giovedì 31 dicembre 2015

Prato, città di 'carta'

La Giunta del Comune di Prato non fa che sfornare progetti sulla città che verrà e chissà non pensi che questo basti a governare.

Progetto su una nuova China Town, progetto sull'area dell'ex ospedale, che il Biffoni vorrebbe trasformare in un 'Central Park', e per cui sarà previsto un bando internazionale.

E' chiaro che dietro a tutto questo rosso e verde, c'è molto cemento in previsione; affari. Ti lascio un pezzo di verde e ti faccio contento; mi prendo un pezzo di terra per costruire.

Altrimenti ci si muoverebbe anche in altro modo, se ci fosse convinta progettualità su verde e ambiente. Basterebbe cominciare a progettare e concretizzare nuova mobilità urbana, incentivando mezzi pubblici e biciclette; banale trekking urbano eccetera.

Si lascia poi irrisolto il problema sanitario, i posti letto carenti nel nuovo ospedale; la questione sociale, che in città è drammatica;  la vita nelle periferie; invece a Prato - città di borghi - dovrebbe essere significativa.

Al contrario, per la periferia si progetta il peggio, che già lo contiene: oltre ai depuratori di Baciacavallo e del Calice, alla Chiesanuova si sta mettendo le basi per l'inceneritore per i morti, altra fonte di affari e di inquinamento; altrove, come a San Giorgio, si lasciano lavorare imprese pericolose per l'ambiente e la salute, senza che la cittadinanza sappia nulla delle nocività. A Casale, già affaticata appunto dal Calice e dal Casello di Prato Ovest, si pensa di trasferirci la Varvarito, quando già c'è un'impresa che lavora gli inerti.

In realtà, nonostante la giunta si mostri con mosse e proclami propagandistici, incluso sui social con invito al 'mi piace', in pieno fermento di progettualità, essa è assente in toto dalla quotidianità e dalla problematiche del presente.

Il Sindaco è poi spesso assente dai consigli comunali, e sarebbe invisibile ai cittadini se non ci fossero i 'troppo buoni' media e i social che ne propagano l'immagine e i pochi discorsi.

Sono in molti in città a chiedersi se queste persone siano veramente capaci di governare o se sono state messe lì tanto per essere facile strumento di certa 'politica'.


mercoledì 30 dicembre 2015

Capodanno 2016 al Teatro La Baracca

Ecco due spettacoli antidepressivi per il Capodanno 2016 al Teatro La Baracca:

Venerdì 1 e sabato 2 gennaio, ore 16,30
LA BEFFANA
(Commedia per ragazzi e famiglie)

Domenica 3 gennaio, ore 16,30
GATTA AL LARDO, Ragionamento comico sui proverbi
(Per tutti).



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Intellettuali italiani? Ma dove?

Un articolo sull'Espresso mette il dito sulla piaga: gli intellettuali italiani sono assolutamente silenti davanti al fenomeno Matteo Renzi.
Perché? Perché la Sinistra da sempre sponsorizza e tiene il bandolo di questi presunti intellettuali, e li tiene a busta paga.
Berlusconi aveva provato a fare lo stesso, ma non ci è riuscito se non sporadicamente.

Hanno tutti paura di perdere le posizioni, le prebende, gli uffici! tutti zitti e buoni e acquattati.

Ci sono poi quelli che lo sono sempre stati, acquattati, anche quando imperava il Berlusconi.

E non è poi tanto vero che sono gli attori a detenere lo scettro della protesta, come invece un altro articolo dello stesso giornale fa capire, chi bofonchia un po' è sempre gente che in qualche modo e lo può permettere, figli di grandi papà e mammà, gente ormai nel giro di dei grandi nomi. 

Sono proteste rituali, dove non si mette in discussione se non al massimo il singolo 'imperatore'.  Nel sistemino tutti ci stanno e ci sguazzano.

Se si va più in profondità, poi, non si trova più nessuno.

Primo: intellettuali veri non ce ne sono. Non ci sono persone più capaci di elaborazioni, di discussioni, di polemiche. O, dicendo in altro modo, non ci sono più intellettuali coraggiosi, pronti a mettersi in discussione.

