richiamare uno dei punti di forza dell'economia e della cultura della città.
Come è avvenuto per Prato, questo viaggio-spettacolo rievoca in modo insolito luoghi e personaggi, ma non è un viaggio turistico! E' teatro in movimento, dove la città, anche nei suoi angoli meno celebrati, è protagonista, e lo spettatore-viaggiatore la può osservare con occhi desti e meravigliati.
Presto vi comunicheremo altri dettagli.  Stiamo aspettando che il Comune di Pistoia aderisca, come dovrebbe, all'iniziativa. Questo, come sapete, ci permetterebbe di abbassare il costo del biglietto.

Per il viaggio-spettacolo nella Valbisenzio che ci sarà a maggio...aspettate ancora un po'!

Io spaccio, tu spacci

Grande polverone a Prato per il servizio de Le Iene, dove si mostra che la stazione di Porta a Serraglio è preda di spacciatori.

Aspettiamo qualche dichiarazione dal nostro Sindaco; ché se è vero che il servizio è brutto, sensazionalistico, confezionato in modo da creare il polverone e quindi dico non perfettamente onesto e professionale, tuttavia è indubbio che Porta al Serraglio sia diventata 'Porta al Dettaglio'  (della Droga).

Siamo lontani da una città che può candidarsi minimamente a diventare 'città della cultura', anche se sappiamo che tali trofei, come tanti premi e riconoscimenti, non sono altro che in funzione strumentale eccetera. E quindi, come certi servizi giornalistici, possono farci nascere qualche dubbio.

A proposito della prossima capitale della cultura: basta fare una giratina alle Fornaci, a Pistoia, a non molti passi dal centro, per capire che se non è come Porta a Serraglio di Prato, la situazione è altrettanto devastante.

Come al Serraglio, arrivare e scappare laggiù, è tutt'uno.

Controintervista a Valter Bucelli

Iniziano le contro-interviste alla Baracca con ospiti fuori da circuiti mediatici chicchessia, che siano nello stile libero del Teatro La Ba...