venerdì 23 novembre 2012

Primarie, ovvero della falsa democrazia

Non ne posso più di questo clima asfissiante, così poco democratico, così ipocrita da risultare urtante, delle primarie del centrosinistra e tra poco, ahimé anche del centrodestra.
Naturalmente solo gli sciocchi possono pensare che questa è una pur minima lontana rappresentazione della democrazia.
I candidati sono espressioni di interessi di parte; nessuno che sia veramente eletto democraticamente può avere qualche speranza di finire come candidato di qualche primaria.

Le primarie sono nate perché c'è da tempo, da parte della cittadinanza,  una legittima richiesta di democrazia, ossia di trasparenza, uguali opportunità, giustizia, ricchezza condivisa; ma ancora una volta i cittadini sono, anche grazie a tanti che si prestano al gioco dei potenti inconsapevolmente o meno, presi per il culo. 

Il vero vincitore, comunque sia il risultato (che cambia fra il finto come la plastica Renzi o il retorico diversamente finto-abile Vendola o il sicuro di sé Bersani tanto vinco io perché ci sono i compagni...?), è il sistema partito, che proprio grazie a questa operazione cialtro-tartufesca ne esce rafforzato nel suo potere all'interno delle istituzioni dello Stato.

Il cittadino è altrove, con i suoi problemi di tutti i giorni: in questi giorni in particolare, con il grande problema di pagare tasse esorbitanti e assurde che lo depauperano, lo isolano e, sempre più diffusamente, lo affamano.

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