Dalle università italiane non giunge alcuna voce.
Dai giornali italiani non giunge nessuno scritto di vera polemica, se non rarissimamente.
Dalle case editrici, i romanzi, le storie sono trite e ritrite; nessun frizzo, nessuna nuova presa di posizione, nessun vero squarcio sul mondo.
Dalla televisione pubblica, meglio non parlarne, visto che siamo costretti a pagare una tassa per sorbirci pubblicità e Fabio Fazio o Sanremo. Se ci fosse qualche signore pensante, si sarebbe levato per gridare allo scandalo di questa questa televisione ruffiana e baldracca che si fa pagare salato per mantenere lo status quo.
Dal teatro, dalla musica, dall'arte figurativa beh, la mia esperienza diretta mi fa scrivere che siamo al collasso intellettuale e morale, oltreché di contenuto specifico. Non parliamo poi dell'estetica. Nessuna riflessione al riguardo. A Prato il massimo che si è riusciti a esprimere per far discutere un po' la popolazione è quell'ammasso inquinante pseudoartistico di via del Pesce che non significa proprio nulla, che dimostra il vuoto artistico contemporaneo. 
Il conformismo è totale, asfissiante, e i giovani sono i portabandiera di questa adesione al sistema, peraltro ormai collassante. Insomma, soldi non ce ne sono più, e nonostante tutto, questi giovanotti sono attaccati alla zattera che va alla deriva...
Dalle scuole, le poche proteste dei ragazzi vengono soffocate nel giro di pochi giorni. Chi di dovere non ci comunica perché e percome protestano. Un po' come è sempre accaduto per gli scioperi, l'informazione è monca e connivente. Gli altri giovani e meno giovani affogano nei bicchierini e nel mangiar fuori, fumando per strada, prendendosi le rituali polmoniti con in mano gli smartphone.

Non ci sono intellettuali di valore né artisti di alcun genere, e se anche ci fossero, verrebbero subito tacitati, derisi, messi da parte. L'Italia è un paese in piena dittatura e in stallo, e si autocensura ormai da sé, non ha più nemmeno bisogno del manganello.

Renzi (e la sua corte sparsa) ha mano libera e farà quel che vuole.
Siamo una massa di codardi. E gli intellettuali e gli artisti, come da buona tradizione italiana, solo cortigiani.

martedì 29 dicembre 2015

Italia un paese senza cultura ambientale

Il problema dello smog di questi giorni nelle città a causa della nebbia, è solo la punta dell'iceberg in un paese che non ha, a nessun livello, né locale né nazionale, cultura ambientale, né la promuove.

Nelle città i sindaci balbettano, soprattutto in questo periodo che bisogna spendere i soldi e quindi le città devono essere accessibili per il commercio!, e il Presidente del Consiglio Renzi non se ne cura minimamente, preso com'è nel suo spettacolo dal titolo 'La ripresa dell'Itlaia', dove per la questione ambientale non c'è nessun ruolo.

Chi poi persegue, a livello personale e quotidiano, una vita 'diversa' e cerca di inquinare meno possibile, riciclare, muoversi in bici, non utilizzare o ridurre al massimo i detersivi, beh, è soggetto al pubblico ludibrio.

Ricordo che quotidianamente si possono mettere in pratica piccoli comportamenti e senza troppa fatica per inquinare meno: andare più possibile a piedi o in bicicletta o con i mezzi pubblici; utilizzare proprie buste per la spesa; mettere da parte cartone e quanto possibile che possa essere utile per varie situazioni; per verniciare, utilizzare vernici ad acqua; ridurre l'uso della plastica e dei contenitori; riscaldare in modo corretto gli ambienti, senza eccessi e magari coprirsi di più; per lavare i piatti usare i fondi del caffé o l'acqua della verdura; oppure, per chi ha il camino, può andar bene la cenere che, quando è passata bene, è ottima anche per la lavatrice.

Ricordare che il rifiuto è oggi trattato un affare e che noi con il rifiuto possiamo anche risparmiare soldi e tempo; che andando a piedi o in bici guadagniamo in salute; e che comprare una automobile è un investimento solo per le case automobilistiche.

Se fossi un sindaco, anche a rischio di passare per ridicolo - io spesso sono stata derisa e lo sono per questo - , darei consigli pratici in materia ambientale; più che soldi buttati nei mega manifesti di auto-promozione, spenderei i soldi pubblici in campagne di sensibilizzazione.
Ma chi non pratica questo tipo di vita o una politica minimamente alternativa, certo non può pensare né immaginare, o men che meno permettersi, alternative se non il traffico veicolare a targhe alterne o poco più.

Quando la nebbia se ne sarà andata dalle pianure padane, il problema ambientale poi ritornerà nel comodo vano del dimenticatoio.

lunedì 28 dicembre 2015

L'INSTALLAZIONE IN VIA DEL PESCE E' INQUINANTE


Proprio ieri sera, dopo lo spettacolo, passeggiando per Prato insieme a Gianfelice, ho considerato nuovamente quanto fosse inutile e 'dannosa' l'opera in via del Pesce, ora in versione tinteggiata di nero, forse nel vano tentativo di renderla più 'elegante', e riflettevo proprio sullo smaltimento di tutto quell'ambaradam.
Non è più soltanto una 'questione estetica', e sono felice di veder condivisa questa considerazione.
Pubblico quanto mi si sollecita:

"L’opera in piazza del Pesce nuoce gravemente alla salute, la verniciatura è stata eseguita  senza alcuna precauzione e impiegando materiali verniciati tossici che oltretutto costituiranno problemi per lo smaltimento in quanto da considerarsi rifiuti speciali.
Mi pare dunque doveroso denunciare questo superficiale ed assurdo modo di comportarsi, specialmente in un momento come questo dove l’inquinamento dell’aria è al centro delle preoccupazioni ambientali per la salute di tutti. Ecco perché occorre rimuovere con urgenza questa installazione! Penso che dal blog “Primavera di Prato” possa partire questa iniziativa, perché ritengo che specie la “street art” dovrebbe, al contrario di quanto si è fatto con questa installazione, promuovere un percorso virtuoso e, semmai , educativo o di denuncia in senso ecologico  nei confronti della qualità dell’ambiente.
Le vernici costituiscono una fonte importante di inquinamento dell’aria indoor e outdoor, sia perché contengono sostanze chimiche che evaporano facilmente all’aria, sia perché rivestono anche grandi superfici.

simbolo teschi prodotto velenosoLa maggior parte delle vernici convenzionali e dei prodotti di rifinitura, seppur dichiarate dannose in tutta Europa,  è una fonte di emissione di composti organici volatili(VOC), tra cui formaldeide, benzene, toluene, ecc., che possono essere presenti con la funzione di solventi, diluenti ecc. o per aumentare le prestazioni del prodotto.  Oltre ai VOC, le vernici possono contenere e rilasciare altre sostanze odorose, tossiche, o componenti indesiderati, quali i pesticidi e i metalli pesanti (piombo, cadmio, cromo, mercurio, arsenico e titanio)."

domenica 27 dicembre 2015

Pagliaccia Secca fa ridere

Quando ridono i bambini è bello; ma quando a uno spettacolo per bambini ridono i grandi, be', allora lo spettacolo per bambini è davvero riuscito.

Quando poi si divertono anche gli attori, come si dice, è 'tanta roba'.

Così al Teatro La Baracca ieri; oggi al Teatro Magnolfi.
Non si poteva finire meglio questo 2015.












sabato 26 dicembre 2015

LA BROCHURE DI PRATOFESTIVAL: SOLDI BUTTATI

A causa di un errore sulla brochure di Pratofestival, che aveva indicato alle ore 21 lo spettacolo di oggi pomeriggio alla Baracca, abbiamo perso diversi spettatori (che invece si sono presentati appunto alle ore 21).

Vergognoso. Un dispetto? Superficialità? Mancanza di professionalità?

Sappiamo, e lo abbiamo verificato anche per altri eventi, che ci sono altri errori.

Controllate attentamente prima di andare a vedere uno spettacolo, perché la brochure non è attendibile.

Ancora una volta, i nostri soldi buttati (oltre che persi).

Pagliaccia Secca Sos si replica domani pomeriggio (ore 16,30) al Teatro Magnolfi. Speriamo che non accada come l'anno passato, quando moltissimi spettatori furono rimandati indietro.

giovedì 24 dicembre 2015

Natale

Anche questo Natale
ci ritroviamo
coi soliti regali

le nostre misere ingiustizie
così palesi
e grandi;

i nostri interessucci,
gli amichetti,
la dose quotidiana disonesta;

il nostro sesso
spiegato e prepotente.

La mamma
petulante,
il babbo
violento
o assente;
il figlio ingrato.

La nostra tenace
persistenza.

E ogni anno
e proprio in questi giorni,
chiamiamo il fabbro astuto
a saldare l'esile fragile
attaccatura al mondo,
pagandolo salato.


mercoledì 23 dicembre 2015

Il Comune e la fattoria degli animali

I NOSTRI COMUNI SONO COME LA FATTORIA DEGLI ANIMALI.

Tutti sono uguali.
Ma qualcuno E' più uguale degli altri.

Prato: a Contemporanea Festival vanno 25000 euro e al TPO 15000!  Ma già non fanno parte del Metastasio? Roba da chiodi.

Questa giunta contribuisce fortemente a impoverire la città.
Grazie, assessore Mangani!

Ecco i contributi alle associazioni:

martedì 22 dicembre 2015

Tutta l'arte è merce!

Qualche ragazzotto di provincia ben introdotto nel futuro partitico sentenzia che quella installazione artistica di Prato che fa tanto discutere i cittadini pratesi, come è avvenuto anche nel recente passato tante volte per episodi simili,  dichiara insomma che quell'opera-ammasso di via del Pesce non sarebbe opera mercificata.

Si tratta di una affermazione superficiale, dato che l'installazione sarà pagata.

Certo, non può essere venduta a gallerie o galleristi,  meno male!, tuttavia tutta l'arte indistintamente è merce e tutti gli artisti, ma proprio tutti, sono mercificati.

Anzi, le stesse città d'arte sono grandi cantieri di merce, e in questo senso viene così corteggiato il turismo, e con il beneplacito di tutte le forze politiche e artistiche!

Dispiace dirlo, ma è così, e da diversi secoli ormai.

E non è sempre un male, visto i prodotti a volte felici di questa mercificazione.

Certo, ultimamente la situazione è molto peggiorata a causa della massificazione dell'evento artistico, triturato appunto nel macinino turistico e commerciale senza pietà, ma anche perché artisti presumono di essere in molti e senza averne talento, modo, figura...contenuto!, a tal punto da mettere in discussione il senso stesso del fare artistico.

Quando l'arte non è stata mercificata in senso classico, si è comunque resa prona a un governo, a un signore, a un partito. O è stata resa brutalmente prona, come era evidente fino a pochi anni fa nel mondo presunto comunista. Basta leggere qualche paginetta di Aleksandr Solzenicyn!

Oggi, peggio ancora, accade l'unione dei due meccanismi: mercificazione e adesione programmatica a un partito, a un gruppo a un movimento eccetera (e questo in particolare lo fanno gli artisti mediocri per lavorare).

Tanto per capirci:  Caravaggio dipingeva le Madonne, e si faceva pagare, e non solo le dipingeva come voleva lui, ma i committenti non riuscivano a renderlo 'aderente'! E così altri, e non solo i 'grandi', come Leonardo. Oggi, invece, l'artista viene completamente catturato, e dal mercato e dal partito!

E certe dichiarazioni catto-comunisticanti e strumentali dei ragazzotti di provincia lo dimostrano.


lunedì 21 dicembre 2015

Perché non mi piace Giovanni Lindo Ferretti

A Prato Giovanni Lindo Ferretti è stato al Castello dell'Imperatore, retorico e demagogico come sempre, con i suoi cavallucci.
Musicalmente parlando l'artista non mi entusiasma; ma questo poco male.
Alcune delle sue canzoni le trovo astute e piene di banalità, e parlo delle parole; altre veramente e volutamente 'brutte' dal punto di vista musicale.
Il punk d'altronde fa parte di quel movimento dell'estetica del brutto nato alla fine dell'Ottocento, come ci fece notare Baudelaire.
Insomma, Giovanni Lindo Ferretti è un epigono, come molti, troppi di noi.

Ma la cosa più pietosamente divertente è la sua 'conversione' alla Destra ( con l'inclusione della conversione alla Fede!, il pacchetto è completo), il vederlo sempre e comunque sponsorizzato dai politici; prima saltellava sui palchi sovieticanti; ora sui palchi con Meloni e Cocomeri. D'altronde, sennò come si fa a lavorare così in vista e bene?
Dietro quell'aria da santone anarchico emilio-romagnolo, si intravede l'astuzia dell'uomo di spettacolo da fiera di stampo post-bizantino.


domenica 20 dicembre 2015

Celestini 2015, com'è andata

Ieri sera niente dibattito, spettacolo e basta.
Una scelta fatta per segnare una discontinuità rispetto al passato (ma anche in altre due recite passate il dibattito non c'era stato), e anche per tranquillizzarmi.
A ogni replica dei "Celestini" si rinnova una grande emozione in me, ritornano i ricordi delle violenze ricevute da bambina nell'istituto di Santa Caterina a Prato, come ho voluto spiegare bene ieri sera.
Merito di questo spettacolo se alcuni ex-celestini si sono ritrovati negli anni passati, e anche quest'anno l'incontro si è ripetuto.
Un grazie anche agli spettatori che, ancora alla sedicesima replica a Prato, mi seguono numerosi.

venerdì 18 dicembre 2015

Boschi a baccano

Maria Elena:  Pronto, pronto, Matteo?

Matteo: Cicci, richiamami dopo, ora non è il momento....

Maria Elena. Omamma, ma io non so icche' fare, icche' pensare...Hai visto che è successo, suvvia, tesoro, dammi una manina.

Matteo: Io farò il possibile, ma non lo so. Ti voglion sfiduciare. Ma come si fa a sfiduciare un angelo come te....Tu se' bellina, tu se' carina, ma son incazzati, nini, te lo dico.

Maria Elena.  Ovvia, su, omamma, ma icchè c'entro io con quel pelandrone d'immi babbo...che c'entro io...oh, gl'è normale perdere un po' di soldi, e' voglion giocare, voglion guadagnare, e poi danno la colpa alla banca...Ma io dico...via Matteino...

Matteo.   E come sa a fare? Facciamo la conta!

Maria Elena.  Mica tu mi vorrai sacrificare, vero?

Matteo. No no, non ti preoccupare, cicci. Come si potrebbe fare senza di te, in questo governo? Te sei bellina, te sei carina, te, in televisione, e' tu fai sempre effetto...

Maria Elena.  Lo dicono tutti. La collega, via, non ha lo stile mio, è un po' 'madia'. Scopiazza lo stile fiorentino, ma è romana, è rozza. Vuoi mettere, no, noi fiorentini? Ti ci vuole qualcuno come me. Suvvia, ovvia, oddai, oioi...Posso darti un bacino?

Matteo.  Grazie, sì, dammi un bacino, tesoro, cicci.

Maria Elena.  Oioi omamma, ovvia, su.



mercoledì 16 dicembre 2015

L'oro d'Arezzo

Mai come in questo periodo si capisce dov'è l'oro in Italia.

Dove Fanfani riuscì a far giungere l'Autostrada del Sole, deviando il percorso con la 'curva Fanfani'.

Arezzo, cupo cuore massonico che oggi piange il suo capo, il morto tardissimo Licio Gelli (pistoiese, sarà sepolto domani nella città 'orsetta').

Arezzo, cuore delle banche fallite (Banca Etruria) e del potere finanziatore di certo sistema partitico.

Arezzo, non a caso città dell'oro.


A Prato due assessori alla cultura

A Prato, ormai è chiaro, ci sono due assessori alla cultura: il primo, il titolato ufficiale, è il bel sornione Simone Mangani, e l'altra, non titolata ma di fatto, è l'assessore Daniela Toccafondi, ufficialmente alle attività produttive, al commercio e alla gioia di vivere pratese.

E' quest'ultima l'anima culturale del centro storico, la vitalizzante artefice di mostre incomprensibili ai cittadini, ma che rendono pepata la città; è lei la beneamina e beneamata fatina della cultura tradizionale e  popolare dei negozianti e delle più becere tradizioni pratesi, tutte finalizzate a far vivere 'stobenedettocentro' di Prato, diventato grazie a lei un settaccio natalizio per filmetti di Natale appunto alla pratese.

Lo slogan "Sei vuoi bene alla città, vivi il centro" di destra memoria, che riempiva la città datinesca di cartelloni immensi durante l'era cenniana, si realizza così pienamente e felicemente.

Come anche accadde all'Esposizione Universale, quando portò la pratesità in tournée, anche questa volta la fata dai capelli rossini di Prato, mette in ombra, soprattutto in questo periodo, il Simone Mangani, più compassato, più annoiato, più esistenzial-esisto di lei, impegnato nell'entichettatura di partito, fra Metastasio tricchetracche, Pecci sì Pecci no, localini vo non vo.

Lei, la nostra assessora, è veramente rossiniana, frizzante briosa come deve essere una vera figliola del Datini, spònsora di tutta la pratesità presente e futura, impareggiabile fattrice di quest'alberone natalizio mercataro e posticcio che dovrà diventare prima o poi Prato, meta di turismo infinito saecula saeculorum.

martedì 15 dicembre 2015

Non esistere

Al Teatro La Baracca non sarà dato niente dei fondi destinati alle associazioni del Comune di Prato. Insomma, per la nostra attività in sede, picche.

Scrivo tanto per informare gli spettatori, amici e nemici che da anni ci seguono, che non c'è niente di nuovo per noi.

Ci fanno fare gli spettacoli, ci danno duemila euro, e questo ci deve bastare. Insomma, come prima e più di prima. Tutto il lavoro sulla storia di Prato, il lavoro in periferia dal 1993, giusto per fare un esempio, questo Comune, una giunta dopo l'altra senza grandi differenze, è valutato nulla.

D'altronde, a parte qualche caso sporadico, i titolati non sanno nemmeno cosa facciamo.

Per gli assessori e i presidenti e i commissari e i funzionari, e anche per alcuni giornalisti-lacché sarebbe molto meglio che queste realtà indipendenti non esistessero (anche se in alcuni casi fanno finta di sostenerle con progetti-fantoccio).

Anzi, dietro questi dinieghi, o questi regalucci di Natale, c'è il sottotesto: 'Non esistere'.

Epifanie moderne della distruzione del 'diverso'.


Avviso per "L'infanzia negata dei celestini"

Per la replica del 19 dicembre ore 21 al Teatro La Baracca, onde evitare il ripetersi dei fatti sgradevoli degli anni passati, e che non voglio più tollerare (intrusione improvvisa da parte di spettatori nel camerino, interruzione di pubblico spettacolo, atti di fanatismo e intemperanze varie), è necessario:
1. prenotare obbligatoriamente;
2. indicare i nomi precisi delle persone che intendono assistere alla replica di sabato 19 dicembre;
3. un riferimento telefonico per eventuali comunicazioni.
Il telefono del teatro è lo 0574-81236 oppure scrivere a teatrolabaracca@gmail.com.

lunedì 14 dicembre 2015

Politica cultural-musicale a Prato

Mentre l'assessore Mangani e diversi cittadini di Prato scrivono partiture in tono maggiore sul connubio fra Camerata Strumentale di Prato e la Scuola di Musica Verdi, voglio intonare una nota fuori dal coro.

Sì, va bene, 'tutto bello', ma è un fatto che a Prato le bande e le filarmoniche (quelle tanto deprezzate dall'accademismo musicale di alcuni miei ex-maestri di musica), e quindi la creazione e la diffusione popolare della musica stessa, sono state distrutte.

In realtà anche in campo musicale, come in quello teatrale o artistico-figurativo, non si fa che 'entizzare', cioè rafforzare il potere politico attraverso gli enti culturali che succhiano soldi, sono gestiti partiticamente, e distruggono ogni creatività o soggetto alternativo. 

Si veda per esempio la quasi scomparsa banda pratese Edoardo Chiti (a parte qualche fugace apparizione natalizia eccetera), che ben altra sorte ha avuto di quella pistoiese Borgognoni.

Domenica Meraviglia

Lontana
dai vostri localini
snob sob bob
fra poesie e canzoni

in un parterre
stile neoclassico obliato
con accanto vecchietti
color sfumato comunista
o giovanotte demodé
dai nomi fantastici
Selvaggia Corilla
Geggè,

ai piedi di colonne doriche
dimentica delle vostre birre
di lamenti connessioni
snob sob bob
di primi piatti
e mercatini,

finalmente
è nata mia figlia,
Domenica Meraviglia.

domenica 13 dicembre 2015

La città si fa branda

Il progetto "La città si fa branda" dell'Assessorato all'Inutilità nr. 9 del Comune delle Comunelle è il migliore esempio pratico di come si vogliano addormentare i cittadini attraverso i raccontini della nonna e dei piccini, per farli giocare al gioco 'la città che vorrei'.

In questo l'Assessorato all'Inutilità nr. 9 conta di riuscirsi perfettamente attraverso varie tappe di gioco-addormentamento della cittadinanza.

In cosa consiste questo progetto-gioco? A immaginare la città futura attraverso varie tappe in cui i cittadini immagineranno come potranno addormentarsi meglio e bene, con i turisti che saranno invitati in città per fare altrettanto.

Se tutto va bene, quando il progetto sarà terminato, nel Comune delle Comunelle i cittadini potranno fare meglio le loro belle ninne al suono dei raccontini e delle favole diffuse dagli Assessori Inutili!

Partecipa!

Controintervista a Valter Bucelli

Iniziano le contro-interviste alla Baracca con ospiti fuori da circuiti mediatici chicchessia, che siano nello stile libero del Teatro La Ba...